Gli indiani

AnasaziGuerrieri indiani
Nativi d’America. Così si dovrebbero chiamare gli Indiani d’America.
Nella zona delle Grandi Pianure erano stanziate molte nazioni indiane. Per nazione si intende un insieme di tribù o di famiglie. Esse presentavano caratteristiche simili: erano nomadi, basavano là propria economia sul bisonte, usavano armi adatte alla caccia dei grandi animali, utilizzavano bestie da soma (prima il cane, poi il cavallo), erano abilissimi cavalieri.
Queste caratteristiche sono state assunte in epoca recente, quando ormai i bianchi erano approdati nel Nuovo Mondo e la loro presenza aveva irrimediabilmente trasformato le culture dei Nativi.
Nelle pianure vivevano, tra le altre, le nazioni dei Sioux, degli Cheyenne, degli Arapaho, dei Comanche, dei Crow, dei Kiowa e degli Apache.
Two Hatchets, un KiowaTwo Hatchets, un Kiowa
La grande nazione Sioux occupava una vasta zona che dal Minnesota arrivava fino alle Colline Nere ad Ovest e a Sud al fiume Batte, mentre a Nord non si spingeva oltre il fiume Missouri.
Oggi in questi territori si trovano gli Stati del Wyoming, del Dakota del Nord e del Sud, del Montana, del Nebraska e del Minnesota.
Il vero nome dei Sioux (termine derivante da una parola indiana che significa nemici) è Dakota, nel dialetto delle tribù orientali, e Lakota, in quello delle tribù occidentali: hanno entrambe lo stesso significato, cioè alleati. I Sioux erano divisi in tribù tra le quali possiamo ricordare i Santee, gli Oglala (il cui nome significa, nel loro linguaggio, Coloro che stanno nel mezzo), i Minneconjou (Coloro che se minano lungo il fiume), i Piedi Neri (da non confondersi con la tribù anch’essa chiamata Piedi Neri, che non apparteneva al gruppo Sioux ed era stanziata più a occidente), gli Hunkpapa (gole tagliate), i Brulé (in francese significa bruciato, scottato), i Senza Arco e i Due Pentole.

Un Blackfoot col suo cavallo
Un Blackfoot col suo cavallo

Alla famiglia dei Sioux, ma loro acerrimi nemici, apparteneva anche la tribù dei Crow, stanziata nella porzione orientale dell’attuale Stato del Montana. Alleati dei Sioux erano gli Cheyenne, chiamati dai primi «Sha-hi-ye-na», «il popolo dal linguaggio straniero», mentre nella loro lingua essi erano i «Tsis-tis-tas», «il popolo magnifico». Erano confinanti dei Sioux negli Stati del Wyoming e Montana, essendo stanziati tra i fiumi Yellowstone e Platte; un altro gruppo occupava lo Stato del Kansas, sull’alto bacino del fiume Arkansas.


