La nascita del mito Western nell’Ottocento: Le Dime Novel – 7

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.


Le case editrici e Beadle & Adams

Il processo che portò alla nascita delle dime novel fu lungo e attraversò varie trasformazioni. Agli inizi dell’Ottocento la classe borghese della costa Est si era fortemente sviluppata e nel suo ambito era cresciuto il desiderio di novità. Per soddisfare questo nuovo desiderio nacquero i Penny Press, ovvero dei giornali venduti ad un penny che rappresentava la forma più cruda di giornalismo concentrandosi sui pettegolezzi e sui reati che più creavano scalpore. Questi quotidiani utilizzarono per primi il telegrafo, riuscendo così ad estendere il bacino di raccolta delle notizie, ma soprattutto facendo della notizia fresca la merce specifica del giornalismo.

Il prezzo eccezionalmente basso di questi quotidiani e settimanali estese notevolmente l’influenza di questi mezzi di comunicazione non solo nella borghesia, ma anche nelle classi più povere. Fino a quel momento il prezzo dei giornali si aggirava intorno a 6 penny, il che li rendeva inaccessibili alle classi più basse e poco interessanti per la classe borghese.
Negli anni Trenta dell’Ottocento fu possibile abbassare i prezzi di alcuni quotidiani grazie alla diffusione delle macchine a vapore, grazie a questa fu possibile stampare più di 10.000 copie in un’ora. Inoltre gli introiti principali di questi giornali a basso costo non venivano più dalle vendite, ma dalle pubblicità che venivano inserite all’interno. I penny press venivano venduti nelle strade e nelle edicole attirando l’attenzione dei lettori attraverso gli strilloni che si aggiravano per le strade urlando le notizie più sensazionali del giorno e con l’aumento dei punti vendita. I quotidiani più costosi, invece, facevano affidamento sugli abbonamenti personali a prezzi elevati per finanziarsi. Anche gli argomenti dei due tipi di giornali spesso differivano, nei quotidiani rivolti alle classi più alte vi erano pagine dedicate alla musica, all’arte e alla letteratura mentre questi argomenti mancavano nei penny press. Spesso invece in questi giornali si trovavano rubriche che avevano l’intento di migliorare l’inglese delle classi più basse e degli immigrati.
All’interno di questi giornali comparvero delle storie a puntate che ebbero un enorme successo. Un esempio dell’enorme successo di questi settimanali fu Flag of Our Union.


Flag of Our Union

All’interno del Flag of Our Union vi era sempre almeno una pagina dedicata ai romanzi a puntate, in questa immagine si tratta della pagina dedicata alla storia intitolata Paolina, the sybil of the Arno, di Martha Ann Clough. Le storie venivano sempre pubblicizzate come a splendid original romance, e nella parte superiore della pagina veniva indicato il numero del capitolo al quale la storia era arrivato, e il giorno in cui sarebbe stato pubblicato il capitolo finale, in questo caso il 24 Febbraio 1849.
Visto il successo che le storie a puntate riscuotevano, gli editori della penny press decisero di entrare nel mercato librario, rivolgendosi al medesimo pubblico popolare che acquistava i loro giornali. Questa editoria, grazie alle macchine di cui era in possesso, era riuscita ad abbassare i prezzi dei libri e a conquistare il mercato ai danni dei libri rilegati che venivano venduti ad un dollaro o più. L’editoria della penny press iniziò a produrre romanzi da 25 centesimi, con le copertine di carta e pieni di azione sensazionale, il cui stile non seguiva però un modello comune.

Beadle & Adams

Questo successo ispirò i fratelli Eratus e Irwin Beadle, che insieme a Robert, William e David Adams accumularono denaro sufficiente per entrare nel mercato (1). Fu proprio la Beadle e Adams a dare avvio al mercato delle dime novels nel 1860 con Maleska la moglie indiana del cacciatore bianco. Altre case editrici prima avevano tentato di vendere libri a buon mercato, ma fu la Beadle & Adams a rivoluzionare il mercato editoriale abbassando il prezzo dei libri a 1 dime mentre le altre case editrici li vendevano ad un dollaro o ad un dollaro e mezzo. Per poter vendere libri a così buon mercato senza rinunciare al profitto la Beadle&Adams adottò alcune nuove strategie per contenere i prezzi di produzione. Innanzitutto venivano utilizzate la carta e la rilegatura più economica sul mercato, anche le copertine venivano fatte con il maggior risparmio possibile, solitamente erano interamente di colore arancione e nel primo periodo senza illustrazioni. Standardizzarono il formato di pubblicazione dei libri in modo che ogni libro fosse delle stesse dimensioni, 6 pollici e 4,5 pollici infatti possiamo dire che le dime novels siano i precursori della moderna narrativa tascabile.


