Zarcillos Largos: “Americanos, esta es nuestra guerra!”

A cura di Marco Aurilio

“Americani! Le vostre motivazioni di guerra contro di noi sono strane. Per anni abbiamo combattuto i Neo Messicani, saccheggiato i loro villaggi, ucciso o catturato molti di loro. La nostra causa era giusta. Ma voi avete appena iniziato la guerra contro di loro. Siete potenti… li avete conquistati, cosa che noi tentiamo di fare da molto. Ora, ci rimproverate ciò che voi stessi avete fatto! Non riusciamo a capire perché vogliate questionare con noi per averli combattuti a ovest mentre voi facevate la stessa cosa ad est. Questa è la situazione.
Questa è la nostra guerra.
Abbiamo più ragioni di lamentarci del vostro intervento in questa guerra di quante voi non ne abbiate nel rimproverarci mentre proseguiamo una lotta cominciata molto tempo prima del vostro arrivo.
Se volete essere giusti, lasciateci risolvere da soli le nostre divergenze”. Leggi il resto

I Wagluhe, Oglala che i bianchi chiamavano progrediti

A cura di Sergio Mura

Capo Vecchio Fumo
I Wagluhe, della grande famiglia dei Sioux Oglala, erano apprezzati e conosciuti dai bianchi fin da poco tempo dopo il “contatto” in quanto venivano ritenuti “progrediti” rispetto agli altri Sioux del loro raggruppamento. Questo perché effettivamente, dopo aver conosciuto la potenza dell’uomo bianco e dei soldati in particolare, avevano ricercato una via di pace e avevano cercato di apprendere il più possibile dai bianchi.
La gente Wagluhe era una delle sette tribù che componevano il raggruppamento d Lakota Oglala all’interno della grande famiglia dei Sioux. La tribù Wagluhe è nota anche come “Banda dei Mocassini”.
Gli Oglala erano divisi in sette distinte tribù che si incontravano e condividevano la lingua e gran parte di usi e costumi: Wagluhe, Ite Sica, Oyukpe, Wazaza, Tapisleca, Payabaya e Kiyaksa. Leggi il resto

La schiavitù presso gli indiani del west

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Nel 1850 la parte americana della Commissione sui Confini con il Messico, diretta da Mr. J. R. Bartlett decise di porre il suo quartier generale per qualche tempo presso le miniere di rame di Santa Rita ed una forza di trecento uomini prese possesso del luogo. I Mimbrenos, sotto il comando del grande capo di guerra Coltello Nero (Cuchillo Negro, Black Knife) erano intenzionati a resistere ma, ci pensarono meglio, e ricevettero gli americani con grande professione di amicizia. Poco tempo dopo la stabilirsi della Commissione nei quartieri giunsero tre commercianti messicani, che erano stati tra gli Apache Pinal, ed avevano acquistato da loro una giovane messicana di nome Inez Gonzalez. Leggi il resto

I Seminole Neri

A cura di Pietro Costantini

I Seminole neri, noti anche come Indiani neri, Muskogee neri o schiavi liberati Seminole, emersero come un distinto gruppo etnico nella Florida del XVII secolo. Nella prima parte del secolo la Corona spagnola, che controllava la Florida, concesse un territorio ad un gruppo di Lower Creek, sperando di creare una zona cuscinetto fra loro e gli insediamenti inglesi in Georgia e nelle Caroline. In seguito i Creek si unirono ad altre bande, come i Mikasuki e gli Apalachicola. Leggi il resto

Gli Apache

A cura di Luana Leonini

ApacheI primi popoli Atapascani arrivarono nel Sud-Ovest intorno all’850: erano cacciatori nomadi e raccoglitori di foraggi nella zona dell’attuale Canada occidentale. Si propagarono su tutti gli altipiani aridi del Sud-Ovest, formando numerosi raggruppamenti chiamati Apache dalle altre tribù della regione; forse il nome apache significava “nemici”.
Dopo essersi stabiliti sulle nuove terre gli Apache continuarono a scorazzare per il territorio razziando le popolazioni per avere cibo e schiavi. Siccome erano fieri lottatori e maestri esperti nel sopravvivere nei deserti, erano temuti anche dagli altri abitanti del Sud-Ovest: indiani, pueblo, spagnoli, messicani e americani, che infatti vennero tutti sottomessi.
La loro presenza e le loro vessazioni impedirono qualsiasi espansione spagnola e messicana verso nord. Quando alcuni anni dopo gli Stati Uniti annetterono il Sud-Ovest (1848), divennero i peggiori nemici per gli occupanti anglo-americani e si mostrarono i più ostinati di tutti i guerrieri indiani. Leggi il resto

Il linguaggio dei segni e altri sistemi di comunicazione nelle grandi pianure

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886


un esempio di comunicazione con i segni

Nonostante i frequenti contatti tra le tribù delle grandi pianure, suggellati anche da alleanze come quelle tra Sioux, Cheyenne ed Arapaho, ogni gruppo era geloso della propria lingua e raramente imparava il linguaggio degli altri. Il loro universale mezzo di comunicazione era il linguaggio dei segni, portato dagli indiani ad un livello rimarchevole. La peculiarità di tale linguaggio è probabilmente dovuta alla lingua degli Arapahoes, dura e gutturale quindi molto difficile da comprendere e parlare. Leggi il resto

Prima dell’uomo bianco c’erano i Nativi d’America

A cura di Sergio Mura


“Lo scopritore dell’America è stato Cristoforo Colombo.” Intere generazioni sono cresciute con questa verità in testa, una delle tante che vengono insegnate e che raccontano la storia o, meglio ancora, una storia. In questo caso, peraltro, si tratta della storia dell’uomo bianco, europeo, evoluto, a cui si ascrivono i meriti di ciò che esiste per il solo fatto di aver potuto dire “Questa cosa l’ho vista io per primo!” Leggi il resto

Si-Te-Cah: la leggenda dei giganti cannibali del Nevada

A cura di Gian Mario Mollar


Stonegiant, mito irochese

Dimenticate – ma solo per un attimo – le solite teorie evoluzioniste che avete studiato sui banchi di scuola e ricominciamo da capo. C’erano una volta… i giganti. 
Una leggenda Paiute narra la storia dei Si-Te-Cah, un’antica stirpe di giganti cannibali dai capelli rossi che seminava il terrore in quello che oggi viene chiamato Nevada. Il nome significa letteralmente “mangiatori di giunchi”, e si riferisce alla loro abilità nell’intrecciare le fibre di questa pianta acquatica per costruire zattere, utilizzate per guerreggiare con i loro nemici Pajute. Leggi il resto

Il massacro Dade

A cura di Sergio Mura


La Seconda Guerra Seminole – che durò fino al 1842 – ebbe un notevole impulso con il cosiddetto “Massacro Dade”, un tragico e terribile evento del 1835 che segnò anche una gravissima sconfitta per l’esercito degli Stati Uniti. L’episodio non è unico nella storia delle guerre indiane, ma ha una sua rilevanza anche per via del numero dei soldati che furono coinvolti nel massacro. Leggi il resto

Gli Osage in visita nella vecchia Europa

A cura di Pietro Costantini

Circa la presenza di nativi americani in visita in Europa, la storia degli Osage riporta due episodi ben precisi. Uno è del 1725.
Etienne Veniard, signore di Bourgmont, comandante di Fort Detroit, nell’autunno 1724 era stato incaricato dal governo francese di portare a termine due missioni: stipulare un trattato di alleanza con i Padouca (Comanches) e poi portare in Francia alcuni capi delle principali tribù perché potessero avere idea della potenza dei Francesi. Leggi il resto

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