I carri nel vecchio west

A cura di Gaetano Della Pepa


I carri di trasporto più comunemente usati era i Conestoga, sviluppati in Pennylvania dai discendenti dei coloni Tedeschi. Erano larghi, pesanti ed avevano il fondo simile a quello delle barche, con i bordi ad angolo e il pavimento incurvato nel mezzo, in modo che i barili trasportati non potessero rotolare fuori quando il carro stava scalando o scendendo lungo una collina. Avevano una copertura di tela resistente all’acqua per proteggere il carico. I Conestoga erano trainati da gruppi di sei od otto cavalli e potevano trasportare fino a 5 tonnellate.
I commercianti sulla pista di Santa Fè adottarono il carro Conestoga per la sua resistenza e le sue dimensioni, però i carrettieri si accorsero che era preferibile adoperare buoi o muli poichè le immense distanze e la scarsità di acqua potabile lungo la pista impediva l’uso dei cavalli come animali da tiro.
Anche perchè i buoi ed i muli non erano bestie troppo gradite dai razziatori pellerossa. Per trainare i carichi più pesanti venivano usate fino a due dozzine di buoi o di muli. Spesso un secondo carro era attaccato dietro al primo come un rimorchio.


Pionieri in viaggio

I viaggiatori sulla pista dell’Oregon per contro impararono presto che i carri Conestoga erano troppo grandi per le loro esigenze. Gli enormi e pesanti carri sfiancavano anche i buoi più robusti, prima ancora di aver completato due terzi del viaggio. La risposta al loro problema venne con il Prairie Schooner (carro dei pionieri o – letteralmente – goletta della prateria), una versione ridotta, grande la metà del carro Conestoga. Misurava di solito circa 120 cm di larghezza e circa 3 metri e mezzo di lunghezza. Con l’asta ed il giogo attaccati la sua lunghezza arrivava a circa 7 metri. Con la copertura raggiungeva un’altezza di circa quattro metri ed il passo arrivava ad un metro e mezzo. Vuoto pesava circa 600 Kg e poteva essere smantellato per essere riparato lungo la strada.


Un carro completo di… stufa!

Gruppi di 4 o 6 buoi oppure tiri da 6 o 8 muli erano sufficienti per portare questi carri fino a destino. I più famosi costruttori furono i fratelli Studebacker ma anche altre ditte si specializzarono nella costruzione di carri per emigranti come Murphy o De Osnabourg. Un Prairie Schooner tenuto bene offriva riparo quasi come una casa. La cassa del carro (fondo o letto) era fatta con legno resistente per evitare che si ritirasse nell’aria secca delle pianure e dei deserti che gli emigranti dovevano attraversare. Era profondo dai sessanta ai novanta cm e con un po’ di catrame poteva essere facilmente reso impermeabile e galleggiare attraverso fiumi tranquilli.


In transito nelle grandi pianure

Le assi laterali erano smussate verso l’esterno per impedire alla pioggia di passare sotto i bordi della copertura e per aiutare a tenere fuori l’acqua durante un guado.
Il corpo del carro era montato sopra due coppie di ruote di differente misure, quelle posteriori misuravano circa 130 cm mentre le ruote anteriori arrivavano ad appena un metro. Le anteriori,più piccole,consentivano di avere un gioco supplementare permettendo al carro di fare delle curve più strette di quanto altrimenti avrebbe potuto fare senza dovere aver bisogno di un lavoro ulteriore di carpenteria per mantenere in pari la base del carro. Tutte le quattro ruote avevano coperture di ferro per proteggere i cerchioni di legno,che invece erano fatte con legno robusto per evitare il restringimento. In ogni caso, molti emigranti presero l’abitudine di lasciare a mollo le ruote del carro in fiumi e sorgenti durante la notte, perchè non era difficile che l’aria secca ed il caldo facessero restringere il legno così tanto che le coperture di ferro si staccassero dalle ruote durante il giorno.
Assi di legno ricurve tenevano su i pesanti teli di copertura. Le lunghe e dritte assi venivano tenute a mollo finchè il legno poteva essere facilmente piegato a forma di “U” e lasciate ad asciugare lentamente in quella posizione.


