Jane got a gun

La bella locandina
Il western “Jane Got a Gun” arriva finalmente nelle sale dopo quella che potrebbe essere chiamata una produzione travagliata. Il film è stato originariamente annunciato nel 2012 come un progetto che avrebbe avuto coprotagonisti Natalie Portman, Michael Fassbender e Joel Edgerton e sarebbe stato diretto da Lynne Ramsay come suo follow-up a ““We Need to Talk About Kevin”. Nel mese di marzo dell’anno successivo, Fassbender ha dovuto lasciare al fine di dedicarsi a “X-Men: Days of Future Past” e Ramsay spostò Edgerton nel ruolo lasciato libero ed ha sostituito lui con Jude Law. Appena una settimana dopo, Ramsay ha lasciato il film con una decisione che ha letteralmente scatenato dei fuochi d’artificio legali prima di essere chiudersi con un accordo stragiudiziale. Il giorno successivo ha visto Gavin O’Connor entrare nel progetto in sua sostituzione. Ma non è finita qui, in una girandola di ulteriori cambi e sostituzioni in corsa…
La sistemazione definitiva avrebbe dovuto condurre alla produzione del film entro l’agosto 2014, ma una serie di ritardi che sono stati ulteriormente aggravati dal fallimento del distributore originario hanno rinviato ancora l’uscita nelle sale.
Infine, il film è spuntato improvvisamente e direttamente nei cinema, nel cuore del mese di gennaio del 2015 (e da noi solo in questi giorni), senza le classiche proiezioni per la stampa, cosa che una volta era considerata un momento di prestigio.
Con una storia del genere ci si potrebbe aspettare che il film sia una sorta di disastro, ma la buona notizia di “Jane Got a Gun” è che non è così male come si potrebbe pensare, ma ha prestazioni solide, un paio di impressionanti messe in scena e alcune sequenze veramente ragguardevoli ed è più interessato a raccontare la sua storia che impegnarsi – come altri – nel tentativo di reinventare o destrutturare il genere western.
Il problema con il film è che non riesce a trovare quell’invenzione speciale per cui ci si potrebbe lanciare a dire che è imperdibile. Ecco, non c’è quella scintilla. Per non parlare, poi, di alcune stranezze nella narrazione.


Natalie Portman in azione

Ambientato nel Territorio del New Mexico nel 1871, il film si apre con l’ex fuorilegge “Ham” Hammond (Noah Emmerich) che torna alla casa che divide con la moglie Jane (Natalie Portman) e la loro figlia con un buon numero di proiettili nella schiena e l’avvertimento che “i Bishop stanno arrivando”. Non sappiamo chi siano questi “Bishop”, ma Jane è così allarmata da prendere la bambina e portarla immediatamente a un vicino di casa per metterla al sicuro. Subito dopo, con il marito troppo debole per fare qualcosa di utile, Jane cerca qualcuno che la possa aiutare a difendere il suo ranch dall’attacco imminente. Questo “qualcuno” è Dan Frost (Edgerton), che era il fidanzato di Jane prima di partire per servire nella guerra e lei, supponendo che fosse morto, si diresse verso ovest alla ricerca di una nuova vita. Inutile dire che Dan non è inizialmente troppo intenzionato ad aiutare la donna ritiene colpevole di averlo abbandonato, ma alla fine si lascia convincere. Mentre lui e Jane fortificano in qualche modo la casa, una serie di flashback ci fanno capire quello che è successo tra due, come lei e Ham si sono messi insieme e perché i Bishop, guidati da John Bishop (McGregor) vogliono loro due morti.
A parte aver preso in prestito alcuni punti della trama del film del 1971 con Raquel Welch “Hannie Caulder” (per non parlare del look della Portman nelle scene finali, che ricorda moltissimo proprio la Welch), “Jane Got a Gun” è un ormai raro tentativo di realizzare un semplice western. Il dialogo è duro e conciso e se può mancare la poetica di artisti del calibro di quelli di “The Hateful Eight”, di certo i dialoghi suonano assai più realistici di molti altri film. Le prestazioni generali sono buone. Edgerton (che ha partecipato anche alla stesura della sceneggiatura) è una figura di uomo abbastanza forte che viene a trovarsi nella posizione di chi deve salvare la donna che gli ha spezzato il cuore.


Una bella scena del film

La Portman restituisce bene l’idea di una donna che è abbastanza forte da difendere sé stessa, ma anche abbastanza intelligente da sapere quando è tempo di cercare aiuto da altri. McGregor scivola nel suo ruolo di “cattivo” così abilmente da richiedere un paio di scene per capire bene che si tratta di lui.
E pur non essendo il tipo di western con armi spianate in ogni scena, l’assedio finale al ranch Hammond è assai notevole e ben eseguito.
Eppure, ci sono due problemi in “Jane Got a Gun” che impediscono di ritenerlo veramente soddisfacente e “funzionante”. Uno è la struttura dei flashback che la sceneggiatura utilizza per riempire le notevoli storie del passato di Jane; Dan e Ham, poi, durante il tempo di inattività prima del finale sono imbarazzanti. L’altro è che Gavin O’Connor fa dau un lato un buon lavoro per trasportare la storia sullo schermo, ma dall’altro non riesce mai a renderla veramente speciale con suo tocco unico e personale.


Con le armi in pugno

Dopo un po’ si ha la sensazione che O’Connor volesse solo chiudere questo film prima che un altro incidente di percorso avesse potuto danneggiare la produzione e bloccare tutto per sempre.
“Jane Got a Gun” ha i suoi aspetti positivi e gli appassionati del genere western possono trovare qualche soddisfazione a vederlo, soprattutto considerando quanto pochi film western vengono girati di questi tempi.

Jane got a gun!
Un film di Gavin O’Connor.
Con Natalie Portman, Ewan McGregor, Joel Edgerton, Rodrigo Santoro, Noah Emmerich. Drammatico, Durata 97 min. – USA 2015.

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