Gli indiani Paiute all’assalto dei cinesi

A cura di Renato Ruggeri

Uno dei più grandi massacri di cinesi negli Stati Uniti fu compiuto dagli Indiani. Si tratta della serie di attacchi verificatisi nel 1866, tra il 19 e il 21 maggio, tra Oregon e Idaho.
I protagonisti di questa serie di massacri furono, almeno in buona parte, i Paiutes, guidati dal loro capo, il famoso Pony Blanket (Egan). era nato tra i Cayuse, ma venne adottato da una famiglia Paiute dopo che i genitori erano stati uccisi. In seguito all’adozione, crescendo sposò una donna Paiute e guidò in più occasione i guerrieri di quel raggruppamento in episodi guerreschi. Gli indiani erano allora armati con alcuni fucili Henry, moschetti e persino Colt.
A fare le spese dell’attacco di Pony Blanket e dei suoi guerrieri furono alcune colonne di minatori cinesi che si stavano dirigendo verso i distretti minerari di Owyhee e Boise.
Gli indiani attaccarono un gruppo di 50 o più uomini sull’Humboldt Route, in Oregon, appena a nord di Camp McDermit.
Il momento esatto dell’attacco e il numero preciso degli uomini che furono uccisi non è ben noto.
Il 19 Maggio un’altra colonna di 50 Cinesi si avvicinò a Owyhee Crossing e fu anch’essa attaccata da più di 200 guerrieri Paiutes.
Il giornale locale “Avalanche” riportò che tutti i cinesi, tranne uno, furono uccisi e i loro corpi vennero mutilati nelle maniere più raccapriccianti. Avevano con sé 13 cavalli e questi furono tutti rubati; il loro equipaggiamento fu portato via, ad eccezione dei picconi che furono piantati nei corpi e nelle teste delle povere vittime.


Un operaio cinese

I Cinesi erano immigrati recenti, fatti arrivare dalla Cina da un uomo di nome Cue Long e non conoscevano i reali pericoli del viaggio che stavano intraprendendo lungo quelle terre di frontiera. Quando i Paiutes li caricarono, Cue Long corse più in fretta che potè e raggiunse la riva del fiume Owyhee, distante dal luogo dell’attacco alcune miglia. Qui un indiano lo raggiunse e durante la lotta che ne seguì i due caddero nel fiume e il guerriero sparì. Cue Long riuscì a raggiungere l’altra sponda e quindi lo Sheep Ranch, risultando l’unico cinese sopravvissuto.
Un terzo attacco si verificò, sempre tra il 19 e il 21 Maggio 1866.
Un gruppo di circa 300 Cinesi, guidati da 2 bianchi, attraversò il distretto minerario di Owyhee e quando arrivò nel Battle Creek Canyon (Idaho), fu attaccato dagli indiani. Non si sa se a compiere l’attacco e il successivo massacro furono i Paiutes del Capo Winnemucca o i Bannocks, ma riteniamo che sia più probabile la seconda ipotesi.
In questa drammatica occasione, circa 50 Cinesi furono massacrati subito, senza quartiere, lungo una linea di circa 200 Yards. Molti di loro portavano forconi, ombrelli, pali di bamboo e sagome di fucili fatte di legno (probabilmente a mero scopo di ingannare eventuali aggressori). Solo alcuni tra loro erano veramente armati con delle pistole, ma la cosa non fu di alcun aiuto in quanto quegli uomini non erano stati addestrati a farne uso. I nativi li uccisero con grande facilità e li scalparono; i loro capelli erano considerati un bene pregiato per via del codino in cui erano generalmente raccolti.
Quando la notizia del massacro arrivò a Camp Lyon, il Luogotenente Pepoon, con la Cavalleria dell’Oregon, raggiunse il luogo e trovò i cadaveri sparsi lungo il sentiero per più di 6 miglia. In un caso trovò persino 6 corpi accatastati in un’unica pila!


Assistenza agli scampati

Minatori Cinesi giunsero a Battle Creek da tutto l’Idaho per riconoscere e seppellire i propri conterranei, i cui corpi furono interrati in una grossa e profonda fossa comune.
Pepoon provò a fare un tentativo di inseguimento delle bande di guerrieri indiani, ma il loro vantaggio era notevole, per cui dovette presto rinunciare e attendere rinforzi.
Completato il doloroso ufficio della sepoltura, Pepoon guidò i suoi 49 cavalieri verso il punto in cui incontrò il Maggiore Marshall a cui fece rapporto del massacro di cinesi. Era il 23 di maggio quando le forze riunite dei due ufficiali, al comando del Maggiore Marshall, si mossero verso il punto in cui si credeva che avrebbero potuto intercettare le bande indiane e punirle per i massacri dei cinesi.
Il giorno 27 maggio i soldati arrivarono nei pressi delle rive del fiume Owyhee ove trovarono le tracce degli indiani. Era chiaramente una grande banda e vi era l’evidenza che avevano guadato il fiume con le loro famigliee il loro bestiame.I soldati erano lungo la riva occidentale, mentre gli indiani erano certamente presso “Three Forks Dome” e le loro tracce passavano attraverso un canyon, un luogo ideale per un buon agguato. Nel momento stesso in cui i soldati stavano per guadare il fiume, si avvidero che circa 500 indiani stavano attraversando dietro le loro spalle, ma nel tempo in cui provarono a organizzare l’ingaggio, furono bloccati da non meno di 300 guerrieri inferociti che gli impedirono di muoversi. Il rischio di finire massacrati mentre erano esposti nel guado era troppo alto ed il Maggiore Marshall dispose uno stop.


Si combatte nei pressi del fiume

Indiani e soldati spararono gli uni contro gli altri da postazioni riparate, tanto che gli uccisi furono complessivamente 7, tutti di parte indiana, nonostante fosse stato usato persino un cannoncino Howitzer in direzione del campo indiano. Dopo un’intensa sparatoria, sul finire del giorno gli indiani erano già andati via e i soldati poterono alfine tentare il guado verso la riva est del fiume, riuscendo a portare con sé il cannone. Prima della notte una buona metà dei soldati era accampata lungo il fiume dalla parte orientale. La notte trascorse con l’incubo di un attacco indiano che sarebbe certamente stato mortale perché le forze dei soldati si trovavano suddivise tra le due rive opposte del fiume, per giunta in una macchia senza troppe difese.
Alle prime luci dell’alba, il Maggiore riuscì a ricongiungere i due tronconi dei soldati, ma restava ancora il gravissimo pericolo nel tentare la risalita dei colli che contornavano gli argini del fiume… proprio lì potevano essere ancora nascosti gli indiani. Per scongiurare almeno in parte i rischi, il Maggiore Marshall spedì in cima alcuni soldati in avanscoperta. Improvvisamente scattò l’attacco degli indiani, non meno di 100, tutti ben armati.


La mappa degli eventi

A farne le spese fu il Caporale William Philips, colpito alle spalle e bloccato mentre tentava disperatamente di rientrare al campo base. Il suo corpo fu orribilmente maltrattato e trascinato lontano dal resto dei soldati, costretti a restare bloccati vicino alle rive del fiume fino a tarda sera. Solo l’indomani mattina, il distaccamento poté attraversare nuovamente il fiume e fare ritorno a Camp Lyon il giorno 1 giugno, lasciando indietro 4 soldati uccisi e di cui non vennero ritrovati i cadaveri.

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