Massai

A cura di Paolo Brizzi

Massai
Nel Settembre 1886, un Apache Chiricahua prigioniero di guerra saltò giù dal treno diretto in Florida ed entrò nella leggenda dell’ovest. Quell’indiano si chiamava Massai (pronunciato Mah-sii dalla sua gente).
Massai era nato probabilmente nel New Mexico sud-occidentale intorno al 1847.
Nel 1877 era a San Carlos con la sua gente, i Warm Springs; qui aveva vari figli. Non sappiamo se era già sposato prima di giungere nella riserva, comunque a San Carlos sua moglie era Nahgotsieh, nata forse nel 1850 (fu poi sposata a Stephen Kyzha e, dopo, a Chino e morì il 25 Dicembre 1908).
Massai non si unì a Victorio e non partecipò alla sua fuga dalla riserva, rimanendovi con la maggior parte dei Mimbres, sotto Loco.
Secondo Betzinez, che lo conosceva bene, Massai si arruolò con gli scouts per servire durante la campagna contro Victorio e può aver fatto parte della compagnia del Tenente Maney e del capo scouts Henry K. Parker.
Nel 1882, mentre gli scouts tornavano in Arizona su un treno, Massai seppe della incursione dei Chiricahuas di Juh, Geronimo, Naiche e altri a San Carlos e del “rapimento” della gente di Loco, coi quali si trovava la sua famiglia; così Massai “saltò dal treno e, evitando la cattura in un territorio infestato da truppe volte ad inseguire gli Apaches, si dirette a sud verso la Sierra Madre”.


Massai scappò da questo treno

Betzinez aggiunse che Massai era sempre inquieto e presto si stancò della vita sulle montagne del Vecchio Messico, rubò il cavallo di Betzinez e tornò segretamente a San Carlos (forse sua moglie era rimasta lì).
Nel 1883-84 anche gli ostili erano ritornati in Arizona e tutti erano stati trasferiti trenta miglia a nord-est nella riserva di Fort Apache. Ma Massai non era entusiasta nemmeno della vita nella riserva e quando Geronimo fuggì, il 17 Maggio 1885, Massai partì con lui, insieme a circa 30 guerrieri e 92 donne e bambini, lasciando indietro i suoi. Ma ancora una volta dopo alcuni mesi Massai “disertò” e ritornò da solo nella riserva. “Vedendolo – disse Betzinez – i nostri furono presi dalla paura, pensando ad una ripetizione dei fatti del 1882, ma lui ci rassicurò dicendo che era solo”. Fu poi arruolato come scout a Fort Apache da Marion Maus nella compagnia A, 2° Battaglione, il 7 Novembre 1885, come uomo di 38 anni. Fu congedato il 6 Maggio 1886, caporale.


Massai è l’uomo in piedi più in alto rispetto agli altri

A seguito della resa degli ultimi ostili di Geronimo e Naiche, tutti i Chiricahuas, anche quelli pacifici della riserva e pure coloro che avevano servito come scouts, furono trasferiti in Florida a bordo di carrozze ferroviarie. Il 7 Settembre i prigionieri lasciarono Fort Apache e dopo sei giorni di viaggio giunsero al capolinea della ferrovia a Holbrook, 90 miglia a nord.
Quindi gli Apaches furono caricati su sei carrozze. Malgrado il caldo estivo, i vetri erano sigillati e le condizioni a bordo divennero tremende a causa del sovraffollamento. Inoltre molti Chiricahuas non avevano mai viaggiato in treno e dovettero essere fatti salire a forza. Durante il viaggio Massai riuscì ad ottenere un coltello e mentre il treno procedeva lentamente lungo un’ascesa, non lontano da St. Louis, riuscì a fuggire passando attraverso un finestrino. “Sua moglie sapeva di dover badare ai suoi figli e, non potendo fuggire, esortò Massai a farlo” disse Betzinez.
Sembra che – secondo informazioni riferite a Eve Ball da Alberta Begay e altri – Massai non fuggì da solo, ma insieme ad un indiano Tonkawa, Gray Lizard, che viveva coi Chiricahuas in Arizona. I due viaggiarono di notte attraverso territori a loro sconosciuti, evitando di essere visti e a Novembre, dopo più di mille miglia percorse, raggiunsero il New Mexico. Lì i due si divisero e Massai si nascose nella Black Range.


