Jesse James e la saga dei Cavalieri del Cerchio d’Oro

A cura di Andrea Carlucci

Cherokee confederati presumibilmente affiliati ai Cavalieri
L’ordine dei Knights of the Golden Circle (i Cavalieri del Cerchio d’Oro) o K.G.C. fu una società segreta americana del XIX secolo, probabilmente ispirata ad una loggia scozzese. Questa confraternita, nel celebrare i propri rituali, univa giuramenti ispirati alla Massoneria con riti presi in prestito dalla magia popolare e letture di brani della Bibbia. I suoi membri erano conosciuti come Copperheads e durante il periodo della guerra civile l’espressione “testa di rame” venne usata per definire tutti i gruppi pacifisti sospettati di sovversione ed i gruppi militanti che cospiravano per rovesciare il governo federale (1).
La nascita dei Cavalieri del Cerchio d’Oro.
Al di là del folklore si ritiene però attendibile la teoria che ignoti cospiratori abbiano pianificato una guerra civile, forse già a partire già dal 1837. Di certo l’obiettivo del K.G.C. era quello di preparare la strada per l’annessione agli Stati del Sud di territori in Messico, America Centrale e nei Caraibi, al fine di creare uno stato schiavista: un’area di circa 2400 miglia quadrate, il cosiddetto Circolo/Cerchio d’oro appunto.


Componenti della Good Knight Yall

I K.G.C. speravano così di poter controllare il commercio dell’area e di creare un monopolio commerciale sul tabacco, sulla canna da zucchero ed ovviamente sul cotone grazie alla manodopera fornita dal lavoro degli schiavi. Come fine ultimo nutrivano la speranza che il Sud divennisse autonomo, forte e potente. Ma per compiere questa missione, sarebbe stato necessario trovare la capacità di accumulare milioni di dollari da utilizzare al momento opportuno. Si racconta perciò che i K.G.C. (anche dopo la guerra civile) abbiano sepolto i loro beni in alcuni pozzi minerari sia negli stati del Sud, che in quelli occidentali (South Dakota) e che questo tesoro sarebbe ammontato ad almeno 4 milioni di dollari in oro, armi e contanti (2).
Il presunto Jesse James sul letto di morte
In ogni caso, dagli atti ufficiali (datati 1860) l’ordine nacque a Lexington, in Kentucky, il quarto giorno del mese di luglio 1854, grazie a cinque gentiluomini che si riunirono su invito del “generale” George Bickley. Questo personaggio era in realtà un medico della Virginia, editore ed avventuriero che visse effettivamente a Cincinnati; questo fa ritenere che egli sia stato il vero fondatore e che nella stessa città di residenza abbia organizzato il primo “castello” ovvero loggia (3).
George Bickley, braccato dai creditori, verso la fine degli anni ’50 del XIX secolo, lasciò Cincinnati per viaggiare negli stati dell’Est ed del Sud, al fine di promuovere una spedizione per accogliere il Messico nella Confederazione e stabilire un nuovo territorio per la schiavitù. Ma lo scoppio della guerra richiese un cambiamento di finalità ed il passaggio alle vie di fatto.

L’attività del K.G.C. durante la guerra civile
Queste vie di fatto non si fecero attendere. Il 15 febbraio 1861, il Texas Ranger Ben McCulloch al comando di circa 400 uomini e 150 K.G.C. appartenenti a sei diversi “castelli”, mosse verso l’arsenale federale di San Antonio, in Texas, conquistandolo il giorno successivo, senza colpo ferire, grazie all’arrivo di nuovi volontari che convinsero il comandante della piazza, Gen. David E. Twiggs, a cedere l’arsenale pacificamente.
Successivamente, nel maggio del 1861, membri dei K.G.C. sempre in cooperazione con i Texas Rangers bruciarono l’edificio sede dell’Alamo Express, un giornale unionista di proprietà di J.P. Newcomb.
Ma l’azione dei K.G.C. seguendo la propria natura era sopratutto tesa a forme di guerra clandestine piuttosto che a combattere apertamente.
Nei primi mesi del 1862, i K.G.C. guadagnarono la prima pagina nazionale, quando i repubblicani radicali in Senato, sostenuti dal segretario di Stato William H. Seward, suggerirono che l’ex presidente Franklin Pierce, uomo molto critico verso le politiche dell’amministrazione Lincoln, fosse un membro attivo dei K.G.C. Pierce, in una lettera risentita a Seward, negò di non sapere nulla sui K.G.C. e chiese che la sua dichiarazione fosse resa pubblica, cosa che fece il senatore della California, Milton Latham quando acquisì l’intera corrispondenza Pierce-Seward.


