Ulzana

A cura di Gian Maria Tolu

Ulzana, grande guerriero Apache, è nato intorno al 1821 e morto il 21 dicembre 1909 nella riserva di Fort Sill, in Oklahoma.
Era fratello maggiore del capo Chihuahua; entrambi appartenevano a una banda di Chiricahua Chokonen, distinta da quella di Cochise, che viveva a nord del territorio del grande capo. La zona preferita da questa banda per vivere era il blue canyon.
Secondo Eugene Chihuahua, figlio del capo, al momento dell’elezione del capo della banda, i guerrieri in consiglio scelsero Chihuahua, sebbene Ulzana fosse più grande d’età e un ottimo guerriero. Egli comunque fu sempre fedele al fratello che lo scelse come suo secondo (una sorta di vice-capo tra i Chiricahua).
Ebbe 2 mogli e 7 figli dei quali solo due gli sopravvissero. Uno di questi era Richard Johlsanny, informatore di Eve ball, studiosa della tradizione orale Chiricahua. Leggi il resto

Gli occhi e le orecchie dell’esercito: gli scout indiani

A cura di Luca Barbieri

Gli scout indiani furono gli occhi e le orecchie di reparti di soldati altrimenti ciechi e sordi, alle prese con territori vastissimi e sconosciuti dei quali i loro nemici, al contrario, conoscevano perfettamente ogni palmo. Sarebbe stato impossibile per uno squadrone di cavalleria affrontare una lunga caccia ad una banda di ribelli senza saperne seguire le tracce ed evitarne le imboscate, oppure, semplicemente, trovare una sorgente d’acqua alla quale dissetarsi.
Quanto dico ha valore in particolar modo per la guerriglia che insanguinò gli stati del Sud Ovest al confine col Messico, territori aspri e feroci quanto chi li abitava.
La tattica delle bande di ribelli Apache, fatta di incursioni rapidissime e brutali e di successive lunghe fughe in zone di montagna quasi inaccessibili, mise in crisi l’esercito USA, un po’ come accadrà quasi un secolo dopo in Vietnam. Leggi il resto

Standing Bear (Orso In Piedi) e i Ponca

A cura di Marco Villa

Standing Bear
Gli Stati Uniti avevano deciso anche per loro. Nella primavera del 1877, i Ponca, popolo pacifico che viveva lungo le rive del fiume Niobrara, doveva spostarsi nel Territorio Indiano, dove erano già state ammassate alcune grandi tribù come quella dei Cheyenne e degli Arapaho.
Per i Ponca era strana questa decisione, avevano vissuto in pace con i coloni bianchi che erano andati a vivere nei loro territori, secondo un trattato del 1858 col quale i Ponca rinunciavano ad una parte delle loro terre per avere l’assicurazione di vivere per sempre nella loro terra natale.
Ma non è stato così.
Nel 1868 le terre dei Ponca sono state inserite erroneamente tra le terre da destinare ai Sioux, e quest’ultimi andavano dai Ponca con richieste di pagamento in cavalli e con l’intento di scacciare gli invasori dalla loro terra. Leggi il resto

L’esempio di Orso in Piedi

A cura di Luca Barbieri

Orso in Piedi, Ponca
Nel gennaio del 1879 un mesto corteo funebre marciò malinconicamente per circa cinquanta giorni attraverso le vaste pianure del Nebraska e del Kansas, affrontando ogni genere di intemperie che il clima statunitense aveva da offrire: piogge torrenziali, sole cocente e turbini di vento. Il corteo era composto da sessantasei indiani della tribù dei Ponca ed era guidato dal loro capo, Orso in Piedi. Dentro la cassa di legno che i pellerossa portavano con loro giaceva il corpo dell’ultimo figlio del capo tribù. Prima di morire il giovane indiano aveva espresso il desiderio di essere sepolto nell’antico cimitero della sua gente, vicino al corso del fiume Niobrara, insieme ai suoi antenati: erano state queste le sue ultime volontà. Orso in Piedi, con la morte nel cuore, le aveva rispettate; l’esercito americano, di fronte a un gesto tanto compassionevole di un padre nei confronti del figlio, aveva fatto quello che reputava giusto: arrestare il capo indiano e rinchiuderlo con la sua gente nelle prigioni di Fort Omaha. Non era certo la prima volta che i soldati americani mostravano un comportamento del tutto privo di comprensione umana nei confronti degli indiani, né sarebbe stata l’ultima. Leggi il resto

La campagna del Tonto Basin

A cura di Gian Maria Tolu

La storia della Campagna del Tonto Basin è indubbiamente interessante, perché descrive quale fu il traumatico scontro tra tribù native che avevano avuto pochi contatti con i bianchi e l’esercito degli Stati Uniti; inoltre, in questa vicenda, furono utilizzati alcuni accorgimenti strategici che vennero poi presi a modello dalle truppe USA, nelle successive guerre contro i Nativi e anche oltre. Ecco come si svolsero i fatti.
La Tribù dei Tonto era divisa in due gruppi, i Tonto del Nord (divisi nelle bande del Mormon Lake, di Fossil Creek, di Bald Mountain e degli Oak Creek) e Tonto del Sud (banda Matzatzal e 6 semibande).
Il termine Tontos fu affibbiato a questi indiani dagli spagnoli, a causa della loro presunta imbecillità (Tontos significa sciocchi), sulla base della denominazione data loro dagli altri apache, che consideravano questi loro parenti come stupidi. Leggi il resto

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