Agenzia Pinkerton: Kate Warne

A cura di Lorenzo Barruscotto

Un ritratto di Kate Warne, agente della Pinkerton
Un giorno del 1856 Allan Pinkerton si ritrovò una giovane donna che girovagava tra le scrivanie della sede centrale negli uffici di Chicago: il suo nome era Kate Warne.
Si sa molto poco di lei prima che iniziasse a lavorare per l’Agenzia Investigativa fondata dal detective di origini scozzesi, tranne che era nata ad Erin, Chemung County, New York, ed era già vedova all’età di 23 anni. Pinkerton stesso, nel suo libro “The Spy of the Rebellion” (1883), l’ha descritta come: <... (una) persona autorevole, con lineamenti netti ed espressivi... una donna snella, dai capelli castani, aggraziata nei movimenti e padrona di sé. I suoi lineamenti inoltre, sebbene non quello che si potrebbe definire “bello”, erano decisamente di un'impronta intellettuale... il suo viso era onesto, il che avrebbe indotto qualcuno in difficoltà istintivamente a sceglierla come confidente.>
Pinkerton suppose che stesse cercando un lavoro come segretaria ma Kate lo interruppe immediatamente: si era presentata per l’annuncio che aveva trovato su un giornale locale, lei era lì per fare l’investigatrice privata.
Allan, piuttosto incredulo per la proposta appena sentita, inizialmente negò alla donna il posto da agente in quanto “all’epoca, un concetto del genere era quasi sconosciuto”, da come si legge tra gli archivi della Agenzia stessa: “… non era consuetudine assumere donne detective”.
Il “provino” sembrava concluso ancora prima di cominciare ma la perseverante miss Warne senza demordere chiese di venire ascoltata: “Una donna potrebbe esserle utile per svelare i segreti in molti posti che sarebbero inaccessibili per un uomo. Farebbe facilmente amicizia con fidanzate, mogli e amanti dei sospettati, origlierebbe ignari uomini che amano vantarsi dei propri garbugli per fare colpo! Inoltre le donne hanno occhio per i dettagli e sono delle eccellenti osservatrici.” Sembra che queste, se ho tradotto correttamente da una fonte che ho consultato, siano state le parole con cui Kate tentò di convincere il suo futuro capo.
Pinkerton, colpito dal carattere della giovane, decise di metterla alla prova, nonostante suo fratello, nonché socio in affari, Robert, sulle prime non volesse sentire ragioni e si rifiutasse categoricamente di aggiungerla ai “suoi uomini”.
Kate Warne in breve tempo però divenne un’eccellente elemento: agiva sotto copertura e si infiltrava in eventi sociali riuscendo ad ottenere informazioni che, come da lei previsto, nessun uomo sarebbe mai riuscito a ricavare. Indossava travestimenti cambiando perfino il suo modo di parlare ed il suo accento adattandosi in ogni situazione. Un po’ alla Diabolik, ma votata al bene. Divenne la punta di diamante dell’agenzia Pinkerton.


