L’ultimo scontro a fuoco di Wild Bill Hickok

A cura di Valentina Santoli

Ad Abilene, Kansas, la stagione estiva del bestiame era ben lungi dal finire e Wild Bill Hickok, lo sceriffo in carica, era riuscito nel difficile compito di mantenere l’ordine in città. Il suo predecessore, il leggendario Thomas J. Smith, aveva invece perso la vita in servizio, compiendo il proprio dovere.
Abilene, il cui nome deriva dall’omonima regione ricca di pascoli e di terre fertili di cui si parla nella Bibbia, è stata la prima vera “città del bestiame”. Prima di diventarlo, era stata una fermata della diligenza ed in seguito un mero punto di sosta sui binari della Divisione Orientale della Ferrovia Union Pacific: tale rimase fino all’arrivo di Joseph McCoy, un commerciante di bestiame dell’Illinois desideroso di trovare un punto di partenza per il commercio delle vacche in cui non vigessero restrizioni di sorta.
McCoy era infatti alla ricerca di un luogo che si trovasse abbastanza ad Ovest da impedire che le mandrie trasportate sin qui non contagiassero il bestiame locale con la febbre della milza (altrimenti nota come “Febbre del Texas”), una patologia trasmessa da una zecca di cui erano portatori i bovini di razza Lone Star: ad Abilene, McCoy trovò il posto che stava cercando (naturalmente, man mano che gli allevatori si insediavano nella zona, il punto di spedizione del bestiame dovette progressivamente essere spostato). Il 5 settembre 1867 il primo treno carico di bovini del Texas lasciò Abilene, diretto ad Est: era iniziata così la prima stagione del bestiame. Le successive sarebbero seguite, tradizionalmente, ogni anno tra maggio ed ottobre.


Un ritratto di Wild Bill Hickok

Nei tre anni seguenti, Abilene rimase una “città senza legge”, priva di uno sceriffo, fino alla nomina nel 1870 di Tom Smith, che fu però assassinato quello stesso autunno, nel mese di novembre. Ne seguì un turbolento periodo di fugaci avvicendamenti nella carica che terminò il 15 aprile 1871, quando l’incarico di sceriffo fu affidato a Wild Bill Hickok, che avrebbe portato la stella per i successivi otto mesi.
Il mese precedente quella che sarebbe stata la sua ultima sparatoria, Wild Bill fu incaricato dal Consiglio cittadino di sgomberare i bordelli di Abilene: una volta portato a termine l’incarico, il nuovo sceriffo non godeva certo dell’apprezzamento dei cowboys texani.
In città si stava svolgendo la Dickinson County Fair e cinquanta cowboys, venuti ad Abilene per parteciparvi, furono sorpresi da una fitta pioggia: iniziarono allora a vagare per la strada principale, maltrattando ed intimidendo i clienti di saloon in saloon per farsi offrire da bere. Secondo alcuni resoconti, quegli uomini si comportarono così deliberatamente, proprio per indurre Hickok a recarsi al saloon più vicino, come puntualmente accadde: Wild Bill si recò all’Alamo Saloon e, assecondando il gruppo di cowboys, offrì loro un giro di bevute.


Wild Bill dentro il saloon mentre gioca a carte

Girava voce che un giocatore d’azzardo del Texas, tale Phil Coe, avesse giurato di togliere di torno Hickok prima che arrivasse il gelo. Intimoriti, man mano che la sera avanzava, molti cittadini di Abilene si eclissarono, temendo che gli eventi potessero sfuggire di mano.
Improvvisamente, intorno alle 21, uno sparo rimbombò fuori dall’Alamo Saloon. Hickok, che aveva già avvertito il gruppo di cowboys che era proibito portare armi da fuoco in città, uscì dal saloon per affrontarli e si ritrovò dinnanzi Phil Coe, con la pistola in pugno. Coe si giustificò dicendo di aver solo sparato ad un cane randagio e contemporaneamente, pensando di sorprendere Wild Bill, estrasse fulmineamente un’altra pistola e gli sparò contro due volte: una pallottola perforò il cappotto di Hickok, mentre l’altra terminò la sua corsa al suolo a poca distanza dalle sue gambe.


Wild Bill Hickok affronta Phil Coe

Stando all’”Abilene Chronichle”, Wild Bill reagì in un lampo e fu “più veloce del pensiero” nell’estrarre i suoi due revolver Colt Navy dalle fondine: fece fuoco, colpendo Phil Coe due volte allo stomaco.
Anche altre persone furono ferite, e fu così che, quando un altro uomo emerse nell’ombra dalla folla con una pistola in pugno, i nervi a fior di pelle ed il bagliore delle lampade a kerosene impedirono a Wild Bill di riconoscerlo: gli sparò due volte, uccidendo Mike Williams, un guardiano della prigione cittadina ma, soprattutto, un suo intimo amico.
Affranto, Hickok trasportò il corpo di Mike Williams dentro al saloon e lo depose sul tavolo da biliardo, poi, furibondo, tornò fuori e disarmò tutti coloro su cui riuscì a mettere le mani, intimandogli di abbandonare immediatamente la città. Nel giro di un’ora, il posto era deserto.


Wild Bill minaccia gli amici di Phil Coe che, intanto, cade a terra

Un articolo sul “Junction City Union”, descrivendo lo scontro a fuoco, dichiarò che Hickok aveva reagito sparando con incredibile rapidità e con la sua consueta mirabile precisione; ma lui fu fortemente scosso dall’involontaria uccisione del suo amico, tant’è che in seguito non prese più parte ad alcuna sparatoria.
Phil Coe, dal canto suo, in seguito alle ferite riportate morì nella sua stanza dopo tre giorni di agonia.

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