Bill Kirkland, il pioniere dell’Arizona

A cura di Angelo D’Ambra

A volte vince chi fugge, a volte la storia dà ragione a chi ha paura. Anzi, più di qualche volta e una di queste volte porta il nome di Bill Kirkland.
Bill Kirkland aveva uno spirito irrequieto e molto coraggio, ma non era uno stupido, evidentemente sapeva come sopravviere anche in contesti pericolosissimi. Non voleva rimanere troppo a lungo in un posto, l’avventura gli ribolliva nelle vene e la fortuna sembrava perseguitarlo.
Nato in Virginia, o forse in Missisipi, Bill Kirkland, appena diciottenne, si mise in viaggio per raggiungere la California e intraprendere la vita dei cercatori d’oro. Passarono cinque anni e la fortuna si può dire che l’aveva baciato perchè il gruzzoletto di soldi che aveva accumulato  era bello sostanzioso.
Così decise di di ritornarsene in Viriginia. Il caso volle però che seguisse una rotta insolita, verso sud, verso l’Arizona il New Messico. Arrivò a Tucson il 17 gennaio 1856, proprio mentre le truppe messicane si preparavano a partire, lasciando che su quei territori sventolasse la bandiera statunitense. La terra ora apparteneva agli Stati Uniti tramite il noto Gadsden Purchase, ratificato nel 1854.
Quando il capitano Hilleron Garcia e le sue truppe evacuarono la città, il giovane Kirkland salì in cima a un edificio e issò la bandiera americana. Così iniziò la sua avventura in Arizona.
I primi statunitensi a presentarsi in Arizona furono dei minatori che orientarono le loro ricerce vicino alle montagne del fiume Santa Cruz. L’area, di fatti, divenne presto una zona senza legge in cui tutto poteva succedere senza che nessuno ne avesse la responsabilità.
Bill Kirkland
Kirkland si ritrovò tra questi uomini. Si decise a non tornare più in Virginia, ma a investire lì i suoi guadagni, avviando un impresa che forniva legno ai signori del mercato edile che stavano erigendo Tucson e cibo a chi lavorava alle miniere intorno a Tubac. Quando il governo pensò di inviare in zona l’esercito per rendere meno selvagge quelle terre, Kirkland pensò di fare affari anche coi militari, vendendo loro le merci orientate inizialmente solo ai minatori. Durante il 1850, Tucson divenne il centro del commercio dell’Arizona e Kirkland ne era uno dei protagonisti, uno dei 650 cittadini di Tucson.
Nel 1857, Kirkland costruì un ranch vicino a Tubac. Coltivò orzo con cui riforniva l’esercito e rivendette più volte del bestiame a Sonora. La sua fu la prima impresa di allevamento statunitense in questo territorio.
Il suo ingegno, la sua arguzia di uomo d’affari, lo portò sempre a scontrarsi con gli apache. Un giorno, Kirkland si vide entrarne nel suo ranch capo Cochise coi suoi uomini. L’indiano chiese cibo e Kirkland, muto, glielo fornì. Era così che affrontava la minaccia indiana, cercava di starsene mansueto, di non crearsi nemici. Una ricetta giusta per prosperare.
Nel 1859, Kirkland sposò Missouri Ann Bacon, una ragazza che era diretta con al sua famiglia in California e che s’era invece fermata a Tucson aprendo un ristorante. La loro figlia, Elizabeth, fu la prima bambina anglo-americana nata nel Territorio dell’Arizona.
Kirkland costruì pure la prima strada in zona, che condusse al suo campo di legname nel Madera Canyon. Tutto a Tucson sembrava essere legato a lui.
Cochise
Prestò servizio come capitano di volontari, durante la guerra civile, fino a quando si decise ad abbandonare le sue proprietà ed a spostarsi con la sua famiglia in California. Tornò in Arizona solo quando vi ritornò in gran numero l’esercito e riprese il piccone cercando l’oro a nord di Wickenburg, vicino all’odierna Phoenix. Ancora una volta la fortuna fu dalla sua parte. Con un pò di soldi trasferì la sua famiglia in una zona, ora nota come Kirkland Valley, in cui avviò la sua attività agricola con trenta uomini al suo stipendio. Ancora una volta gli apache vennero a guastargli la festa. Di notte rubavano il suo orzo e di giorno gli rubavano il bestiame. Kirkland si decise, per la seconda volta, ad abbandonare tutto e a tornarsene nel sud dell’Arizona. Stabilì un ranch sul torrente Sonoita e tutto sembrò andare per il verso giusto, poi… ancora apache! Nel 1871, trasferì la sua famiglia nella Salt River Valley in una piccola comunità che stavano iniziando a chiamare Phoenix.
Alcuni imprenditori avevano ripulito i vecchi canali di Hohokam e stavano irrigando i raccolti, che vendevano a Fort McDowell e nei campi minerari a nord delle Montagne Bradshaw. Sua moglie fu molto probabilmente la prima donna a stabilirsi qui, in una piccola casa di mattoni in cui nacque Ella, la loro terza figlia, la prima bambina nata a Phoenix.
Alla fine del 1871, Kirkland trasferì di nuovo la sua famiglia nella vicina Tempe. Fu eletto giudice e si distinse tra i cittadini più rispettabili, ma ancora una volta volle trasferirsi. Si spostò a Silver City, nel New Mexico e poi in Texas, prima di tornare in Arizona nel 1876. Prese il posto di vice sceriffo in una selvaggia contea di vaccari di nome Willcox e restò qui sino al 1880 quando, per timore di Geronimo, trasferì di nuovo la sua famiglia nella nuova città mineraria di Congress.


Bill Kirkland in età avanzata

Gli agricoltori come lui dovevano essere particolarmente vigili durante il periodo del raccolto, quando i nativi americani affamati prendevano saccheggiavano tutto il possibile, persino gli animali da compagnia venivano fatti a pezzi e mangiati. Seppe costruirsi una vita tranquilla, per quei tempi, nonostante fu un vero pioniere, intraprendente e audace. Non fu un uomo violento, fu invece molto accorto, evitò sempre lo scontro con gli apache e, stranamente, gli apache lo rispettavano per questo.

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