Enrico Tonti, emigrato italiano, esploratore francese

A cura di Pietro Costantini

Enrico Tonti
Enrico Tonti è un personaggio quasi sconosciuto in Italia. Eppure fu uno dei più importanti pionieri del Nord America, a cavallo dei secoli XVII e XVIII. Nacque nel 1649 o 1650 a Gaeta (anche se alcuni lo dicono nato in Francia). Era figlio di Lorenzo Tonti, banchiere e governatore di Gaeta, uomo di fiducia del principe romano Ludovisi e cospiratore con lo stesso contro il regno di Napoli, governato dal duca d’Arcos, vicerè di Spagna. Dopo il fallimento della conseguente rivolta popolare, guidata da Masaniello, Lorenzo Tonti si rifugiò (intorno agli anni dal 1647 al 1650) presso il cardinale Mazzarino in Francia, ove ricevette un titolo nobiliare ed un prestigioso incarico di alta finanza.
Purtroppo, forse per il fallimento di un suo progetto precursore delle assicurazioni sulla vita, finì in carcere alla Bastiglia nel 1669, e ne uscì dopo otto anni.
Morì in miseria a Parigi nel 1695.
Di fisico asciutto e dallo sguardo sfuggente, Enrico Tonti fu dapprima cadetto nell’esercito francese, poi divenne ufficiale della marina, luogotenente, scrittore, ma soprattutto fu un tenace e leggendario esploratore ed un ottimo amministratore. Il suo ricordo è ancora vivo negli Stati Uniti, dove nel 1898, nello Stato dell’Arkansas, fu fondata una città denominata in suo onore Tontitown.
In Francia Enrico Tonti, sin da giovanissimo, si era arruolato come cadetto e nel 1670-1674 ricopriva il grado di Guardiamarina a Marsiglia e a Tolone. Aveva combattuto sette campagne di guerra, di cui quattro a bordo di vascelli da guerra e tre sulle galere del Re, distinguendosi per le sue doti militari, tanto che nel 1677 a Messina fu promosso sul campo Capitano in seconda.
La posizione di Tontitown
In una di queste operazioni militari in Sicilia, mentre il nemico attaccava la Porta di Libisso (Messina) perse la mano destra a causa dello scoppio di una granata. Catturato dagli Spagnoli, fu condotto prigioniero a Milazzo, detenuto per sei mesi ed infine scambiato con il figlio del Governatore di Messina. L’incidente non intaccò minimamente il suo morale e non lo disviò dai suoi ideali di vita militare. Senza perdersi d’animo si fece sostituire l’arto mutilato con una protesi in metallo rivestita da un guanto. Rientrato in Francia ricevette dal Re un compenso straordinario di 300 Libbre quale riconoscimento del suo valore e della sua opera, e si conquistò inoltre l’ammirazione del Principe di Condé, che lo mandò in America al seguito del cavaliere De La Salle di Rouen di cui divenne uno dei più fidi collaboratori e leale esecutore dei suoi straordinari progetti.
Il 14 Luglio 1678 Enrico Tonti si imbarcò con il La Salle sul Saint Honorè, bastimento di 200 tonnellate di stazza alla volta dell’America. La spedizione era costituita da trenta uomini, alcuni soldati ed un sacerdote, padre Hennepin. Dopo una navigazione tempestosa, il 20 agosto avvistarono l’isola di Terranova e la costeggiarono ed infine il 13 settembre giunsero in Quebec. Ripartirono il 10 novembre, arrivarono a Montreal il 21, e il 24 si imbarcarono con 12 uomini per raggiungere il fiume Niagara. La spedizione aveva lo scopo di costruire un forte e realizzare un’ imbarcazione di una certa stazza in prossimità della foce dello stesso fiume.
René Robert de La Salle
La costruzione del fortino fu affidata a Enrico Tonti. In questa occasione egli fu colpito dalla peste ma ne guarì subito. Si dovettero superare molte difficoltà a causa dell’ostilità delle tribù indiane. Alla fine la nave fu varata e battezzata col nome di Le Griffon e fu il primo vascello a solcare le acque dei Grandi Laghi; misurava 60 piedi di lunghezza ed aveva un ponte rialzato, 2 grandi vele quadrate ed un disegno sulla prua. Era anche armata con cinque cannoni. La nave doveva servire per gli scambi commerciali: La Salle sperava che il profitto di questa impresa servisse per una spedizione nell’interno, lungo il Mississippi. Purtroppo la Francia appoggiava le imprese del La Salle, senza però fornirgli i capitali necessari. Per questo motivo egli fu costretto ad indebitarsi notevolmente.