Affinità: un decodificatore sudista, una mappa del tesoro per la ricerca dei tesori dei Cavalieri ed un distintivo dell’Ordine dei Cavalieri

Facendo appello ai simpatizzanti della Confederazione nel Nord, i K.G.C. si diffusero rapidamente nel Kentucky così come nella parte meridionale di alcuni stati dell’Unione quali Indiana, Ohio, Illinois e Missouri.
Mentre sul fronte di guerra, nello stesso anno, i K.G.C. seguirono il Brigadier Generale Henry Hopkins Sibley nella campagna del New Mexico.
Nel 1863 le leggi restrittive vigenti negli stati del Nord a seguito del conflitto, furono fortemente viste come una limitazione della libertà individuale ed un abuso di tirannia da parte dello stesso presidente Lincoln. Come sempre accade ci fu chi sfruttò a proprio vantaggio il clima di sospetto e paura che si era creato. Infatti durante la campagna di Gettysburg, alcuni ignoti truffatori affermando di appartenere ai K.G.C. vendettero ad agricoltori olandesi stanziati nel centro-sud della Pennsylvania, speciali biglietti da un dollaro, che insieme a una serie di gesti segreti, avrebbero dovuto proteggere dalle requisizioni dei soldati confederati, i cavalli e gli altri beni. Come è facile immaginare trattandosi di un raggiro le cose non andarono in tal senso (4).
Sempre nel 1863, a San Francisco, Asbury Harpending con gli affiliati della California, cercò di attrezzare la goletta J.M. Chapman a nave corsara, con l’obiettivo di operare incursioni sulla costa del Pacifico, ma senza riuscirci venendo scoperti anzitempo.
Infine alla fine dello stesso anno i K.G.C. si riorganizzarono nell’Order of American Knights, divenendo poi l’Order of the Sons of Liberty, nel 1864, con a capo il politico dell’Ohio Clement L. Vallandigham.
Al termine della guerra, nella maggior parte dei casi, solo una minoranza dei membri del K.G.C. era stata abbastanza efficace nello scoraggiare gli arruolamenti, resistere al progetto politico unionista e proteggere i disertori. Per far ciò aveva tenuto anche numerose false manifestazioni pacifiste e utilizzato agitatori, alcuni dei quali incoraggiati dalla moneta della confederazione. Il K.G.C. affermò inoltre di avere avuto durante la guerra 200.000 membri sparsi in tutta l’America, tra cui anche tutti gli uomini nel gabinetto di Lincoln. La giustificazione di questa contraddizione fu fornita dagli stessi collaboratori del presidente, risiedeva ufficialmente nell’interesse dell’incolumità dello stesso leader.
Con il termine del conflitto l’attività politica dei K.G.C. divenne ancora più segreta e su di essa si sono fatte molte ipotesi….

L’attività del K.G.C. dopo la guerra civile
Dopo la resa generale Robert E. Lee, una forza di 2.000 Missouriani con un reggimento di cavalleria confederato affiancato da indiani si diresse in Messico in aiuto all’imperatore Massimiliano (5).

