Due bellissimi libri di Zane Grey e Hamlin Garland

A cura di gian Mario Mollar

Le copertine dei due libri
Dal crepuscolo del West in Arizona alla vita dei coloni dopo la Guerra di Secessione nel Wisconsin, due libri finora inediti in Italia, due classici indiscussi, due romanzi di alta narrativa e due letture entusiasmanti, ora disponibili nella collana La Biblioteca del Vascello, Robin Edizioni.
Fra contrabbandieri, allevatori, fuorilegge, indiani e cowboys il primo, Prigionieri del Deserto, è scritto da quel maestro insuperabile del western che fu Zane Grey, dalla cui produzione infinita di centinaia di titoli furono tratti innumerevoli film. Il secondo invece, Sulle Vie più Battute, ci porta nel Midwest rurale e spietato, ma carico anche di poetica bellezza, dove s’intrecciano le esistenze di personaggi pionieristici dai caratteri duri e complessi, ed è scritto da Hamlin Garland, Premio Pulitzer, un grande della letteratura americana da cui sarebbero derivati tutti i vari Anderson, Hemingway, Faulkner e compagnia.
Dall’introduzione di Prigionieri del Deserto: ««Il vecchio Red la chiamava pioggia a catinelle, stava nella sua stanza a masticare tabacco, leggendo Zane Grey in edizioni stampate a larghi caratteri, la sua unghia ricurva che graffiava la pagina a ogni riga». Così nel racconto Il confine erboso del mondo, di Annie Proulx, la scrittrice del Connecticut innamorata del Wyoming cui ha dedicato la propria vita, e divenuta ulteriormente famosa col suo Brokeback Mountain cinematografico. Se a distanza di un secolo un autore viene ancora comunemente letto in tutto il pianeta da lettori reali, ciò ne indica il successo. Ma se viene letto da un personaggio immaginario, un vecchio rancher sperduto negli inverni della sua prateria, allora sì che questo lo innalza a classico. È ciò per la ragione insegnataci da John Ford nel suo bicromatico L’uomo che uccise Liberty Valance, ossia che nel West quello che conta non è la realtà, bensì la leggenda. Così ormai Zane Grey è leggenda, come John Wayne».
E qui invece l’incipit della prefazione di Sulle Vie più Battute: «Quindi a est vediamo sullo sfondo un’America proiettata al futuro, industriale, metropolitana, bancaria, elegante, capitalistica e sociale; ma a ovest una genia di abitatori della prateria: solitari, timorati, preda di tempeste e siccità, il cui futuro è solo la propria conservazione in vita… Con Garland siamo alle origini di quel Bibbia-Bandiera-Fucile che tanto palesa della vitalità, energica sebbene contraddittoria, del calvinismo intraprendente e personalista radicato nel deep country americano».
Due volumi assolutamente da leggere e conservare per la loro rarità ma soprattutto per la poetica avventurosa che vi è custodita.

Zane Grey
Prigionieri del deserto

Robin Edizioni
Pagine 328
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Hamlin Garland
Sulle vie più battute

Robin Edizioni
pagine 336
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