Nunaga, di Duncan Pryde

A cura di Angelo D’Ambra

Duncan Pryde con i suoi cani da slitta in Canada
“Nunaga” è una storia vera e biografica ambientata nel Grande Nord negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. E’ la storia dello scozzese Duncan Pryde, un racconto di vita che ha dell’incredibile, dell’avventuroso, forse del folle.
A diciotto anni, con alle spalle tre di servizio nella marina mercantile e poi un tranquillo impiego alla Singer, Pryde si presentò in un ufficio della Compagnia della Baia di Hudson e si fece assumere.
Finì in Canada, a commerciare pellicce con i cree e gli ojibway, nel Manitoba settentrionale ed in Ontario. S’aspettava di più, s’aspettava una natura più selvaggia, giornate in totale isolamento e genti meno civilizzate ed allora si licenziò ed accettò di farsi riassumere dalla compagnia solo a patto di essere trasferito nell’Antartico.
Mise così piede a Baker Lake, nell’immenso deserto bianco del Barren, come apprendista di Sandy Lunan, il sovrintendente di quella stazione commerciale, nel 1958.


In canoa

La stazione commerciale di Baker Lake era costituita dalla casa dell’agente, da magazzini e da uno spaccio. L’unica attività che vi si svolgeva era l’acquisto di pelli di caribù dagli inuit, pelli che venivano poi spedite ai porti della costa. L’ambiente era molto diverso da quello lasciato nel Manitoba. Qui c’era poco igiene, cibo certamente in abbondanza ma sempre eguale, pesce o carne di caribù, animale che gli inuit chiamano tuktu. Duncan vi iniziò a redigere un dizionario e ad imparare la lingua, costruì pure un iglù. Nell’autunno del 1959, Lunan lasciò la stazione e fu sostituito da Bob Griffith. Cinque mesi dopo anche Duncan abbandonò Baker Lake ed ottenne di essere spostato in una stazione ancora più isolata, Spence Bay, da cui, una volta al mese, doveva raggiungere l’avamposto commerciale di Gioja Haven, viaggiando su slitte trainate da cani.


Duncan e una Eskimo

Divenuto padrone della lingua e della conduzione di mute, si trasferì in un posto decisamente più problematico: Perry Island, sulla costa artica, a occidente di Spence Bay. I circa ottanta inuit del posto erano irruenti, facinorosi, truffaldini e violenti. In effetti certe cose erano frequenti nella vita degli eschimesi. La violenza era soprattutto generata dalla cronica carenza di donne, risultato della diffusa pratica dell’infanticidio, in più c’era una strana idea di giustizia per cui se una comunità considerava pericoloso un singolo individuo, questo poteva venire di punto in bianco giustiziato. La comunità di Perry Island, poi, soffriva d’alcolismo e quando gli inuit si presentavano ubriachi alla stazione commerciale, c’era sempre da temer guai.


Duncan in compagnia di un Eskimo

Duncan ebbe un bel po’ di problemi, visse scazzottate, agguati e tentativi d’assassinio. Ma a Perry Island si inserì perfettamente in quel mondo, divenne un cacciatore abile e fece sue le tradizioni degli inuit. “Nunaga” ci regala magnifiche descrizioni delle feste il natale, del ruolo degli sciamani, della caccia al caribù, alla foca sulla banchisa con l’arpione e quella all’orso polare.
C’è da dire che Duncan visse avventure anche molto bizzarre, per esempio quella sessuale con una donna sposata. Tra gli inuit non esisteva adulterio e le donne si scambiavano gli uomini come questi si scambiavano le donne. La gente della stazione commerciale della Compagnia della Baia di Hudson prese a volergli bene ed a preoccuparsi di procacciargli una donna, così un bel giorno un paio di inuit gli offrirono di prendere in moglie una loro parente.
La copertina del libro
Purtroppo parlavano di una tredicenne! Duncan declinò l’invito cercando i modi giusti per non offenderli e allora uno dei due propose di dargli in prestito la moglie dell’altro. Il nostro agente dovette fare i salti mortali per trovare il modo per respingere anche questa proposta. Non tardò però a venire il giorno in cui un marito gli propose una donna che a Duncan piaceva ed allora accettò la relazione sessuale con lei. Quando la donna si scoprì incinta ovviamente non si sapeva di chi fosse il figlio, se il marito o Duncan. Solo alla nascita tutti capirono che il padre non poteva che essere lo scozzese…
Nel luglio del 1965 la Compagnia lo trasferì a Bathurst Inlet, un piccolo insediamento nella regione di Kitikmeot, nel Nunavut, per organizzarvi una nuova stazione commerciale ed è qui che visse una delle esperienze più terrificanti della sua vita: fu attaccato da un grizzly. Due anni dopo entrò in politica, venendo eletto nel distretto elettorale dell’Artico con l’intento di difendere gli inuit e la loro terra. Ebbe proprio una vita molto movimentata e la descrisse con maestria in questo suo “Nunaga”.

Titolo: Nunaga
Autore: Duncan Pryde
Editore: Eland Publishing Ltd
Lingua: Inglese
Rilegatura: Brossura leggera
Pagine: 288
Costo: 17,49 €

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