Massai , Apache Kid e Rowdy

Da qui, dopo aver vagato per qualche tempo nelle montagne, Massai calò nella riserva mescalero e rapì una donna, Zanagoliche, che divenne sua moglie.
Angie Debo scrisse che “nella loro ben strutturata divisione del lavoro un uomo senza una moglie che preparasse il cibo e i vestiti era seriamente handicappato quanto una donna senza un marito che provvedesse a lei. Storie di fuorilegge solitari nascosti sulle montagne che scendevano per rapire donne sono frequenti nella storia apache. La donna accettava la situazione e c’erano casi di matrimoni stabili nati in questo modo”.
Massai sapeva che sarebbe stato presto inseguito, così fuggì in Arizona; lì la sua incredibile storia e la sua fuga dal treno diventarono presto sapere comune dei cittadini e nel 1889 una taglia era stata messa sulla sua testa.
Le sue gesta sono state spesso confuse con quelle di altri Apaches fuorilegge, sia durante la sua vita che nella letteratura a lui dedicata. Soprattutto le gesta attribuite a Massai erano spesso quelle compiute da un altro famoso “fantasma”, Apache Kid. In “Al Sieber chief of scouts”, Dan L. Thrapp attribuisce al Kid numerosi omicidi e rapimenti e a Massai uno solo. In effetti, nel 1892 una ragazza White Mountain, Natastele, venne rapita e sua madre uccisa da una pallottola.


Natastele in un ritratto di F. Remington

La pista del colpevole (scoperta da Mickey Free), che conduceva una giumenta con in sella la ragazza, portava nelle vicinanze del campo di Alchesay, vicino Forestdale e si pensò inizialmente che il fatto rientrasse nell’ambito di una faida di sangue esistente tra la gente di Natastele e quella di Alchesay. Ma quando la ragazza fu rilasciata, l’anno dopo, si apprese che il rapitore era l’elusivo Massai.
Un autore sostiene che Massai si trovava, nel Maggio 1896, in una rancheria nel Guadalupe canyon, insieme ad un altro Apache, Adelnietze, e a tre donne. Assaliti dai soldati, Massai riuscì a fuggire illeso, mentre Adelnietze, ferito, morì poco dopo.
Nel libro “Apache vengeance” di Hayes, Massai è implicato come l’assalitore di quattro donne e fuggì con la più giovane dopo averne uccisa una e ferite le altre due. Malgrado a Massai siano stati attribuiti vari crimini, egli rimase con Zanagoliche fino alla sua morte ed ebbero sei figli (quattro secondo Thrapp).
Il profilo severo di Massai
Sempre secondo il libro di Hayes, nell’Aprile 1889, Massai può essere stato l’autore di un furto di cavalli presso il Cross S Ranch, a nord-est di Globe e della successiva uccisione di un taglialegna nelle Pinal mountains, Sabino Quiroz, mentre il partner di questi, Joe Guerena, era vicino e riuscì a nascondersi.
Nel 1911, secondo Alberta Begay, penultima figlia di Massai e Zanagoliche, il padre era stato costretto ad uccidere un uomo bianco, il cui cavallo fuggì. Nel tentativo di riprendere l’animale, Massai incorse in una posse e fu colpito. Suo figlio maggiore vide e tornato da sua madre riferì che non sapeva se era ancora vivo o meno. Zanagoliche rimase mascosta coi suoi figli; il mattino seguente, prudentemente, raggiunse il campo dei bianchi, che trovò abbandonato.
Qui, in un falò non ancora spento, rinvenne una pila di ossa umane e una fibbia da cintura che riconobbe come quella di suo marito. Seguendo ciò che Massai le aveva detto, Zanagoliche riuscì a tornare alla riserva mescalero. Alberta Begay cedette poi la fibbia ad Eve Ball. Durante la permanenza di Massai sulle montagne le storie su di lui e le sue gesta si moltiplicarono, anche se spesso si trattava di leggende non sostanziate da prove convincenti.


L’arresto di Massai in un quadro di Remington

Secondo i documenti del suo arruolamento negli scouts, Massai era alto 1,73 metri, aveva capelli neri e carnagione scura, rameica.
Nel XX secolo Massai divenne ancora più famoso dopo la pubblicazione del romanzo di Paul Wellman, “Bronco Apache”, avvenuta nel 1936, da cui venne tratto un famoso film “Apache” (“L’ultimo Apache”) con Massai interpretato da Burt Lancaster.
Betzinez rese chiaro che Massai non era considerato un guerriero particolarmente eminente dalla sua gente, ma solo un Apache nella media. Comunque, medio o no, le sue gesta e la sua carriera sono considerate quasi uniche da molti uomini bianchi.

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