La storia di John Escapule, sosia involontario di Doc Holliday

A cura di Lorenzo Barruscotto

John Escapule (a destra il ritratto eseguito da Lorenzo Barruscotto)
John chi?
Forse qualcuno di voi avrà dovuto spostarsi per evitare che il punto interrogativo formatosi al di sopra dello Stetson gli cadesse sulla zucca e qualcun altro avrà obiettato: “Ma quello è Doc Holliday!”
Rassicuratevi: nel caso, non sareste i soli a pensarlo, però no, non si tratta di John Henry Holliday, il famoso gambler, ex dentista e fraterno amico di Wyatt Earp. Mi rendo conto di aver dato probabilmente una mazzata ad una delle certezze che molti verosimilmente non si sono mai neanche sognati di mettere in dubbio eppure ho le prove di quanto affermo.
Innanzitutto non dovete disperare dal momento che fior di storici, enciclopedie (virtuali o di carta), siti, libri e chi più ne ha più ne metta in mezzo mondo sono stati convinti per parecchio tempo di avere a che fare con un’immagine corrispondente al vero Doc ed ancora oggi molte persone non vogliono sentire ragioni, anche di fronte all’evidenza.

Capita che a volte qualcuno venga confuso per un altro ma il fatto è che quando si viene scambiati per un pistolero passato alla storia la faccenda assume connotazioni un po’ diverse e non si può liquidare l’incidente con una frase di circostanza sovrapponibile al nostro moderno “Mi scusi, ho sbagliato numero.”

“What’s in a name?” decantava Shakespeare in “Romeo e Giulietta”. Che cos’è un nome.
Dal momento che qui non ci sono poeti in calzamaglia e la sola miss nei dintorni non si chiama Juliet ma piuttosto Susan, anzi “black-eyed Susan”, vale a dire Susan dell’occhio nero, appellativo con cui i cowboys erano soliti denominare affettuosamente la loro sei-colpi (con l’espressione “occhio nero” ci si riferiva alla minacciosa bocca da fuoco della canna), direi che mentre aspettiamo che la bistecca cuocia a puntino possiamo gettare un po’ di luce su una questione spesso passata sotto silenzio ma che crea tutt’oggi una certa confusione.
L’uomo raffigurato nel ritratto che vedete sopra appena dopo il titolo risponde al nome di John Escapule. Ma chi era costui?
Stando ad alcuni vecchi archivi era nato a Pau in Francia, pare infatti che il suo nome originario fosse Jean, nel 1856. Arrivò nel sud dell’Arizona nel 1877.
Conobbe e divenne amico di Edward Lawrence Schieffelin, esploratore, scout, minatore a cui si attribuisce la fondazione della città di Tombstone nel marzo del 1879.
Tale nome (significa “pietra tombale”) tutt’altro che accattivante e per così dire profetico, sulla scelta del quale sono nate numerose dicerie che coinvolgerebbero Giacche Blu e sanguinari Apaches, deriva dalla prima miniera d’argento che Ed, suo fratello Al, sebbene pare che quest’ultimo non sprizzasse gioia da tutti i pori all’idea, ed il loro socio Richard Gird avevano avuto in concessione nella zona: la “Tombstone Mining and Milling Company” (milling sta per fresatura, termine che si riferisce al processare i metalli negli scavi).
Schieffelin, prima di vendere la sua quota e cercare fortuna presso altri lidi, una volta che si terminò di allestire il nuovo sito per il primo centinaio di abitazioni del neonato nucleo cittadino ed avendo ottenuto il benestare dall’ispettore minerario federale Solon M. Allis, assunse Escapule per trasportare legname presso le miniere del territorio. Dopo qualche tempo questo impiego fruttò e John acquisì diverse concessioni gestendo un “assay office” proprio a Tombstone, neanche troppo distante dal celebre “Ok Corral”.
L’ufficio si occupava di analizzare la purezza dei metalli estratti e certificarne il contenuto metallurgico. In pratica Escapule gestiva il posto in cui i minatori andavano a far valutare pepite o campioni di ciò che veniva portato alla luce.
Dirigeva quell’attività anche nel 1881 quindi fu molto presumibilmente testimone dell’incendio che nel giugno di quell’anno distrusse parte della città e soprattutto probabilmente si trovava al lavoro il 26 ottobre 1881, quando avvenne la sparatoria all’Ok Corral, luogo che per lui era praticamente dietro l’angolo.
Ormai sostanzialmente tutti sanno che lo scambio di opinioni a base di piombo non avvenne all’interno del corral ma nelle immediate vicinanze, in una strada laterale. E con un piccolo sforzo di fantasia che magari quando inventeranno la macchina del tempo potremo anche verificare sul campo, riusciamo ad immaginarci il “comune cittadino John Escapule” tra coloro che, se non assistettero in diretta al fatto, sopraggiunsero sulla scena richiamati dagli spari e dal baccano.
Escapule non doveva comunque avere troppo tempo per fare pause: al suo apice, verso la metà degli anni 80 del 1800, la popolazione di Tombstone contava circa 7000 minatori ma alcune stime suggeriscono che si debbano aggiungere almeno altre 5000 persone tra donne, bambini, immigrati cinesi, messicani, residenti e “lavoratori occasionali” di passaggio tra i quali banditi e prostitute.
Quando venne costituita ufficialmente la Cochise County nel 1881 Tombstone ne divenne il capoluogo.
Verso la fine del decennio gli scavi alle miniere raggiunsero profondità tali da venire invasi dall’acqua e la quantità di persone che rimasero risiedenti in quell’area si ridimensionò parecchio, parallelamente ai cambiamenti che la stessa città subì, fino a diventare l’odierno centro che punta sul turismo come sua fonte di sostentamento principale. E questo cosa c’entra? Ci arrivo subito: una delle attrazioni, strettamente legata a questa piccola digressione, è la “Schieffelin Hall” con funzioni di teatro, sala per concerti e luogo di incontro per occasioni ufficiali. La pronipote di Ed, Mary Schieffelin Brady l’ha risistemata e riaperta nel 1964.

