La notte del corvo

A cura di Gian Mario Mollar
Un villaggio del West.
Una vecchia leggenda, con baffi e stella sul petto, che ambisce a diventare sindaco.
Un giovane giornalista con un’irrefrenabile passione per l’alcol e le donne, venuto da San Francisco per documentare le elezioni.
Il naufragio di una nave di immigrati sudamericani.
Un terribile killer con una maschera da corvo.?Questa, in poche parole, la ricetta con cui Marco Galli ha cucinato un western originale e dissacrante: La notte del corvo. Una ballata anarchica del West, edito da Coconino Press – Fandango nel febbraio 2019. ?Agli ingredienti di base, però, l’autore ha saputo aggiungere qualche spezia: per esempio, l’oracolo cinese dell’I-Ching per stabilire il momento giusto per iniziare una caccia all’uomo, oppure una sfumatura di peyote nel bel mezzo di una sparatoria, per fare passare la tremarella e rendere tutto più colorato. Neanche troppo nascosto tra le righe, un pizzico di riflessione sociale sulla contemporaneità, che aggiunge sapore alla finzione.
Il risultato finale è piuttosto lontano dagli schemi che gli amanti della frontiera amano percorrere e ripercorrere: pur utilizzando gli stilemi del western classico, La notte del corvo li stravolge in modo originale e disorientante, creando una storia in bilico tra violenza e ironia, tra scherzo e dramma.

La storia raccontata da Galli, però, è ancor più sorprendente se la analizziamo dal punto di vista grafico: sfogliando le pagine si incontrano scarabocchi, schizzi di matite colorate alternati ad acquerelli, deliri lisergici che fanno venire in mente lo Yellow Submarine dei Beatles. Scene di sesso che ricordano i graffiti nel bagno di un autogrill si avvicendano ad acquerelli poetici, che fanno venire in mente Gipi, uno dei grandi maestri del fumetto contemporaneo.
Le forme, soprattutto nella prima parte, sono stilizzate e quasi infantili, eppure trasudano espressività. Le inquadrature hanno un perfetto taglio cinematografico, ma sono realizzate in modo ruvido e irregolare. Le nuvole parlanti cedono spesso e volentieri il passo alle didascalie, rendendo le pagine un ibrido tra la vignetta fumettistica e l’illustrazione commentata. In ogni caso, non lasciatevi scoraggiare da tutte queste stranezze: per quanto visionario e inconsueto, il libro si lascia leggere molto agevolmente, ed è un piacere sfogliarne le pagine e farsi sorprendere.

La storia che sta dietro al libro, poi, merita di essere raccontata, perché, se è pur vero che le opere godono di una loro vita, indipendente dagli autori che le hanno concepite, è altrettanto vero che, talvolta, è interessante discernere l’uomo che si nasconde dietro alle matite.
Marco Galli, bresciano, classe 1971, è un talentuoso fumettista che ha alle spalle delle graphic novel noir e visionarie quali il Santopremier (2010) e Neropetrolio (2013), pubblicate con le edizioni 001.
Nel 2016 è stato colpito da una sindrome improvvisa e grave, che lo ha portato al coma e costretto a letto per diversi mesi, incapace di compiere movimenti. Disegnare, che un tempo doveva sembrargli semplice e naturale come respirare, si è trasformato all’improvviso in un’impresa gravosa, che lascia madidi di sudore e con il foglio che non riflette quello che la mente ha concepito.
Il progetto de “La notte del corvo” è nato così: dalla volontà di non arrendersi alla malattia. Per realizzarlo, l’autore ha adottato uno pseudonimo autoironico: Apehands, ovvero “Mani di scimmia”, proprio perché le sue mani, non obbedendogli, sono diventate parte attiva nel gioco creativo. Per fortuna, la malattia di Marco Galli è regressiva: per questa ragione si può notare una netta differenza tra le prime tavole e quelle conclusive, con il tratto che si fa via via più raffinato e carico di sfumature. Per quest’opera non ci sono state story boards e tavole preparatorie: tutto si è svolto “in presa diretta”, perché ogni singola vignetta ha richiesto uno sforzo enorme, sia fisico che intellettuale, da parte dell’autore.

La notte del corvo è quindi sperimentale da molti punti di vista, tanto per la storia che contiene quanto per quella del suo stesso concepimento. La polvere del West, ancora una volta, si rivela un terreno fertile per la contaminazione creativa. A tal proposito, Marco Galli dichiara: “Amo il western, ci sono cresciuto in TV. Era un genere che non avevo ancora affrontato. Come sempre ho cercato di andare oltre i canoni, destrutturandolo. Ho cercato di agganciarlo alla contemporaneità: sceriffi al governo, pistoleri “risolvi problemi e poveracci morti senza colpe, se non di essere poveracci.”

Scheda

Autore: Marco Galli Apehands
Titolo: La notte del corvo. Una ballata anarchica del West
Anno: 2019
Editore: Coconino Press, Fandango
Pagine: 176/a colori

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