Un gruppo di guerrieri Cheyenne

Nemici dei Sioux e degli Cheyenne e loro vicini erano i Pawnee (il nome significa «Corno» e deriva dal particolare modo di acconciarsi i capelli). A Nord degli Cheyenne vi erano i loro alleati Arapaho, mentre a Sud, nell’attuale Oklahoma, vivevano i Comanche e i Kiowa. Negli Stati più a Sud vi erano gli Apache e i Navajo.
Un PawneeUn Pawnee
Gli Apache occupavano una vasta zona compresa tra gli attuali Stati dell’Arkansas, dell’Arizona, del Nuovo Messico e del Messico. Essi non possono essere considerati una nazione come quella dei Sioux, in cui le varie tribù avevano contatti politici tra loro. La divisione dei gruppi e dei sottogruppi raramente prevedeva le situazioni di solidarietà, a meno che non vi fossero legami di parentela.
Nel sud-ovest vi erano gli Apache. Vi erano quattro tribù principati: i Chiricahua, i Mescalero, i Lipan, gli Jicarilla. Esse erano divise in gruppi e sottogruppi che a loro volta si frammentavano in piccole bande. I Chiricahua occupavano il Sud-Ovest del Messico; a questa tribù apparteneva la banda dei Mimbreno.
Nel Nuovo Messico erano stanziati i Mescalero, divisi in sottogruppi, tra i quali figurava quello degli Aravaipa.
Un ApacheUn Apache
Infine, più a settentrione, nel territorio compreso fra i fiumi Pecos, Rosso e Arkansas, vi erano gli Apache delle praterie, con molti punti di contatto con le tribù del nord.
I Navajo occupavano l’attuale Stato dell’Arizona. Erano un tranquillo popolo che» a differenza degli indiani delle grandi pianure, aveva dimora stabile, non essendo nomadi. Erano dediti all’allevamento di capre, montoni e, in seguito, di pecore. Con la lana prodotta da questi animati, debitamente colorata, venivano tessute delle bellissime coperte, ancora oggi confezionate e vendute.
Tutti gli Indiani delle pianure praticavano la pittura. La loro espressione artistica è legata principalmente al culto religioso.
Un uomo della medicina del popolo Navajo
Gli sciamani incidevano sulla roccia gli animali mitici, quali l’Uccello del Tuono, che mettevano in comunicazione gli uomini con gli Spiriti sovrannaturali, oppure rappresentavano loro stessi nell’atto di compiere le cerimonie religiose.
Non avendo scrittura, il disegno non era solo un mezzo decorativo, ma anche fondamentale per tramandare le pratiche religiose, gli avvenimenti, i racconti e le leggende della tribù da una generazione all’altra.
Tipici, soprattutto dei Sioux e dei Kiowa, erano i calendari: anno dopo anno venivano «annotati» gli avvenimenti salienti accaduti al gruppo o al singolo. Sulle pelli di bisonte o di daino, opportunamente trattate, venivano dipinte, con fratto molto stilizzato, scene di caccia, di combattimenti. Simboli geometrici o feticci venivano disegnati sugli scudi che proteggevano gli uomini in battaglia, sui vestiti da cerimonia, sui tepee, sui tamburi di pelle usati nelle danze tribali.
I colori usati erano il marrone, il rosso, il giallo, l’azzurro, il verde, il nero. Erano ricavati da argille colorate e dalle radici delle piante. Tutte le tribù si dedicavano anche alla produzione di ornamenti, dapprima ricavati da materiali naturali reperibili sul luogo, quali, fra gli altri, aculei di porcospino appiattiti e colorati. Quando i commerci con i bianchi divennero più frequenti, vennero usate le perline colorate e le conchiglie per decorare i vestiti e altri oggetti.
A causa del loro nomadismo, per gli Indiani delle pianure, non abbiamo espressioni architettoniche o oggetti in ceramica. Questi si trovano solo nella parte meridionale degli Stati Uniti, dove, tra l’altro, più forte fu l’influsso messicano.
In epoche ben precedenti a quella in questa sede considerata, gli Anasazi (in Navajo significa «l’antica gente», perché li precedettero nei territori da loro occupati), chiamati Pueblo dagli Spagnoli (pueblo significa, non a caso, villaggio), costruirono vere e proprie città-fortezza: sfruttando spaccature nella roccia, edificarono case in mattoni a più piani. Erano senza porte, vi si accedeva da un’apertura del tetto tramite una scaletta asportabile.
Tolta questa la casa era inaccessibile: questo, e il fatto che era praticamente impossibile scorgere l’insediamento, rendeva l’abitato praticamente inespugnabile. Si possono ancora ammirare queste costruzioni a Cliff Palace e a Mesa Verde nel Colorado, a Pueblo Bonito nel Nuovo Messico, nel Canyon de Chelley in Arizona.
Ma gli Indiani delle Pianure erano nomadi nell’epoca storica che segnò la loro fine: non potevano dedicarsi all’arte fine a se stessa, non costruivano oggetti in ceramica o case.

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