James Earp e David Andrews

A cura di Lorenzo Barruscotto

James Earp (a destra), ritratto con il fratello Wyatt
James Cooksey Earp, nato a Hartford, Kentuky, il 28 giugno 1841 è uno dei meno noti fratelli Earp, passati alla storia per le imprese e le battaglie sostenute specialmente da Wyatt, Virgil e Morgan resisi universalmente conosciuti anche a chi non mastica pemmican e western per via della sparatoria all’Ok Corral.
Comunque sia neanche James difettava di fegato: a 19 anni si arruolò tra le file nordiste entrando a far parte della compagnia F del 17esimo fanteria dell’Illinois, nel maggio 1861, con i fratelli Newton (ancora meno noto di lui) e Virgil durante la Guerra di secessione. Il 17esimo reggimento fu organizzato ed armato ad Alton, Illinois. Il 31 ottobre 1861, la sua unità si oppose alle forze della Guardia di Stato del Missouri vicino a Fredericktown, nel Missouri per l’appunto.
Oltre 60 soldati furono uccisi o feriti. James venne gravemente colpito ad una spalla e perse temporaneamente l’uso del braccio sinistro, ma rimase nell’esercito per oltre un anno. Fu congedato nel marzo 1863 come non più abile al servizio. Newton e Virgil servirono fino alla fine della guerra.
David Andrews – opera di Lorenzo Barruscotto
James visse a Colton in California, Helena in Montana, Pineswell in Missouri e Newton in Kansas, prima di sposare l’ex (ma successivamente non più ex) prostituta, Nellie “Bessie” Ketchum, nell’aprile 1873.
Per qualche tempo da allora in poi, lavorò in un saloon a Wichita, Kansas, e successivamente nel 1876 anch’egli come Deputy Marshal a Dodge City, sempre in Kansas, sotto il Marshal Charlie Bassett, che aveva sostituito Ed Masterson dopo l’omicidio di quest’ultimo.
Da lì viaggiò in Missouri, Arkansas e Texas, lavorando nei saloon o come conducente di diligenze e carri.
Nel dicembre 1879, lui e sua moglie si trasferirono a Tombstone, nel territorio dell’Arizona, insieme ai suoi fratelli Wyatt e Virgil. Warren (altro sconosciuto agli occhi della storia con la S maiuscola), Morgan e la moglie di Morgan, Louisa, si unirono a loro alla fine del 1880.
I tre fratelli più giovani furono coinvolti nel prestare servizio presso le forze dell’ordine a Tombstone, mentre James, non interessato a maneggiare ulteriormente gli sputafuoco, gestiva un saloon con casa da gioco.
Lasciò per sempre Tombstone in una data precisa. Come facciamo a saperlo? Fu uno di coloro che scortarono la salma di Morgan ucciso alle spalle nell’agguato dei Cowboys il giorno precedente: era il 19 marzo 1882.
La “New Mexico and Arizona Railroad” terminava a circa 25 miglia (40 km) di distanza, a Benson, sempre in Arizona. Domenica 19 marzo, Wyatt e James Earp accompagnarono il corpo di Morgan su un carro fino alla fine della linea, dove venne caricato su un treno merci per la spedizione immediata a Colton. La moglie di Morgan si trovava già a Colton, avendo raggiunto la cittadina per sicurezza prima che suo marito venisse ucciso. James Earp e due o tre amici intimi continuarono il viaggio con il corpo fino in California. Virgil e sua moglie Allie lo seguirono il giorno successivo su un treno passeggeri.
In ogni caso secondo le fonti più autorevoli James non partecipò alla Vendetta Ride guidata da Wyatt e Doc Holliday.


Wyatt Earp – opera di Lorenzo Barruscotto

Morgan fu sepolto a Colton, California. James visse quindi per un breve periodo nella contea di Shoshone, Idaho, fino a quando nel 1890 si stabilì definitivamente in California.
Sua moglie Nellie, secondo le fonti che ho consultato, era morta del 1887.
James Earp giunse al termine della sua vita e si spense per cause naturali a San Bernardino, in California, il 25 gennaio 1926. È sepolto lì al cimitero di Mountain View.
Se volete lasciare un fiore virtuale sulla tomba di questo vero uomo del West potete farlo sul sito “Find a Grave – Memorial” dove si possono visitare le ultime dimore di molti tra coloro che hanno fatto la storia della Frontiera.