Ci sono documentazioni che attestano la presenza del nostro “straniero” giunto dai Balcani in registri di un censimento eseguito nel 1890, quando aveva circa 34 anni, indicandolo come lavoratore a Charleston dal 1879.
Quest’ultima attualmente è una città fantasma. Fu abitata fino alla fine del 1880. Situata sulla sponda occidentale del San Pedro River, era una boom-town mineraria che basava la sua economia sulla lavorazione dell’argento estratto a Tombstone.
John si sposò con Emma Teresa Trappman, di origini tedesche, dalla quale ebbe quattro figli.
Gli affari gli andarono a gonfie vele: comprò alcuni ranch, un mulino e secondo qualche fonte donò al Municipio la terra per il vecchio cimitero cittadino, che non corrisponde alla più nota Boot Hill, dove vennero sepolti lui e la moglie. In quel camposanto c’è una lapide unica per John ed Emma, rimasti uniti tutta la vita ed anche oltre. Morì nel 1926.
Gli Escapule vivono nella Cochise County da allora. Pensate che il suo pronipote, John Dustin detto Dusty, è stato ed è tutt’ora Major, cioè sindaco della città.
Ormai sapete che sono un ficcanaso: ho contattato personalmente il sindaco Escapule inviandogli un ritratto da me eseguito insieme a quello del suo avo: è stato rieletto nel 2018 e non è digiuno di vecchio West anche perché nella sua città tra le altre si tiene annualmente una manifestazione piuttosto nota per chi mastica storia della Frontiera. Sto parlando dei “Wyatt Earp Days” che annoverano ricostruzioni piuttosto dettagliate degli eventi che portarono al fatidico e celeberrimo scontro a fuoco.

Per curiosità nel caso ci fosse qualcuno interessato, nel 2020 si svolgeranno nella seconda metà di maggio.

Sono quattro le generazioni degli Escapule ad aver intrecciato la storia della propria famiglia con quella di Tombstone. E’ lo stesso Major della cosiddetta “città troppo dura per morire”, “The town too tough to die” è proprio il loro motto, a spiegarlo in più di un’intervista. Racconta che il suo illustre “antenato” prima di diventare un uomo d’affari era stato anche un reporter per il “San Francisco Chronicle” e scherza su quello che egli stesso chiama un “buffo scambio di identità”.
Secondo il libro “L’altro cimitero di Tombstone” e soprattutto stando alla “Tombstone Chamber of Commerce” che ho consultato personalmente online, una delle miniere che John Escapule possedeva era la “State of Maine Mine”, suona quasi come uno sciogli-lingua, situata alla periferia del centro abitato.
Sul certificato di morte di John Escapule si può leggere: “Nascita: 16 dicembre 1856. Decesso: 11 ottobre 1926. Occupazione: “retired cattleman” (in pensione gestiva i suoi ranch con i relativi allevamenti di bestiame, cattle in inglese). Causa della morte: carcinoma allo stomaco.
Pare che ne vide di tutti i colori poiché indipendentemente da sparatorie e marshall famosi, nel West non si trascorreva proprio una vita tranquilla e beata.
Le emozioni forti non mancavano: secondo il “Find a grave Memorial” nel dicembre del 1903 un paio di fuorilegge di nome Burt Alvord e Billy Stiles scapparono in modo piuttosto rocambolesco dalla prigione del tribunale di Tombstone e fecero irruzione nel negozio di un certo Jim Rock. Un giovane che dormiva nel locale, forse nel retro, venne tenuto in ostaggio mentre i fuorilegge rapinavano il negozio. Quindi se la diedero a gambe fino a ritrovarsi nei pressi di un ranch. E indovinate di chi era… Esatto: di John Escapule. Per giunta gli rubarono anche i cavalli per la fuga.