Nel corso di queste avventurose esplorazioni nel Nuovo Mondo assieme al cavaliere De La Salle il Tonti esplorò la “Luigiana” (poi “Louisiana”) ed ancora, inoltrandosi nelle regioni occidentali dell’America del Nord, discese i fiumi Ohio e Illinois fino a giungere alle foci del Mississippi (nell’anno 1682).
Rappresentazione della nave Le Griffon
In questi quattro anni esplorò anche le regioni di Windsor, Ontario, Detroit, Michigan che furono tutte conquistate in nome del Re di Francia. Durante queste rischiosissime esplorazioni, in cui spesso sopravviveva nutrendosi di granturco, di ghiande e di animali selvatici catturati con le trappole, fu costretto a guerreggiare con i Pellerossa soprattutto con le tribù degli Irochesi e degli Algonchini che credevano che questo viso pallido con una sola mano avesse dei poteri speciali, tanto che si tramandarono per lungo tempo il ricordo delle sue epiche gesta. In queste occasioni egli divenne l’uomo dalla mano di ferro proprio per via della sua protesi metallica.
Nel 1679, dopo aver resistito strenuamente per un intero anno nell’interno del “Forte Crèvecoeur”, con pochi uomini e scarse provviste, all’assedio di una bellicosa tribù di Irochesi, ormai quasi senza speranze, anziché arrendersi, distrusse il fortino, ruppe l’accerchiamento mettendo in salvo gli assediati e riuscendo a raggiungere il De La Salle.
Nel 1680 ebbe l’incarico dal De La Salle di costruire un forte a a Starved Rock, ma abbandonato dai suoi uomini fu costretto a superare l’ostilità dei nativi e a passare l’inverno nel Wisconsin con il La Salle. Successivamente nell’anno 1682 esplorarono il Mississippi e presero possesso di tutte le terre circostanti in nome del Re di Francia; la regione rivendicata racchiudeva i migliori terreni da coltivazione del Nord America. Poi costruì, sempre con La Salle, Fort St. Louis su di un solido terreno roccioso a 150 piedi sul fiume Illinois. Ed ancora col De La Salle organizzò nel 1681 l’esplorazione e la scoperta della valle del Mississippi allora completamente sconosciuta ai bianchi.
Nel 1683-1684 diventò comandante e governatore della città di San Luigi (St. Louis), dove riordinò la colonia degli Illini, mentre il La Salle partiva per la Francia per esporre al re il suo piano di espansione coloniale nella zona del Mississippi, con l’intento di colpire le Colonie Spagnole del Messico Questo era lo scopo ultimo per il quale il Re di Francia mirava al rafforzamento delle colonie del Nord America.
Irochesi
Nel 1686 Tonti seppe che il La Salle, tornato dalla Francia, si era avventurato alla ricerca della foce del Mississippi, senza però avergli inviato notizie. Allora decise di partire alla sua ricerca per aiutarlo nell’impresa. Lasciato un comandante con 31 Francesi nella fortezza di St. Louis, partì alla ricerca del La Salle con 25 soldati e 11 Nativi, muniti di merci, munizioni, utensili e scialuppe. Ma purtroppo l’impresa dovette essere interrotta, in quanto Tonti fu richiamato al nord dal marchese de Denonville, che si trovava in serio pericolo con gli Indiani.
Nel frattempo Tonti (che, giunto in Francia, era diventato Henri de Tonti ) esplorò la costa del Golfo del Messico in ogni direzione e ritornò alla foce del fiume Arkansas. Sempre nell’anno 1686 ottenne la Signoria dell’Arkansas, dove costruendo case e quartieri con tronchi d’albero, costituì una colonia per il suo seguito di soldati francesi, italiani e fiamminghi con le rispettive famiglie. Incentivò l’agricoltura, cedendo anche alcuni terreni ai coloni, tanto che la colonia divenne ricca e florida. Per proteggerla costruì anche il Forte militare di Arkansas Post, che in seguito divenne una vera e propria città, divenuta per un certo periodo anche capitale dello Stato. Il forte venne distrutto dagli Unionisti nel 1863.
Nel 1687 Tonti prese parte ad una spedizione guidata dal Marchese de Denonville contro gli Indiani Seneca, una delle Cinque Nazioni Irochesi.


