Costole d’Orso, capo dei Sioux per volere dei bianchi

A cura di Sara Meotto


Costole d’Orso, nominato capo dei Sioux – clicca per INGRANDIRE
Nel 1851 ebbe luogo la firma del Trattato di Fort Laramie, in quello che quarant’anni dopo sarebbe stato conosciuto come lo stato americano del Wyoming.
I commissari nominarono all’unanimità Orso Che Conquista, un Lakota sulla cinquantina appartenente alla tribù dei Brulè, primo capo dell’intera comunità Sioux. Tre anni dopo il capo indiano venne ucciso da un colpo di pistola alla schiena, sparato forse per errore dopo essersi allontanato con fierezza dal negoziato avviato con il tenente dell’esercito americano John Grattan, atto a risarcire l’uccisione di una mucca per mano di un giovane guerriero della tribù Minneconju.
Nell’improvviso e brusco scontro che ne seguì, i guerrieri Lakota crivellarono Grattan, il suo interprete ventinovenne mezzosangue e altri ventinove soldati con una dozzina di frecce. Oltre ad Orso che Conquista, ferito a morte dai soldati, nella battaglia vennero colpiti anche un altro guerriero Lakota e due donne.
Il commerciante James Bordeau, che aveva assistito allo scontro dalla sua bottega affermò che i soldati avevano aperto il fuoco per primi, senza avere una valida motivazione. Le parole del signor Bordeau vennero confermate anche da uno dei militari, rimasto gravemente ferito.
Conquering Bear
I Brulè si occuparono del corpo del capo Sioux, trasportandolo lontano da quel forte tanto odiato, così che potesse morire libero nelle praterie, mentre il resto dei guerrieri, furiosi per ciò che era accaduto, saccheggiò il negozio del signor Bordeau prima di darsi alla fuga.
Il Ministro della Guerra Jefferson Davis richiamò allora da Parigi il Colonnello William S. Harney, intrepido veterano di guerra (aveva preso parte alle guerre con i Seminole e a quelle messicane) affinché guidasse una spedizione punitiva. Dopo un’estenuante preparazione e numerosi ritardi, il 4 agosto 1855 il colonnello e i suoi uomini furono pronti a partire da Fort Leavenworth.
All’inizio di Settembre, lungo la strada per Fort Laramie attaccarono l’accampamento Brulè del capo indiano “Piccolo Tuono”, ad Ash Hollow lungo le rive del fiume North Platte. Harney circondò il villaggio e ordinò la resa agli uomini che avevano preso parte all’incidente Grattan, e dopo una rapida discussione avvenuta il 3 settembre, Piccolo Tuono decise di non obbedire all’ordine. A questa decisione seguì l’immediato ordine di attacco da parte del Colonnello.
Crivellati dal fuoco dei fucili Sharps e poi attaccati dalla cavalleria, i Brulè subirono una terribile sconfitta con numerose perdite, al termine del conflitto erano infatti ben 86 gli indiani che giacevano al suolo privi di vita, contro le appena quattro vittime dell’esercito americano. Impossibilitati alla fuga, circa settanta tra donne e bambini non ebbero altra scelta se non quella di arrendersi.
Colonnello William S. Harney
Finita la battaglia Harney, in seguito conosciuto tra il popolo indiano con il nome di “Orso Pazzo”, richiese che un altro consiglio venisse convocato a Fort Pierre agli inizi del Marzo del 1856, durante il quale avrebbe nominato un altro capo per l’intera popolazione Sioux. Piccolo Tuono era molto amato e rispettato tra la sua gente, soprattutto durante la sua giovinezza, ma odiava ferocemente ed apertamente il Colonnello che con l’appoggio dell’Ufficio degli Affari Indiani scelse infine Costole D’Orso.
Costole D’Orso (conosciuto anche come Costole dell’Orso) era un Hunkpapa della regione del fiume Missouri, nato presumibilmente intorno al 1812. Ritratto dal pittore di origine tedesca Karl Wimar poco dopo la battaglia del 1856, era un possente uomo di mezza età dallo sguardo fermo ma intelligente, mascella squadrata e naso aquilino.
Costole D’Orso era essenzialmente votato alla pace, insieme alla sua tribù aveva curiosamente iniziato a dedicarsi in piccola parte all’agricoltura. Era sposato con le figlie del capo “Molte Aquile” appartenente alla tribù degli Yankton, storici protettori della regione delle cave (nell’attuale Minnesota), che si dedicavano anch’essi all’agricoltura.
Il capo Sioux dialogava spesso con il missionario gesuita Padre Pierre – Jean de Smet, e alcune fonti riferiscono che si fosse convertito alla religione cattolica, o che perlomeno rispettasse i missionari bianchi e i quaccheri.
Tuttavia nei seguenti sei anni circa perse gradualmente il rispetto dei propri consanguinei, che difatti lo uccisero nel Giugno del 1852.


