L’uomo che sterminò una banda di 14 assassini

A cura di Valentina Santoli

Il 19 dicembre 1854 ebbe luogo uno dei più incredibili scontri a fuoco della storia del West. Fu una sparatoria così straordinaria, anche per le cronache dell’epoca, che è difficile credere che oggi, dopo oltre 170 anni, quasi nessuno se ne ricordi: ma siamo qui per rimediare.
California, Sierra Nevada. Una numerosa banda di banditi stava imperversando tra le montagne: si trattava di un gruppo composto da due americani, un francese, due inglesi, quattro messicani e cinque membri della “Sidney Duck”, una gang australiana che aveva gettato nel caos San Francisco.
Questi criminali già da un paio di giorni avevano dato sfogo alla propria violenza, rapinando ed uccidendo sei cinesi e quattro americani. Il 19 dicembre 1854 i banditi decisero di tendere un’imboscata a tre prospettori americani che stavano percorrendo un sentiero nei paraggi: il Capitano Jonathan Davis, James Mc Donald ed il Dr. Bolivar Sparks. Leggi il resto

L’assassinio del Presidente Lincoln

A cura di Renato Panizza

L’assassinio di Lincoln
Washington D.C.- Casa Bianca – 14 Aprile1865 – ore 20 circa.
Una signora con una graziosa cuffia ornata di fiorellini rosa e un abito scollato si infila i guanti: ”Caro… vuoi che arriviamo in ritardo?!“ Il Presidente si fruga in tasca e guarda l’orologio. Già!… quella sera c’era da andare a teatro. “Ho promesso alla Signora Lincoln di andare a teatro con lei – disse rivolto alle persone cui era vicino – è uno di quegli impegni cui non manco mai“. Si riferiva alle promesse fatte alla moglie. Ma quella sera Abramo Lincoln era insolitamente felice, non per la prospettiva dello spettacolo teatrale, ma perché si sentiva finalmente il presidente degli Stati Uniti. Sì… Uniti! La guerra era vinta e l’Unione era stata salvata!
Salì sulla carrozza scortata da due cavalleggeri salutando tutti con la mano.
Nel teatro, davanti a una sala quasi piena – e ancora c’era la fila alla biglietteria – il primo atto della commedia “Il nostro cugino americano” stava già incominciando.
Il Presidente arrivò che erano le 20,25. Leggi il resto

La banda dei cospiratori di Booth

A cura di Renato Panizza

John Wilkes Booth
Il 14 Aprile 1865 un attore di mezza tacca si assicurò un posto nelle pagine della Storia portando a segno uno dei gesti più clamorosi che si possano compiere: assassinare il Presidente degli Stati Uniti d’America. Nel Novembre del 1864 il ventiseienne attore aveva messo in piedi una banda di cospiratori il cui scopo principale inizialmente era rapire Lincoln e consegnarlo alle autorità confederate per ottenere un grosso riscatto.
Gran bel colpo se fosse riuscito! Un gesto oltretutto di grande teatralità, come si confaceva a un tipo come Booth, smanioso di raggiungere quel successo che fino ad ora le scene gli avevano negato. Booth, sin dai primi giorni della secessione, aveva manifestato la sua simpatia per la Confederazione e il suo odio per Lincoln. Leggi il resto

Il “complotto Lincoln”, una strana storia di banche e di mummie

A cura di Andrea Carlucci

L’assassinio di Lincoln
Secondo una nuovissima tesi, che va acquistando un sempre maggior credito non solo tra il pubblico, ma anche tra molti tra gli storici più conosciuti e stimati, i retroscena della morte del presidente Abraham Lincoln furono molti ben diversi da quelli a cui la storiografia tradizionale ci ha abituato con la sua narrazione e con il suo argomentare.
Si tratta di una tesi particolarmente dettagliata e fondata su prove e ricostruzioni, una tesi in cui ambienti in vista ed altri più occulti hanno tutti contribuito affinché un presidente ritenuto scomodo venisse messo da parte con violenza.
In questo nostro articolo, l’autore prova a ripercorrere tutti i passaggi che sono oggi noti per arrivare a conclusioni davvero non convenzionali che meritano di essere portate a conoscenza del nostro pubblico di appassionati. Leggi il resto

I Pawnee e l’omicidio McMurty

A cura di Paolo Brizzi

Il 20 Giugno 1869 il corpo di un colono bianco, Edward McMurty, fu ritrovato sulla grande isola del fiume Platte, in Nebraska, da un gruppo di uomini di Platte County. In una pozza, lo sfortunato trentenne giaceva a faccia in giù, legato ad un tronco, irriconoscibile dopo un mese e mezzo dal violento decesso. Solo i suoi abiti furono subito riconosciuti da suo cognato, George Grant e dal suo vicino ed amico Isaac Clark. L’esame del corpo ormai decomposto e rigonfio mostrò che l’uomo era stato colpito da colpi di arma da fuoco, da coltellate alla schiena e al fianco. Inoltre le orecchie ed il naso avevano subito mutilazioni (o morsi) ed una freccia usciva dalla sua bocca, dopo essere penetrata nel collo. Gli uomini ricobbero nel dardo una freccia Pawnee. Il cadavere si trovava lì dal giorno della sua scomparsa, l’8 Maggio, e solo i flutti del Platte rigonfio per un violento nubifragio lo avevano smosso e posto all’attenzione dei cercatori. Leggi il resto