Nuvola Rossa (George E. Hyde)

Centenario della morte di Nuvola Rossa (10-12-1909 / 10-12-2009)

A cura di Sergio Mura

Questo è un libro non biografico, ma storico. Parte dalla storia di Nuvola Rossa per discutere di riserve.
Devo dire la verità: a me non piace quasi niente l’impostazione di fondo che è la forte volontà di convincere gli americani del 1937 che la storia delle guerre con i Sioux è stata causata dai pellerossa che non volevano integrarsi all’uomo bianco.
Un’impostazione fasulla da demolire casomai con ogni sforzo, eppure un modo di fare che ha avuto consensi anche per l’abilità con cui in questo libro vengono osannati i Sioux che hanno “scelto” di vivere nelle riserve. Naturalmente la verità è che i bianchi hanno costretto i pellerossa a stare nelle riserve, lontani dal loro modo di essere e ridotti ad accattoni e ubriaconi, incapaci di provvedere alle proprie famiglie disgregate.
L’attenzione dell’autore si è concentrata su due capi: Nuvola Rossa e Coda Chiazzata. Benché l’autore sia certamente “dalla parte degli Indiani”, non si pone alcun problema a sottolineare gli errori o i lati meno nobili del loro carattere: le invidie, le ambizioni, le decisioni sbagliate che contribuirono alla rovina di quel grande popolo. Hyde rilegge alcuni dei più famosi e importanti episodi della storia indiana, dalla nascita di Fort Laramie, alla battaglia di Rosebud, dallo sterminio dei bufali, al massacro di Little Big Horn. Non mancano i personaggi di questa tragica epopea: Toro Seduto, Cavallo Pazzo, il generale Custer, il presidente Grant.

Titolo: Nuvola Rossa e il suo popolo

Autore: George E. Hyde

Editore: Bompiani

Data di Pubblicazione: 2001

Collana: Bompiani overlook

Pagine: 406

Rilegatura: Brossura leggera

Prezzo: € 14,46

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Commenti

3 Risposte a “Nuvola Rossa (George E. Hyde)”

  1. Jinlian, il 8 aprile 2008 14:26

    Secondo me il recensore è stato troppo severo con George Hyde, che, non dimentichiamolo, ha operato principalmente nella prima metà del XX secolo. Prima di tutto, le opere di Hyde a tutt’oggi costituiscono un riferimento imprescindibile per chiunque voglia fare ricerche sulla storia dei Lakota, vista la mole di dati e informazioni che Hyde ha ottenuto da fonti primarie (giornali, documenti e interviste che commissionava a terzi, non potendo condurle di persona visto che era sordo e negli ultimi anni quasi totalmente cieco). In secondo luogo, Hyde risulta, per i suoi tempi, straordinariamente moderno nel suo rappresentere i nativi americani come leader, guerrieri, politici a livello pari a quello delle loro controparti americane, senza cadere nella rappresentazione stereotipata del “barbaro selvaggio” tanto in voga a quei tempi (falsa almeno quanto quella del “buon selvaggio” che va invece di moda ora). Da non trascurare il fatto che poi il libro risulta scritto molto bene e quindi una lettura piacevole, a prescindere che si condivida o meno il punto di vista dell’autore.
    Una critica ragionevole che può invece essere mossa a questa e altre opere di Hyde è quella di aver tralasciato totalmente il punto di vista dei nativi a partire dalla loro cultura e dal loro modo di giudicare fatti ed eventi; questo avrebbe richiesto però anche una ricerca antropologica che a quei tempi si riteneva non necessaria per lo storico di professione e che comunque sarebbe stata difficile per Hyde, a causa delle sue particolari condizioni fisiche.
    Un libro quindi da leggere, certamente accompagnato da altre risorse più moderne e complete per quanto riguarda l’interpretazione dei fatti storici, ma certamente da non perdere per chiunque si interessi della storia dei Lakota.

  2. bisonte, il 12 aprile 2009 11:58

    Anch’io ritengo il giudizio del recensore troppo negativo.
    Occorre infatti ricordare, ad esempio, che è un libro STORICO con i fiocchi sui Lakota in generale e gli Oglala in particolare, al di là dei giudizi personali
    dell’autore.

  3. Sergio Mura, il 12 aprile 2009 22:48

    Avete ragione! Rileggendo la recensione mi sono reso conto di essermi fatto trascinare dal momento e dalla rabbia.
    La recensione è piuttosto vecchia ed è stata solo aggiornata. A quel tempo ricordo di essere rimasto di sasso nel leggere un libro interamente impiantato sul punto di vista dei bianchi e questo, allora, mi è risultato inaccettabile.
    Oggi, con molti anni in più sulle spalle, non sono più certissimo del mio parere.
    Grazie dell’implicito invito alla rilettura.

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