La battaglia di Ash Hollow

Il Governatore Tenente Kemble Warren che apparteneva al corpo di ingegneri topografici dell’esercito americano, incontrò per la prima volta Costole D’Orso nell’autunno del 1852 in compagnia di altri quattro ingegneri che avevano il compito di tracciare una mappa della regione fino ad allora inesplorata delle Black Hills. Alla spedizione parteciparono anche il Tenente James McMillan e una scorta composta da trenta soldati.
L’Hunkpapa riservò loro un’accoglienza ostile e tuttavia non violenta nella parte orientale di Fort Laramie, informandoli che il popolo indiano era impegnato nella caccia al bisonte e non aveva intenzione di disturbare le bestie.
“Acconsentì” scrisse Warren nel suo diario di spedizione, “ad attendere tre giorni prima di avanzare, in modo da poter poi incontrare il grande guerriero Costole D’Orso, nominato capo dell’intera comunità Sioux dal trattato del Colonnello Harney. Scelsi semplicemente un’altra posizione per noi, un’altra posizione che offrisse una maggiore difesa”. Quando il capo indiano non si presentò all’incontro, la spedizione si trasferì verso la montagna Inyan Kara che venne registrata come sito di grande importanza.
Warren scrisse:

“Fummo superati da Costole D’Orso e da un altro indiano che lo accompagnava. Ribadì tutto ciò che era stato detto dagli altri capi tribù e aggiunse che non avrebbe avuto potere di fare nulla per impedire la nostra distruzione se solo avessimo proseguito oltre. Risposi che lo credevo un amico ma che se davvero non poteva esserci d’aiuto, avrebbe fatto meglio a ritornare dalla sua gente e lasciare che ce la cavassimo da soli dal momento che avevo tutta l’intenzione di proseguire sino alla collinetta di Bear Butte. Dopo un’intera giornata spesa in riflessione acconsentì infine ad accompagnarci per un tratto di strada e disse che sarebbe ritornato dal suo popolo e che, facendo leva sul suo potere, si sarebbe assicurato che nulla ci disturbasse. In cambio mi chiese di riferire al Presidente e al popolo bianco che non avrebbe potuto permettere loro l’ingresso nelle sue terre; aggiunse inoltre che se i regali che erano stati consegnati agli indiani erano il prezzo per pretendere questo diritto, sarebbero stati rifiutati. Tutto ciò che chiedevano ai bianchi era di essere lasciati in pace. Non volevano regali, se dovevano avere lo scopo di scoraggiarli dall’affrontare la guerra con i Crows o con altri nemici. La guerra non era soltanto ritenuta necessaria, ma era ritenuta un passatempo. Il Generale Harney aveva detto loro di non andare in guerra ma tuttavia egli stesso era partito per combattere (Costole d’Orso sapeva che l’ufficiale aveva lasciato il territorio Sioux per prendere parte alla guerra in Florida, e che comandava l’esercito inviato per combattere i Mormoni). Affermò inoltre che i fondi dell’esercito non erano sufficienti per corromperli; non sarebbero stati voluti se non fossero stati distribuiti in occasione della loro visita allo scambio commerciale del Missouri (E’ un dato di fatto che per questo motivo gli Indiani non consegnarono affatto le loro merci per diversi anni).
Costola D’Orso riferì di aver sentito che gli Yanktons erano disposti a vendere ai bianchi le loro terre, ma aggiunse che se la trattativa avesse avuto successo, quel popolo non sarebbe stato considerato il benvenuto nelle terre della sua gente: che restassero tra i bianchi. Gli Yankton si presentavano ogni giorno, ma ogni giorno erano costretti ad imboccare la via del ritorno. Ignoro cosa Costole d’Orso fece dopo che ci fummo separati, quel che è certo è che non incontrammo altri indiani sulle Black Hills.”

Warren aveva contribuito alla cura delle donne e dei bambini Lakota rimasti feriti durante l’attacco del Generale Harney ad Ash Hollow (nota anche come Blue Water Creek) nel 1855. Forse Costole d’Orso era a conoscenza di questo fatto, o forse ammirava semplicemente la palpabile intelligenza dell’ufficiale americano. Indipendentemente dalla sua opinione su Warren, l’obiettivo primario del capo Sioux era sempre stato quello di mantenere la pace: sapeva che il suo popolo era ormai sconfitto.
Le maggiori ostilità nei confronti di Costole d’Orso si manifestarono comunque proprio tra la sua gente.
Gli Hunkpapa erano una tribù estremamente prudente che aveva dovuto in precedenza, accettare la presenza dei commercianti francesi di pellicce. I membri della tribù che non appartenevano ai cosiddetti “Laramie Loafers” (Mocassini Laramie) intimarono al capo dell’intera comunità e ai capi di varie tribù, di allontanare qualsiasi bianco che portasse doni.

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