Il K.K.K.
Nel 1867 il K.G.C. contribuì a formare il Ku Klux Klan (K.K.K.) per promuovere, si dice, la seconda guerra civile americana.
Il K.K.K. originale fu creato a Pulaski nel Tennessee negli USA, dopo la guerra di secessione americana, il 24 dicembre 1865 ufficialmente da reduci della Confederazione. Esso crebbe di importanza dopo una convention tenuta a Nashville nell’estate del 1867. Questo evento venne presieduto dal generale Nathan Bedford Forrest (1821-1877) a cui venne riconosciuto il titolo di “Grande Mago”.


Affinità: I fratelli James e Booth in una posa criptica che dovrebbe indicare l’appartenenza ad una confraternita segreta

Infatti dopo la guerra civile, le condizioni al Sud erano molto caotiche. I radicali repubblicani tentarono di influenzarne la politica per attuare diversi piani di integrazione a favore degli ex-schiavi. Ma il risentimento degli ex-confederati unito alle privazione dei diritti della supremazia bianca ed alle affermazioni socio-politiche diedero luogo a varie organizzazioni clandestine con l’intento di sconfiggere le politiche del Nord.
La confraternita del K.K.K. aveva diversi obiettivi.
Come Associazione di mutuo soccorso cercava di aiutare le vedove e gli orfani di guerra, opponendosi all’estensione del diritto di voto ai neri ed alle altre azioni introdotte dal governo federale volte a superare la segregazione razziale.
Di fatto non appena il controllo militare degli stati ex-confederati venne lasciato dai federali, i bianchi del Sud ristabilirono il loro potere e con esso le leggi segregazioniste: questa situazione perdurò, come sappiamo, fino all’avvento dell’era dei Kennedy e di Martin Luther King.
Forrest sciolse ufficialmente la confraternita nel 1869 perché riteneva che si fosse ormai troppo lontana dai principi fondatori del mutuo soccorso alle vittime della guerra civile divenendo troppo violenta e ostile.
Ma solo nel 1871, quando il presidente Grant firmò il The Klan Act and Enforcement Act, il K.K.K. divenne illegale, autorizzando con esso l’uso della forza per sopprimerne le attività. Questi sforzi furono coronati da successo tanto che il K.K.K. fu debellato (per lungo tempo) dal Sud e decimato nel resto degli Stati Uniti. Tale documento fu dichiarato incostituzionale solo nel 1882.

I rapporti tra K.K.K. e i fratelli James
E’ stato dimostrato che in Nord Carolina, dopo la guerra, gli uomini del K.K.K. furono assistiti dagli ex-guerriglieri del Missouri, nella lotta contro le politiche di ricostruzioni. Jesse e Frank James furono certamente implicati ed associati a diversi membri chiave del K.K.K. poi incontrati ripetutamente nel corso degli anni. Ulteriori prove sembrano indicare che il Klan del Nord Carolina provenisse dalle località di Lafayette e di Clay County, nel Missouri. La ricerca storica conferma, che durante la ricostruzione postbellica, il Klan di Alamance County, in Nord Carolina, fu legato ai reduci della guerriglia del Missouri tra cui vi erano anche i membri della banda James-Younger. La connessione Klan Nord Carolina & fuorilegge del Missouri si basa sulle numerose informazioni genealogiche ed ufficiali, sugli atti processuali degli archivi di stato, così come altre fonti come i giornali dell’epoca.
Molte famiglie (Holt, Albright, Crossett, Cummins, Schoolfield, Wharton, Denny, ecc.), prima della Guerra Civile, migrarono da County Alamance a Clay County nel Missouri e dunque furono vicine alla famiglia James. Le stesse famiglie furono le principali partecipanti alle attività del K.K.K. nel periodo postbellico.
Inoltre le condizioni in North Carolina furono anche le più particolari e fu in questo ambiente che il K.K.K. emerse, intorno al 1868, come un’organizzazione strutturata. Le sue attività furono particolarmente violente nelle contee di Orange, Alamance, Caswell e Rockingham: nel 1870, le truppe della milizia del Nord Carolina furono inviate a sopprimere i Klan di Alamance e di Caswell. Infatti dopo l’assassinio del senatore Stephens, nel maggio 1870, il governatore W.W. Holden dichiarò lo stato di insurrezione ad Alamance e a Caswell. Poi successivamente Holden inviò le truppe ed arrestò centinaia di cittadini. In risposta a questa occupazione, i membri chiave del Klan del Nord Carolina fuggirono in Missouri nelle contee di Clay e Lafayette per evitare la cattura, riparando presso amici e parenti. Qui il Klan del Nord Carolina si unì alle reti di guerriglia del Missouri. Le prove indicano che il capitano Dave Piscina, ufficiale di Quantrill ed amico intimo di Jesse e Frank James, potrebbe essere stato un elemento fondamentale del Klan del Nord Carolina in Missouri. Prima della proclamazione dello stato di insurrezione, gli uomini del Missouri erano già andati nel Nord Carolina per assistere le operazioni del K.K.K. Alcuni articoli apparsi sui giornali del Missouri e che riferivano dei saccheggi da parte degli uomini del Col. Kirk ad Alamance, fondamentalmente non erano che altro un espediente per una chiamata alle armi. Dunque dal Missouri arrivarono uomini a sostenere i loro cugini del Nord Carolina: tra questi si pensa anche i James, anche perché un membro della banda, Jim Cummins, ebbe numerosi collegamenti con il Klan del Nord Carolina. Cummins aveva radici nella contea di Guilford ed i genitori furono membri della Chiesa presbiteriana.


