Ambrose G. Bierce, scrittore di guerra

A cura di Laura Sampietro

Il mistero avvolse questo illustre scrittore fin dalla nascita: vi sono ombre non solo sulla sua scomparsa ma perfino sulla sua nascita. Di certo vi è che rimase profondamente colpito dalla Guerra Civile americana e gran parte delle sue opere ne è una concreta testimonianza.
Fu uno scrittore dallo stile inconfondibile, dotato di “lingua tagliente” e sagace, temuto critico giornalistico ed autore di spessore, rivalutato solo dopo molti anni, capace di evocare ambientazioni ed atmosfere fantastiche, orride e cupe. Fece emergere il lato oscuro del Far West, tanto che i suo scritti spaventavano ed attraevano i pionieri del suo tempo.
Fu amico di Mark Twain e seppe differenziarsi dai suoi pochi rivali degni di merito – Allan Poe e H.P. Lovercraft – per lo stile con cui descriveva scene e particolari. Diceva infatti: “Uno scrittore può inventare i caratteri e l’intreccio, ma non deve immaginare alcunché che non possa accadere, pur se l’intera storia è francamente una menzogna.”
Descrisse i momenti della guerra basandosi sulle sue esperienze nella civil war, l’orrore intrinseco ad essa, tramite l’attenta osservazione di singoli momenti della vita umana. Una miscela di ironia, cinismo, fantasia e horror.
Figlio di Laura Sherwood e Marcus Aurelius, Ambrose (1842-1914) fu l’ultimo di 8 fratelli (qualcuno dice 14!) i cui nomi iniziavano tutti con la lettera “A”.
Si narra che tra il 1850 e il 1860 lasciò la famiglia per andare a vivere dallo zio Lucius, ma sembra impossibile definire in quale contea, dato che le varie biografie discordano notevolmente. Di certo si sa che lo zio fu sindaco di una cittadina chiamata Akron.
Nella famiglia di Ambrose emerge la figura del militare. Il nonno infatti combattè nella rivoluzione americana e Lucius Verus fu intimo amico di John Brown, probabilmente apparteneva anche lui alla “undergroun railroad”. Lucius influenzò Ambrose non solo dal punto di vista politico, ma lo introdusse anche alla letteratura. Quando lo zio morì (presumibilmente condannato a morte nel 1859 dopo il tentativo di furto di armi nel Harper’s Ferry) Ambrose si arruolò nel IX Reggimento dell’Indiana (1861) tra i volontari di Lincoln.


Un ritratto di Ambrose Bierce

A soli 18 anni mostrò di avere un carattere deciso e coraggioso e le sue peculiarità lo portarono a diventare “ricognitore” prima della battaglia. Questo ruolo gli permetteva di spiare da vicino le postazioni strategiche e gli spostamenti dei sudisti e inoltre questo incarico, pur essendo assai pericoloso, gli concedeva di muoversi in completa autonomia e solitudine e la cosa era per lui altamente stimolante. Potersi accampare celandosi tra cespugli o appollaiato su un albero gli permise di osservare il comportamento degli uomini in battaglia aldilà della divisa che indossavano, come poi disse in un suo scritto “è nel campo di battaglia che l’uomo può sperimentare l’assurdità della sua condizione e l’insensata violenza di cui è vittima”.
Partecipò a diverse battaglie: Chickamuga, Shiloh, Murfreesboro ed alla campagna di Atlanta sotto il comando del Generale Sherman.
Le vicissitudini di guerra segnarono molto il suo spirito: vedere fuggire tutti gli ufficiali (Chickamuga) lo scosse molto, tanto che, si narra, l’idealismo di Bierce morì quel giorno per lasciare spazio al cinismo.
Il 23 Giugno del 1864 a Chattanooga venne colpito da “la pallota che portava il mio nome” alla testa. Una ferita che lo portò per mesi ad avere problemi di allucinazioni e vertigini.
Malgrado questo nel 1865 rientra nell’esercito ed insieme al Generale Hazen si diresse a San Francisco dove gli fu affidato il ruolo di Capitano. Ma dopo poco scoprì che la sua nomina era mutata in Secondo Luogotenente, grado che offriva ben poche possibilità di carriera. Così si trovò a dover compiere una scelta: restare nell’esercito o dedicarsi al giornalismo. Prese la decisione affidandosi ad una monetina con il classico “testa” (esercito) o “croce” (giornalismo) e l’esito è ormai a noi noto. Quarant’anni dopo disse: “Quella moneta aveva ragione.”


