La sfida all’OK Corral

135° anniversario della sparatoria: 26-10-1881, 26-10-2016

A cura di Rino Di Stefano

Ve l’immaginate il candidato democratico del momento vestito da cowboy sfidare a duello il candidato repubblicano del momento, suo avversario alle elezioni presidenziali? La scena fa un po’ sorridere e ricorda quelle vignette che di tanto in tanto appaiono sulle riviste per prendere in giro il presidente degli Stati Uniti.
Satira a parte, in America c’è stato un tempo in cui il conflitto di interessi tra democratici e repubblicani spesso si risolveva davvero con la pistola alla mano. L’esempio più famoso di questo “stile politico” è quello passato alla storia come “la sfida all’O.K. Corral”.
Hollywood ci ha tramandato l’epica sparatoria in ben sedici film, il primo dei quali fu “Sfida infernale” di John Ford, nel 1946, interpretato da un magistrale Henry Fonda. Leggi il resto

O.K. Corral 1881

A cura di Sergio Mura

Ci sono argomenti ed eventi sui quali non si è scritto abbastanza e non si letto a sufficienza. La famosissima sparatoria all’OK Corral, accaduta il 26 ottobre del 1881, poco dopo le 14.30, a Tomstone in Arizona, è certamente uno di quei fatti storici per i quali ogni nuovo libro aggiunge un nuovo tassello che aiuta a comprendere cosa realmente accadde.
Quando poi la penna è quella ben ispirata del nostro Domenico Rizzi, allora la festa è doppia!
La sfida all’O.K. Corral – in una stretta striscia di terreno non ancora assegnata nota come “lotto 2”, nel 17° blocco, non molto distante dall’ingresso posteriore del corral di Tombstone – è passata alla storia come uno dei più sbrigativi regolamenti di conti fra gli uomini che rappresentavano la legge e una banda che spadroneggiava in una contea dell’Arizona e nei territori del Messico.
A sostenerla furono da un lato i tre fratelli Virgil, Wyatt e Morgan Earp, ai quali era stata formalmente conferita l’autorità per mantenere l’ordine cittadino, coadiuvati dal gambler Doc Holliday; dall’altro, il gruppo formato da Ike e Billy Clanton, dai loro amici Frank e Tom Mc Lowry e dal gregario Billy Claiborne, che miravano a conservare la propria supremazia nel turbolento centro di Tombstone. Leggi il resto

Warren Earp, una vita difficile

A cura di Omar Vicari

Warren Earp a 25 anni
Diciannove anni dopo lo scontro all’OK Corral, Warren Earp, il fratello più giovane di Wyatt, veniva ucciso in un saloon di Willcox nel sud dell’Arizona.
Alcuni giornali dell’epoca ricondussero la faccenda a una vendetta per i fatti avvenuti dopo lo scontro tra il clan Earp e quello dei cowboy. Alla morte di Morgan Earp erano seguite le uccisioni di Frank Stillwell a Tucson e poi quelle di Indian Charlie e Curly Bill Brocious. Insomma ce n’era abbastanza per pareggiare i conti.
Altri giornali invece insistettero sul fatto che Warren, un carattere difficile, si era semplicemente cacciato nell’ennesimo guaio.
Warren BaxternEarp aveva solo nove anni quando il padre, Nicholas Earp, nel 1864 condusse la famiglia da Pella (Iowa) in California, nella contea di San Bernardino.
Sarah Jane Rousseaus, la cui famiglia faceva parte della carovana, ebbe modo di descrivere nel suo diario il comportamento di Warren e lo scontro avuto con un ragazzo di nome Jimmy Hatten. Leggi il resto

L’ultima carica di Wyatt Earp

A cura di Omar Vicari

Earp vendetta: l’ultima “romantica” carica di Wyatt oppure semplici omicidi prezzolati?

Il 18 marzo 1882, alle 11 di sera, a Tombstone, una scarica di pallottole metteva fine alla vita di Morgan Earp presso il “Billiard Parlor” saloon. Era questa la risposta dei cowboy all’uccisione di Tom, Frank Mc Lowery e Billy Clanton avvenuta all’OK Corral il 25 ottobre 1881.
Dopo la morte del fratello, Wyatt fece quanto possibile per proteggere la sua famiglia. Si adoperò affinché il corpo di Morgan venisse subito trasportato in California, a Colton, presso la casa del padre. Ad accompagnare Morgan c’era James, l’altro fratello, mentre la moglie di Morgan era già in California spedita a Colton per ragioni di sicurezza prima della morte del marito.
Virgil e sua moglie Allie avrebbero seguito James e Morgan quando sarebbe stato possibile. Leggi il resto

Wyatt Earp: alla ricerca di una leggenda

A cura di Omar Vicari da un lavoro di Larry Tritten

Dal Jewish Magazine del Marzo 2001.
Alcuni anni fa avevo sentito da qualcuno […chi scrive è Larry Tritten, ndr] o letto da qualche parte che Wyatt Earp, il famoso Deputy Marshal di Tombstone, era sepolto in uno dei cimiteri di Colma, un sobborgo di San Francisco. Non essendo sicuro di quanto veniva detto o scritto, un giorno decisi di controllare e vedere personalmente il posto dove da anni riposava quel Matusalemme della colt.
Da ragazzo, io immaginavo Wyatt Earp con la pistola nella fondina, sempre pronto a fronteggiare a mani nude torme di fuorilegge, un stereotipo che Hollywood ci ha propinato in tutte le salse. Colma è una immensa necropoli con più cimiteri tra i quali spiccano quello Cinese, l’Italiano, il Greco e l’Israelitico posti lungo la strada “El Camino Real” a poche miglia a sud di San Francisco, il posto dove le persone della città decedute furono rimosse nel 1914 e poi reinterrate. Leggi il resto

