La morte di Wes Hardin secondo El Paso Times

A cura di Sergio Mura

John Wesley Hardin venne ucciso nel 1895 da John Selman all’interno del saloon Acme, e ciò costituì una inattesa e brusca fine della carriera di un pistolero molto pericoloso.
Ci sono rapporti contrastanti sul fatto che quel 19 agosto Selman abbia o meno sparato a Hardin nella parte posteriore della testa (e dunque colpendolo alle spalle), o se Hardin stesse cercando la sua pistola mentre affrontava Selman.
Selman venne processato per omicidio, ma fu rilasciato su cauzione da una giuria popolare.
Poi, meno di un anno dopo la morte di Hardin, Selman venne a sua volta ucciso dal vice-marshal George Scarborough dopo aver lasciato il saloon di Wigwam a tarda notte. Selman morì sul tavolo operatorio il 6 aprile 1896. Scarborough fu assolto dall’omicidio.
Il 21 agosto 1895 un articolo pubblicato da El Paso Times si sofferma sulla morte di Wes Hardin con alcune considerazioni.
Il titolo recita: “John Wesley Hardin è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dall’agente John Selman la mattina del 19 agosto 1895, nell’Acme Saloon di El Paso.”
La gente di El Paso ha tirato un sospiro di sollievo, ieri mattina, quando ha letto sul Times la storia dell’uccisione di John Wesley Hardin all’Acme lunedì sera ad opera di John Selman.
Il corpo di Wes Hardin
Alcuni hanno detto che sembrava un omicidio, ma tutti hanno convenuto che era quello che tutti aspettavano.
Tre persone su quattro tra quelle contattate hanno detto che il Selman ha fatto la cosa giusta, uccidendo Hardin senza correre rischi inutili! Il quarto ha detto che la morte di Hardin è stata una buona cosa per El Paso, ma sarebbe stato meglio se fosse stata una cosa leale.
Abbiamo intervistato la padrona di casa di Hardin, la signora Williams, nella lodging house di Herndon in Overland Street est.
Quando John Wesley scoprì che la signora Williams non aveva nemmeno un po’ paura di lui, provò una grande ammirazione per lei e rimase seduto per ore a parlarle della sua vita passata e delle sue aspettative per il futuro!
La signora Williams ricorda:
“È difficile”, ha detto, “descrivere quanto la presenza del signor Hardin mi abbia colpito. Non ho esitato a parlargli in modo severo quando si è ubriacato e ha danneggiato i miei mobili; eppure lo temevo (davvero), perché sentivo le mie stesse ossa gelare quando mi guardava con i suoi occhietti guizzanti. Portava qui il suo whisky a galloni e lo sentivo a tutte le ore del giorno e della notte bere. Ma non l’ho mai visto barcollante per l’ubriachezza e potevo dire che era ubriaco a causa della sua estrema e inattesa gentilezza e per il peculiare luccichio degli occhi.


John Selman

Mi parlava spesso del suo libro – la storia della sua vita che stava scrivendo.
Un giorno sono entrata da lui e ho chiesto: Che fai, racconti di come hai ucciso un uomo o quando hai rubato un cavallo? Mi ha risposto che in quel momento stava rubando un cavallo. Si mise allora a parlare della sua storia e disse che gli restava da uccidere un ultimo uomo, un uomo che aveva assistito al linciaggio di suo fratello a Comanche, – si riferiva senza dubbio al carceriere della contea J.O. Jones, che viveva a Comanche quando Joe Hardin fu linciato – e che intendeva andare a casa di quell’uomo, chiamarlo alla porta e ucciderlo; e nessuno avrebbe mai saputo chi è stato. Ha detto che intendeva fare il suo lavoro di nascosto, come facevano gli altri. Mi ha anche detto di non avere fiducia nella natura umana e facendomi rabbrividire, ha aggiunto che non si sarebbe fidato neppure di sua madre, che avrebbe guardato proprio come guarda tutti gli altri.”

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