Un giovane Bierce

Così nel 1866 trovò lavoro alla Zecca e cominciò a scrivere articoli per il San Francisco News and Commercial Advertiser. Nei suoi scritti utilizzava un linguaggio crudo e al quanto ironico, con i quali attaccava apertamente i personaggi pubblici del tempo. Il suo stile lo portò ad avere molti nemici, ma scrivendo solo il vero, non si procurò mai alcuna querela e solo un nomignolo: ”Bitter Bierce”, Bierce l’Amaro.
Nel 1872 si sposò con Molly Day (figlia di un ricco proprietario di miniere) e con lei si trasferì in Inghilterra. Qui collaborò per alcune pubblicazioni umoristiche e pubblicò i primi volumi satirici: “Nuggest and Dust”, “The Fiend’s Delight “ e “ Cobwebs from an Empty Skull”.
Nel 1875 tornò a San Francisco dove divenne uno dei maggiori e temuti critici . Fu presto vice-direttore della rivista politica “The Argonaut”. Tra il 1881 e il 1886 diresse il giornale umoristico “The Wasp”. Nel 1886 William Randolph Hearst, compra l”Examiner”, un giornale politico di scarsissimo successo, e… per poterlo rilanciare chi meglio di Bierce avrebbe potuto aiutarlo? E così fu, tanto che lo stile dell’Examiner divenne presto “il nuovo stile giornalistico americano”.
Nel 1891 pubblicò “Tales of Soldiers and Civilians“ ribattezzato poi “In the Midst of life”. Questa raccolta di vari racconti, fu divisa in due parti dall’autore. L’uomo, secondo l’autore in guerra come in pace, è sempre in balia del “fato” che governa totalmente la sua vita.


Il cippo che ricorda la nascita dello scrittore

I soldati infatti, uomini che uccisero e morirono a migliaia, vengono ritratti, in un solo fotogramma: il momento esatto in cui stanno per sparare ad un altro uomo, o quello in cui incontrano la loro stessa morte. I civili invece vengono coinvolti in una serie di equivoci e fraintendimenti senza avere piena coscienza della realtà. In piccoli istanti, fotogrammi, in una singola frase, Bierce riusciva a narrare tutto l’orrore e la piccolezza della vita stessa e della condizione umana.
Ancora un ritratto di Bierce
Nel 1893 pubblicò “Can such things be?” “Possono accadere simili cose?”
In seguito scrisse racconti fantastici indipendenti tra di loro, Tall stories (versi satirici derivati dalle storie che si narravano i Cowboy nei bivacchi, dove realtà, fantasia e grottesco si confondevano in un unico fluire), una raccolta di storielle ironiche ispirate alle Favole classice (Fantastic Fables 1899) ed infine, nel 1906, il famosissimo “Dizionario del Diavolo”, una serie infinita di aforismi che Bierce aveva iniziato mentre scriveva nel 1881 sul Wasp.
Nel 1908 si ritirò per stampare l’Opera Omnia dei suoi scritti, una raccolta di 12 volumi, “The collected works of Ambroce Bierce”, un’opera di cui però rimase completamente insoddisfatto perché, a suo dire, “totalmente inutile”.
Nel frattempo la sua vita era ormai distrutta: un figlio fu ucciso nel 1889 durante una rissa, l’altro morì nel 1901 alcolizzato, la moglie Molly lo abbandonò nel 1904. Così, probabilmente spinto dalle delusioni della vita e dalla forte insoddisfazione per il suo ultimo sforzo letterario, andò in Messico per allearsi con Pancho Villa. Vi sono diverse ipotesi sulla sua scomparsa. La più fantasiosa viene descritta da Pier Francesco Prosperi in una storia di Martin Mystere (1988) intitolata “La cosa da un altro mondo” in cui si ipotizza che Bierce si sia dissolto nel nulla, probabilmente attaccato da una forza extraterrestre descritta in parte dallo stesso autore in uno dei suo racconti brevi “La cosa maledetta”. Certa comunque è una dichiarazione che fece Bierce in cui affermò che nessuno sarebbe stato in grado di ritrovare le sue ossa nel giorno della sua morte…