Affinità: Libro contemporaneo ai fatti narrati sull’ordine dei Cavalieri. Dallo stesso un’immagine dei un rituale dell’Ordine e quella di uno dei primi membri in abbigliamento medevalesque. Sempre in un abbigliamento cavalleresco, ma che si ispira alla moda del XIX sec. un incontro dei cavalieri a Brownwood, in Texas. L’immagine è l’unica fotografia conosciuta di un raduno, è collocabile tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 e la sola persona che è stata identificata è l’industriale Henry Ford. Notare lo posa della figura al centro in seconda fila (sopra quella stranamente vestita da pontefice) che richiama con la posa le immagini dei fratelli James e di Booth.

I documenti mostrano come i fratelli James abbiano visitato la Comunità di Williamsburg dove le contee di Alamance, Caswell, Guilford e Rockingham convergono; Locust Hill in Caswell County, la contea di Graham in Alamance, l’area di Mayfield Rockingham County e la Comunità Irisburg di Henry County, in Virginia, sul confine del Nord Carolina. La documentazione esistente mostra chiaramente che i James avrebbero continuato ad usare i loro collaboratori del Nord Carolina nel corso di tutta la loro lunga carriera di fuorilegge. Frank James tornò nel Nord Carolina anche nel 1881, mentre era in fuga. Qui rimase a Greensboro nella casa dei McAdoo e si crede che egli venisse protetto dal K.K.K. per il sostegno dato nel 1870 ai klansmen durante la loro fuga verso il Missouri. Ma Jesse James ritornò in North Carolina anche prima del fratello, nel 1878-79, per incontrare i membri delle bande nelle contee di Anson e non solo. Infatti secondo le ricerche di Schrader e di J. James III, la guerra civile americana non sarebbe finita nel 1865, ma sarebbe continuata segretamente per altri 19 anni ovvero fino al 1884. Questo perché la rete di spionaggio, altamente sofisticata, gestita dai vecchi K.G.C. , continuò ad operare più a lungo del conflitto venendo coinvolta in molte attività sovversive. Una di queste furono le rapine ai treni aventi lo scopo di arricchire le casse dei congiurati, guarda caso una specialità, o per meglio dire il modus operandi, della banda James (6).