Un ritratto di Kate Warne, opera di Lorenzo Barruscotto

Nel 1858, si occupò del caso di appropriazione indebita ai danni della “Adams Express Company”. Un uomo d’affari, un certo Maroney, era il principale sospettato del furto di 50mila dollari alla società. Se è una cifra considerevole adesso pensate all’epoca. Kate ottenendo la fiducia della moglie di Maroney acquisì prove inoppugnabili per incriminarlo. In seguito al suo lavoro vennero restituiti poco meno di 40mila dollari e Maroney fu arrestato.
All’inizio del 1861, Samuel Felton, presidente della “Philadelphia, Wilmington and Baltimore Railroad”, ingaggiò la Pinkerton per indagare sull’attività dei secessionisti nel Maryland essendo preoccupato per le minacce alla rete ferroviaria. Pinkerton collocò un nutrito numero di agenti nel Maryland ed in poco tempo si accorse che la minaccia non si fermava alle ferrovie ma portava al progetto di un assassinio: l’omicidio del neo presidente Abraham Lincoln, il quale doveva raggiungere Washington per prestare giuramento. Ebbene sì. Sto facendo riferimento proprio all’attentato sventato prima che ce ne fosse un altro, purtroppo fatale.
Kate Warne faceva parte del team inviato a Baltimora il 3 febbraio 1861. Usando gli pseudonimi di Mrs Cherry e Mrs Barley e trasformandosi in una donna del Sud con tanto di forte accento, si infiltrò in vari incontri sociali secessionisti. L’intraprendente Kate non solo scoprì che c’era effettivamente un piano per assassinare Lincoln ma anche il luogo e l’ora esatti dell’agguato. Si faceva passare per una “ricca signora in visita a Baltimora”. Si intrufolò in luoghi tenuti sotto sorveglianza come il “Barnum’s City Hotel”, fingendosi una “Southern belle”.
Fu pertanto un tassello chiave per sventare quell’assassinio ed organizzò gran parte del trasferimento di Lincoln a Washington. Spostarono il non ancora ufficialmente sedicesimo Presidente facendolo passare come il fratello invalido della stessa Warne, la quale lo accompagnò per tutto il suo trasferimento, portandolo sano e saldo al giuramento.
Volete qualche dettaglio in più? Sono qui per questo.
Abraham Lincoln, stava viaggiando dalla sua casa presso Springfield, nell’Illinois, alla Capitale attraverso un tour in treno che doveva fermarsi in importanti città lungo la strada. Il suo programma pubblicato mostrava che l’ultima tappa dell’itinerario era il tratto da Harrisburg, in Pennsylvania, a Washington DC. A causa della configurazione del sistema ferroviario, tutti i treni diretti a sud richiedevano un cambio da effettuare a Baltimora, Maryland, per l’appunto. La stazione in direzione nord terminava a Calvert Street e la stazione sulla direttrice opposta iniziava a Camden Street (ora stazione di Camden Yards). La distanza tra le due copriva circa un miglio.
Il complotto separatista prevedeva che, come mister Lincoln fosse passato attraverso lo stretto vestibolo del deposito di Calvert St. per entrare nella sua carrozza, alcuni sgherri avrebbero dovuto sollevare una rissa apparentemente improvvisata per sedare la quale i pochi poliziotti del deposito si sarebbero, secondo i piani dei cattivi, precipitati fuori, lasciandolo così del tutto indifeso alla mercé di un gruppo di secessionisti che lo avrebbero circondato e finito. Un piccolo piroscafo era stato noleggiato ed avrebbe aspettato alla fonda in una delle insenature o piccoli ruscelli che scorrevano nella baia di Chesapeake, verso la quale gli assassini sarebbero dovuti fuggire una volta finito il lavoro.
Una volta aver visto che i pezzi del puzzle si incastravano tragicamente bene, Pinkerton ordinò a Kate di prendere il treno delle 5.10 per New York City la mattina del 18 febbraio. Una volta lì, avrebbe organizzato un incontro con il senatore dell’Illinois Norman B. Judd e gli avrebbe consegnato una lettera da parte di Pinkerton stesso che delineava tale ricostruzione del tentativo di uccisione. Dopo aver ricevuto i dettagli del complotto dalla Warne, Judd organizzò una riunione segreta tra lui, Pinkerton e Lincoln il 21 febbraio. In questo colloquio, Lincoln dubitava ancora dell’esistenza di un siffatto intrigo o riteneva che quanto meno non andasse preso sul serio.