Ecco, nella traduzione italiana disponibile, le voci che compongono la famosa opera di Ambrose Bierce “Il Dizionario del Diavolo” di cui, tra l’altro, potete ammirare una riproduzione della copertina.


“The Devil’s Dictionary” di Ambrose Bierce

1) Adolescente: dicesi di colui che sta lentamente guarendo dall’infanzia.
2) Alleanza in politica internazionale: unione di due ladri ciascuno dei quali tiene la mano ficcata cosi’ a fondo nella tasca dell’altro, che non possono separarsi per derubare un terzo.
3) Amicizia: una nave abbastanza grande da portare due persone quando si naviga in buone acque, ma riservata ad una sola quando le acque si fanno difficili.
4) Ammirazione: il nostro educato riconoscimento della somiglianza di un altro a noi stessi.
5) Amore: parola inventata dai poeti per far rima con cuore.
6) Anno: Periodo di trecentosessantacinque delusioni.
7) Antagonista: persona indotta dalla sua stessa malvagia natura a negare i nostri meriti o a esibirne di personali di gran lunga superiori.
8) Applauso: L’eco di una platea.
9) Architetto: persona che disegna progetti della vostra casa e progetta disegni sul vostro denaro.
10) Assurdita’: Un’affermazione o un credo chiaramente in contrasto con le proprie opinioni.
11) Astemio: una persona debole, che si piega alla tentazione di negare a se stesso un piacere.
12) Audacia: una delle piu’ notevoli qualita’ dell’uomo quando si trova in una posizione inattaccabile.
13) Barometro: Un ingegnoso strumento che indica che tipo di tempo stiamo avendo.
14) Bellezza: il potere per mezzo del quale una donna affascina un amante e terrorizza un marito.
15) Bigotto: chi rimane fedele con ostinazione a un’opinione che non condividete.
16) Bruttezza: un dono degli Dei a determinate donne che rende possibile la virtu’ senza l’esercizio dell’umilta’.
17) Carita’: Un’amabile disposizione dell’animo che induce a perdonare negli altri i peccati e i vizi cui siamo dediti noi stessi.
18) Catechismo: una scelta di indovinelli teologici in cui dubbi universali ed eterni vengono risolti con risposte limitate ed evasive.
19) Cavolo: Un… vegetale all’incirca tanto grande e saggio come la testa di un uomo.
20) Cervello: quella cosa con cui pensiamo di pensare.
21) Chiaroveggente: persona, in genere donna, dotata della facolta’ di vedere cio’ che il suo cliente non vede, cioe’ anzitutto che e’ uno stupido.
22) Cinico: Un furfante la cui percezione difettosa vede le cose come sono anziche’ come dovrebbero essere.
23) Citazione: L’atto di ripetere in modo errato le parole di un altro.
24) Cleptomane: un ladro ricco.
25) Cogito cogito ergo cogito sum.
“Penso che penso, dunque penso che sono.”
26) Complimento: E’ la veste elegante dell’invidia.
27) Complimento: Un prestito che da’ interesse.
28) Compromesso: La composizione di un conflitto di interessi che da’ a entrambi i contendenti la soddisfazione di persone di aver ottenuto qualcosa di insperato e di perdere solo entro i limiti del dovuto.
29) Confessione: Sacramento per cui il sacerdote si dispone a perdonare i peccati grossi in cambio del piacere di sentirsi raccontare quelli piccoli.
30) Confidente: chi apprende da A i segreti di B, che gli erano stati confidati da C.
31) Conoscente: una persona che conosciamo quanto basta per chiederle soldi in prestito, ma non tanto da prestargliene.
Indica un grado di amicizia definito superficiale quando l’oggetto e’ povero o oscuro, e intimo quando e’ ricco o famoso
32) Conservatore: Uomo politico affezionato ai mali esistenti, da non confondersi col progressista che invece aspira a rimpiazzarli con mali nuovi.
33) Consultare: richiedere l’approvazione altrui riguardo una decisione gia’ presa.
