Jesus

A cura di Gian Mario Mollar
La ristampa del primo numero di Jesus
Cari amici della frontiera, in questi giorni è tornato in edicola un piccolo classico del west a fumetti. Stiamo parlando di Jesus, una serie a cura dei fratelli Missaglia, Ennio per i testi e Vladimiro per le chine. La prima uscita di questo personaggio risale al marzo del lontano 1976, quindi ritrovarlo oggi sugli scaffali è un po’ come salire su una macchina del tempo, che ci riporta indietro a quella lontana epoca dell’oro per il fumetto western “Made in Italy”.
Il merito di questo viaggio nel passato va alle Edizioni If, “editori per passione” la cui coraggiosa missione è portare ai lettori di oggi le grandi nuvole parlanti di ieri, salvandole dall’oblio. Nel loro catalogo trovano posto nomi ormai leggendari come Kinowa, Il piccolo Ranger, il Grande Bleck, oppure ancora il Comandante Mark e Capitan Miki, nomi che fanno battere il cuore ai lettori di un tempo, ma che sono ancora capaci di destare la curiosità degli appassionati di oggi.
Anche se non bisognerebbe giudicare un libro dalla sola copertina, l’immagine di questa ristampa, reinterpretata per l’occasione dal bravissimo Michele Benevento, aiuta già a fasi un’idea di quello che ci aspetta all’interno. Jesus è sicuramente un eroe, o meglio, un antieroe, western, ma con uno stile decisamente “anni ‘70”. Lo vediamo dai lunghi capelli biondi da “figlio dei fiori”, oppure dai pantaloni sfrangiati a “zampa d’elefante” abbinati a un gilet di cuoio rigorosamente indossato sul petto nudo, oppure ancora dallo sfondo desertico retinato, che ammicca a una tecnica di colorazione in voga all’epoca.


La copertina originale del numero 1 di Jesus

Anche se sembra un hippy, non aspettatevi “pace e amore” da Jesus: nella mano sinistra (da cui, come vedremo, deriva il suo soprannome “il Mancino”) stringe una Colt Navy, e nella destra la canna di un Winchester.
E in effetti, per quanto Jesus abbia ambizioni bucoliche di vita nella natura (lo sentiremo affermare che “la mia casa è la prateria e il mio soffitto è il cielo stellato”), le avventure che lo attendono sono tutt’altro che rilassanti!
Questo primo numero della ristampa If racchiude le prime due avventure di Jesus: Occhio per occhio e La resa dei conti. Il sipario si apre su un “piccolo penitenziario calcinato dal sole, chiamato anche l’inferno dell’Oregon”. E qui, tra parentesi, possiamo apprezzare la perfezione delle vignette dell’epoca, con il loro respiro epico e la grande ricercatezza lessicale, che rappresentano il giusto mezzo tra la verbosità delle vignette anni Cinquanta e l’asciuttezza, quando non la totale assenza, dei riquadri esplicativi dei tempi più recenti.
Sembra impossibile evadere Prison Hill. Gli indiani Takima pattugliano il deserto e trascinano nella polvere i cadaveri dei fuggitivi. I galeotti sono rassegnati a una dura vita di lavori forzati, ma tra di loro c’è qualcuno che se la passa ancora peggio. È proprio Jesus: l’avido capo carceriere Stanley lo tiene rinchiuso nella “fossa dei pazzi”, una buca esposta agli spietati raggi del sole dall’alba al tramonto, e ogni giorno lo pesta a sangue con l’aiuto di una mazza. Il carceriere vuole estorcere a Jesus il segreto di un tesoro nascosto, ma, malgrado le sevizie, il biondo non parla.
Jesus ce la farà? Ovviamente non ve lo raccontiamo qui, per scoprirlo dovrete leggerlo! In compenso, però, aggiungiamo che il personaggio ha un passato misterioso, che, nel corso della collana, verrà esplorato con numerosi flashback: quand’era bambino il ranch in cui viveva insieme ai genitori venne dato alle fiamme. A salvargli la vita fu Kanak, lo stregone Arapaho, che successivamente lo allevò nella tribù come un figlio. È dagli Arapaho che Jesus ha imparato tutti i trucchi della sopravvivenza, utili compagni nelle sue avventure. Ma cosa successe davvero in quella notte lontana? Chi è Testa di Morto?
Jesus è sicuramente un fumetto “invecchiato bene”. Ancora oggi, a oltre quarant’anni dalla sua comparsa, è abbastanza “pulp” da regalarci una lettura emozionante. Di fatto, fu un esperimento in una schiera piuttosto fitta di eroi western con i pantaloni a zampa d’elefante. In questa galleria di eroi dimenticati dobbiamo senz’altro ricordare il suo omologo Judas, anch’egli scritto e disegnato dai fratelli Missaglia, che evidentemente avevano un debole per i nomi neotestamentari. Judas ha le fattezze truci e inconfondibili del giovane Charles Bronson. Il suo vero nome è Alan Scott, e, pur avendo alle spalle un burrascoso passato da fuorilegge, è il miglior agente dell’agenzia investigativa Pinkerton. In comune con Jesus ha, oltre che ai creatori, anche l’estrema qualità narrativa e grafica.


Una pagina interna di Jesus

La piccola retrospettiva, però, non sarebbe completa senza ricordare il loro contemporaneo Tom Boy: il “giustiziere negro” che indossa una maschera per combattere gli schiavisti del sud. Le sue avventure, pubblicate sul Corriere dei Ragazzi, erano scritte da Silverio Pisu e disegnate da Nadir Quinto e di recente la casa editrice torinese Allagalla le ha raccolte tutte in un unico volume.
Un’altra citazione, più che altro di costume, merita infine il curioso Alamo Kid, ideato da Antony Mancuso per Lanciostory, disegnato da Giuseppe Montanari e Vincenzo Monti. Questo cavaliere solitario ha i tratti di Alain Delon ed è un po’ uno 007 in versione western, con un anacronistico giubbino di cuoio in stile “Fonzie”. Le sue avventure si svolgono in una frontiera davvero improbabile, tra baci appassionati con donne bellissime e scorpacciate di “montone all’ananas”, che, chissà perché, è il piatto preferito di questo stranissimo eroe.
Termina qui questa nostra breve avventura con Jesus e il western anni Settanta a fumetti! Ci vediamo in edicola!

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