Juan Pardo nelle terre dei Cherokee

A cura di Gianni Albertoli


Quando Juan Pardo attraversò le Blue Ridge Mountains ebbe modo di incontrare parecchi gruppi nativi che probabilmente appartenevano alle etnie Cherokee. Il primo insediamento trovato fu quello di Tocae, posto nelle vicinanze dell’odierna Asheville (North Carolina). Nessun cronista della precedente spedizione, quella dell’Hernando de Soto, ricordava un villaggio posto nelle vicinanze di Asheville; questi parlavano di una terra desertica e allora gli spagnoli si sarebbero spostati velocemente verso Joara.
E’ probabile che non abbiano visto l’insediamento di Tocae e per questo esso non viene ricordato, anche se qualche studioso ipotizza che addirittura non esistesse. Il nome dell’insediamento sembra essere una forma ispanizzata, e ridotta liberamente, di “Untakiyastiyi”, un nome cherokee indicante un segmento del fiume French Broad e significante qualcosa come “dove l’acqua corre”.
Gli odierni Cherokee usano ancora una versione ridotta di questa parola per indicare Asheville, è questa “tho khiya sti”. Il French Broad è un placido fiume nelle zone di Asheville, ma la sua corrente diventa prorompente con una serie di rapide e cascate prima di entrare nella Tennessee Valley. E’ anche possibile che Tocae sia in relazione con il termine cherokee “dakwai”, indicante una zona del French Broad, nota come Hot Springs (o Warm Springs), nella Madison County (North Carolina). Il “dakwa” era anche un mostro mitologico a forma di pesce che, nelle tradizioni cherokee del XIX secolo, viveva nel fiume French Broad. Non possiamo escludere che “Toqua”, un villaggio dei Cherokee del Little Tennessee, e “Toco”, un altro villaggio dei Cherokee, derivassero il proprio nome da quello di Tocae. Ma il termine poteva anche essere ricondotto a “Swannanoa”, il nome di un fiume attraversato dal Pardo dopo aver lasciato Joara; la spedizione ricordava proprio una pista indiana che portava a Tocae seguendo il corso di un fiume. Il termine “Swannanoa” è una versione anglicizzata della parola cherokee “Suwalinunnahi”, significante “Suwali trail”; infatti i Cherokee erano spesso chiamati “Ani-suwali” o “Ani-suwala” e vivevano a est delle montagne.
Juan Pardo
Questi indiani erano indiscutibilmente i nativi che il de Soto incontrò a Xuala e il Pardo a Joara. A Tocae il Pardo incontrò un capo molto interessante, Uastique Orata, il quale accompagnò la spedizione a ovest per 17 giorni, inoltre, sembra fosse originario della Florida settentrionale. Uastique Orata era probabilmente un indiano Timucuan che viveva a est del fiume Aucilla e a nord del fiume Santa Fe. Era il capo di una tribù che gli Apalachee chiamavano “Yustega” (Yustaga), mentre gli Utina e i Saturiwa conoscevano come “Houstaqua”. Gli Utina e i Saturiwa dicevano che gli “Houstaquas” avevano grande conoscenza delle montagne e commerciavano con loro il rame proveniente dagli Appalachi meridionali.
Uastique Orata, dalla Florida settentrionale, seguiva il corso verso nord del fiume Flint, per poi spingersi a est sul fiume Chattahoochee fino alle zone dell’odierna Atlanta (Georgia), infine raggiungeva il fiume Keowee-Toxaway, il cui ultimo termine potrebbe derivare proprio da Tocae. Risalendo il fiume avrebbe raggiunto l’alto corso del French Broad e l’insediamento di Tocae. In pratica il capo percorreva circa 420 miglia in 17 giorni, quindi 24,5 miglia al giorno. Il Bandera era convinto che il capo avesse fatto tutto quel tragitto per portare onore al Juan Pardo ma ciò non era possibile, anzi, fu il capo che usò la spedizione per poter far ritorno nella sua terra senza alcun pericolo. Comunque, lo spagnolo ebbe modo di incontrare anche altri leaders indiani, fra questi quattro provenivano da villaggi posti nelle vicinanze di Tocae: Enuque Orata, Enxuete Orata, Xenaca Orata e Atuqui Orata. Lo Xenaca Orata era indiscutibilmente un capo di lingua Cherokian in quanto il suo nome ricordava il villaggio di “Senneca”, un insediamento dei Cherokee ben noto alle fonti della prima metà del XVIII secolo, e localizzato sull’alto corso del fiume Seneca. Atuqui Orata era anche esso probabilmente un capo Cherokee in quanto il suo nome è troppo simile a “Taucoe”, un villaggio della tribù sul fiume Tugaloo nel XVIII secolo. Lo Smith ricordava che il termine “Taucoe” derivava probabilmente sia da “Atuqui” che da “Tocae”, e che era omonimo di “Toccoa” (Georgia).