34) Corruzione: Cio’ che permette a un rappresentante del governo di vivere onestamente del proprio stipendio senza discutibili speculazioni.
35) Creditore: Uno di una tribu’ di selvaggi temuti per le loro incursioni devastanti che abitano oltre le secche finanziarie.
36) Cristiano: Seguace degli insegnamenti di Cristo finche’ questi non contraddicano i peccati cui indulge piu’ volentieri.
37) Cupido: il cosiddetto dio greco dell’amore.
Questa creazione bastarda di una fantasia barbara… fra tutte le invenzioni brutte e improprie, e’ la piu’ irragionevole e offensiva.
38) Dentista: Un prestidigitatore che, mettendo del metallo nella bocca di uno, ne fa uscire dei soldi dalle sue tasche.
39) Destino: l’autorita’ di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento.
40) Diagnosi: Talento molto sviluppato fra i medici che consiste nell’intuire le’entita’ del conto in banca del paziente in modo da poter stabilire quanto a lungo debba essere ammalato.
41) Dilettante: Pubblica calamita’ che scambia il gusto con il talento e confonde la sua ambizione con le sue capacita’ effettive.
42) Diluvio universale: Primo notevole tentativo di battesimo; risciacquo’ i peccati e i peccatori del mondo.
43) Diserzione: Avversione per il combattimento che si dimostra abbandonando l’esercito e la moglie.
44) Divorzio: una ripresa di rapporti diplomatici e una rettifica di confini.
45) Dottore: Un gentiluomo che prospera con le malattie e muore con la buona salute.
46) Dovere: cio’ che ci sospinge inflessibilmente nella direzione del profitto, lungo la linea del desiderio.
47) Egoista: una persona di bassi gusti, piu’ interessato a se stesso che a me.
48) Elogio: E’ un omaggio che rendiamo a imprese che assomigliano alle nostre… ma naturalmente non le eguagliano.
49) Epidemia: Malattia a tendenza sociale e assolutamente sgombra da pregiudizi.
50) Epitaffio: Iscrizione su una tomba che mostra come le virtu’ acquisite con la morte abbiano un effetto retroattivo .
51) Esperienza: La somma di quelle conoscenze che ci permettono di cambiare gli errori della gioventu’ con quelli della vecchiaia.
52) Esule: Persona che serve il proprio paese risiedendo all’estero, pur non essendo ambasciatore.
53) Fallibilita’: Essere sicuri di se’: sbagliarsi con la voce al massimo del volume.
54) Fanciullezza: Periodo di transizione nella vita umana che sta tra l’idiozia dell’infanzia e la follia della giovinezza, a due passi dalle colpe della maturita’ e a tre dai rimorsi della vecchiaia.
55) Farmacista: Complice del medico, benefattore del becchino e fornitore della famiglia dei vermi.
56) Fedelta’: La virtu’ tipica di quelli che stanno per essere traditi.
57) Fedelta’: Perversa inclinazione verso la propria moglie.
58) Felicita’: Una gradevole sensazione scaturita dalla contemplazione della sofferenza altrui.
59) Futuro: Quel periodo di tempo nel quale i nostri affari prosperano, i nostri amici sono sinceri e la nostra felicita’ e’ assicurata.
60) Gentile: Esperto nell’arte e nella pratica della dissimulazione.
61) Gratitudine: Un sentimento che sta a meta’ strada fra il beneficio ricevuto e quello previsto o atteso.
62) Idiota: Membro di una grande e potente tribu’ che nel corso dei secoli ha sempre esercitato un dominio assoluto sulle vicende umane.
63) Il boia e’ la persona che fa del suo meglio per eliminare i guasti della vecchiaia e ridurre le probabilita’ di annegamento.
64) Il consiglio consiste nel richiedere l’approvazione in merito ad una decisione gia’ adottata.
65) Il conto corrente e’ un’offerta volontaria al mantenimento della vostra banca.
