La miniera fantasma di Ben Sublett

A cura di Angelo D’Ambra

C’è oro sui Monti Guadalupe, ma nessuno sa esattamente dove. Lo sapeva Ben Sublett e si è portato nella tomba questo segreto.
Circa 10.000 anni fa i Monti Guadalupe erano abitati da cacciatori-raccoglitori che hanno lasciato diversi manufatti, punte di lancia, cestini e ceramiche. I primi europei ad arrivare nella zona furono gli spagnoli nel XVI secolo, ma non fecero seri tentativi di stabilirvisi. Introdussero i cavalli nella zona e le tribù indigene come gli apache mescalero se ne servirono come una risorsa per la caccia e la migrazione. Gli indiani restarono qui fino a quando vi irruppero i bianchi, alla fine della guerra civile.
Gli anni successivi avrebbero visto l’azione dei Buffalo Soldiers e del tenente H. B. Cushing che distrusse gli accampamenti degli apache nel 1869.
Fu proprio uno dei protagonisti di queste vicende, il generale Lew Wallace, eroe della guerra civile e governatore del New Mexico, a diffondere per primo la voce circa l’esistenza di una miniera d’oro in quelle zone. Lew Wallace affermò di aver trovato un antico documento nel Palazzo di Santa Fe, la capitale del New Mexico, in cui si raccontava che nel Seicento un indiano convertito di Tabira avesse guidato il capitano spagnolo de Gavilan in una miniera d’oro nei Monti Guadalupe.


I Guadalupe Mountains

Gli spagnoli chiamarono il luogo, a causa delle testimonianze vulcaniche, Sierra de Cenizas, montagne di ceneri, e se ne andarono carichi di pepite. Tempo dopo però, tutti finirono uccisi in una rivolta degli indiani, nel 1680, e nessuno più da allora seppe dove si trovasse la miniera.
I Monti Guadalupe sono una catena montuosa localizzata tra il Texas occidentale e il Nuovo Messico sud-orientale. Il punto più elevato è raggiunto dal Guadalupe Peak a 2.667 metri sul livello del mare. Le uniche due città vicine ai monti sono Carlsbad, nel New Mexico, e Van Horn, nella contea di Culberson, in Texas. Ancora oggi dunque il posto è scarsamente popolato, remoto e inospitale. Doveva apparire un posto infernale nell’Ottocento quando lo frequentavano solo gli apache di Geronimo. Proprio il grande capo indiano affermava spesso che la miniera d’oro più ricca del mondo occidentale si trovasse nascosta tra quei monti. E sentendo tante voci, molti cercatori d’oro si avventurarono rischiando la vita.
Tra di essi c’era Ben Sublett e si ritiene che l’abbia davvero trovata.
Sublett aveva alle spalle già una lunga carriera di cercatore sulla Montagne Rocciose, dove aveva imparato ogni tecnica d’estrazione, pur senza far fortuna.
Quando sua moglie morì, in una tenda isolata tra quelle montagne, con due figlie piccole e un figlio neonato se ne tornò verso sud-est nel Texas occidentale, piantò la sua tenda presso la cittadina di Monahans e si mise a vivere facendo lavori saltuari. Presto però nei suoi pensieri tornò l’oro.
William (Ben) Sublett
Comprò un paio di cavalli ed un carro e si mise ad esplorare per diversi mesi i vicini Monti Guadalupe senza però trovar nulla. Alla fine, deluso, si trasferì a Odessa, in Texas, dove per i suoi racconti divenne lo zimbello del paese. Dovette subire ingiurie e sberleffi, per tutti divenne il cercatore pazzo “Old Ben”, fino al giorno in cui si presentò al saloon e offrì da bere a tutti. Il barista rimase sbalordito e i presenti risero. Allora lui tirò fuori un sacchetto di pelle di daino e versò delle pepite sul bancone. Era tutto vero, aveva oro e quella sera pagò da bere a tutti gli abitanti di Odessa.
Da quel momento a Sublett non mancò mai oro e tutti sapevano che la fonte d’inispiegabile ricchezza del loro concittadino era una miniera sparsa da qualche parte tra i Monti Guadalupe. Ogni volta che stava per finirlo, puntualmente scompariva per alcuni giorni e riappariva felice con un bel sacco di polvere e pietre gialle.
In molti provarono a seguirlo per capire dove andasse e dove fosse la miniera segreta che gli dava tanta fortuna, ma nessuno riuscì a pedinarlo con successo. Gli stettero alle calcagna, lo spiarono, qualcuno ingaggiò gente che lo seguisse di proposito passo passo, ma fu tutto invano.
Un articolo sulla miniera perduta
Del resto, Sublett nei suoi spostamenti a volte impiegava pochi giorni, altre volte anche mesi. Qualcuno allora ipotizzò che la miniera dovesse essere più a est dei Monti Guadalupe dal momento che Sublett non sarebbe stato in grado di arrivarci e tornare ad Odessa in pochi giorni. Altri pensarono che, periodicamente, Sublett raggiungesse la miniera, recuperasse una grande quantità d’oro e la nascondesse più vicino alla città, forse in qualche fosso vicino al fiume Pecos. Questo sistema gli permetteva di avere oro senza viaggiare troppo e soprattutto lo tutelava dal fatto che qualcuno potesse trovare la sua miniera. Nel peggiore dei casi, chi l’avesse tallonato sarebbe stato in grado di trovare solo l’oro portato nei paraggi di Odessa.
Un banchiere, W. E. Connell, e poi un allevatore, George Gray, gli offrirono ben 10.000 dollari affinché dividesse con loro la miniera scoperta, ma rigettò l’offerta con disprezzo. Alla fine Ben cedette abbastanza da dire a un vecchio amico, Mike Wilson, come raggiungere la miniera. Mike trovò il posto e riempì un sacco con tutto l’oro che riuscì a trasportare. Tornò in città e s’ubriacò fino a dimenticare completamente dove fosse la miniera. Ben Sublett si limitò a ridere di lui, rifiutandosi di dargli di nuovo le indicazioni.
A quanto pare, intorno al 1884, due messicani riuscirono effettivamente a trovare la miniera e Sublett se ne lagnò. I messicani provenivano da Ysleta, sul Rio Grande, e una volta al mese si recavano nella miniera a riempire i loro sacchi d’oro. Inavvertitamente furono a loro volta seguiti da Lous Arthur detto Frenchy, uomo di Fred Hardesty, proprietario di un ranch nella contea di El Paso. Frenchy prese con se un pezzetto di quarzo d’oro che i messicani avevano inavvertitamente lasciato cadere e lo usò come prova del fatto che dicesse la verità.
Un cippo dedicato a Sublett
Qualche giorno dopo si portò dove erano stati i messicani, una grande spelonca nella quale si calò per mezzo di una scala di corda. Non riuscì a raggiungere il fondo perchè non aveva così tanta corda ma poté bene vedere luccicare dell’oro. Frenchy tornò al ranch, si riposò e poi, fatte nuove provviste e dotatosi di una più lunga corta, partì di nuovo alla volta della miniera.
Purtroppo non tornò mai più. Forse lo uccisero i messicani e poi, a loro volta, scomparvero…
Anche Ross Sublett, il figlio di Ben, confermò d’essere stato una volta in un posto del genere in compagnia del padre, ma poi, cresciuto, non aveva più saputo tornarvi.
Sublett morì nel 1892 ed è sepolto a Odessa. La sua miniera non fu mai trovata.

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