Il logo dell’Agenzia Pinkerton

Tuttavia, una seconda fonte confermò che la minaccia era reale tramite Frederick W. Seward, figlio di William H. Seward (il segretario di stato designato). A questo punto Lincoln si convinse che il tutto risultava abbastanza plausibile per agire. Decise di evitare il rischio dove non fosse necessario, tuttavia rifiutò di annullare i suoi programmi a Harrisburg. La sua agenda includeva: tenere tre discorsi, innalzare la bandiera americana all’Independence Hall e partecipare ad una cena con personalità di alto profilo. Gli accordi riguardo al treno menzionati poco fa furono presi di conseguenza e consentirono a Lincoln di adempiere ai suoi doveri. Fu solo alle 5.45 di notte che ci fu una deviazione dalla scaletta.
John George Nicolay, il segretario privato di Lincoln, affiancò il presidente durante la sua trasformazione in un perfetto sconosciuto qualunque fornendogli un completo da viaggio anonimo ed un morbido berretto di feltro. Portava una sorta di scialle, come una fasciatura, su un braccio per interpretare il ruolo di una persona invalida.
Pinkerton, nel frattempo, aveva interrotto le linee telegrafiche per impedire qualsiasi diffusione dell’informazione relativa alla deviazione nel programma. Alla stazione, di lì a poco, Kate Warne entrò nel vagone letto prestabilito dal retro insieme a Pinkerton in persona e Lincoln ancora travestito.
Da Harrisburg, andarono a Philadelphia con un treno speciale della “Pennsylvania Railroad” cioè un’altra linea, per ulteriore prudenza: la carrozza era stata attaccata solo all’ultimo. Da Philadelphia poi puntarono su Baltimora con un treno speciale la notte tra il 22 ed il 23 febbraio.
Nei rapporti si sostiene che Kate non abbia chiuso occhio durante tutto il tragitto. Si ritiene che Pinkerton abbia inventato lo slogan alla sua agenzia “Noi non dormiamo mai” (We never sleep, che compare nel notissimo logo) come risultato della guardia notturna da parte della sua “sottoposta”.
Ritenuta a torto un’amante di Pinkerton, la Warne spesso sfruttava tale diceria per “oliare qualche ruota” quando necessario ed in alcune occasioni arrivò ad atteggiarsi addirittura a sua moglie mentre era sotto copertura, il che la dice lunga sulla forza di carattere posseduta dalla donna. Aveva anche un assortimento di alias: Kay Warne, Kay Waren, Kay Warren, Kate Warne, Kate Waren, Kate Warren, Kitty Warne, Kitty Waren, Kitty Warren, Kittie Waren, Kittie Warne e Kittie Warren.
Divenne ben accettata anche dal fratello di Allan, il summenzionato Robert: fu quest’ultimo che le appioppò il soprannome di “Kitty”. Pare che Robert Pinkerton spesso discutesse con la Warne sulle spese causate all’Agenzia dalle sue trovate.
Dopo il tentato omicidio represso, Kate continuò a lavorare con Allan Pinkerton come sua sovrintendente degli investigatori.
Allo scoppio della Guerra civile, Allan scrisse al Presidente offrendo i servizi della sua National Detective Agency. Tuttavia, prima che “il suo amico” Lincoln potesse rispondere, il maggiore Generale George B. McClellan chiese a Pinkerton di istituire un servizio di intelligence militare. Pertanto, entro la fine del luglio 1861, il boss portò Kate Warne, Timothy Webster e più tardi George Bangs nonché altri agenti veterani ad Ovest per creare un quartier generale a Cincinnati, Ohio, e seguire la divisione Ohio di McClellan.
Dopo la guerra, Kate si occupò di vari casi di alto profilo. Uno di questi riguardava l’omicidio di un cassiere di banca, George Gordon. L’assassino fuggì con 130mila dollari. Pinkerton scoprì che Gordon stava trasferendo del denaro quando venne colpito alla testa dietro l’orecchio con un colpo di martello. Con il proseguire dell’indagine, apparve chiaro che il principale sospettato, Alexander P. Drysdale, avesse effettivamente ucciso Gordon. Tuttavia non c’erano prove sufficienti per condannare Drysdale, troppo era ancora basato sulla speculazione e su ipotesi. Pertanto, venne tesa una trappola all’indiziato in modo che rivelasse la propria colpa mediante una confessione. Kate fu mandata sotto copertura come “signora Potter” (non era dotata di misteriosi poteri né di bacchetta come Harry ma qualche magia la sapeva fare anche lei) e divenne nel giro di poco amica intima della moglie di Drysdale. Attraverso siffatta astuzia i Nostri furono anche in grado di scoprire dove erano stati nascosti i soldi rubati.
Un altro caso per il quale Kate Warne andò sotto copertura ebbe al centro un certo capitano Sumner, il quale era convinto che sia sua sorella, Annie Thayer, sia un tizio di nome Pattmore, stessero tentando di “avvelenare la signora Pattmore”, cioè la moglie, nonché lui stesso. La Warne prese il nome di Lucille ed assunse il ruolo di un’indovina per acquisire informazioni dai confidenti del sospetto futuro assassino.


