Dal Klondike all’Alaska in cerca dell’oro

A cura di Angelo D’Ambra

Cercatori d’oro dello Yukon
I metodi minerari diffusi nello Yukon si andarono perfezionando rapidamente. Dapprima i cercatori limitavano le loro attività all’estate, poi iniziarono a servirsi delle tecniche di bruciatura che i russi usavano da secoli in Siberia e che permisero loro di scongelare il permafrost e lavorare tutto l’anno. Questa procedura restò la più diffusa: si usava collocarsi nel letto del fiume, scavare una buca fino a raggiungerlo e accendervi un fuoco per poi togliere la cenere e riprendere a scavare e a riaccendere il fuoco ripetendo lo stesso procedimento fino a quando la buca era divenuta così profonda da poter raggiungere la ghiaia e passarla al setaccio. Leggi il resto

Dawson, la capitale della Corsa all’Oro del Klondike

A cura di Angelo D’Ambra

Una vista della main street di Dawson
Non ci furono solo minatori, poliziotti e truffatori nel Klondike eccitato dalla corsa all’oro. Si mosse anche una nutrita folla interessata a fare a tutti i costi affari. In tanti si arricchirono: macellai, falegnami, commercianti d’ogni genere. Pensiamo a Joseph Ladue, l’uomo che in origine aveva equipaggiato Henderson. Ladue s’arricchì con un saloon ed una segheria alla confluenza dei fiumi Klondike e Yukon. I nuovi arrivati sul Klondike gravitavano tutti lì, una tendopoli che sarebbe poi divenuta la fiorente Dawson City. Ladue fondò il primitivo insediamento alla confluenza dei fiumi Klondike e Yukon, a una ventina di chilometri dal Discovery Claim. Leggi il resto

I cercatori d’oro del Klondike

A cura di Angelo D’Ambra

I cercatori d’oro del Klondike
Fin dall’inizio i cercatori d’oro che giunsero nel Klondike si spinsero attraverso differenti strade. Quelle meno costose attraversavano il Chilkoot Pass, iniziando da Deya, o il vicino White Pass, iniziando da Skagway. Si trattava di percorsi lunghi ed estenuanti perché si dipanavano su sentieri accidentati e prevedevano attraversamenti di laghi e corsi d’acqua. La strada più costosa, invece, prevedeva un viaggio in mare da Seattle o San Francisco attraverso il Nord Pacifico e il Mare di Bering fino St. Michel, alla foce del fiume Yukon. Da lì, uomini e merci erano poi trasferiti su un battello a vapore per un viaggio di millecinquecento miglia in acque canadesi. Leggi il resto

L’inizio della corsa all’oro del Klondike

A cura di Angelo D’Ambra


La Klondike Gold Rush ha avuto luogo in quello che oggi è lo Yukon, regione canadese delimitata dall’Alaska ad ovest, dalla Columbia Britannica a sud, dai Territori del Nord-Ovest ad est e dall’Oceano Artico a nord. Prima del 1898, tuttavia, questa immensa area coperta da una secolare foresta di conifere che si sbroglia in una grande tundra verso nord fino a lambire i perenni ghiacci polari, faceva parte del vasto Territorio del Nord-Ovest del Canada.
L’area che i cercatori individuarono come Klondike prese il nome dall’omonimo corso d’acqua che inizia il suo percorso nelle montagne Ogilvie e sfocia nel fiume Yukon presso l’attuale Dawson City. Leggi il resto

La febbre dell’oro del Klondike

A cura di Sergio Mura
Un cercatore d’oro
Il 16 agosto 1896, un giorno qualunque nel calendario delle speranze dei cercatori d’oro, a George Washington Carmack e ai suoi due amici pellerossa accadde il miracolo: pescarono una pepita d’oro – una vera! – dal letto del Rabbit Creek, un tributario del Klondike River canadese. Quella che ne seguì, con codazzo di gioie e disperazioni, fu la più importante corsa all’oro di cui si serbi ricordo nella storia del west nordamericano. Oltre 100.000 cercatori d’oro, perlopiù improvvisati, poveri e disperati, si riversarono nel Klondike; cercavano la fortuna che però arrise solamente ad una piccolissima minoranza. Solo 40.000, tra l’altro, riuscirono a trovare spazio nei campi auriferi.
A fianco alla marea montante di emigranti che si spostarono dagli Stati Uniti verso il Canada, si mosse anche una nutrita e intrigante folla di piccoli trafficoni, uomini e donne molto scaltri che sfruttarono la corsa all’oro da una posizione comoda avviando attività commerciali di supporto ai veri cercatori. Leggi il resto

Felice Pedroni & co., la corsa italiana all’oro in Alaska

A cura di Massimo Turchi

Nel 1894, due anni prima della scoperta dell’oro nel Klondike, Felice Pedroni e i fratelli Giovanni e Francesco Dalla Costa d’origine trevigiana si trasferirono nello Yukon (Canada) percorrendo quello stesso tragitto che migliaia di persone avrebbero intrapreso nel 1897 e tumultuosamente nel 1898. Arrivati a Forty Mile (cittadina a poche miglia a Nord di Dawson) la comitiva si sciolse e Pedroni rimase da solo a imparare le tecniche di ricerca. Ma chi era Felice Pedroni?
Nato nel 1858 a Trignano di Fanano (provincia di Modena), ben presto divenne un emigrante trasferendosi prima in Francia e poi in America dove fece molti lavori: prima il manovale, poi il minatore, il garzone, il salariato ecc.
Nel 1888 divenne cittadino americano col nome di Felix Pedro. Spirito irrequieto, amante dell’avventura, persona intelligente ed estremamente determinato, non sapeva però leggere e scrivere, riusciva solo a fare la propria firma. Leggi il resto

Soapy Smith, re dei malfattori

A cura di Sergio Mura

Soapy Smith
Jefferson Randolph Smith, noto ai più come “Soapy Smith” (l’Insaponato), fu probabilmente la persona più conosciuta tra quelle collegate in qualche maniera alla Corsa all’Oro.
Senza dubbio fu un criminale scaltro e intelligente nello stesso tempo, come ce ne furono pochissimi in tutta la storia del west americano. Grazie a queste doti riuscì a mettere su e a gestire un sottobosco umano fatto di malfattori, rapinatori, ladri che ebbe la ventura di durare per parecchi mesi durante la corsa all’oro dell’Alaska.
Skagway, dove decise di mettere radici, era una cittadina che, lontana mille miglia dalla legge e dall’ordine, attirava i peggiori relitti umani che si trovassero a vagare a quelle latitudini e il buon Soapy Smith li organizzò, e non lo fece certo per amore per questi poveracci che trascinava con sé. Leggi il resto