“No sabe!” La storia di Jimmy McKinn, rapito dagli Apache

A cura di Sergio Mura

Il piccolo Jimmy McKinn
Nulla nasceva dal nulla, neppure nella polverosa e assetata frontiera del sud-ovest americano. Nel 1875 gli Apache fronteggiavano tempi durissimi, attaccati dai bianchi da tutte le parti e costretti in zone sempre più remote, sempre più povere, sempre più impervie. Americani e Messicani stringevano “il popolo” in una morsa dalla quale fuggire era sempre più difficile e a cui reagire era sempre più costoso. In quell’anno tutti gli Apache a ovest del Rio Grande avevano ricevuto l’ingiunzione di trasferirsi senza esitazione nella riserva di San Carlos. Avevano dovuto abbandonare le loro terre natie per sempre e recarsi nei “40 acri d’inferno”, com’era definita quella brutta riserva nella parte centro-orientale dell’Arizona.
Una terra arida e incolta, assetata da una vita, aveva accolto il popolo Apache che non aveva mai accettato di piegarsi alle prepotenze dei soldati blu.
Niente diritti, senza cibo per nutrire le proprie famiglie, tormentati dalla nostalgia di casa… Questo è il quadro in cui gli Apache decidono di ribellarsi. Leggi il resto

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