Una pubblicità delle dime novel

L’ avventura dell’industria Beadle&Adams iniziò nel 1850 quando i fratelli Erastus Flavel Beadle e Irwin Pedro Beadle dopo vari apprendistati fondarono la loro prima casa editrice, e insieme a Benjamin Vanduzee pubblicarono la rivista per ragazzi The Youth’s Casket. Visto il successo di questa rivista nel 1855 Erastus intraprese un nuovo progetto The Home: A Fireside Companion and Guide for the Wife, the Mother, the Sister, and the Daughter.
L’anno successivo attratto dalla corsa alla terra, Erastus decise di dirigersi verso l’ovest per tentare di approfittare del boom terriero in Kansan e Nebraska (2). Durante la sua assenza Adams, l’ex apprendista che poi diverrà proprietario, continuò ad occuparsi della stampa di The house. Nel 1858 entrambi i fratelli Beadle si trasferirono a New York e continuarono a pubblicare The house da lì, e assunsero Metta Victoria Fuller Victor nel ruolo di editrice e il marito Orville divenne il caporedattore. La Fuller Victor oltre ad essere editrice per la Beadle&Adams scrisse e pubblicò per loro oltre cento dime novels.
Nel 1860 con la pubblicazione di Malaeska nata dalla penna di Ann Stephens le dime novels ebbero ufficialmente avvio con la loro pubblicità, a dollar book for a dime (3). Prima di venir pubblicata come libro unico Malaeska venne pubblicata a puntate sulla rivista femminile Ladies’ Companion nel 1839, visto il successo i fratelli Beadle decisero di pubblicarne altre tra cui Seth Jones; or, The Captives of the Frontier di Edward Ellis, il quale a differenza della Stephens, già affermata scrittrice di storie a puntate, era un insegnante ventenne alla prima esperienza editoriale. Grazie a Seth Jones la Beadle&Adams divenne un colosso dell’editoria, uno dei giganti dell’industria del tempo a detta dello storico della letteratura Henry Nash Smith (4).
Neanche la guerra civile fermò la vendita delle dime, infatti i soldati erano grandi lettori delle dime novels, Il successo fu tale che nel 1865 le Dime Novels americane vennero ristampate per cinque anni anche in Inghilterra. Nel 1862 Erastus Beadle e Robert Adams rilevarono le quote di Irwin che tentò di pubblicare una serie di dime novels per proprio conto, ma non riuscì a reggere la concorrenza con l’industria del fratello e dopo 31 stampe fu costretto a chiudere.
Visto l’enorme successo avuto nell’ottobre 1877 nacquero le half-dime novels una collana creata per i più giovani che non riuscivano a racimolare un dime, e per loro venne creata una collana più economica, in cui ogni numero era lunga la meta di una novel normale e costava la metà. Venivano pubblicati una volta a settimana, il martedì, e contenevano immagini per attirare l’attenzione di bambini e ragazzi. Le storie più famose erano quelle di Broadway Billy e Joe Phoenix. Probabilmente la collana di maggior successo fu quella di Deadwood Dick che andò avanti per oltre 100 numeri.


Una dime novel di Beadle&Adams

La Beadle&Adams pubblicò libri e collane dedicate a tantissimi argomenti, dalle più famose storie di frontiera, a storie di detective, ma anche collane su come leggere il futuro o sulle regole degli sport.
Venne creata anche una collana che trattava biografie di personaggi particolarmente importanti, Beadle’s Dime Biographical Library, di cui il primo numero era dedicato a Giuseppe Garibaldi.
La Beadle&Adam riuscì a trasformare la produzione letteraria in una vera e propria industria, creando una fabbrica della letteratura che riuscì a vendere oltre duecentocinquanta milioni di copie di dime novel nel corso dei trentotto anni di presenza sul mercato (5). Pubblicarono oltre tremila titoli e tra la metà e i due terzi di questi titoli riguardarono le zone di confine, la frontiera, l’Ovest al di là del Mississippi.
Seguendo la strada tracciata dai fratelli Beadle iniziarono a nascere altre case editrici che avevano lo scopo di pubblicare le dime novels come Nick Carter Library e Gem Library, nel 1893 nacque la Bob Brooks Library, nel 1896 la Tip Top Library e Diamond Dick Library. Ma nessuna sopravvisse e ebbe lo stesso successo di Beadle&Adams.

CONTINUA

NOTE

  1. R. W. Rydell, R. Kroes, Buffalo Bill Show, Il West selvaggio, l’Europa e l’americanizzazione del mondo p. 48
  2. Irwin and Erastus Beadle, Innovators in Publishing Popular Literature, http://blog.tavbooks.com/?p=635
  3. V. Anderson, The Dime Novel in Children’s Literature, McFarland&Company, North Carolina, 2005, p.85
  4. H. Nash Smith, Virgin Land: The American West as Symbol and Myth, Harvard University Press, Cambridge, 1950
  5. Saxton, Rise and Fall of the white republic, cit. pp. 322-323

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