La doppia faccia di Burt Alvord e Billy Stiles

A cura di Angelo D’Ambra

Burt Alvord e Billy Stiles
Burt Alvord, avvocato e vicesceriffo di Tombstone, nella Contea di Cochise, in Arizona, pensava di aver commesso il crimine perfetto. Il suo alibi era solido: giocava a carte quando il crimine aveva avuto luogo ed era seduto al tavolo da poker, davanti a tutti, quando la notizia del furto del treno l’aveva raggiunto. Era il settembre del 1899. Alvord si accomiatò dal gioco, facendosi sostituire da un uomo del saloon, ed organizzò una squadra. Sapeva già che quella ricerca non avrebbe portato a nulla. Era solo una finzione. Perché?
Perché era stato lui stesso a pianificare il furto al treno con due uomini che, fino all’ultimo, avevano giocato al suo stesso tavolo e che poi, con la scusa del lavoro, avevano abbandonato tutto per poi tornare al saloon una volta compiuto il misfatto.
Alvord, inizialmente, pensò che si sarebbe fermato lì. Un furto era cosa grave e quel furto gli aveva portato molti quattrini. Doveva fermarsi eppure non lo fece, organizzò subito un’alta rapina ad un treno. Purtroppo per lui, questa seconda malefatta finì male.
Burt Alvord
Uno dei ladri, Jack Dunlop, fu gravemente ferito da un colpo di pistola sparatogli dall’avvocato Jeff Milton durante la rapina al treno presso Fairbank, in Arizona, ma visse abbastanza a lungo da poter fare il nome di Alvord. Il vicesceriffo, incastrato dalle seguenti indagini, finì nella prigione della Contea di Cochise.
Stette poco in prigione e tutto ciò grazie a William “Billy” Larkin Stiles, uno dei suoi compari finito in carcere. Stiles dapprima si finse pentito e disse di voler testimoniare contro Alvord ottenendo la libertà, poi, una volta fuori dal carcere, reperì una pistola e si ripresentò ai suoi aguzzini che gli aprirono le porte ingenuamente. Stiles tirò fuori la pistola, li minacciò, si fece dare le chiavi della cella di Alvord e liberò il suo amico.
I due si dettero ad una rocambolesca fuga. Furono avvistati qui e lì, in città ed in campagna, sui monti nei boschi, fino al giorno in cui i resti di un uomo divorato da coyote furono trovati presso Casa Grande. Si disse allora che fosse il corpo di Alvord. In verità, il vicesceriffo divenuto fuorilegge se ne stava tranquillo in Messico.
Alvord era alcolizzato. Ebbe tranquilla infanzia – tra l’altro a 15 anni lavorò all’OK Corral ed assistette al più noto degli scontri a fuoco del far west, quello dei fratelli Earp e di Doc Holliday contro i Cowboys – e studiò legge praticando con un discreto successo l’avvocatura. La sua carriera di vicesceriffo aveva subito una interruzione quando lo sceriffo John Horton Slaughter s’accorse che il ragazzo frequentava troppo i saloon intrattenendosi con loschi figuri, giocatori d’azzardo e gente di dubbia condotta.
Billy Stiles
Era stato allontanato dall’incarico e s’era rimesso a fare l’avvocato in diverse città, tra cui Fairbank e Pearce, era ritornato vicesceriffo a Wilcox, poi Slaughter l’aveva ripreso perché, in fondo, di gente come Alvord, scapestrati e audaci, ne aveva bisogno. Sfortunatamente, dopo due anni di reintegro come vicesceriffo, suo padre morì e la sua vita, forse per il dispiacere, cambiò: Alvord abbandonò sua moglie, Lola Ochoa, ed il suo ranch poi si mise in combutta con Bill Stiles e Jack Dunlop e con loro si diede ad una carriera delinquenziale approfittando dell’incarico che ricopriva.
Fu un ranger dell’Arizona di nome Burt Mossman a scovarlo. Tuttavia anziché arrestarlo, volle raggiungere col ricercato un accordo per catturare il bandito messicano Augustine Chacon. Fu così che, nel 1902, Alvord aiutò Mossman a catturare il famigerato Chacon – che fu condannato ed impiccato a Solomonville-, ricevendo in cambio la riduzione della pena. Nonostante questo, Alvord non se la passò bene. Fu imprigionato, rilasciato e imprigionato di nuovo mentre le corti cercavano di districarsi in un bel groviglio di crimini. Arrivò pure una condanna a due anni nella prigione territoriale di Yuma, allora Alrod decise che era meglio fuggire, del resto, sebbene un ranger dell’Arizona avesse fatto un accordo con lui, le autorità locali non erano affatto tenute a rispettarlo. Tornò a fuggire con Billy Stiles e rimise piede in Messico.
Dopo diversi scontri a fuoco, i due furono catturati dai ranger nel dicembre 1903, ma riuscirono ancora a scappare. Fecero persino un rozzo tentativo di falsificare la propria morte, spedendo a Tombstone i corpi di due sconosciuti, ma la finzione fu smascherata.
I rangers dell’Arizona non dettero loro tregua, li inseguirono attraverso il confine messicano e li intrappolarono presso Naco, nel febbraio 1904, avendo ragione della loro accanita resistenza. Catturarono Alvord, ma non Stiles che riuscì invece a scappare. Finalmente Alvord scontò la sua condanna a Yuma poi scomparve… L’ultima volta fu visto nel 1910 a lavorare come impiegato nel Canale di Panama.
Ancora Billy Stiles
Se Burton Alvord iniziò la sua carriera come rispettabile uomo di legge e poi divenne uno spietato malvivente, Billy Stiles pure aveva avuto una vita ondivaga tra bene e male. A dodici anni aveva ammazzato suo padre, aveva poi passato anni ed anni a cercare oro nelle Superstition Mountains prima di finire a lavorare per lo sceriffo John Slaughter, guadagnandosi una eccellente reputazione. Di Stiles, dopo i fatti di Naco, si persero le tracce. Riapparve in California ancora una volta con una identità mutata: era vicesceriffo nella Contea di Humboldt. Il 5 dicembre 1908, mentre cercava di arrestare un uomo di nome Charlie Barr, l’uomo resistette e Billy gli sparò venendo poi a sua volta colpito a morte dal figlio dodicenne di Barr. Fu sepolto nel Cimitero dei Pionieri a Winnemucca, nel Nevada, in una tomba non contrassegnata.

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