Il linciaggio che diede inizio alla Johnson County War

A cura di Giuliano Cordisco


E’ il tardo diciannovesimo secolo e anche regioni come il lontano Wyoming vedono un fiorire di insediamenti di bianchi. Sono prevalentemente piccoli agglomerati urbani e tanti piccoli e grandi ranch.
Ed in queste terre, che nella pratica di ogni giorno sono talvolta delle terre di nessuno, spesso e volentieri la legge bisogna farla da sé e talvolta persino imporla, almeno nel tentativo di impedire gli abusi o di sedare i conflitti. E una delle principali ragioni di conflitto tra i coloni di quei luoghi era il bestiame. I ranch godevano di terreni ampi ed è per questo che i capi di bestiame frequentemente andavano perduti. Leggi il resto

La guerra della Contea di Johnson

A cura di Omar Vicari

Il 25 giugno 1876, giorno del massacro di Custer al Little Big Horn, è una data di fondamentale importanza nella storia degli Stati Uniti d’America. A parte la riluttanza dell’intera nazione ad accettare la cruda realtà, l’annientamento cioè di circa 260 cavalleggeri col loro generale, l’evento costrinse il Congresso degli Stati Uniti a risolvere una volta per tutte la questione indiana.
Gli scontri successivi avrebbero portato alla definitiva sconfitta della nazione Sioux, alla scomparsa di personaggi come Cavallo Pazzo e al trasferimento nelle riserve dei pochi sopravvissuti. L’allontanamento degli indiani e l’inserimento di alcuni grandi allevatori nel territorio, fecero del Wyoming un vero paradiso nel settore dell’allevamento del bestiame.
Le cose procedevano per il meglio e l’inverno del 1886 si prospettava mite. Nulla faceva presagire la tragedia che stava dietro l’angolo a parte alcuni segni che solo gli indiani sapevano cogliere. Leggi il resto

Tom Horn

A cura di Pietro Greco

Tom Horn
Tom Horn, assurto a vera leggenda del West, è stato sicuramente una figura emblematica degli ultimi violenti anni della Frontiera.
Era nato a Memphis, nel Missouri, il 21 novembre del 1860. Il padre coltivava la terra e voleva fare di Tom un buon agricoltore Americano, ma il ragazzo imparò piuttosto bene a maneggiare le armi e dimostrò un’ottima mira col fucile.
Dopo i litigi continui col padre abbandonò la sua casa per intraprendere adolescente una vita avventurosa ed errabonda nel west. Iniziò giovanissimo a lavorare per le ferrovie facendo il sorvegliante, poi a 17 anni fu reclutato dall’esercito come scout, buon conoscitore com’era degli Apache Chiricahua di cui aveva appreso il gergo.
Conosceva bene lo spagnolo, lingua adottata da molti capi apache come Victorio, Mangas Coloradas e soprattutto Geronimo. Leggi il resto