Vita da soldato durante la Guerra Civile

Il risultato era che, oltre alla scomodità, quando per il cattivo tempo bisognava chiudere tutte le aperture, all’interno il fetore diventava tremendo: il soldato della CW non ebbe mai molte occasioni (e molto sapone!) per potersi lavare adeguatamente.


Un campo invernale confederato in Virginia, presso Manassas


Quartieri invernali Zuavi nordisti


Pavimento di tronchi davanti le tende

Vero è, che l’olfatto si assuefà all’odore, e dopo un po’ non lo avverte più come prima! Ne esisteva anche una versione più piccola fatta per sei persone… ma i problemi erano gli stessi. Col procedere della guerra, la maggior parte dei soldati dovette adattarsi a tende più piccole e sbrigative da montare, generalmente di forma triangolare. Il caso estremo era la tenda detta “del cane”. Perché fosse chiamata così lo si capisce al volo guardandola: era formata da due lembi di tela, che erano forniti dai due soldati che poi ci avrebbero dormito dentro: un telo veniva abbottonato all’altro, e la tenda stava in piedi attaccata a due paletti di legno o a due fucili piantati in terra con la baionetta inastata, e con dei tiranti al suolo.Il soldato yankee Asa Brindle scrisse a casa: “…mi ricorda il riparo forzato per il maiale castrato… l’inventore di questa tenda dovrebbe essere impiccato!” In effetti, non offriva praticamente quasi nessun riparo, né dal caldo né dal freddo, e ancor meno dall’aria; e quando pioveva, dicevano i soldati, “solo un cane, e piccolo, accovanciandosi al centro non si sarebbe bagnato”. Il sopraggiungere dell’inverno obligava a costruire accampamenti più resistenti, nei quali si sarebbe dovuto rimanere per più tempo.


La casetta invernale di un gruppo di ufficiali


Campo invernale della cavalleria, da una rivista d’epoca

Bisognava edificare abitazioni che riparassero dalla neve e dal freddo intenso e ciò comportava un lavoro più complicato. I soldati si armavano di accetta e incominciavano a tagliare gli alberi dei boschi vicini; raccoglievano nei dintorni tutto quello che sarebbe loro servito: pietre, tavole, mattoni, lamiere e tubi di ferro utili per costruire stufe e camini. Scavavano solchi nel terreno per dare un minimo di fondamenta alla casupola; usavano fango e paglia per tappare gli spifferi; e anche i teli delle tende e i “ponchos”, in loro dotazione come impermeabili, sarebbero tornati utili come coperture per il tetto. All’interno disponevano le brande, se le avevano, oppure si costruivano giacigli con paglia o frasche verdi. La paglia serviva anche a coprire il pavimento di terra (a meno che non si fosse riusciti a metterci delle tavole di legno) e a fare specie di zerbini da collocare all’ingresso. Anche i camminamenti e le stradine che risultavano dalla disposizione delle casette, quando possibile venivano lastricate con tronchi e tavole.


Una casetta personalizzata

Ne venivano fuori vere e proprie baraccopoli, che per i soldati che provenivano dalle ricche città dell’Est richiedevano una buona dose di spirito di adattamento, ma per coloro che provenivano dall’Ovest o dai monti appalachiani non erano molto peggio delle “log-cabins” dove erano abituati a vivere da sempre! Molti soldati personalizzarono la loro abitazione ponendo sopra l’ingresso cartelli con frasi spiritose o nomi allusivi e ironici, come: “Noi siamo fuori” , “La spensieratezza”, “Hotel dei porci”, “Il buco nel muro”, “Il nido della poiana”, “The Parker House”…


A volte c’era spazio per “ristorantini” che servivano… ostriche!

Anche le stradine avevano spesso un loro nome, come “Lee Boulevard”, “Lincoln Avenue”, o, più realisticamente, “Vicolo della noia” o “Viottolo fangoso”. Così, il soldato riusciva in qualche modo a superare l’inverno, ma la sua dimora, più o meno sudicia e puzzolente che fosse, diveniva sicuramente, e in poco tempo, un vero allevamento di pulci e pidocchi!
La fanteria si svegliava al suono del tamburo prima dell’alba, alle cinque d’estate e alle sei d’inverno.