Il classico schema costruttivo. Clicca per ingrandire!

Se il lavoro del falegname era fatto in maniera giusta le assi conservavano la giusta curvatura. Ciò era molto importante per gli emigranti: se le assi arcuate del carro erano troppo sotto tensione potevano staccarsi e strappare la copertura mentre il carro saltava e dondolava sul terreno accidentato. Le coperture erano di solito costituite di cotone ripiegato in due o più strati per renderlo impermeabile. Solo raramente erano dipinti, perchè la colorazione faceva indurire il tessuto e ne causava la rottura. La copertura era sempre ben assicurata contro il vento e i suoi bordi erano sovrapposti e venivano srotolati per tenere fuori la pioggia e la polvere. Su alcuni carri la copertura era anche angolata verso l’esterno anteriormente e posteriormente per aggiungere ulteriore protezione all’interno del carro.
Pur essendo questi carri piccole meraviglie di progettazione, inevitabilmente si rompevano e si guastavano a causa della difficoltà e della lunghezza del viaggio. L’equipaggiamento per effettuare le riparazioni durante il viaggio era portato in un contenitore situato normalmente sotto il sedile del guidatore o attaccato ad un fianco del carro.


Assetto di viaggio

Conteneva, bulloni, seghe, raggi di legno per le ruote, matasse di filo di ferro, trapani
e vari utensili nonchè una leva a cric per sollevare il carro durante la sostituzione o la riparazione di una ruota. Alle fiancate del carro erano sistemati i barili con l’acqua, una zangola per il burro, pale, accette, segoni, scale, un secchio col catrame, un altro con il grasso per i mozzi delle ruote. Sovente c’era anche una cassa con dentro il fieno, munita di un’apposita fessura per nutrire il bestiame. Non mancava mai anche una gabbia per il pollame. Legati dietro il carro seguivano i buoi o i muli di scorta, la vacca o la capra per il latte e qualche volta anche un fedele cane. Un carro completo doveva essere una visione particolare, specialmente con una gabbia piena di galline multicolori e chioccianti che facevano un baccano tremendo ogni volta che il carro urtava contro una roccia o sobbalzava su un sasso o un fosso.


Uno chuck wagon

C’era una sola coppia di ammortizzatori su un Prairie Schooner ed era situata sotto il sedile del guidatore. All’interno del carro e senza gli ammortizzatori il viaggio era particolarmente scomodo per cui i pionieri preferivano viaggiare a piedi, riparandosi all’ombra del carro. Alcuni tratti della pista erano così accidentati che si poteva riempire la zangola del burro con il latte fresco del mattino e trovare alla sera il burro fatto grazie al sobbalzare del carro.
Il conducente doveva per forza stare a cassetta e nonostante gli ammortizzatori non sopportava per lungo tempo quella posizione, sopportabile ma non troppo comoda, per cui gli veniva dato il cambio nel corso della giornata. La leva del freno era di solito collocata in modo da poter essere azionata dal conducente con il piede o anche da qualcun altro che camminava di fianco al carro. La meccanica era fatta in modo che il blocco del freno rimaneva posizionato contro la ruota anche una volta rilasciata la leva.


Ampia attrezzatura

Però questi carri, costruiti specificatamente per i lunghi viaggi dei pionieri, avevano dei costi abbastanza elevati e per tale ragione molti emigranti affrontavano le piste verso l’Ovest con dei semplici carri da fattoria coperti da un telo. Tali carri da fattoria, pur essendo simili sotto molti aspetti ai Prairie Schooners, non offrivano le stesse garenzie di stabilità, efficienza, riparo e manovrabilità.

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