66) Il matrimonio e’ una piccola comunita’ costituita da un padrone, una padrona e due schiavi: in tutto due persone!
67) Il pregiudizio e’ un vagabondo senza mezzi visibili di sostentamento.
68) Il sapere e’ quella parte della nostra ignoranza che abbiamo ordinata e classificata.
69) Il tornaconto e’ il padre di tutte le virtu’.
70) Illusione: La madre di una rispettabilissima famiglia che comprende Entusiasmo, Affetto, Abnegazione, Fede, Speranza, Carita’ e tanti altri bei figli e figlie.
71) Imputato: Termine giuridico per designare quella persona così gentile che dedica tutto il suo tempo e le sue energie per mantenere prospere le condizioni del suo avvocato.
72) Infedele: A New York e’ definito cosi’ chi non crede in Cristo.
A Costantinopoli, invece, chi ci crede.
73) Interprete: Chi mette due persone di lingua diversa in grado di capirsi, ripetendo all’uno e all’altro quello che gli fa comodo abbiano detto.
74) Istruzione: Cio’ che si dischiude ai saggi e che nasconde agli stupidi la loro mancanza di senno.
75) La liberta’ e’ uno dei possedimenti piu’ preziosi dell’immaginazione.
76) La parola giogo definisce con rara precisione ed efficacia la condizione matrimoniale.
77) La pazienza e’ una forma minore di una vana speranza come virtu’.
78) La religione e’ la figlia della speranza e della paura, che esprime all’ignoranza la natura dell’inconoscibile.
79) L’ambizione e’ uno sfrenato desiderio di essere vilipesi dai nemici da vivi e ridicolizzati da morti.
80) L’amore e’ una malattia temporanea curabile col matrimonio o sottraendo il paziente alle influenze che hanno scatenato la malattia… E’ talora fatale, ma piu’ spesso al medico che al paziente.
81) Lavoro: uno dei processi attraverso i quali A consegue delle proprieta’ di B.
82) Le calamita’ sono di due tipi: la sfortuna a noi stessi, e la buona agli altri.
83) Le donne.
Dovremmo cadere nelle loro braccia senza cadere nelle loro mani.
84) Libro: Le due coperte di questo libro sono troppo distanti.
85) Linguista: Persona che sa teorizzare sulle lingue degli altri molto piu’ di quanto sapppia usare la sua.
86) L’insurrezione e’ una rivoluzione non riuscita.
87) L’irreligiosita’: La principale fra le grandi fedi del mondo.
88) L’omeopata e’ l’umorista della professione medica.
89) Lunedi’: Nei paesi Cristiani, il giorno dopo la partita di baseball.
90) Mammiferi: Famiglia di animali vertebrati le cui femmine, allo stato naturale, allattano i propri piccoli; quando invece raggiungono un certo grado di civilta’, li mandano a balia o ricorrono al biberon.
91) Medico: Uno a cui affidiamo le nostre speranze quando malati e i nostri cani quando sani.
92) Mortalita’: La faccia dell’immortalita’ che noi conosciamo.
93) Natale: Giorno speciale consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo piu’ melenso, alla noia generale e a domestiche virtu’.
94) Non nominare il nome di Dio invano! Scegli il momento piu’ opportuno per l’effetto!
95) Occasione: E’ il momento propizio per afferrare una delusione.
96) Oceano: La massa d’acqua che occupa circa i due terzi del mondo destinato all’uomo, il quale peraltro non ha le branchie.
97) Oppiaceo: una porta aperta nella prigione dell’Identita’.
Porta al cortile della prigione.
98) Orfano: Essere vivente cui la morte ha tolto ogni possibilita’ di esprimere sentimenti di ingratidudine filiale.
99) Ottimismo: la dottrina o il credo che tutto sia bello, incluso cio’ che non lo e’.
100) Ottimista: Un fautore della dottrina che il nero e’ bianco.
101) Pace: negli affari internazionali, un periodo di imbrogli fra due periodi di lotta.
102) Passaporto: Documento inflitto con l’inganno ad alcuni cittadini la cui unica colpa e’ quella di volersi recare all’estero.
