La tortura tra gli Apache

A cura di Josephine Basile


Negli anni 1970, uno studioso degli Apaches-Chiricahua che vivevano a Mescalero e a Fort Sill scoprì un fatto rivelatore: la maggioranza di loro era più a conoscenza del cattivo comportamento del tenente Bascom con Cochise e del vile assassinio di Mangas Coloradas per mano dei soldati del generale West, che del bombardamento giapponese a Pearl Harbour. Questo nonostante i fatti di questi due grandi capi ebbero luogo più di un secolo prima. L’impatto dell’assassinio e, sopratutto, della decapitazione di Mangas Coloradas fu particolarmente profondo. Tre generazioni dopo, i portavoce del popolo Chiricahua giurano che la mutilazione di vittime bianche per mano degli Apache era un eccezione. Leggi il resto

Ho combattuto con Black Horse

A cura di Marco Aurilio

Black Horse (seduto a destra nella foto) con altri Navajo
Trading post di Blue Clay Point, nordest Arizona, un uomo bianco (Richard Van Valkenburgh) è seduto con il suo interprete Jerry davanti ad un vecchio navajo chiamato Hastin Tsosi, che in cambio di cibo e sigarette è lieto di raccontare storie e tradizioni da lui conosciute. Il racconto inizia al crepuscolo con storie di mitologia indiana, sulla creazione del mondo per poi passare alle battaglia con i messicani. Leggi il resto

I Mescalero

A cura di Paolo Brizzi

Guerriero Mescalero
I Mescalero sono una tribù di lingua Apache del Sudovest americano, delle pianure meridionali e del Messico settentrionale.
Il confine occidentale del loro territorio era il Rio Grande e, sebbene tutti i loro insediamenti fossero collocati a ovest del fiume Pecos, le cacce al bisonte o all’antilope, la ricerca di sale e cavalli, le incursioni di guerra sovente li portavano a spingersi molto più ad est.
A Nord il loro ” confine” era il 34° latitudine nord, ma si spingevano oltre per viaggi “commerciali”.
A sud il loro dominio si estendeva nel Texas nord-occidentale e nelle parti settentrionali degli stati messicani di Chihuahua e Coahuila. L’area dove vivevano è montuosa con picchi che raggiungono i 3600 mt. di altitudine, separati da valli e pianori. Leggi il resto

I Comanches, Don Bautista De Anza, il New Mexico

A cura di Renato Ruggeri

Il primo documento scritto in cui sono menzionati i Comanches data il 1706. Nel luglio di quell’anno il Serg. Major Juan de Ullibarri fu avvisato dal cacicco di Taos che gli Utes e i Comanches stavano per razziare il Pueblo. Informò il Governatore Francisco Cuervo a Santa Fe e costui, sempre nello stesso anno, scrisse ai suoi superiori di essere circondato da tutti i lati da Indiani ostili, tra cui, a Nord, Utes e Comanches.
Non sembra venisse espressa sorpresa, nè dai Tanoenos, nè dai 2 Spagnoli, per l’apparizione dei Comanches ai loro confini, quindi è probabile che fossero già conosciuti, nel New Mexico, prima del 1706, ma i dettagli sono sconosciuti. Leggi il resto

I cavalli e i nativi delle grandi pianure

A cura di Matteo Pastore

Guerrieri indiani a cavallo
Quando pensiamo ai nativi americani (più comunemente “indiani d’America”) tendiamo ad immaginarli a cavallo che impugnano una lancia o con arco e frecce; ma i nativi non sempre possedevano dei cavalli anzi alcune volte non avevano neppure arco e frecce ma questa è un’altra storia. In questo articolo si tratterà di nativi e dei loro cavalli.
Gli indiani d’America ottennero i primi cavalli dagli Spagnoli. Quando gli esploratori iberici, Coronado e De Soto, giunsero in America portarono con sé numerosi cavalli. Era il 1540; alcuni di questi cavalli scapparono e diventarono selvaggi stabilendosi vicino ai villaggi nativi. A quanto pare, i nativi, non fecero nulla con i cavalli che si trovavano allo stato selvaggio ma iniziarono ad usarli e a cavalcarli solo molti anni dopo. Leggi il resto