Un campo nordista in fase di allestimento

Per l’artiglieria e la cavalleria ci pensava la tromba. I “primi sergenti” facevano l’appello; poi, dopo il breakfast e il cambio della guardia, iniziavano le esercitazioni, della durata di un’oretta circa, quattro o cinque al giorno,
D’apprima ci si esercitava a livello di plotone, poi di compagnia, e infine si riuniva l’intero battaglione e il reggimento.


Un accampamento invernale

Bisognava imparare a marciare per le parate,muoversi ordinatamente e con prontezza sul campo, cambiando formazione, dalla “colonna” alla “linea”, pronti al fuoco o all’attacco. Capitani, tenenti e sergenti avevano il compito di “tenere” i ranghi dei soldati; i colonnelli e i generali di brigata si esponevano davanti ai loro uomini, dirigendo le manovre, guidandoli all’assalto e dimostrando sprezzo della morte… almeno apparentemente!


Tamburini in un momento di riposo


Un tamburino unionista


Ed un tamburino confederato

Basilare era saper riconoscere prontamente i comandi che venivano impartiti dagli ufficiali con il supporto del tamburino o del trombettiere; tenere e maneggiare correttamente il moschetto; apprendere le tecniche di combattimento con la baionetta.


Trombettiere… al lavoro

Nulla era lasciato al caso o all’improvvisazione: ogni “passo” era stabilito dagli appositi manuali,e all’epoca ce n’erano diversi. Tra i più adottati, il manuale di Hardee, quello di McClellan, Steffens e Duffield per la fanteria; quello di Gibbon per l’artiglieria, e di Cooke per la cavalleria. Si trattava di manuali scritti in quegli anni, ma che avevano un’impostazione tattica napoleonica, dei primi ottocento o anteriore: ben presto l’evoluzione tecnica delle armi (rigate e a ripetizione) avrebbe costretto a modificare le tattiche, se non si voleva pagare un prezzo troppo alto in vite umane. I soldati, infatti, si schieravano in doppia fila, gomito a gomito, sparavano e attaccavano “serrando i ranghi”, secondo i vecchi canoni, per mantenere la compattezza del reparto e quindi anche la forza.
Uno, due plotoni, o un’intera compagnia, venivano mandati avanti a svolgere funzione di “schermagliatori”, per disturbare i ranghi del nemico che si trovava di fronte. Tra gli schermagliatori si trovarono sempre più frequentemente compagnie, o anche solo plotoni di “sharpshooters”: buoni, ottimi fucilieri scelti dotati di fucili di grande precisione ed efficacia.


Un manuale ad uso dei soldati


La posizione corretta

Questi soldati prendevano di mira gli ufficiali, e riuscirono molte volte ad andare a segno “decapitando” i reggimenti dei loro comandanti. Anche dei generali caddero sotto i loro colpi.Famosi i fucilieri di Berdan, nordisti dalla tipica divisa color verde. Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’esercitazione al tiro veniva fatta poco: i governi di entrambe le parti non avevano soldi da buttare per sprecare preziose munizioni su bersagli finti; il soldato avrebbe fatto esperienza direttamente sul campo di battaglia …e a sue “spese”!
Il rullo del tamburo e gli squilli di tromba che scandivano il ritmo della vita militare, non erano l’unica musica che si udiva al campo. Ai soldati piaceva cantare, e alcuni che sapevano suonare si erano portati dietro lo strumento: chitarre, banjos, violini, flauti, armoniche e persino “scacciapensieri”, non mancavano mai accanto alle armi in dotazione.