La tomba di James Earp

Qui di seguito ci sono, tradotti dall’inglese (spero di aver fatto un buon lavoro) i passi più salienti del video che il gentilissimo attore David Andrews mi ha mandato dopo che lo avevo contattato per chiedergli alcune curiosità e retroscena sulla sua interpretazione di James Earp nel film “Wyatt Earp” del 1994 diretto da Lawrence Kasdan (a mio avviso insieme alla pellicola “Tombstone” i migliori lungometraggi western moderni che trattano le figure degli Earp, del loro amico Doc Holliday e delle rispettive famiglie coinvolte nella faida contro i Cowboys).
Se qualche lettore fa parte della corrente di pensiero che non crede che quei farabutti, che furono anche la causa per la quale lo stesso termine “cowboy” acquistò un’accezione negativa in certe regioni, fossero oltre che prepotenti e farabutti dalla peggiore risma, realmente ladri, bari, assassini e razziatori né che siano davvero stati un’organizzazione a delinquere la quale ha seminato cadaveri e soprusi, consiglio di non continuare oltre e rimanere con le proprie idee per cui “Tombstone non era una città selvaggia perché c’erano già le gelaterie” (ho visto con questi miei occhi una frase del genere su un autorevole volume nella sezione storiografica).
Stessa musica per chi appena sente nominare il cognome “Earp” storce il naso sostenendo che i Brothers rappresentassero una manica di truffatori, approfittatori e addirittura agissero loro stessi come killers al soldo di motivazioni politiche o di potere. Sappiamo che ci sono luci ed ombre nel loro passato, forse per alcune colpe non hanno pagato secondo la legge degli uomini ma sicuramente non hanno sbagliato ad opporsi ad un’orda di pendagli da forca che infestavano le terre in cui si erano trovati a stabilirsi.
Erano le “regole del gioco della giustizia di Frontiera”: era il West, hombres, non ci si opponeva ad una per altro insensata violenza che oltre tutto ti aveva toccato nel profondo con fiori e cioccolatini. Gli Earp, tutti, erano e sono stati uomini in gamba ma uomini e come tali non erano né cherubini né cavalieri senza macchia e senza paura con l’armatura lucente. Per di più erano lasciatemelo ribadire uomini vissuti nel West, quello vero, quello in cui il fango rimane appiccicato agli stivali se non lo si raschia via prima che si secchi, quello in cui non si può sperare che l’avversario sbagli mira per poi aspettarsi le sue scuse e neanche si può fare troppo affidamento sulla propria abilità con i ferri da tiro, sebbene notevole, tirando sempre per disarmare o procurare un graffio alla mano ad un pellegrino che ci sta scaricando addosso uno Scattergun a pallettoni.
Senza contare che le pallottole quando mordevano le carni facevano un male cane, veramente fanno anche ora male, non viviamo nei fumetti, ed un buco in una spalla avrebbe fatto piangere come un poppante chiunque oggigiorno, comodamente seduto sulla sua poltrona vibrante o riscaldata fa spallucce pensando che fosse una passeggiata riuscire a campare in un tempo ed in un territorio nei quali la vita aveva il valore di un confetto calibro 45. O anche 44, per non farci mancare niente.


Un ritratto di James Earp – opera di Lorenzo Barruscotto

In ogni caso non siamo qui per parlare di Wyatt, eroe o meno, di John Henry Holliday, delinquente o amico leale, ma volgiamo i riflettori su un altro vero protagonista della Frontiera, che questi uomini li ha conosciuti, a cui si rivolgeva dando loro del tu ma che ha seguito la propria strada senza rinnegare il suo passato, le sue scelte ed il suo sangue. Quest’uomo è James Earp.