De La Salle alla foce del Mississippi

Nella primavera del 1688 Tonti rientrò a Fort Saint Louis nell’Illinois, dove incontrò il fratello del La Salle, l’abate Jean Cavelier, che avendo bisogno di denaro per rientrare in Francia riuscì ad ottenere un prestito dal conto del fratello, nascondendo al Tonti la notizia della morte del La Salle. Nel 1689 Tonti apprese dagli Illinois della probabile morte tragica del La Salle. Questi, poiché la Francia era in guerra con la Spagna, stava cercando di assalire le colonie spagnole in Messico. Era un audace esploratore ma non un buon capo: per dissapori con il comandante della nave non riuscì a raggiungere la foce del Mississippi, perse due navi ed un carico di viveri e medicinali, e alla fine fu ucciso dai suoi stessi uomini che lo accusavano di eccessiva arroganza.


Indiani Seneca

Enrico Tonti si pose subito alla ricerca del La Salle nella speranza di poter salvare almeno qualche sopravvissuto, ma senza alcun risultato. Se lo avesse saputo in tempo avrebbe potuto salvare la vita dei componenti del seguito del La Salle, vittime degli Indiani Karankawa di Fort Saint Louis nel Texas, alla fine del 1688. Tuttavia il Tonti inviò un suo messaggero, Jean Couture, tra gli Indiani dell’Est Texas per avere notizie di qualche eventuale superstite, e lo stesso Tonti partì per i territori delle tribù Caddoan nell’ottobre del 1689.


Fort Saint Louis nel Texas

Il Tonti volle tuttavia continuare ancora la ricerca dei suoi compagni spingendosi in Messico dopo aver attraversato l’Arkansas e il Texas, costruendo forti e cercando di pagare i debiti del suo amico. Viaggiando lungo il Red River raggiunse nel 1690 i villaggi Kadohadacho nel nord-est dell’attuale stato del Texas, ove seppe che sette Francesi erano rimasti tra i Nabedache del gruppo degli Hasinai. Abbandonato dalla maggior parte del suo seguito partì alla ricerca di questi sopravvissuti. Giunto a destinazione apprese di una spedizione spagnola e del futuro insediamento di una missione, ma purtroppo gli Indiani si rifiutarono di guidarlo sulle tracce del La Salle o di portarlo a Fort Saint Louis nel Texas che si trovava a ottanta leghe di distanza. A quel punto non aveva più altra scelta che quella di ritirarsi avendo abbandonato ormai ogni speranza ed ogni possibilità di poter ritrovare i suoi amici. Ritornò pertanto in direzione est tra mille difficoltà rischiando di morire di fame e perdendo i suoi preziosi appunti di viaggio.


