Razzie di Comanche e Kiowa

A cura di Valentina Magagnin


La guerra di secessione era finita: nel 1870 la popolazione degli USA era di 39 milioni di abitanti. La rete ferroviaria si estendeva per 40.000 miglia, c’erano grandi industrie e gli allevamenti di bestiame prosperavano. Negli stati delle Grandi Pianure vivevano 1.350.000 persone concentrate soprattutto nell’odierno Kansas e Texas; le popolazioni di nativi ostili (Comanche, Kiowa, Arapaho, Cheyenne e qualche Lakota Sioux) erano di circa 10.000 individui, di cui 2.000 guerrieri.
A fronte di questi guerrieri vi erano circa 18.000 soldati della divisione Missouri comandata da Sheridan (il suo predecessore, Sherman, aveva assunto il controllo supremo dell’esercito di terra nel 1869).
Il territorio da presidiare era molto vasto, ma l’esercito sapeva ormai come ostacolare le azioni di guerriglia indiana.
Gli scontri tra americani e Comanche risalgono al periodo in cui il Texas era assoggettato al Messico. In seguito, lo stato aveva creato un corpo di volontari a cavallo, senza divisa, scelti fra gli uomini più valorosi della frontiera: i Rangers. Gli scontri fra questi e i nativi durarono decenni. Già nel 1837 i Comanche avevano attaccato 30 coloni che si trovavano sul fiume Navasota, a Fort Parker. In quello scontro vennero risparmiati solo dei bambini e cinque donne: tra loro c’erano Cynthia Ann Parker e la cugina Rachel Plummer.


Guerrieri Comanche di ritorno da un raid

Cynthia diventò la moglie di capo Peta Nokoni che aveva assalito il forte, ebbe tre figli con lui e rimase con i Comanche fino al 1861. Venne poi liberata, ma non riuscì a tornare alla vita che conosceva prima tanto che morì di inedia nel 1870 a soli 43 anni. Fu un’effimera liberazione la sua.
Rachel Plummer venne liberata, dietro pagamento di riscatto, 21 mesi dopo il rapimento. Morì di parto poco dopo.
Per i Comanche le incursioni erano pratica comune del loro modo di vivere: servivano a far scorta di armi, viveri, donne e bambini ( per chiedere poi un riscatto o per farne membri della tribù, spesso guerrieri). I loro saccheggi arrivarono fino a Durango, nel territorio messicano.
Tra il 1830 – 1840 il presidente texano Lamar appoggiò diverse campagne contro i nativi considerati ostili.


Guerrieri Kiowa

Dal marzo 1840 si susseguirono conferenze di pace tra Comanche e governo texano che portarono a periodi di tregua nelle incursioni, alternati a nuove scorrerie.
Il 29 dicembre 1845 il Texas diventa uno stato dell’Unione: da quel momento sarà il governo di Washington a occuparsi del problema coi Comanche.
Il trattato del 1846 stabiliva limitazioni di transito all’uomo bianco nei territori occupati dai Comanche e vincolava gli USA a fornire agli stessi merci per un valore di 10.000 dollari. Questo trattato venne disatteso da entrambe le parti; tanto che il governatore del Texas (Henderson) ebbe l’ordine di reclutare volontari per tutelare gli insediamenti. Nello stesso periodo, le tribù Wichita, Waco e Tonkawa (che vivevano a oriente dello stato) venivano costrette da allevatori e coloni ad abbandonare i loro territori. Così i Comanche dovettero affrontare da una parte queste tribù rivali, e dall’altra quelle che sconfinavano dall’Oklahoma (Delaware, Shawnee, Seminole e Kickapo). I Comanche avevano buoni rapporti solo con i Creek.