Queste erano tutti insediamenti delle “Lower Town” dei Cherokee del XVIII secolo. Enxuete Orata era probabilmente il capo Cherokian del villaggio di Chotte del XVIII secolo, mentre Enuque Orata poteva anche esso essere un leader dei Cherokee, il cui insediamento era posto nelle vicinanze degli altri villaggi. Alcuni studiosi pensano che questi quattro insediamenti si trovassero sull’alto corso dei fiumi French Broad e Saluda e che, dopo la partenza del Pardo, si sarebbero spostati sull’alto corso del Savannah. Dopo aver lasciato Tocae gli spagnoli visitarono anche altri villaggi delle montagne, fra questi vi era Cauchi, che probabilmente era importante quanto Tocae, infatti i cronisti della spedizione parlavano di numerosi leader presenti anche in questo insediamento.
A Cauchi gli indiani costruirono un’abitazione per il Pardo, cosa che quelli di Tocae non avevano fatto. L’insediamento era posto nelle vicinanze dell’odierna città di Marshall (North Carolina), purtroppo nessun siti archeologico è stato scoperto nella zona; comunque, la maggior parte degli studiosi ritengono possibile che Cauchi era invece ubicata presso l’Ivy Creek, dove nelle epoche antiche si era sviluppata la “Pisgah Culture”. Anche la spedizione del de Soto aveva attraversato queste terre, ma i cronisti chiamavano “Cauchi” con i nomi di “Guasili”, “Guasule” o “Guaxule”; nel 1540 questo territorio rappresentava il limite più lontano dell’influenza di Cofitachiqui e, stando ai cronisti, era una terra con poco mais e gli indiani offrirono agli spagnoli molti cani da mangiare, animali che comunque loro non mangiavano. Comunque, Cauchi rappresentava una vera e propria frontiera culturale, sociale e linguistica; il fatto che parecchi capi Cherokee incontrarono gli spagnoli anche a Joara, ed un altro anche a Yssa, e che invece non fecero loro visita nei villaggi del “Chiefdom di Coosa” della valle del Tennessee, significava che i Cherokee erano potenzialmente in guerra con i gruppi Creek di Coosa, e che militarmente i Cherokee avevano l’appoggio di Joara Mico e dei suoi alleati. A Cauchi, durante la sua marcia verso la valle del Tennessee, il Pardo incontrò parecchi capi indiani che l’Hudson definiva “un interessante gruppo di capi”: Nequase Orata, Estate Orata, Tacoru Orata, Utaca Orata e Quetua Orata. Tre di questi erano indiscutibilmente Cherokee, perché portano il nome di insediamenti della tribù durante il XVIII secolo. Quetua era la Kittowa dei secoli successivi, un importante insediamento sul fiume Tuckasegee. Nequase era la Nequasse dei secoli successivi, un insediamento dell’alto corso del Little Tennessee; mentre Estate era probabilmente la Estate, un altro insediamento dell’alto corso del Little Tennessee. Quindi, questi tre villaggi, nel XVIII secolo, facevano parte delle “Middle Town” della nazione Cherokee. Anche Tacoru e Utaca potevano essere un villaggio dei Cherokee, ma la cosa non è ancora accertata.