Jesse è… (ipotesi al condizionale)
Secondo la storia ufficiale nel 1882 Jesse James venne freddato a tradimento dal compare Bob Ford.
Eppure, molti credono che abbia finto la sua morte, e che sia divenuto un certo Frank J. Dalton. Questo ha senso se poi vogliamo anche credere alla storia del Messico e di Massimiliano, grazie a cui sarebbe diventato un uomo ricco ed abbastanza potente. Vero o no James sarebbe stato senz’altro privo di scrupoli per essere capace di inscenare anche la propria uscita di scena.
Quindi avrebbe potuto benissimo fingera la propria morte come espediente per liberarsi non solo dagli agenti della Pinkerton (la lunga guerra tra l’Agenzia con l’occhio onniveggente ed i fratelli James farebbe anche pensare a un confronto molto più sottile di quello tra una semplice sfida tra guardie e ladri), ma anche dai baroni della ferrovia, dai gunfighters in cerca di sfide e dai cacciatori di taglie. Quindi Jesse e Ford, il suo complice finto omicida, avrebbero continuato ad essere partner in iniziative imprenditoriali che avrebbero abbracciato molti decenni.
Secondo lo storico Bud Hardcastle l’uomo che è stato ucciso e identificato come James era il suo sosia Charlie Bigelow. Infatti Bigelow conscio della somiglianza era uso compiere furti usando la fama di Jesse, e questo è uno dei motivi perchè probabilmente fu identificato e sepolto come il vero Jesse James. Inoltre si presume che la signora James, fosse in realtà la signora Bigelow, una prostituta, che sarebbe stata corrotta per identificare il cadavere.
Sempre Hardcastle afferma che gli altri soggetti che identificarono il cadavere nel 1882, come gli stessi parenti o i membri dei Raiders di Quantrill, avrebbero avuto secondi fini: questi uomini avevano infatti giurato di proteggersi a vicenda ed identificando il corpo come quello di James, di fatto avrebbero mantenuto la promessa (7).
Jesse James avrebbe cominciato a vivere con il nome di Frank J. Dalton. Il nome “Dalton” era forse il soprannome o un diminutivo del nome da nubile di sua madre Zerelda Elizabeth Cole (1825 –1911). L’iniziale “J” stava per “Jesse”, e “Frank” era il nome di suo fratello (8).

E se anche Booth non fosse stato ucciso?
Molto probabilmente Jesse James fu pure il tesoriere ed il controllore esclusivo di tutti i valori dei K.G.C. ed in questa veste è stato sostenuto che avrebbe versato a Booth (sempre che quest’ultimo fosse sopravvissuto alla morte ufficiale) un vitalizio annuo di 3600 dollari con la clausola, in onore suo giuramento di segretezza ai K.G.C., di non rivelarne mai le attività, ne tantomeno i retroscena sull’assassinio di Lincoln. A tal riguardo si racconta anche che il comportamento di un perfetto sconosciuto noto come David George, si facesse con il passare del tempo sempre meno discreto. Questi a causa dell’abuso di alcool e dell’assuefazione al laudano, avesse dunque cominciato a vantarsi del suo ruolo come membro dei K.G.C. e non solo.
Perciò James ed altri K.G.C. dopo averlo messo in guardia dal suo troppo parlare, ripetutamente e senza alcun risultato, avessero preso la decisione di metterlo a tacere per sempre. Fu così, si dice, che James sotto pseudonimo rintracciasse George al Grand Hotel di Enid una sera d’inverno nel 1903 e che gli offrisse un bicchiere di limonata corretta con una massiccia dose di arsenico. Quindi James si sarebbe dato da fare a spargere molti indizi ed una confessione in punto di morte (dove George dichiarava di essere Booth) attorno al cadavere ai fini di una facile identificazione (o piuttosto per mandare un messaggio ad ignoti destinatari). Infine scendesse nella hall e dopo aver dato al portiere una moneta d’oro, prendesse tempo, chiedendo di andare a controllare l’ospite, ma solo il mattino seguente, poiché il suo amico David George in quel momento si sarebbe sentito molto male. E quindi com’era arrivato sparisse.