I Piedi Neri

Per quasi due secoli i tre raggruppamenti che formavano la nazione dei Piedi Neri furono considerati separati dai bianchi e chiamati con nomi distinti: i Pikuni o Piegan, i Kainah o Blood, e i Siksika o Piedi Neri propriamente detti.
Questi tre gruppi, per quanto indipendenti, parlavano la stessa lingua e avevano gli stessi costumi, si sposavano tra loro e avevano gli stessi nemici. Quanto a questi, poi, c’erano dei veri e propri accordi attraverso i quali i raggruppamenti dei Piedi Neri si difendevano l’uno con l’altro presidiando zone diverse. Leggi il resto

L’organizzazione socio-politica degli indiani americani


Per la maggior parte degli indigeni nordamericani, come in effetti per la maggior parte dei popoli nel corso della storia umana, non esistevano alcune forme istituzionalizzate del potere sociale e politico, nessuno stato, nessuna burocrazia e nessun esercito. Le società degli indiani americani erano di regola egualitarie senza un’autorità centrale ed una gerarchia sociale, tipiche delle società moderne. Costumi e tradizioni al posto della legge e della coercizione, regolavano la vita sociale. Leggi il resto

Gli indiani e l’uso di piante stimolanti e allucinogeni


Una cerimonia che prevedeva l’uso del peyote
E’ noto a tutti gli studiosi delle culture native americane che gli indiani americani usavano una gran varietà di piante, tra cui alcune selvatiche ed altre coltivate, sia per scopi religiosi, sia pratici sia per semplice piacere o gusto. Per quanto riguarda la religione e i molti rituali che caratterizzavano la vita comunitaria dei nativi, le qualità allucinogene di certe sostanze facilitarono certamente la ricerca di visioni e del “contatto” con il mondo degli spiriti. Altre applicazioni erano puramente medicamentose, in quanto le piante psicotrope – così si chiamano scientificamente – vennero usate quali rimedi e antidolorifici o stimolanti, nei casi in cui le stesse sostanze erano usate per aumentare l’energia e il coraggio; infine, avevano anche una funzione sociale perché l’uso delle sostanze in comune, creava legami di amicizia e di lealtà. Leggi il resto

La religione nella vita degli indiani americani


Una cerimonia religiosa
Il tema della religione pervade tutti gli studi sulla cultura indiana. Gli indiani erano un popolo particolarmentè pio e devoto, che considerava se stesso un’estensione della natura animata ed inanimata. La religione e il rituale erano quindi in funzione di qualsiasi attività: la ricerca del cibo e gli altri modi di sopravvivenza, la tecnologia, l’organizzazione sociale e politica, la guerra e l’arte. La religione e la magia erano connesse con la scienza pratica, in quanto la preghiera era usata in collegamento con le tecniche della caccia e della pesca, e gli incantesimi accompagnavano i rimedi a base di erbe per curare le malattie. Per gli indiani i fenomeni naturali erano inseparabili da quelli sovrannaturali. Leggi il resto

I Nativi d’America – Pillole di storia del west 1

Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Un’intera civiltà nativa esisteva in America prima dell’uomo bianco
No, l’uomo bianco non è stato il primo ad abitare i vasti territori del Nord America. Ben prima dell’arrivo dell’uomo bianco, il Nord America ospitava già una complessa civiltà di tribù, unite spesso da una rete di ancestrali legami talvolta così lontani nella memoria, che a stento queste si riconoscevano se non come potenziali nemiche; possedevano una cultura, abitudini e tradizioni ricchissime. La loro vita non era né romantica né idilliaca. Combattevano contro le stagioni, gli animali selvatici e frequentemente anche le une contro le altre. Alcune tribù vivevano di caccia e svilupparono grandi società guerriere. Leggi il resto

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