San Vicente (Bolivia): erano Butch e Sundance i banditi uccisi?

A cura di Omar Vicari

Butch e Sundance in fuga
Attorno al mese di Agosto del 1908 i dispacci dell’Agenzia Pinkerton riferivano la presenza di Butch Cassidy e Sundance Kid presso la città di Tupiza in Bolivia. Quella zona era frequentata all’epoca anche da altri fuorilegge nord americani. I due membri del Mucchio Selvaggio stavano lavorando presso la “San Juan Oro Dredging Company”, quindici miglia a sud della città sotto la supervisione dell’ingegnere inglese A. G. Francis.
Francis conosceva Sundance con lo pseudonimo di Frank Smith e Butch con quello di George Lowe e non sapeva che i due erano lì per pianificare una rapina alla vicina banca di Tupiza.
Butch e Sundance furono costretti a rinunciare al colpo a causa dell’insediamento in città di un reparto di cavalleria che aveva preso alloggio nell’hotel proprio accanto alla banca.
Il 4 Novembre 1908, due uomini ben armati rapinarono la carovana di muli che trasportava le paghe dei minatori dell’Aramayo and Frank Mining Company.
La carovana era condotta da Carlos Pero assieme al figlio Mariano e a Gil Gonzales. Per quanto riguarda i due banditi, esistono discrepanze circa la loro descrizione e i dettagli della rapina.
Un resoconto del fatto identificava i due fuorilegge come americani, in un altro invece si leggeva che uno dei due era americano e il secondo cileno.
Due giorni più tardi, il 6 Novembre 1908, due uomini che si pensava fossero quelli della rapina all’Aramayo Company, furono uccisi in uno scontro a fuoco con i soldati nel piccolo villaggio minerario di San Vicente.

La vera identità dei due fuorilegge è stata discussa per anni. Qualcuno avanzò l’ipotesi che i due potessero essere due fuorilegge nord-americani che rispondevano ai nomi di Butch Cassidy e Harry A. Longbaugh alias Sundance Kid. Quella però era solo una ipotesi, perché i due banditi morti non furono identificati. I due fuorilegge furono sepolti in tutta fretta in due tombe senza nome nel piccolo cimitero locale.
Sull’identità dei due fuorilegge uccisi, molte domande rimangono ancora oggi senza risposta a distanza di più di cento anni.
Le autorità aprirono una inchiesta e il primo testimone chiamato a riferire dei fatti fu Remigio Sanchez, un minatore di San Vicente.
Egli affermò di aver visto nel pomeriggio del 6 Novembre, più o meno alle 6,30, due gringos su due muli arrivare a San Vicente, un paese sperduto sulla Cordigliera a 14,500 piedi di altezza. Quello non era certo il posto per passare la notte all’addiaccio. Sanchez disse che i due chiesero a un uomo del posto, certo Bonifacio Casasola, dove potessero passare la notte. Questi indirizzò i due uomini da Cleto Bellot, il sindaco del paese, il quale a sua volta li consigliò di ritornare da Casasola e di passare la notte in casa sua dato che in paese non esisteva una locanda.
Bellot si premurò di mandare Casasola a comperare le bevande che i due gringos volevano con i soldi che uno dei due aveva dato a Casasola.


San Vicente (Bolivia), come appare oggi

Il sindaco, a sua volta, insospettito dai muli dei due gringos che sembravano quelli rubati alla Aramayio Mining and Company due giorni prima, andò a riferire la presenza in paese dei due stranieri ad alcuni agenti di polizia giunti poche ore prima dalla città di Uyuni. Il distaccamento di polizia era composto dal Capitano Justo P. Concha, dall’ispettore di polizia Timoteo Rios, dal soldato Victor Torres e da un altro soldato il cui nome non è noto. Questi poliziotti erano per l’appunto sulle tracce dei fuorilegge della rapina all’Aramayo Company.
L’ispettore di polizia Rios e i soldati entrarono nel patio buio della casa, ma all’ingresso un colpo di pistola raggiunse Torres nel collo. Sebbene mortalmente ferito e indietreggiando, Torres riuscì a sparare un colpo verso l’interno della casa. Anche gli altri spararono da debita distanza diversi colpi verso i due banditi. Lo scambio di colpi continuò sino a che, calata la notte, non si sentì più nulla.
Il mattino dopo, su ordine del capitano Concha, Bonifacio Casasola entrò in casa sua dove trovò i corpi dei due gringos esanimi. Uno dei due, il più piccolo di statura, era disteso sul pavimento con un proiettile in testa e un altro in un braccio. Anche l’altro, il più alto, era morto con un proiettile in fronte e molti altri nel braccio. Nelle tasche dei due fuorilegge furono trovati vari oggetti personali oltre a monete americane e boliviane e una mappa della Bolivia. I due erano armati con pistole Colt e una carabina Winchester oltre a numerosi proiettili. Nella tasca di uno dei due fu trovato anche un dizionario inglese e questo fatto fece nascere il primo dei tanti dubbi. Se i banditi fossero stati nord-americani, perché avrebbero dovuto avere quel tipo di dizionario?. Non era forse possibile che uno dei due potesse essere cileno e che per tale motivo avesse avuto bisogno di quel dizionario?.Inoltre i vestiti dei due fuorilegge non corrispondevano a quelli descritti dalle vittime della rapina dell’Aramayo Company appena due giorni prima.
Il 31 Luglio 1909, il vice console americano in Cile Frank Aller, al quale in passato Sundance si era rivolto per un aiuto col nome di Frank Boyd, scrisse all’ufficio americano a La Paz (Bolivia) dicendo di aver sentiro di due americani, tali Frank Boyd e Maxwell, uccisi a San Vicente. Egli richiese di investigare il fatto e conseguentemente i certificati di morte. Nei primi mesi del 1911, egli ricevette dal governo boliviano un documento e i certificati di morte dei due banditi i cui nomi però erano rimasti sconosciuti.