Ma che fine hanno fatto i K.G.C.
Lo storico Schrader scrive: “I Cavalieri avevano spie industriali e militari su entrambi i lati dell’Atlantico” e di fatto i K.G.C. si sciolsero soltanto nel 1908. Come capo dei K.G.C. James sarebbe stato uno degli uomini più potenti d’America. Sotto lo pseudonimo di Frank J. Dalton, avrebbe trasformato la ricompensa avuta da Massimiliano in una fortuna ancora più grande, investitendo anche nel boom del petrolio del Texas, divenendo un sostenitore della Hughes Tool Company (fondata dal padre del regista Howard Hughes), nonchè uno dei primi investitori della casa automobilistica di Henry Ford (anch’egli membro dei K.G.C.). Se questo fosse vero James avrebbe operato sotto più di 50 pseudonimi, divenendo un 33° grado in una loggia ed un alto grado nel K.G.C. (9)

La vera morte del presunto Jesse James
Alcune storie dicono poi che James potrebbe essere stato a Guthrie, Oklahoma intorno al 1948, mentre che un uomo di nome Frank J. Dalton, che sosteneva di essere Jesse James, decedette a Granbury, in Texas nel 1951.


Affinità: fotografia non databile (ma presumibilmente XX sec.). Sulla destra un membro del Klan insieme ad un altro di una confraternita non ben identificata (forse un Cavaliere). A lato un medaglione dell’Ordine (notare il teschio presente)

Certo è che il 4 Luglio, 1948 sul giornale di Lawton, Oklahoma si leggeva:
JESSE JAMES E ‘VIVO! a Lawton.
L’uomo che faceva l’affermazione affermava essere lo stesso Jesse James, alias Frank J. Dalton, che aveva deciso di apparire a Lawton nel 1948 perché come aveva promesso ai fratelli dei K.G.C. se mai fosse arrivato a 100 anni di vita, avrebbe rivelato la sua vera identità.
Il presunto James alias Dalton morì all’età di 103 e molte persone che lo avevano conosciuto nella vita “precedente” giurarono che fosse il vero Jesse James (10).

Conclusioni
Sappiamo che i K.G.C. furono una realtà ed è possibile che James possa essere stato uno di loro, aver inscenato la propria morte e possa essere riuscito a vivere fino ad una veneranda età. Nulla vieta che alcuni dei fatti possano essere in parte veri, ma tuttavia resta difficile credere che egli possa essere stato un uomo così determinante nella storia dei K.G.C viste le sue origini sociali. Altrettanto si potrebbe affermare circa le sue fortune accumulate ed i suoi ruoli sotto pseudonimo.
Ma per un attimo supponiamo che tutto possa essere vero o in parte.
E se i fatti di Enid celassero un’altra verità?
Ma questa è un’altra storia che proveremo presto a raccontare!

Note

(1) Infatti i pacifisti erano spesso considerati traditori dell’Unione, piuttosto che persone che lottavano per la propria libertà di pensiero ed i propri ideali, e d’altro canto sempre durante la guerra, negli stati del Nord come Ohio, Indiana e Iowa, i simpatizzanti della confederazione, furono talvolta accusati di affiliazione ai K.G.C.

(2) Effettivamente, col passare del tempo, molti di questi nascondigli furono individuati, ma si dice che molti rimangano ancora nascosti e protetti da letali trappole. Si dice anche che la via a questi depositi sarebbe poi indicata da indizi, segni e sculture scolpiti nella pietra o sui tronchi d’albero e persino da frasi latine (ad esempio le parole codice ed il simbolo del fucile o il segno sepolto starebbero ad indicare una direzione generica, mentre gli animali, soprattutto le tartarughe, costringerabbero a dirigersi a una esatta direzione…).

(3) La ricercatrice Norma Cox, nel libro The New Spoilers, ritiene invece che la società abbia avuto 12 soci fondatori tra cui Jefferson Davis, Bedford Forrest, Jesse James e William Quantrill, mentre altri ritengono che sia stato Albert Pike (un personaggio collegato anche a Mazzini) il creatore dei K.G.C. Anche se Norma Cox ne dubita, la partecipazione di Pike alla fondazione potrebbe essere stata più che plausibile. E’ però attestato che Jefferson Davis, Bedford Forrest, Jesse James e William Quantrill appartennero di fatto a questa società segreta.