E’ possibile che tutti questi insediamenti fossero posti sul fiume Tuckasegee e sull’alto corso del Little Tennessee ai tempi del Juan Pardo, ma non possiamo escludere che alcuni di questi erano da localizzare sull’alto corso del Pigeon. Se questi insediamenti erano posti nelle terre tra gli alti corsi del Pigeon e del Little Tennessee, allora l’incontro dei loro capi con il Pardo diventa problematico, e probabilmente lo spagnolo li avrebbe incontrati a Tocae. Ma a Tocae il Pardo rimase soltanto quattro ore, era troppo preoccupato della situazione critica in cui si era trovato il suo subalterno Moyano; allora, è possibile che questi leaders abbiano inviato messaggeri a Tocae per poi incontrare lo spagnolo a Cauchi. Probabilmente la spedizione si mosse da Tocae per seguire una pista indiana che conduceva a Cauchi, e che dall’alto corso del Pigeon portava al Sandymush Creek, nelle vicinanze di Marshall (North Carolina). A Cauchi il Bandera riferiva notizie interessanti con osservazioni etnografiche. Il cronista diceva che vi era “un indiano vestito come una donna” e che “camminava sempre in compagnia delle donne”. Quando il Pardo chiese spiegazioni al capo, questi gli disse che quell’uomo era suo fratello, ma non era “un uomo di guerra” e nemmeno poteva fare “cose da uomini” perché aveva mansioni da donna. Ironicamente il Pardo avrebbe detto al suo cronista di scrivere che questi indiani erano “molto bellicosi” usando toni ironici, e ricordandogli che molti di loro erano “donnicciole”.
Una completa documentazione sul ruolo dei travestiti, presso gli indiani del sud-est nel XVI secolo, ci viene dalle fonti francesi degli Ugonotti di Fort Caroline; queste fonti sembrano indicare che presso gli indiani ve ne fossero parecchi, ma comunque il Bandera non era sicuramente di questa opinione, infatti riferiva che da Santa Elena a Cauchi ebbe modo di vederne uno soltanto. Il Pardo incontrò anche un capo di Cauchi, era affiancato da Canosaqui Orata, il quale proveniva da un “altro territorio”. Il nome di questo capo sembra essere identico al Canosaca Orata, un leader già incontrato dallo spagnolo a Cofitachequi; secondo l’Hudson sembrerebbe improbabile che questo capo abbia raggiunto Cauchi per incontrare il Pardo. Il villaggio di Canosaqui era probabilmente lo stesso “Canosoga” o “Canasagua” visitato dalla spedizione del de Soto, quando gli spagnoli discesero le Blue Ridge Mountains per entrare a Chiaha. Canosaqui era originariamente localizzata nelle vicinanze di Hot Springs (North Carolina) ma, probabilmente, ai tempi del Pardo il villaggio era stato spostato in un’altra località. L’Hudson ritiene che Canosaqui era, senza alcun dubbio, il villaggio di Conasauga dei Cherokee del XVIII secolo. L’etimologia del termine sembra avere connessioni sia con le lingue Muskhogean che con quelle Iroquian. In Iroquian il suffisso della parola poteva essere “-aki” (“il popolo di”), mentre la prima parte del termine sembra non avere alcuna etimologia Iroquian stando al Mooney. Se invece il termine era riconducibile al Muskhogean, ovvero “kanosaka”, la probabile etimologia doveva essere “il posto del tumulo”, come portato avanti da Karen Booker. E’ comunque molto improbabile che un capo Muskhogean della Tennessee Valley abbia visitato un insediamento dei nemici Cherokee, possiamo supporre che “Canosaqui” fosse un nome Muskhogean adottato dai Cherokee per un loro villaggio; questa pratica era piuttosto comune presso questa tribù nel XVIII secolo ed anche all’inizio del successivo. Nel XVIII secolo furono parecchi gli insediamenti Cherokian del Little Tennessee che derivavano il proprio nome da quelli Muskhogean. A Cauchi il Pardo incontrò anche altri capi: Utahaque Orata, Anduque Orata (Enuque Orata), Enjuete Orata, Guanuguaca Orata, Tucahe Orata, Guaruruquete Orata e Anxuete Orata. Due di questi leaders erano già stati incontrati in precedenza. Il Tucahe poteva benissimo essere il capo di Tocae o di Atuqui, mentre l’Enjuete era quasi sicuramente il capo di Enxuete; una possibilità remota poteva essere quella di Guanuguaca, forse riconducibile a Cuttagochi, un insediamento dei Cherokee del XVIII secolo posto su un affluente dell’alto corso del Little Tennessee. Anche gli altri capi erano probabilmente dei Cherokee, ma la localizzazione dei loro villaggi è sconosciuta, anche se le fonti parlano di “cacique delle montagne”. In un’altra occasione il Pardo incontrò altri capi, i quali avevano raggiunto Cauchi per pagare tributi, oltre a Cauchi Orata vi erano Joara Chiquito Orata, Canasahaqui Orata, Arasue Orata, Guarero Orata, Arande Orata e due “ynahaes oratas”. Joara Chiquito Orata presenta il termine “Joara”, ovvero un piccolo villaggio posto nelle vicinanze della grande Joara, e mai più ricordato in alcuna fonte. I due “ynahaes oratas”, stando al Bandera, erano due uomini che dovevano far rispettare la giustizia all’interno della tribù e, probabilmente, avevano un ruolo simile a quello degli “henihas” degli indiani Creek, i quali servivano principalmente come mediatori nelle dispute che potevano nascere fra villaggio e villaggio della tribù.

La questione dei tributi è poco chiara, ma sembra che questi leader abbiano portato viveri agli spagnoli appoggiati da Joara, la quale aveva grande influenza sui gruppi Cherokee delle montagne, ma sembra anche riflettere parecchie dispute all’interno dei vari gruppi delle montagne che mal sopportavano l’autorità del capo di Joara. Quando il Pardo lasciò Cauchi per andare a Tocae avvenne un incidente che dobbiamo ricordare. Il comandante ordinò di catturare “alcuni cattivi indiani” di Joara, non sappiamo chi fossero, ma sembra che il sergente Moyano li abbia schiavizzati durante il suo attacco contro gli indiani Chiscas. Un’altra possibilità è che fossero dei nativi di Satapo o di Chiaha da inviare a Cuba come ostaggi. Per concludere, risulta ormai certo che gli indiani di Tocae e Cauchi fossero dei Cherokian, popolazioni che però, ai tempi del de Soto e del Pardo, avevano già abbandonato le terre lungo il fiume Swannanoa. Per quanto riguarda i Chiscas, questi avrebbero vissuto ai confini delle terre di Joara, in particolare sull’alto corso del Nolichucky; ai tempi del Pardo, però, sembra che queste terre siano state evacuate e, probabilmente, ciò porterebbe all’apparizione degli indiani Yuchi, da molti ritenuti gli antichi Chiscas. Se però il “Mico” di Joara non era un Cherokian, allora il Pardo non avrebbe mai incontrato il leader principale della tribù Cherokee.

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