Esso li addita al pubblico disprezo come stranieri e li espone ad ogni sorta di rappresaglia e di abuso.
103) Pazzia: La convinzione che gli altri siano pazzi.
104) Pittura: L’arte di proteggere superfici piane dall’atmosfera, e di esporle alla critica.
105) Pregare: Pretendere che le leggi dell’universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno.
106) Profezia: L’arte di vendere la propria credibilita’ impegnandosi a consegnarla a domicilio piu’ avanti.
107) Prossimo: Uno che ci e’ stato imposto di amare come noi stessi e che fa di tutto per farci disubbidire.
108) Quando il tuo amico ti tiene teneramente le mani puoi stare tranquillo, perche’ puoi tenere d’occhio le sue.
109) Realta’: Il sogno di un filosofo impazzito.
110) Ribelle: chi propone un nuovo malgoverno e non riesce a imporlo.
111) Riflessione: L’atto di esaminare il proprio pane per determinare da che parte sta il burro.
112) Rimpianto: Cio’ che sedimenta nella coppa della vita.
113) Rivoluzione: In politica, la rivoluzione è un cambiamento improvviso di malgoverno.
114) Sacerdote: Un uomo che si assume la cura della nostra vita spirituale per migliorare le condizioni della sua vita temporale.
115) Santo: Peccatore morto, riveduto e corretto.
116) Sapevate che i cloni non usano mai gli specchi?
117) Scusarsi: porre le premesse per future offese.
118) Seccatore: Persona che parla quando tu vorresti che ascoltasse.
119) Sfortuna: il tipo di fortuna che non manca mai.
120) Smemoratezza: Un dono di Dio concesso ai debitori per compensarli della loro poverta’ di coscienza.
121) Societa’ per azioni: un ingegnoso stratagemma per ottenere un profitto individuale senza responsabilita’ individuale.
122) Soddisfazione: quella sensazione piacevole suscitata dalla contemplazione delle miserie altrui.
123) Solitudine: Situazione di chi ha il difetto di dire la verita’ e di essere dotato di buon senso.
124) Storia: un resoconto per la maggior parte di eventi, per la maggior parte privi d’importanza, provocati da sovrani, per la maggior parte furfanti e da soldati, per la maggior parte idioti.
125) Telefono: Un’invenzione diabolica che annulla alcuni dei vantaggi del tenere una persona antipatica a debita distanza.
126) Trovatello: Bambino che si e’ sbarazzato dei suoi genitori, non giudicandoli all’altezza delle sue condizioni e delle sue prospettive.
127) Ultimatum: In diplomazia e’ l’ultima richiesta prima di passare alle concessioni.
128) Un ambasciatore e’ colui che non riuscendo ad ottenere una carica dagli elettori, la riceve dal governo, a patto che lasci il paese.
129) Un quadro e’ una riproduzione bidimensionale di qualcosa che e’ gia’ noioso allo stato tridimensionale.
130) Una donna assente e’ una donna morta.
131) Vecchiaia: E’ quel momento della vita in cui si chiude un occhio sui vizi che ci si puo’ ancora concedere e si scagliano fulmini su quelli che non si e’ piu’ in grado di commettere.
132) Venerazione: L’atteggiamento spirituale di un uomo verso Dio e di un cane verso un uomo.
133) Vigliacco: chi, nell’emergenza del pericolo, pensa con le proprie gambe.
134) Zelo: Malattia nervosa che colpisce talvolta i giovani e gli inesperti.

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Commenti

Una risposta a “Ambrose G. Bierce, scrittore di guerra”

  1. Omar, il 30 Settembre 2016 20:51

    A volte ritornano……guarda chi si riaffaccia di nuovo al nostro sito : è lei o non è lei….si, è proprio lei, la fantasmina Laura.
    Ben tornata Laura, con la speranza di vederti più spesso.

    un abbraccio……Omar

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