(4) Nei documenti ufficiali conferati riferiti alla campagna, la cavalleria di Stuart fa riferimento a questi biglietti del K.G.C.

(5) Si racconta che in seguito al precipitare della cd avventura messicana, una forza d’elite guidata da William Quantrill e Jesse James fosse inviata in sostegno all’Imperatore. In Messico, James sarebbe stato arruolato per una operazione con lo scopo di contrabbandare il tesoro di Massimiliano al sicuro. Quindi sulla strada verso Nord, James avrebbe appreso che Massimiliano insieme a molti seguaci fosse stato fucilato dai patrioti messicani e che i corpi sarebbero stati trasportati su carri e sepolti. Ma Massimiliano in realtà sarebbe stato solo “ufficialmente” fucilato, la cerimonia di sepoltura sarebbe invece stata “assistita” da indiani Red Bone, che avrebbero notato segni di vita Nell’Imperatore, dunque avrebbero chiesto ai messicani che fosse loro consentito di dargli una sepoltura separata. In seguito Massimiliano sarebbe stato portato nel Texas orientale. Secondo lo storico Schrader, Massimiliano cambiò poi il suo nome in Max Giovanni e cominciò a vivere sotto copertura in Nord America. Jesse James allora avrebbe viaggiato in Europa per trovare una sosia della moglie di Massimiliano e riportare indietro la vera Carlotta in America, dove si sarebbe riunita al marito. L’uomo che venne sepolto nella tomba di Massimiliano a Vienna fu dunque un marinaio tedesco caduto in uno scontro a fuoco a Vera Cruz, in Messico. Per la loro assistenza, Massimiliano e moglie avrebbero premiato il K.G.C. con 12,5 milioni di dollari in oro e lo stesso James con 5 milioni di dollari.

(6) Solo a pochi agitatori, come Jesse James, era stato riferito di un piano per la rivolta dei pellerossa nel Nord-Ovest, piano che avrebbe di fatto posto fine alla guerra civile. Anche se questa rivolta non ebbe mai luogo James, come agente della Confederazione in clandestinità, fu anche coinvolto nel contrabbando di armi e munizioni per gli indiani delle pianure, oltre che a fornire loro addestramento in moderne tattiche di guerriglia, contro il nemico comune: il generale George Armstrong Custer e l’esercito americano.

(7) Tuttavia, un membro della banda di James, un analfabeta di colore di nome John Trammell, avrebbe lasciato un messaggio in codice che rivelerebbe la burla. Secondo lo storico Schrader, questi avrebbe graffiato su alcuni mattoni alcuni pittogrammi tra cui l’immagine di un pugnale spagnolo, i numeri 777, K.G.C. e le lettere JJ [Jesse James]. Questi mattoni, sepolti a St. Joseph nel Missouri, furono scoperti nel 1966.

(8) Si può anche supporre che la successiva morte di Bob Ford avrebbe eliminato per sempre ogni scomodo testimone, ma su questo non sono state avanzate ipotesi a sostegno. Stesso dicasi per lo zio Jesse Richard Cole, fratello della madre di Jesse, che si suicidò nel 1895 per ragioni sconosciute.

(9) Tra gli pseudonimi, si dice, ci sia stato quello di William Andrews Clark, che fu eletto senatore per il Montana dal 1901 al 1907 e di cui Clark County, in Nevada, porta il nome. A riguardo infatti il senatore democratico Robert LaFollette, del Wisconsin, definì William Andrews Clark come uno dei cento uomini che possiedono America. Da notare che Clark fu proprietario della miniera di Jerome, in Arizona con i suoi 50 milioni dollari di profitti.

(10) Per fugare queste leggende il corpo sepolto nel Missouri come Jesse James, fu riesumato nel 1995 e l’analisi del DNA ha dato una probabilità del 99,7% che si tratti proprio di un James. Successivamente un ordine del tribunale ha concesso nel 2000 di testare il corpo di Frank J. Dalton, ma fu riesumato il corpo sbagliato.

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