Lorenzo, sono molto contento che tu mi abbia chiesto di parlare del mio ruolo nel film “Wyatt Earp”, film che detiene un posto speciale nel mio cuore. Sono anche lieto che tu sia un fan del genere western e che scriva riguardo il “vecchio West”.
Sai, quel film venne girato nel 1993 (le riprese si svolsero tra il luglio ed il dicembre 1993 in New Mexico e South Dakota) e non c’era Internet all’epoca. Così dovetti recarmi nella biblioteca locale per fare qualche ricerca al fine di scoprire e capire chi era James Earp.
Era il più vecchio dei fratelli, più vecchio di Wyatt, più vecchio di Virgil, non rimase coinvolto nelle sparatorie all’Ok Corral o nelle seguenti quindi non essendo stato “in prima linea” dovetti veramente scavare ma riuscii a trovare qualcosa che si rivelò molto utile per me: James combattè per l’Unione nella Guerra Civile e venne colpito da un calibro 53 nella sua spalla (sinistra).
E credo proprio che questa ferita lo segnò non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Quando stavo ragionando su come rendere l’effetto della ferita per il personaggio dapprima ho pensato che avrebbe potuto essere rimasto leggermente piegato in avanti, manifestando difficoltà nello stare completamente in piedi con la schiena dritta, ma poi ho cambiato idea e deciso di “slanciare” la spalla all’indietro perché collimava maggiormente con la sua personalità del tipo: “D’accordo, mi hai colpito con tutto quello che hai ma io sono ancora qui”, per sottolineare la resilienza (vale a dire la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico) e la fierezza di James.
Per lui sai com’era la vita? Significava proprio vivere, non solo sopravvivere: un buon sigaro, una buona bottiglia di bourbon e le carte per una partita. Ed una donna. Non una donna qualunque, ma sua moglie. Era sposato con una prostituta “in attività”, che svolgeva il suo lavoro, però a lui non importava affatto questo “dettaglio”. Penso fosse sotto certi punti di vista un tipo molto moderno, con una visione evoluta, per così dire.
C’è una splendida scena che ho girato nel film dove Kevin (Costner) viene verso di me e si rivolge a me, cioè Wyatt si rivolge a James, al bancone del bar, sull’essere sposato con una prostituta che lavora (nel suo stesso locale) ed è grandiosa la reazione di James nei confronti del suo fratello più giovane che suona come: “Sì, ho perso parecchie notti di sonno preoccupandomi di quale avrebbe potuto essere la tua opinione”.
Inoltre mi hai chiesto quale fosse secondo me il suo legame con i fratelli. Anche se James era sicuramente uno spirito libero, potremmo affermare che “ascoltava il ritmo del suo tamburo” e questo ritmo non sempre corrispondeva necessariamente a quello del padre Nicholas che aveva inculcato profondi valori di responsabilità nei suoi figli, per non incappare in cattive compagnie e non seguire la strada al di fuori della legge, credo fermamente che il valore della famiglia fosse radicato anche in lui. Ad esempio se dovevano trasferirsi lo facevano tutti insieme, continuavano ad essere un nucleo familiare molto unito.


Ritratto di Kevin Costner – opera di Lorenzo Barruscotto

In conclusione della chiacchierata mister Adams mostra una foto presa dal set che lo raffigura calato nei panni di James Earp e dal canto mio ho realizzato un ritratto proprio di James/David, lo vedete sotto al titolo di questo articolo, da mettere a confronto con l’immagine, sempre realizzata dal vostro reporter ficcanaso, del vero James.
C’è chi dice che lo spirito del West è ormai alla fine della pista, chi sostiene che non ci sia più nulla da raccontare. Io invece affermo orgogliosamente il contrario: tutti noi, gli esperti veri e chi crede che basti spiattellare con tono sicuro qualche dato o data (e che spesso sono errati entrambi) per darla a bere agli appassionati come se li considerassero dal primo all’ultimo un branco di pecoroni – scusate, amigos ma nel West “ipse dixit” non vale – abbiamo parecchio perfino da imparare, non solo da apprendere come storielle per la buona notte, in modo da tentare di essere, diventare, rimanere uomini con la spina dorsale diritta, la testa alta ed il cuore saldo, per difendere le nostre idee, la nostra persona e chi ci è caro dai balordi che purtroppo a diversi livelli sempre più ci circondano pretendendo di strapparci con la forza ciò che è nostro di diritto, vale a dire il rispetto, provando a soffocarci (e in certi casi anche facendoci rischiare la ghirba letteralmente) con l’ignoranza, e magari facendo la voce grossa e contando su altra gente che inspiegabilmente li osanna come provetti competenti (che si tratti di Storia o di qualunque altro ambito anche più grave) ma che in realtà hanno lo spazio tra le orecchie pieno solo di sabbia, vento ed arroganza mascherata da finta umiltà…
Il West ha la pelle dura, hermanos, il western non è solo un genere letterario, cinematografico o fumettistico. Il Western può essere un modo di vivere e può essere utile per distinguere ed apprendere valori come coraggio, onore, amicizia contrapposti a viltà, tradimento, opportunismo. Tale dualismo è sempre valido, oggi come duecento anni fa, sta a noi scegliere da che parte stare, per cosa lottare, per chi lottare in modo da divenire non cowboys, né sceriffi o rangers, ma “semplicemente” uomini, uomini degni.

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