L’edificio dove si verificò lo scontro. Le persone ritratte sono parte di una commissione governativa

Nel 1924, Frederick R. Bechdolt pubblicò un libro titolato “Tales of the Old-Timers” e parlò della morte di Butch e Sundance in Argentina nel 1906 sulla base di una informazione ottenuta dal precedente governatore del Wyoming W. A. Richards. Come si può vedere, non corrisponde né la data e né tantomeno il posto.
Ad aumentare la confusione sulla sorte di Butch e Sundance, ci fu la morte di due altri fuorilegge americani, tali William Wilson e Robert Evans uccisi nel Dicembre del 1911 in Argentina.
Molti pensarono di identificare Butch e Sundance con questi due ultimi desperados e i giornali dell’epoca riportarono che gli ex fuorilegge del Mucchio Selvaggio erano stati uccisi in Argentina.
Gli schedari dei Pinkerton indicano che l’Agenzia non sapeva cosa fosse successo in realtà a Butch e Sundance. Essi tennero copie di differenti documenti nei loro schedari per molti anni.
Nel 1914, l’Agenzia ricevette l’informazione che Cassidy era tenuto prigioniero in Chile, catturato dopo un a rapina in banca. I Pinkerton scrissero agli ufficiali del posto chiedendo una foto del prigioniero. Nessuna ulteriore informazione venne riferita.
I due ricercatori Dan Buck e Anne Meadows che iniziarono a interessarsi nel 1985 alla sorte di Butch e Sundance, asseriscono che ci sono ancora moti dubbi sul fatto che i due banditi uccisi a San Vicente fossero davvero loro.
Per esempio Harry Longbaugh (Sundance Kid) pare fosse in corrispondenza con la sorella Samanna in Pennsylvania e che il carteggio terminasse dopo lo scontro del 1908. Questo deporrebbe effettivamente per la morte di Sundance, ma altre fonti dicono che la corrispondenza ebbe fine attorno al 1905, cioè tre anni prima dello scontro a San Vicente del 1908.
Ad aumentare la confusione, esiste un’altra fonte che indica che la sorella Samanna rimase in corrispondenza col fratello sino al 1915, suggerendo l’idea che Sundance potesse essere ancora vivo dopo il 1908.
Insomma il mistero rimane e non se ne verrà mai a capo forse. Per alcuni comunque la sorte dei due finisce con lo scontro a San Vicente, per altri invece il caso necessita di ulteriori ricerche.
Nel Dicembre 1991, una squadra di scienziati e ricercatori esumarono i resti di quelli che si credeva fossero i corpi dei due banditi uccisi a San Vicente.
Larry Pointer, uno dei ricercatori, scrisse in proposito che i resti di due Caucasici maschi adulti furono recuperati da due fosse vicine. Entrambi avevano danni ai teschi compatibili con le ferite da proiettili descritte nell’articolo di Arthur Chapman del 1930.
Molti caratteri fisici di uno dei due teschi erano simili a quelli di Sundance Kid grazie alla tecnica di sovrapposizione della video immagine del teschio con la foto del fuorilegge nell’archivio dei Pinkerton.


La famosa foto in cui appaiono sia Sundance che Butch

Tuttavia, quando fu estratto il DNA dai resti dei due teschi e comparati con il DNA dei discendenti dei due fuorilegge, si vide che i vari marker non combaciavano. L’accertamento si concludeva affermando che i due banditi uccisi quel giorno a San Vicente non erano Butch Cassidy e Harry A. Longbaugh, alias Sundance Kid.
Alcuni, non convinti, sostengono però che sono stati dissotterrati i resti sbagliati e che Butch e Sundance siano stati realmente inumati in tombe non marcate.
Così le risposte alla questione se Cassidy e Sundance siano stati uccisi quel giorno a San Vicente rimangono insolute e probabilmente non si arriverà mai a una risposta certa.
Esistono però d’altra parte le testimonianze di persone che hanno rivisto Butch Cassidy attorno agli anni 1920/30. La stessa sorella di Butch, Lula Betenson Parker, arrivata a vivere sino al 1980, ha affermato che suo fratello è realmente tornato negli Stati Uniti. Lo poteva affermare con sicurezza visto che Butch le fece visita nel 1925.

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