Annie Oakley (Phoebe Ann Mosley) “Piccolo Colpo Sicuro”

A cura di Lorenzo Barruscotto


Sebbene compaia in molti racconti di fantasia, fumetti o pellicole non è un personaggio inventato ma una donna veramente esistita: Annie Oakley era il “nome d’arte” di Phoebe Ann Mosley nata in Ohio nel 1860 e deceduta nel 1926. Fu proprio la sua capacità con il fucile a farne una celebrità ed a trasformarla da persona a personaggio, tra i simboli dell’epopea del West. Siamo al cospetto di una vera star, amigos, e non lo dico con ironia.
Pare che non fosse una semplice vanteria il fatto che riuscisse a centrare una carta da gioco da trenta passi, anche più volte di fila con colpi in rapida successione.
Per via della sua infanzia travagliata e vissuta in povertà non ebbe un’istruzione adeguata e si dice che non fosse in grado di scrivere correttamente il suo cognome, facendolo terminare in “ee” e non in “ey”. Quanto meno Mosley è il nome che la “Annie Oakley Foundation” fornisce come ufficiale, anche confermato dai discendenti.
Costretta ad imparare a sopravvivere fin da piccola, iniziò a cacciare da bambina vendendo poi la selvaggina per mantenere i fratelli e divenendo già una nota “cecchina”, se mi fate passare il termine. Non mi addentro troppo nelle sue questioni di cuore: sposò un suo avversario in una gara di tiro che aveva scommesso di poter battere chicchessia. Per sua sfortuna quel tizio si trovava nella zona dove abitava Annie ma oserei dire che, anche se perse, di poco, la contesa, vinse in un altro senso perché si innamorò ricambiato della sua avversaria.


Annie Oakley in un ritratto di Lorenzo Barruscotto

Si sposarono nel 1882. Quanto al suo “cognome finto”: sembra che Oakley fosse il quartiere nella città dove Annie e Butler, il marito, vissero per un po’ e che si trova a Cincinnati, Ohio.
Furono entrambi star dello Show di Buffalo Bill e come tutte le “dive” anche Annie inciampò in rivalità e false dicerie, oggi le chiameremmo “fake news”. La sua rivale più accanita era una certa Lillian Smith, che puntava sul fatto di essere più giovane di lei. Appena questa non tanto dolce miss ricevette il benservito da Cody, Annie tornò in forze allo spettacolo. Forse non tutti sanno che il soprannome “Piccolo Colpo Sicuro” non è un’invenzione, bonelliana o di altri editori: Toro Seduto, che per diverso tempo prese parte alle tournèe del Wild West Show, e per altro personale amico di Bill, si affezionò alla donna “eleggendola” sua figlia adottiva, con il nome di “Watanya Cicilla” che venne tradotto proprio con il nomignolo che ho appena citato, comparso anche in vari cartelloni pubblicitari.
C’è un leggenda di cui non posso garantire la veridicità sebbene venga data per certa in più di una delle fonti che ho consultato relativa al fatto che Toro Seduto inviò 65 dollari alla Oakley per avere una sua foto autografata ma Annie glieli rimandò indietro insieme ad una foto. Questa pare fu l’occasione del loro primo incontro.


Annie con il suo fucile

Era una tosta, ma anche in lei un pizzico di vanità scorreva nelle vene: infatti si toglieva cinque o sei anni rispetto alla sua vera età quando le veniva chiesta in interviste o biografie: questo ha creato un po’ di confusione riguardo l’esattezza storica nelle ricostruzioni di ogni frangente della sua vita. Proprio la competizione con il futuro marito Butler già ai suoi tempi venne “ambientata” prima del 1881 ma in realtà lei era circa sui 21 quando avvenne, anche se alcune fonti sostengono proprio che ne avesse appena 15. In gamba sì, però andiamo, non era uno Jedi, ed in ogni caso anche a quell’età sfido chiunque, rappresentante del sesso debole o forte (a voi stabilire chi siano gli uomini e chi le donne), a centrare 25 bersagli su 25. Decidete voi a che distanza.
Sì esibì per la Regina Vittoria ed il “nostro” Re Umberto I, tra le altre autorità, quando lo Show sbarcò in Europa. Anche il fatto che faceva saltare le sigarette tenute tra le labbra di coraggiosi volontari sembra non essere solo una fanfaronata diffusa per fare sensazione.
Inoltre offrì un paio di volte, anche allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i propri servigi direttamente al Presidente degli Stati Uniti come istruttrice dell’esercito ed in particolare di una compagnia di donne, una cinquantina di – oggi diremmo – “snipers” (tiratori scelti), ma non venne presa in considerazione.


