Le Guerre Coloniali – 4

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4.

LA GUERRA ANGLO-SPAGNOLA (1739-1742)

I semi di questo conflitto furono gettati quando, nel 1731, il capitano di un vascello mercantile inglese, Robert Jenkins, vide il suo brigantino, il “Rebecca”, che stava facendo contrabbando, bloccato da un vascello della guardia costiera spagnola al largo della costa della Florida. Nella concitazione che ne seguì il capitano delle guardie spagnole tagliò un orecchio di Jenkins, a quanto pare dichiarando: “Portalo al re tuo capo, che, se fosse presente, tratterei alla stessa maniera.”
Lì per lì la reazione popolare all’avvenimento fu tiepida. Solo diversi anni dopo gli oppositori politici del governo inglese e la Compagnia Inglese dei Mari del Sud soffiarono sull’indignazione generale contro la Spagna, pensando che una guerra vittoriosa avrebbe implementato di molto le opportunità commerciali nei Caraibi, scalzando le attività mercantili spagnole. Inoltre la spinta verso la guerra contro l’Impero Spagnolo serviva a fare pressione sulla stessa Spagna perché non si ritirasse dal cosiddetto “contratto d’asiento”, che dava agli schiavisti inglesi la possibilità di vendere schiavi nell’America spagnola. Pare che il capitano Jenkins esibisse l’orecchio mozzato di fronte al parlamento inglese, ma non vi sono certezze assolute in proposito.
Fu Thomas Carlyle a coniare, nel 1858, il termine di “Guerra dell’orecchio di Jenkins”, mentre in Spagna è nota come “Guerra del Asiento”,
Il conflitto fra Inghilterra e Spagna scoppiò il 30 ottobre 1739 e si sviluppò a livello globale, con la maggior parte delle operazioni condotta nel Mar dei Caraibi e, in misura minore, nelle Filippine e (cosa che qui interessa) in Florida, Georgia e Carolina.


Il capitano Jenkins mostra l’orecchio mozzato al Primo Ministro Walpole – stampa

Il confronto in Florida

La fondazione della colonia inglese della Georgia nel 1733 aveva consentito agli Inglesi di raggiungere diversi obiettivi. Oltre ai motivi di carattere commerciale (coltivazione del gelso e produzione della seta, del lino e della canapa) e umano (insediamento di detenuti inglesi e di protestanti perseguitati in Europa), venne a proposito soprattutto per la protezione delle preziose colonie della Carolina del Sud dagli Spagnoli della Florida e dai Francesi della Louisiana. Dopo che gli Spagnoli, già nel 1735, avevano condotto un attacco di sorpresa contro Savannah, James Edward Oglethorpe, che a quel tempo esercitava i suoi poteri di governatore in Georgia, iniziò a pianificare la istituzione di una linea di difesa e il reclutamento di truppe in difesa delle giovani colonie. Dopo essersi assicurato i fianchi mediante accordi con le popolazioni native del luogo, Oglethorpe poté, con lo scoppio della guerra fra Spagna ed Inghilterra, passare ad una politica più aggressiva contro la Florida.
Dopo alcune schermaglie minori, il governatore Oglethorpe raccolse una truppa mista di regolari inglesi (il 42° Reggimento Fanteria), di milizia coloniale delle Province di Georgia e delle Caroline, e Indiani delle nazioni Creek e Chickasaw. La campagna iniziò nel dicembre 1739 e nel gennaio successivo Oglethorpe assaliva i forti spagnoli ad ovest di St. Augustine. Nel maggio 1740 condusse una spedizione con l’intento di catturare la stessa St. Augustine. Per raggiungere l’obiettivo, Oglethorpe catturò dapprima Fort San Diego, Fort Piccolotta e Fort Mose, il primo insediamento di uomini di colore in America.