Ancora Kate Warne in una fotografia del tempo

Allan Pinkerton nominò Kate uno dei cinque migliori detectives che aveva mai avuto.
L’assunzione della coraggiosa indagatrice in effetti fu un momento significativo nella Storia. Le donne all’epoca non potevano far parte delle forze di Polizia (fu così fino al 1891) e non poterono diventare ufficiali fino al 1910.
Pinkerton nelle sue memorie ringrazia specificamente Kate Warne e Timothy Webster (un altro suo agente importante per il ruolo tenuto durante il “Baltimore Plot” ai danni di Lincoln) nelle sue memorie mostrando di avere costantemente avuto una profonda fiducia nel lavoro svolto dalla sua collaboratrice.
Kate conseguentemente fu posta a capo del “Female Detective Bureau” istituito dall’Agenzia, il suo titolo era Supervisor of Women Agents.
Nel 1868, all’età di 38 anni purtroppo si ammalò di una polmonite che la uccise. Venne sepolta nel camposanto denominato “Pinkerton Family” al Graceland Cemetery, Chicago, Illinois. La sua lapide è contrassegnata con il cognome errato di “Warn”senza la “E” finale ed afferma che è morta di “congestione dei polmoni”. Allan voleva che il luogo di sepoltura di Kate fosse indisturbato, quindi si prese cura della questione nel suo testamento: tale area non potrà mai essere venduta a terzi.
La Warne è stata descritta come una giovane agente nella serie televisiva canadese “The Pinkertons”, interpretata dall’attrice Martha MacIsaac ed è stata anche impersonata nel “2020 Wild West Stunt Show” presso il parco a tema High Chaparral in Svezia da Ronja Kruus, una pittrice ed attrice svedese.
L’autore scozzese C. A. Asbrey ha scritto una serie di sei racconti gialli su una donna immaginaria ambientati nel Diciannovesimo secolo. Nel primo libro della serie, “The Innocents”, il personaggio principale, Abigail MacKay, sostiene di ritenersi “abbastanza fortunata da essere stata addestrata dalla stessa Kate Warne”.


Una foto in cui Kate Warne sarebbe quella con la mano poggiata al palo della tenda

In ambito fumettistico, molto recentemente il personaggio di Kate Warne compare a fianco di Tex nella serie “Tex Willer”, nel volume numero 10 intitolato “Pinkerton Lady” e seguenti (serie incentrata sulle avventure che vedono il cowboy e pistolero originario della Nueces Valley – Texas – ancora fuorilegge accusato ingiustamente e pertanto non ancora ranger né tanto meno sakem dei Navajos). I due fanno fronte comune proprio per salvare la pelle ad un a sua volta giovane Lincoln che deve vedersela con una congiura secessionista, presumibilmente ispirata ai fatti veri anche se addomesticati per la versione di fantasia, e soprattutto hanno il loro da fare per scampare agli intrighi di un ancora acerbo ma già perfido e crudele illusionista che diventerà il nemico per eccellenza di Aquile della Notte: Mefisto.
In ogni caso oggi il nome di Kate Warne non è conosciuto quanto dovrebbe: una donna di simili tempra, coraggio ed abilità meriterebbe e merita ben più di una paginetta nel grande libro della Storia del West.

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