Annie con il Wild West Show

Nel 1901 rimase vittima di un incidente ferroviario (altre fonti sostengono che il sinistro avvenne su un vaporetto, altre ancora su una delle prime automobili) che le provocò non pochi danni fisici: venne operata anche alla spina dorsale, cosa che perfino adesso non è uno scherzetto, figuriamoci più di cento anni fa. Le sua condizioni la costrinsero ad abbandonare le luci della ribalta.
A dire il vero lasciò lo spettacolo del suo amico Cody ma iniziò qualcosa di meno agitato: divenne attrice di teatro. Il “dramma” intitolato “The Western Girl” le fu in pratica cucito addosso dato che era previsto l’uso di pistole, fucili e lasso. Era una tiratrice micidiale anche dopo i 60 anni. Meglio non farla arrabbiare…
Pensate che “gira voce” che formò migliaia di donne aiutandole a prendere coscienza delle loro abilità anche con le armi ma proprio sulla loro forza interiore, favorendone l’apertura mentale. Diciamo che potrebbe essere stata una pioniera dell’autodifesa.
Insomma era una persona davvero in gamba e come spesso capita questo causa invidie ed attira un buon numero di avvoltoi che cercano notorietà sulle spalle di altri. Diavolo, succede in tutti gli ambiti, che ci siano soldi di mezzo o anche solamente “la gloria”, io stesso pur non essendo nessuno ho avuto più volte a che fare con qualche “strana coincidenza” destinata a lasciare comunque l’amaro in bocca ed aumentare la collezione di punti interrogativi sulla testa.


Tiro al volo

Tornando sui nostri binari, tale William Randolph Hearst si svegliò una mattina decidendo di pubblicare una storia (falsa, non serve ribadirlo) sul fatto che Annie fosse stata addirittura arrestata per furto, crimine commesso per comprare della droga, cocaina nello specifico.
Ma davvero, hombre, da dove diavolo hai tirato fuori questa panzana…
Sembra che un’attricetta come già allora ce n’erano fosse effettivamente finita dietro le sbarre ed al momento di dichiarare le proprie generalità, avesse risposto di chiamarsi “Annie Oakley”. Qualcuno dice che invece si trattava di una figurante che rappresentava la Oakley e che per questo venne confusa con lei. Va bene, se anche fosse, ciò avrebbe potuto stare in piedi per i primi cinque minuti.
Ora, a parte il fatto che sarebbe bastato dare uno sguardo ad uno dei tantissimi cartelloni, libri, volantini, manifesti o quant’altro e magari anche semplicemente chiedere ai colleghi della gentildonna che aveva fornito falsa testimonianza come si chiamasse per verificare (la polizia di Chicago, dove avvenne l’arresto vero, non doveva aver messo sul caso un detective particolarmente acuto), ma perché uno che controlla fior di giornali come quel Hearst, sente il bisogno di gettare fango addosso a qualcuno che non conosce, che non gli ha fatto niente, per il puro gusto di farlo? Voi direte che sono un fessacchiotto idealista: ovvio che lo ha fatto per vendere più copie dei suoi giornali. Verissimo, non ci sono dubbi su questo. Il fatto è che per fortuna qualche volta la giustizia funzionava pur senza Tex Willer e Kit Carson nei paraggi. Annie vinse qualcosa come più di cinquanta cause per diffamazione ed anche se ottenne come risarcimenti ben meno di quello che si sarebbe meritata e che le sarebbe spettato, come tutte le persone oneste per lei il fatto di aver ripulito il suo nome costituì già un risultato soddisfacente.