A dire il vero non ci sono certezze assolute sulle fotografie che avrebbero immortalato John Henry Holliday nei turbolenti anni in cui la sua fama di “gunman” (anzi di “gunslinger”, cioè di avventuriero che ci sapeva fare con la pistola, perché per quanto fosse un uomo con luci ed ombre, non era un volgare bandito né un pistolero prezzolato) lo precedeva ovunque andasse, sebbene anche in questo caso la realtà abbia lasciato il passo al mito, per non parlare dell’ultimo periodo della sua burrascosa esistenza, quando ormai era provato dalla tubercolosi.

Circola infatti un’immagine in cui si ritiene venga raffigurato un Doc ormai debilitato dalla malattia che si dice scattata nel suo “rifugio” in Colorado, zona ricca di sorgenti termali e vapori sulfurei i quali avrebbero potuto aiutare la sua precaria salute, ma studi approfonditi hanno stabilito che, sebbene non si sappia chi sia la persona immortalata, non si tratta del celebre giocatore. Pare che praticamente tutti i ricercatori concordino su questo punto: è un “fake”, un tarocco. Intendiamoci, la foto esiste ma nulla più.
Sembra inoltre che ultimamente siano state avanzate delle riserve riguardo la fotografia che viene prodotta per dimostrare che il povero John Escapule era in effetti se stesso e non Holliday. Apparentemente neanche quello nella “foto del vero Doc” è Doc. Il dibattito in merito è piuttosto acceso anche perché di tale fotografia sono state riprodotte numerose stampe già in giornali e volumi dei primi decenni del secolo scorso.
Per mettere a tacere i disaccordi bisogna calare l’asso, anzi gli assi: sono due le fotografie che universalmente vengono accettate come raffiguranti John Henry Holliday.
La prima lo vede ancora giovane, subito dopo il conseguimento della laurea presso la “Dental School” e la seconda lo ritrae più adulto, scattata si pensa a Prescott, Arizona.
Se siete arrivati fino a qui, seguite il mio consiglio, hermanos: fatevi un goccio, perché la prossima notizia potrebbe spiazzare ben più di qualcuno. Siete pronti?
Il suo “pard” Wyatt e la moglie di Virgil Earp, per fare due esempi di persone certamente informate sui fatti, lo descrissero entrambi come un uomo dai capelli biondi.
Nello specifico Wyatt lo definì, questo ce lo riportano le cronache di Tombstone, come “longilineo, magro e dai capelli biondo cenere”. Non si capisce quindi come sia passato alla storia come un tizio dai folti baffi e dai capelli corvini.
In merito alla prima foto, al fine di evitare sterili polemiche o disquisizioni teoriche, è opportuno fare una precisazione: la “scuola” che Holliday frequentò è il “Pennsylvania College of Dental Surgery” (surgery significa chirurgia), si ritiene fondata da suo cugino Robert, che potrebbe averlo spinto verso quella strada. Lo stesso zio di John Henry aveva prestato servizio come chirurgo durante la Guerra civile. Doc si laureò il 1 marzo 1872 e gli venne conferito il titolo di “Doctor of Dental Surgery”. Poco dopo iniziò a praticare la professione in uno studio di Atlanta.

Era nato a Griffin, Georgia, il 14 agosto 1851 quindi terminò gli studi a 21 anni. Quando lui ne aveva 15 sua madre morì di tisi, come se la malattia fosse una oscura maledizione che gravava sulla sua famiglia. Purtroppo lo stesso demone lo vinse inesorabilmente: Doc, quello vero, morì a Glenwood Springs nell’Hotel Glenwood l’8 novembre 1887.

Per quanto riguarda il nostro amico di origini francesi invece, al di là dell’avere lo stesso nome di battesimo e della mera somiglianza fisica aiutata dai baffoni con cui entrambi i John vengono raffigurati, look che in ogni caso accomunava moltissimi altri a quell’epoca, che si trattasse di sceriffi, bandidos o gente “normale”, non è esattamente chiaro in che modo si sia iniziato ad identificare erroneamente il dagherrotipo di Escapule con uno “shot”, uno scatto, raffigurante Doc Holliday ma è indubbio che tantissimi, anche troppo spesso specialmente ai giorni nostri quando si può e si deve, o quanto meno si dovrebbe, contrastare la superficialità con approfondimenti e verifiche su ciò che si divulga intraprendendo ricerche mirate, da cineasti di Hollywood a rappresentanti di “società storiche”, da scrittori professionisti a presunti tali, in innumerevoli libri ed articoli siano scivolati su questa tanto polverosa quanto inequivocabile buccia di banana nascosta sotto le sabbie del tempo e della leggenda.

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