La spedizione di Oglethorpe in Georgia

Oglethorpe dispiegò le sue batterie nell’isola di Santa Anastasia, mentre una squadra navale inglese bloccava il porto. Il 24 giugno cominciò il bombardamento, che continuò per 27 giorni. Il giorno 26 una sortita di 300 Spagnoli e neri liberati attaccò Fort Mose, tenuto da 120 “Highlander Rangers” e 30 Indiani. La guarnigione venne colta di sorpresa ed ebbe 68 uomini uccisi e 34 catturati, mentre le perdite spagnole ammontarono a 10 caduti.
Gli Spagnoli riuscirono a far passare navi con rifornimenti attraverso il blocco della Marina Reale Inglese e ogni speranza di affamare St. Augustine fino alla capitolazione andò perduta. Oglethorpe quindi pianificò un piano per assaltare la fortezza per via di terra, mentre le navi inglesi avrebbero attaccato i vascelli spagnoli nel porto. Il commodoro Pearce, però, decise di rinunciare all’attacco, in quanto si entrava nella stagione degli uragani. Oglethorpe tolse l’assedio e ritornò in Georgia, abbandonando la sua artiglieria durante la ritirata.

Azioni di guerra in Nord Carolina

Le navi spagnole incrociavano le acque della Carolina fin dal 1731. Il 17 ottobre 1741 un veliero spagnolo con 80 uomini d’equipaggio catturò una goletta proveniente da Boston a circa 25 miglia ad ovest di Beaufort, nella Carolina del Nord. Fra il 1741 e il 1744 le navi spagnole predarono il naviglio inglese lungo tutta la costa della Nord Carolina. Nell’aprile 1741 due vascelli spagnoli apparvero al largo dei Banchi Esterni, presso l’isola di Portsmouth, in Nord Carolina. Nel mese di maggio i loro equipaggi avevano già catturato sei navi inglesi e bloccato Ocracoke Inlet, terrorizzandone gli abitanti e rubando alimenti e beni di valore per circa 10.000 sterline. In agosto i mercanti della Carolina del Nord allestirono un loro vascello e un’imbarcazione più piccola per attaccare gli Spagnoli. Al loro arrivo a Ocracoke, trovarono che gli Spagnoli erano fuggiti.

L’invasione della Georgia

La colonia della Georgia era stata motivo di contesa tra Gran Bretagna e Spagna fin dalla sua fondazione, nel 1733. James Oglethorpe aveva condotto la colonizzazione della Georgia per conto della Gran Bretagna e aveva scelto Savannah come porto principale della nuova colonia. La Spagna rivendicava il territorio come parte integrante della sua colonia della Florida e contestava quella che considerava un’occupazione illegale da parte dei coloni inglesi. Con la minaccia amplificata di un’invasione spagnola, Oglethorpe aveva cercato di rinforzare le sue difese meridionali. Accompagnato dai Rangers e da due guide native, Oglethorpe aveva scelto l’isola St. Simons come luogo per una nuova città, con un nuovo forte. Nel 1734 egli convinse il parlamento e le autorità coloniali a finanziare i costi di una guarnigione militare per il forte. Le autorità reclutarono anche un gran numero di coloni che si stabilirono nell’isola St. Simons. Le navi che portavano i coloni e le provviste arrivarono a Tybee Island all’inizio del 1736. Da qui alcuni si spostarono sulla terraferma mentre altri navigarono con le piroghe verso l’isola di St. Simons per fondarvi Frederica. La città e il suo forte vennero fondati sul gomito del fiume Frederica per controllare l’accesso da entrambe le direzioni.


Oglethorpe incontra gli indiani

Nel 1737 Oglethorpe tornò in Inghilterra per acquisire nuovi fondi e il permesso di allestire un reggimento di soldati, ottenendo l’approvazione del parlamento per entrambe le richieste. Venne nominato comandante in capo di tutte le forze inglesi (per quanto limitate) nelle colonie di Sud Carolina e Georgia. In seguito Oglethorpe reclutò una compagnia scozzese da Inverness, i cui componenti migrarono con le loro famiglie per stabilirsi a Darien (che venne detta “New Inverness”) sulla terraferma, alla foce del fiume Atamaha. Gli uomini formarono un’unità militare conosciuta localmente come Highland Independent Company. Venne rubricato come 42° Reggimento Fanteria.
Due forti erano stati costruiti a cinque miglia uno dall’altro sull’isola St. Simons. Essi erano collegati da una strada della larghezza di un carro, chiamata Strada Militare, che serviva per rifornire la guarnigione di Fort Frederica e i coloni stanziati nelle vicinanze di Fort St. Simons.