Uno sparo all’indietro

E dire che altri giornali ripresero la notizia senza fare a loro volta ulteriori indagini ma dando per buona la delirante versione. Come se non bastasse Hearst cercò anche di non sborsare i quasi 20mila dollari (altri sostengono 27mila) impostigli dai tribunali assoldando un detective privato che avrebbe dovuto raccogliere pettegolezzi o voci negative sulla Oakley.
Bravi, ci avete azzeccato: il detective se ne tornò a casa con un pugno di mosche. Adesso che la Storia ha stabilito e ribadito la verità e che per fortuna già quando era ancora in vita la Oakley uscì pulita da questa brutta faccenda, considerando anche che venne fuori che Annie non era neanche a Chicago quando il furto venne commesso, mister “magnate dell’editoria” invece che immagine ha dato di sé? Io non mi pronuncio oltre ma lascio a voi “l’ardua sentenza”.
Comunque se qualcuno si stesse chiedendo chi fosse Hearst vi riassumo brevemente che è stato un editore, un imprenditore in ambito giornalistico ed un politico. In pratica divenne un riccone a capo di un vero e proprio impero della carta stampata anche se poi se lo vide sfumare tra le dita nella seconda parte della sua vita. Morì in California, a Beverly Hills nel 1951, essendo nato nel 1853.
Il suo nome viene associato al San Francisco Examiner ed al New York Morning Journal che sotto la sua guida perse il “Morning”.


Uno sguardo intenso

Tentò più volte di scendere in campo in politica ma da ciò che ho letto aveva idee quantomeno insolite: dapprima eletto nel Partito Democratico sperò addirittura di concorrere per le elezioni presidenziali ma i suoi piani non andarono lisci. Fondò un partito indipendente, cercò di farsi eleggere governatore di New York senza successo, riprovò fondando un nuovo partito stavolta sperando inutilmente di diventare sindaco di New York. Fallimento su tutti i fronti.
Forse sarebbe stato meglio cercare di sfogare la sua frustrazione in altri modi, piuttosto che infamare un simbolo della Nazione come Annie Oakley.
Piccolo Colpo Sicuro strinse anche amicizia con Thomas Edison: Annie e Butler si esibirono in un antenato dei film (sebbene poi lei stessa compaia in pellicole nei primi anni del Novecento): il tutto tramite il kinetoscopio di Edison, il precursore del proiettore cinematografico.
Era il 1894. L’opera si intitolava “The Little Sure Shot of the Wild West”: si tratta di un filmato di una esibizione di tiro.
Annie Oakley si fece portavoce delle donne per avvalorarne il valore sociale e raccolse ingenti quantità di denaro a favore della Croce Rossa o per associazioni a favore degli orfani.


La tenda in cui Annie alloggiava in tornee

Durante la sua vita, l’industria teatrale iniziò a riferirsi ai biglietti omaggio col termine “Annie Oakleys”. Tali biglietti avevano tradizionalmente dei buchi, per evitare che venissero riventudo, che ricordavano le carte da gioco a cui Annie sparava durante il tiro al bersaglio nello Show.
Ancora sposata con Butler, che le faceva anche da manager, nel 1922, lei ed il marito ebbero un brutto incidente d’auto che la obbligò ad indossare una sorta di tutore di metallo alla gamba destra. Voi direte, per il resto della sua vita? Assolutamente no, dopo un annetto sgambettava di nuovo sempre pronta a centrare anche decine e decine di bersagli di fila nelle competizioni di tiro. Non è una battuta.
La sua salute peggiorò radicalmente nel 1925 e morì di anemia perniciosa a Greenville, Ohio, all’età di 66 anni. Era il 3 novembre 1926. Fu cremata e le sue ceneri sepolte nel cimitero di Brock, poco distante da Greenville. Dopo la sua scomparsa si scoprì che gran parte del suo patrimonio era stato destinato, oltre che alla famiglia, a diverse “charities”, cioè iniziative benefiche, come già faceva quando era in vita.
Il marito si spense in Michigan una ventina di giorni dopo, un po’ perché aveva una decina di anni più di lei ed un po’ per il dolore della perdita, non volendo più mangiare dalla morte della moglie. Venne sepolto accanto alle ceneri di Annie.


Un altro ritratto di Annie Oakley

Una vasta collezione di oggetti personali, cimeli degli spettacoli in giro per il mondo quali le armi da fuoco usate da Annie si trova in mostra al Garst Museum ed al National Annie Oakley Center proprio a Greenville. Il nome di Annie Oakley è stato inserito nel “National Cowgirl Museum and Hall of Fame” a Fort Worth, Texas, e nella “National Women’s Hall of Fame” in Ohio.

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