Cavallo Pazzo. Il grande condottiero di Little Bighorn

Cavallo Pazzo è uno dei pochissimi capi indiani il cui nome sia universalmente noto e deve la sua fama principalmente alla straordinaria vittoria che riuscì a conseguire a Little Bighorn, alla testa di un esercito di indiani Lakota e Cheyenne, sul reggimento dell’esercito americano guidato dal generale Custer.
Grazie a quella celeberrima impresa, che pure non ebbe risultati duraturi, tanto che Cavallo Pazzo si arrese ai bianchi meno di un anno dopo, il grande capo Lakota occupa un posto ben preciso nell’immaginario di tutti noi, appassionati o meno dell’epopea western.
La sua figura storica, tuttavia, è molto meno nitida di quella che ci consegna il mito, e questa biografia di Kingsley M. Bray tenta di ricostruirla in modo attendibile.
Non emerge solo il grande guerriero, ma anche l’indiano Lakota, immerso in un mondo, in una mentalità e una civiltà che, ormai scomparse, erano al tempo vive, vibranti e impegnate in una lotta mortale quanto inutile contro l’America dei pionieri, dei cow-boy e del Settimo cavalleria.

Autore: Bray Kingsley M.

Editore: Mondadori (collana Le scie)

Prezzo: Euro 26

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Commenti

4 Risposte a “Cavallo Pazzo. Il grande condottiero di Little Bighorn”

  1. Akicita-Itankan, il 20 giugno 2008 16:36

    Cari amici ho appena acquistato il volume su Pavallo Pazzo. Ho letto una novantina di pagine e ho già trovato alcune “perle” travolgenti.
    Su tutte, oltre a innumerevoli notizie e affermazioni dell’autore altamente discutibili e improbabili (ma questo è un problema che affronteremo più avanti) una traduzione del nome del capo Shunka Bloka, grande amico e compagno del protagonista della biografia, che grida vendetta per ignoranza e cialtroneria: LUI CANE.
    Come tutti sanno, il nome in inglese di questo indiano è HE DOG, letteralmente CANE MASCHIO, e non LUI CANE. Il nome in LAKOTA suona infatti SHUNKA BLOKA, letteralmente CANE MASCHIO, essendo il termine bloka riferito esclusivamente ad animali. Infatti anche nella vastissima letteratura in inglese questo indiano viene sempre chiamato HE DOG, come dicevo prima, letteralmente, CANE MASCHIO, e non un INCREDIBILE LUI CANE !!
    Bastava che la signora che ha tradotto avesse guardato su di un dizionario qualsiasi i significati di HE in inglese e avrebbe tradotto bene !!! I nomi indiani erano strani, ma LUI CANE …… è incredibile che si giunga a tanta cialtroneria da parte della Mondadori. Ecco come tengono in considerazione la storia dei nativi americani !
    Un saluto a tutti
    vostro Akicita-itankan

  2. Jinlian, il 20 agosto 2008 12:01

    Ciao Akicita-itankan,

    in questo caso, spezzo una lancia a favore della collega traduttrice, che con ogni probabilità è perfettamente a conoscenza di quanto hai detto. Il problema nasce dal fatto che la Mondadori ha pubblicato qualche anno fa un altro libro su Cavallo Pazzo, “Gli spiriti non dimenticano”, il cui autore, il noto giornalista Vittorio Zucconi, ha tradotto il nome di “He Dog” appunto come “Cane Maschio”. Per questo credo che per il “Cavallo Pazzo” di Bray si sia scelto di operare in base a una “continuità editoriale”, riproponendo la traduzione (goffa, come hai giustamente fatto notare tu) di Zucconi e che la traduttrice in questo caso non abbia alcuna responsabilità.
    Sul forum parlavamo di altri problemi relativi alla traduzione dei nomi; se fai un salto lì, puoi aggiungere anche i tuoi commenti.
    Buona giornata!

  3. Jinlian, il 20 agosto 2008 14:38

    p.s. dimenticavo: per scrivere questo testo, Bray ha condotto ricerche per quasi vent’anni, sia sulle fonti dirette scritte che su quelle orali. Ammetto che queste ultime non siano sempre attendibili al 100%, specie considerando che con i passaggi da una generazione all’altra, le testimonianze orali possono subire delle variazioni anche significative, ma – almeno a mio parere – le ricostruzioni di Bray sono molto meno discutibili e improbabili di quelle di altri autori i cui romanzi ( e sottolineo romanzi) su Cavallo Pazzo passano ancora per testi storici. Concordo che in alcuni punti forse ci sono state speculazioni un po’ ardite da parte dell’autore, ma in un testo biografico è facile cadere in simili tentazioni, specie con un personaggio come Cavallo Pazzo, su cui non abbiamo molte testimonianze solide (dal punto di vista della storiografia euro-americana). Personalmente, è uno dei pochissimi testi su Cavallo Pazzo che consiglierei.

  4. Jinlian, il 20 agosto 2008 14:55

    Scusate, mi sono accorta ora di una svista nel mio primo commento. Naturalmente volevo dire che è stato Zucconi nel suo libro a proporre per primo la brutta traduzione “LUI CANE” (He Dog). Mi scuso ancora con Akicita-itankan e con tutti.

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