Uomini della Compagnia Provinciale della Georgia

Nel 1739 la Convenzione di Pardo aveva tentato di sedare la disputa coloniale tra le due Nazioni, ma la Spagna continuava a rifiutarsi di abbandonare le sue rivendicazioni. Quando, nello stesso anno, scoppiò la “Guerra dell’orecchio di Jenkins”, la Spagna cominciò subito a preparare piani per un’invasione della Georgia. Il governatore inglese della Georgia, James Oglethorpe, aveva lanciato l’invasione della Florida nel 1740 anche per prevenire un’analoga mossa degli Spagnoli contro la Georgia.
Il ritiro delle forze inglesi dopo il fallito attacco a St. Augustine aveva aperto la strada al governatore spagnolo Don Manuel de Montiano, che poté sferrare il tanto atteso attacco contro la Georgia.
A causa delle pressanti domande di risorse inglesi in altri teatri di guerra, non potevano essere distaccati altri rifornimenti o aiuti per difendere la colonia dall’attacco. Lo stesso governatore Montiano comandava la forza d’invasione, che si stima assommasse a 4500 – 5000 uomini.
Di questi, all’incirca 1900 o 2000 erano truppe di fanteria d’assalto. Le truppe di Oglethorpe, consistenti in soldati regolari, uomini della milizia e Indiani, assommavano a non più di 1000 uomini. La guarnigione di Fort St. Simons (o fort Frederica) resistette all’invasione con i suoi cannoni, ma non fu in grado di prevenire lo sbarco del nemico. Il 5 luglio 1742 Montiano sbarcò circa 1900 uomini da 36 navi vicino a Gascoigne Bluff, vicino al fiume Frederica. Fronteggiato da un nemico superiore numericamente, Oglethorpe decise il ritiro da Fort St. Simons prima che gli Spagnoli potessero organizzare un assalto. Egli ordinò di abbandonare il forte, procurandovi il maggior danno possibile, in modo da negare agli Spagnoli la possibilità di utilizzare le attrezzature del forte. Il giorno seguente gli Spagnoli si impadronirono del forte, stabilendo la loro base sull’isola. Montiano cercava di raccogliere informazioni sulla consistenza della forza nemica.
Dopo lo sbarco di truppe e vettovaglie, ed aver consolidato la propria posizione a Fort St. Simons, gli Spagnoli con cautela cominciarono a fare ricognizioni nei dintorni. Essi trovarono la strada che univa Fort St. Simons a Fort Frederica, ma dapprima non lo capirono, pensando che si trattasse di una stradina di campagna. Il 18 luglio, lungo quella via, gli Spagnoli fecero una ricognizione in forze con circa 115 uomini sotto il comando del capitano Sebastian Sanchez. A un miglio e mezzo da Fort Frederica la colonna di Sanchez trovò un consistente gruppo nemico, composto da Rangers della Georgia, soldati della Highland Independent Company e numerosi guerrieri Chickasaw, Yamacraw e Creek, comandati da Noble Jones. La schermaglia che seguì, breve ma intensa, durò meno di un’ora e divenne nota come Battaglia di Gully Hole Creek. Gli Spagnoli furono messi in rotta, avendo quasi un terzo degli uomini uccisi (fra cui il comandante in seconda, capitano Nicolas Hernandez) o catturati (fra cui lo stesso capitano Sanchez). Le perdite di Oglethorpe vennero definite “lievi”. Le forze di Oglethorpe avanzarono lungo la via militare in direzione di Fort St. Simons, all’inseguimento degli Spagnoli in ritirata disordinata. I prigionieri spagnoli rivelarono che una loro truppa più grande stava avanzando nella direzione opposta, cioè da Fort St. Simons verso Fort Frederica. Si trattava di 200 granatieri spagnoli che il capitano Antonio Barba stava conducendo incontro agli altri per coprirne la ritirata.
Il corpo di spedizione inglese, nell’inseguimento della pattuglia spagnola di ricognizione sconfitta, ingaggiò una schermaglia con i fuggitivi, dopo di che si ritirò di fronte ai rinforzi spagnoli avanzanti. Quando gli Inglesi raggiunsero una curva della strada, i tenenti Southerland e Macoy ordinarono alla colonna di fermarsi. Qui i reggimenti e gli alleati indiani si sistemarono in una radura di forma semi circolare al riparo di alberi e palmeti, aspettando gli Spagnoli che avanzavano. Nel folto della foresta aspettavano che gli Spagnoli rompessero i ranghi, deponessero le armi e si predisponessero a preparare il pranzo.