Kiowa davanti ad un loro tepee

Cheyenne, Arapaho, Kiowa, Apache e Comanche si coalizzarono per fronteggiare questa nuova minaccia. Formarono un gruppo di 1.400 guerrieri: avrebbero scacciato gli indiani considerati civilizzati dall’area delle praterie meridionali. Nel 1853, sul fiume Kansas questa coalizione venne battuta da guerrieri Sauk e Fox in possesso di armi da fuoco. Seguì un nuovo trattato che non perdurò, tanto che nel 1849 l’esercito USA costruì nuove postazione, tra le quali c’erano Fort Clark e Fort Atkinson. Alla fine del 1853 in Texas si contavano più di 3.200 soldati statunitensi. Nel 1858 due sono gli scontri che vedono contrapposti Comanche ed esercito. 11 Maggio 1858: il capitano John S. Ford, con le sue cinque compagnie di Ranger, attaccò un villaggio sul fiume Canadian. Lo scontro durò ore e i Comanche persero 76 uomini e si ritirarono.
Autunno 1858: il maggiore Van Dorn, alla testa di 200 militari e 135 esploratori, attaccò il villaggio di Gobba di Bisonte sul fiume Rush Creek.


Giovani guerrieri Comanche

La lotta si risolse con la vittoria dei soldati.
Il nuovo governatore, Sam Houston, per cercare di fronteggiare le razzie dei “Signori delle pianure meridionali” irrobustì le file dei Rangers, portando il corpo a 500 unità.
Negli anni della Guerra Civile molti militari assegnati al Texas furono spostati sui fronti orientali: le autorità confederate (in special modo Albert Pike, commissario speciale) riuscirono a mantenere la calma fra le tribù, soprattutto Comanche. Solo alcune fazioni più bellicose (Noyeki e Kwanhadi) continuarono ad assalire ranch e carovane. Nel 1863 i Comanche strinsero alleanze con i Kiowa, i Kiowa – Apache, gli Arapaho, i Cheyenne meridionali e coi Lakota Sioux. Questo causò problemi sulla pista di Santa Fè, dello Smoky Hill e dell’Arkansas con servizio postale interrotto e fattorie evacuate.


Guerrieri Kiowa

La tribù Kiowa contava circa 450 guerrieri che impegnarono seriamente esercito e coloni. Pronunciare nomi quali Satanta (nato verso il 1830), Lupo Solitario o Dohasan facevano rabbrividire.
Fu Piccolo Bisonte a guidare la spedizione Kiowa che si diresse nelle Staked Plains texane nell’ottobre 1834 e poco dopo assalì la postazione sudista di Fort Murrah ( dove uccise 5 soldati). In seguito saccheggiò Elm Creek dove massacrò 11 persone e catturò 7 ostaggi. Due di loro erano le sorelle Lottie e Millie Durgan. Lottie venne liberata undici mesi dopo, grazie al pagamento del riscatto; la sorella sarebbe diventata la moglie di un guerriero. La reazione statunitense non tardò ad arrivare. Il generale Carleton, comandante del dipartimento militare del New Mexico, inviò una spedizione contro i nativi ribelli del sud ovest. Il colonnello Christopher Carson (meglio conosciuto come Kit Carson) era noto perché, nel 1853 aveva costretto alla resa 8.500 Navajo. Carson, nel novembre 1864, partì alla volta della contea di Hutchinson, nel Texas, con 350 soldati: avevano avvistato un accampamento di Kiowa e Kiowa Apache.


Il famoso raid che portò al rapimento di Cynthia Ann Parker

Carson e i suoi uomini finirono in una trappola: avevano attaccato il villaggio di Piccola Montagna ignorando che uomini di Satanta e Dohasan stavano arrivando come supporto. Nonostante questa ingenuità, gli americani riuscirono a sconfiggere i nativi che lasciarono sul campo 60 morti contro i 3 statunitensi.
Nel 1866 morì Dohasan e il potere passò a Lupo Solitario che, come Satanta, sosteneva la guerra a oltranza. Negli anni seguenti i Kiowa si unirono spesso ai Comanche per continuare con le razzie e i massacri. Con buona pace dei trattati firmati.

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