Una delle tante orchestrine in servizio

Si improvvisavano orchestrine per allietare i momenti di riposo e le serate al fuoco dei bivacchi; i Sudisti facevano spesso ballare e cantare i loro negri, che erano numerosi nel loro esercito e svolgevano varie mansioni. Si suonavano canzoni popolari, melodie romantiche, sovente un po’ tristi o sdolcinate, inni patriottici e durante il Natale canzoni religiose. I Sudisti amavano “Lorena”, “Maryland my Maryland”, “The bonnie blue flag”, ”The Yellow Rose of Texas”. I Nordisti, “The Battle Cry of Freedom”, “Tenting on the Old Campground”, “Yankee Doodle”, “The Girl I Left Behind Me” …e andavano molto anche “My Old Kentuky Home”, “The Arkansas Traveler”, e “Home sweet Home”, una canzone talmente triste che i nordisti, dopo la sconfitta subita a Fredericksburg, la bandirono dal campo! In genere, erano molto apprezzate tutte le canzoni del contemporaneo Stephen Foster.
Quando non si era in azione, i tamburini, i trombettieri e quanti sapevano suonare, confluivano nella Banda del reggimento. Sia gli strumenti che i suonatori erano però, mediamente, di qualità assai scadente, e certe bande divennero famose per quanto erano scalcinate! Nel Nord, la peggiore tra tutte pare che fosse quella del 6th Wisconsin: conosceva un solo brano, “The Village Quickstep”, e si diceva che nessuno degli ascoltatori fosse mai riuscito a riconoscerlo, mentre lo suonavano! In ogni caso, che facessero solo del gran baccano o suonassero veramente, le bande un po’ di allegria la portarono sempre.


Addestramento di reclute di cavalleria nordista

Mai tanti americani erano stati prima d’ora così lontani da casa. I Nordisti si trovarono a un certo punto della guerra assai lontani dal loro territorio, e i Confederati, data la cronica penuria di uomini, cercavano di tenere al fronte quanti più soldati possibile, per cui le licenze erano concesse raramente. Così, si faceva sentire irreprimibile la nostalgia della propria famiglia, dei propri animali, delle cose lasciate e delle attività del tempo di pace. Per i Confederati, in particolar modo nell’ultimo anno di guerra, si fece forte l’ansia e la preoccupazione per la sorte dei propri cari, a mano a mano che il nemico occupava il Sud, saccheggiandolo e devastandolo. Le stesse mogli e fidanzate, che all’inizio del conflitto avevavo spronato i loro uomini a farsi onore per la patria, ora premevano per riaverli a casa. Così, i soldati presero la penna in mano e incominciarono a scrivere, probabilmente più di quanto avessero mai fatto in tutta la loro vita. L’idea che l’analfabetismo tra i soldati della Civil War fosse molto alto, perché erano in gran parte contadini, o comunque di bassa estrazione sociale, non corrisponde affatto a verità.


Tiratori confederati in agguato

Il livello di analfabetismo nell’Europa del XIX secolo era decisamente superiore: nel 1861 in Italia non sapeva né leggere né scrivere il 70% della popolazione, e in Gran Bretagna, sempre nel 1861, il 33% dei maschi e il 49% della femmine. Negli Stati Uniti, tra il 1799 e il 1809 l’analfabetismo nell’esercito era del 42% , ma scese al 25% nel 1850 e al 6% nel 1895! Il tasso di analfabetismo era superiore negli Stati del Sud, riferendoci ovviamente solo ai bianchi, e in quelli dell’Ovest, mentre nel Nord, e in Massachusetts in particolare, sapevano leggere, scrivere e far di conto una percentuale maggiore di persone che in Gran Bretagna!


Lettere da casa

Durante tutta la guerra la quantità di posta smaltita fu enorme: si stima che in reggimenti di mille uomini arrivassero e partissero anche 600 lettere al giorno!Il servizio postale fu messo alla prova come non mai, e fece del suo meglio, ma le lettere arrivavano quando arrivavano, con terribili ritardi. Per i fortunati che le ricevevano, magari con qualche oggetto preparato a casa, era un momento di euforia indescrivibile, e conservavano quelle lettere rileggendole un’infinità di volte.

Condividi l'articolo!

Pagine di questo articolo: 1 2 3 4

Commenti

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.