L’avventura del West (mostra itinerante)

A cura della Fondazione Giuseppe Lazzareschi

ZZ1E519FB1“L’avventura del West”, una mostra per raccontare la storia dei pionieri, dei cercatori d’oro, dei Pellerossa e la Guerra di Secessione americana, al Palazzo di Vetro di Porcari (LU) dal 26 ottobre al 24 gennaio 2015.
Era il 1786 quando Daniel Boone, esploratore americano, giunse nelle grandi pianure dell’ovest, miraggio delle generazioni di quel tempo, attraverso il passo di Cumberland sui monti Appalchi a bordo del “canestoga“, caratteristico carro dalla copertura in tela bianca sorretto da centine in ferro e trainato da cavalli. Esattamente 100 anni dopo, nel 1886, il Congresso Americano annunciò che le frontiere degli Stati Uniti coincidevano con le coste dell’Oceano Pacifico: così nacque il West.
Tutta la sua storia sarà raccontata dal 26 ottobre 2014 al 24 gennaio 2015 nella mostra “L’avventura del West” al Palazzo di Vetro della Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari (LU) con il Patrocinio del Comune di Porcari e la collaborazione scientifica dell’Associazione “Il Paese dei Balocchi” di Calenzano (FI).

Le più importanti collezioni pubbliche e private, grazie a reperti originali, ricostruzioni, plastici, giochi e soldatini, racconteranno la mitica storia del West che verrà incentrata, con criteri storico-scientifici, sui cercatori d’oro, i pionieri, i Pellerossa, la Guerra di Secessione, i Cow-Boys. Sarà proprio la ricostruzione scenografica della facciata di un caratteristico Saloon, meta e ritrovo di avventurieri, sceriffi, fuorilegge e donne di malaffare, ad accogliere i visitatori all’ingresso della rassegna, che continuerà con la ricostruzione di una miniera in cui si potranno trovare i caratteristici strumenti come la “batea“, classica padella del cercatore, o la “culla“, il rudimentale marchingegno che separava i sassi dalle pagliuzze. Non mancheranno vere pepite d’oro e il caratteristico vestiario in Jeans con il quale i cacciatori del prezioso metallo si avventuravano lungo i ruscelli alla ricerca delle preziosissime pagliuzze, fornite dal Museo dell’oro della Bessa di Biella.


Il logo della mostra itinerante

Ed eccoci ai Nativi d’America, comunemente denominati Pellerossa, dei quali verranno esposti oggetti originali provenienti dalle riserve indiane: armi da cerimonia e da guerra, Calumet, le pipe in pietra rossa in catlinite estratta dalla Montagna Sacra di Manitù, l’ascia da battaglia, il Tomahawk, lance, tamburi, mocassini, copricapo in piume di aquila di stregoni e grandi capi indiani, monili, archi e frecce provenienti dalla raccolta di Sergio Susani. Questo settore sarà arricchito da una rarissima “Borsa Medicina“ in pelle di bisonte e cervo attribuita al capo indiano Toro Seduto, esposta insieme ad una faretra con frecce ed arco provenienti dal Museo di Antropologia dell’Università di Firenze.


L’invito alla mostra (clic per ingrandire)
Non mancheranno i simbolici animali delle praterie: il Coyote, che arriverà dal prestigioso Museo di storia Naturale della Specola e il Bisonte, riprodotto in un plastico che ne ritrae la caccia da parte dei Pellerossa. E ancora reperti originali e curiosità legati all’imponente mammifero, provenienti dalla collezione di Wanny Di Filippo di Palazzo Corsini di Firenze. Ma ci saranno anche altre curiosità come le pipe in radica fabbricate artigianalmente per i pionieri – che fumavano il tabacco del Kentuky – proprio dagli intagliatori di Trebbia, e i revolver dei pistoleri e degli sceriffi che hanno fatto tremare interi villaggi. E ancora cappelli, stelle, speroni, selle west, texane, californiane, messicane, provenienti dal Museo della sella di Marrani, che riassumono e testimoniano l’accessorio da cavallo più usato in quel tempo.
Nel racconto di un secolo di storia americana non potrà mancare la Guerra di Secessione fra Nord e Sud: ecco la macchina per scrivere di James Hammond, noto redattore del World Tribune, che per evitare gli errori degli operatori del telegrafo, inventò questo nuovo strumento che rivoluzionò il mondo. Sempre in questo settore della mostra si potrà poi ammirare la pistola Derringer ad avancarica a palla che il 14 aprile del 1865 uccise, per mano di John Booth, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America Abramo Lincoln; un telefono west del XIX Secolo e un prezioso fonografo Columbya risalente al 1896.
Mostra nella mostra, infine, il “West di carta”, settore dedicato al cinema e al fumetto. Manifesti originali di celebri film western e le tavole dei celebri Galeppini, Calegari – decano del fumetto che ha dedicato alla rassegna un disegno inedito – e Ticci, disegnatori della Casa Editrice Bonelli, o, ancora, le tavole pubblicate con il Corriere dei Piccoli e ritagliate con soldatini, villaggi indiani e saloon provenienti dall’Associazione Internazionale Ricostruzioni in Carta di Catania, faranno bella mostra di sé nel piano interrato del Palazzo di Vetro. Una piccola sezione sarà invece dedicata al West reso celebre dal piccolo schermo con fumetti e giochi ispirati alle serie televisive più conosciute.
La rassegna sarà arricchita da un catalogo con foto a colori dei reperti in mostra, un film-documentario, interventi scientifici di esperti del settore e da serate a tema.
Inaugurazione: domenica 26 ottobre con spettacoli, giochi e rappresentazioni all’aperto che rievocheranno il Vecchio West. In programma, per la durata della mostra, eventi collaterali, conferenze e iniziative a tema.

Orario: tutti i giorno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato dalle 16 alle 19. Chiuso il lunedì. Ingresso libero.

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