Pierre le Moyne D’Ibreville e Jean Baptiste le Moyne de Bienville

Tuttavia non tralasciò l’occasione di notare le grandi possibilità economiche della regione che stava attraversando: il Texas.
Agli inizi del 1700 Tonti, che aveva sposato una donna della tribù Illinois, si trovò in ristrettezze economiche a causa del fallimento delle proprie imprese commerciali. Discese allora il Mississippi per prendere contatto con Pierre le Moyne Signore d’Iberville, che l’anno precedente aveva iniziato la colonizzazione della Louisiana, e si pose al suo servizio. Poi passò al servizio del fratello d’Iberville, Jean Baptiste Le Moyne de Bienville con il compito di favorire buone relazioni con gli Indiani.
In questo periodo fece un viaggio in Francia per acquistare provviste per i Coloni francesi. Ritornò in America attraccando nel 1704 a Fort San Louis con la sua nave, il Pelican, portando con sé provviste ed altri coloni. Aveva anche ottenuto dal Re di Francia una onorificenza gentilizia. Purtroppo una nave proveniente da l’Avana portò la febbre gialla, che decimò circa un terzo dei Coloni residenti.
Guerriero Peoria, della confederazione Illinois
Fra i deceduti vi fu anche il Tonti, che morì a Fort Louis nella Louisiana (nei pressi di Old Mobile, a ventisei miglia, su per il fiume Mobile, dall’attuale città), durante un’ennesima esplorazione, il 6 Settembre 1704 dopo trentasei anni al servizio del Re di Francia.
Tuttavia la storia di questa illustre famiglia non finisce con Enrico. È altrettanto importante considerare il ruolo del fratello Alfonso Tonti (o de Tonti) che, nato in Francia a Parigi nel 1650, entrò nella Marina Francese con il grado di sottotenente, e poi seguì il fratello Enrico in America dove, con l’aiuto del cugino Pierre De Lietto, contribuì all’esplorazione della Louisiana. Alfonso Tonti, sposato con Anne Picotte de Belestre dalla quale ebbe otto figli, conobbe a Montreal Antoine Laumet, Signore de la Mothe Cadillac, che gli affidò nel 1697 il comando dell’avamposto di Michillmakinak. Lì si distinse per le sue ottime doti organizzative, mentre l’altro cugino Charles De Lietto continuava l’attività di Enrico nel commercio di pellicce al comando del forte di S. Louis. Poi il De Lietto su ordine del Re avanzò nel territorio degli Indiani Illinois fondando un nuovo forte cui dette il nome di Peoria. Anche Alfonso Tonti si dette al commercio delle pellicce e delle armi per contrastare la colonizzazione inglese.
Alfonso de Tonti agli ordini del nuovo Governatore de La Mothe Cadillac contribuì alla colonizzazione della Louisiana e del Michigan, contraendo buone relazioni con i nativi delle tribù Osage, Ottawa, Huroni, Miami, combattendo contro le tribù dei Mohicani, Irochesi, e Chippewa, e realizzando importanti fortificazioni.
Fort Detroit alla metà del XVIII secolo
Con il Governatore Cadillac riuscì ad arrivare nell’attuale regione sud-occidentale dell’Ontario, navigando da Montreal nella regione dei Grandi Laghi su una flottiglia di venticinque canoe armate da cento soldati e coloni. Nel mese di Luglio 1701 sulle sponde del Lago Erie fondò una postazione militare cui poi venne dato il nome di Detroit.
Sembra che fu proprio il Tonti, nominato luogotenente, a consigliare al Governatore il luogo su cui far sorgere il fortino che doveva avere una primaria importanza strategica nello stabilire il controllo del commercio delle pellicce e nel contrastare le mire espansionistiche britanniche. Questa postazione si trasformò presto in un insediamento urbano, che sarebbe divenuto dopo due secoli la capitale dell’automobile. Terminata la costruzione della fortificazione ripartì per Fort Frontenac rientrando a Detroit nel 1717 assieme alla figlia Teresa, sicuramente la prima bambina europea con sangue italiano nata a Detroit. Dopo la morte della moglie Anna tornò a Montreal ed il 3 maggio 1717 sposò con Marie-Anne Lamarque. Alfonso Tonti morì a Detroit nel 1728.
I figli e i nipoti di Alfonso Tonti seguirono le orme del padre e dello zio: Charles Henry de Tonti aggiunse anche il cognome Lietto a quello della sua famiglia per conservarne la memoria. Entrò nella marina francese, esplorò poi i territori Sioux e nel 1737 fu nominato comandante di Green Bay, nel Wisconsin. I figli Alphonse e Claude Joseph esplorarono i territori del Nord America sotto le insegne del giglio francese.

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