Truppe coloniali spagnole

Gli Spagnoli pensavano di essere protetti perché avevano l’acquitrino da un lato e la foresta dall’altro. Le forze inglesi aprirono il fuoco da dietro la copertura della vegetazione, cogliendo gli Spagnoli impreparati. Era il 7 luglio 1742. La ferocia del combattimento fu drammatica e la battaglia di Bloody Marsh (palude insanguinata) prese il nome dalla tradizione che vuole che l’acquitrino divenisse rosso del sangue dei soldati spagnoli uccisi, che si dice fossero circa 200.
Il terreno della foresta era coperto dai corpi di morti e moribondi. Qualche ufficiale spagnolo tentò invano di ricostituire i ranghi, ma i soldati spagnoli e i loro alleati fuggivano in preda al panico in diverse direzioni, colpiti da raffiche su raffiche di fuoco di moschetto che provenivano da dietro il fogliame. Barba stesso venne catturato dopo essere stato mortalmente ferito. Altre fonti riferiscono però che gli Spagnoli uccisi furono molti di meno e gli Inglesi persero un solo uomo.
Alla fine la battaglia risultò decisiva, perché l’avanzata spagnola fu fermata. Il merito della vittoria fu attribuito a Oglethorpe, benché egli fosse arrivato sulla scena dopo che il combattimento era cessato.
Montiano raggruppò le sue forze e si fermò, col proposito di un’ulteriore avanzata. Oglethorpe continuava a pressare gli Spagnoli, cercando di sloggiarli dall’isola. Pochi giorni dopo, avvicinandosi ad un insediamento spagnolo a sud dell’isola, apprese di un Francese che aveva disertato dalle truppe inglesi per unirsi agli Spagnoli. Preoccupato che il disertore potesse riferire la vera consistenza numerica della piccola forza inglese, Oglethorpe sparpagliò i suoi tamburini, in modo che il loro rullio per ogni dove facesse credere che accompagnavano una grossa armata. Poi scrisse al disertore, rivolgendosi a lui come spia degli Inglesi, raccomandandogli di continuare con le sue storie raccontate agli Spagnoli, finché non arrivassero rinforzi per attaccare il nemico. Il prigioniero che portava la lettera la consegnò agli ufficiali spagnoli, come Oglethorpe aveva sperato, e il Francese venne prontamente giustiziato. Il tempestivo arrivo di navi inglesi rinforzò tra gli Spagnoli la convinzione che stessero arrivando ingenti forze nemiche. Gli Spagnoli distrussero e lasciarono St. Simons il 15 luglio, ponendo termine al loro ultimo tentativo di invadere la Georgia.
Nei mesi seguenti all’invasione, Oglethorpe prese in considerazione l’idea di lanciare altri contrattacchi contro la Florida, ma le circostanze non erano favorevoli. Il fulcro della guerra si era spostato dalle Americhe all’Europa e armi, truppe e rifornimenti non erano subito disponibili. La regione divenne soggetta ad una pace precaria, occasionalmente punteggiata da schermaglie di piccolo conto.


Le fasi dell’attacco alla Georgia

Oglethorpe venne in seguito nominato brigadiere generale.
Per porre fine alla Guerra anglo-spagnola, nell’agosto 1746 iniziarono dei negoziati a Lisbona, in Portogallo, stato neutrale. La morte di Filippo V di Spagna aveva portato sul trono suo figlio Ferdinando VI, che era molto più conciliante sugli accordi commerciali. Tuttavia, a causa degli impegni assunti con i loro alleati austriaci, gli Inglesi non riuscirono a soddisfare le richieste spagnole di territori in Italia, e il negoziato si interruppe, anche perché nel frattempo lo scoppio della Guerra di successione Austriaca (in Nord America: Guerra di Re Giorgio) stava sconquassando il quadro della politica internazionale. Al termine di quella guerra la Georgia sarà ufficialmente dichiarata colonia inglese col Trattato di Aix-la-Chapelle, ratificato dal Trattato di Madrid. La Florida diverrà possedimento inglese alla fine della Guerra dei Sette Anni, col Trattato di Parigi.

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