Bat Masterson a Tombstone

A cura di Omar Vicari

Bat Masterson
Nel gennaio del 1880 Bat Masterson si trovava a Dodge City quando d’improvviso ricevette una richiesta d’aiuto da parte di Ben Thompson, il famoso pistolero texano.
Il fratello di Ben, Billy Thompson, si trovava ancora una volta nei guai per aver sparato, dopo una lite, a Billy Tucker all’interno del suo saloon a Ogallala nel Nebraska.
Masterson, rispettava Ben Thompson ed era suo amico, per cui accettò di aiutarlo nell’impresa di liberare il fratello. A tale scopo, si rivolse a quella celebrità che rispondeva al nome di William Frederic Cody, in arte “Buffalo Bill”.
Cody, che viveva nel suo ranch (tuttora esistente) nei pressi di North Platte
(Nebraska), conosceva bene Masterson e per simpatia decise di aiutarlo a tirar fuori dei guai quel decerebrato di Billy Thompson. Leggi il resto

Gli anni finali di Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Sulla figura di Doc Holliday sono stati versati fiumi di inchiostro. Le gesta di questo micidiale pistolero minato dalla tisi che passava da una rissa all’altra, fanno ormai parte della storiografia del West.
“Doc aveva pochi amici veri”, disse una volta Bat Masterson. Secondo il famoso sceriffo di Dodge City, Doc era perfido di natura, ma aveva un paio di qualità che a quel tempo nel West volevano dire qualcosa. Per prima cosa, il coraggio. Doc non aveva paura di nessuno e, secondariamente, c’era la totale lealtà verso gli amici. Wyatt Earp, che lo conobbe meglio di chiunque altro, ebbe a dire a Stuart N. Lake nella sua biografia, che Doc Holliday era un gentiluomo che la malattia aveva trasformato in un vagabondo di frontiera, un uomo quasi morto di consunzione e allo stesso tempo il più abile giocatore di carte e il più temerario, veloce, micidiale pistolero che avesse mai conosciuto. Leggi il resto

Il poker e il gioco d’azzardo nel vecchio west

A cura di Sergio Mura da un articolo di Kathy Weiser

Su un battello che procede lungo il Mississippi o in una tenda fumosa e scura di un campo minerario, una sola cosa poteva cambiare il destino di un uomo, trasformandolo da reietto a vincente.
Era il poker, il re dei giochi d’azzardo del vecchio west, giocato e reso popolare da baffuti eroi della frontiera del calibro di Wild Bill Hickok, Doc Holliday, “Canada” Bill Jones, Wyatt Earp e Bat Masterson, oltre che da centinaia di altri personaggi più o meno noti. Nelle vecchie cittadine di frontiera quali Deadwood, Dodge City, Tombstone e Virginia City, i giocatori d’azzardo, i “gambler” giocavano sempre con le spalle al muro e con le pistole ben attaccate ai fianchi durante le interminabili, costose e pericolosissime partite di Chuck-A-Luck, Three Card Monte, High Dice e Faro, da sempre giochi favoriti degli avventori dei saloon.
Sulle origini del gioco del poker si è discusso lungamente, senza mai arrivare ad asserzioni certe. Alcuni dicono che il poker sia nato nel XVI secolo con un gioco di carte persiano chiamato “As Nas” che si gioca con un mazzo di 25 carte contenenti cinque semi; le regole sono simili all’attuale “Five Card Stud”. Altri ritengono che sia stato inventato dai cinesi nel 900 D.C. Leggi il resto

Guai a Tombstone

A cura di Omar Vicari

Due soli mesi dopo lo scontro all’OK Corral, la notte del 28 dicembre 1881, Allen Street fu testimone di un grave fatto di sangue. Virgil Earp stava uscendo dall’Oriental Saloon per raggiungere il Cosmopolitan Hotel quando la scarica di uno shot-gun risuonò nel buio della strada. I colpi, in rapida successione, raggiunsero Virgil nella schiena e nel braccio sinistro. L’Epitaph, il giornale di John P. Clum, amico del clan degli Earp, riportò sulle righe del giornale che furono cinque i colpi sparati in rapida successione da sconosciuti nascosti nel buio dietro il Crystal Palace Saloon.
Sempre secondo l’Epitaph, tre furono gli uomini coinvolti nella sparatoria. Il fatto fu confermato da un minatore che vide fuggire i tre pochi istanti dopo gli spari.
L’articolo del giornale finiva sostenendo che in città c’era una banda di assassini che in più di una occasione aveva minacciato le vite del giudice Spicer, dello stesso Clum, quelle dei fratelli Earp e di Doc Holliday. Leggi il resto

Il grande Doc Holliday

A cura di Mario Raciti

Un ritratto di Doc Holliday
Il padre di Doc Holliday, Henry B. Holliday, era un farmacista che partecipò a numerose guerre, come la guerra degli indiani Cherokee, la guerra messicana e la Guerra Civile come Maggiore dell’Esercito Confederato. Dopo la guerra messicana, tornò a casa sua a Griffin (Georgia), con un orfano messicano chiamato Francisco Hidalgo. L’8 Gennaio 1849, Henry Holliday sposò Alice Jane McKay e nel giro di un anno nacque una figlia, Martha Eleanora, che morì ancora bambina.
Il 14 Agosto 1851 nacque John Henry (Doc) Holliday.
Alla nascita, gli venne diagnosticato un taglio al palato e, parzialmente, anche al labbro. A due mesi d’età venne operato e il difetto venne chirurgicamente risolto da suo zio, J. S. Holliday e dal cugino, il famoso medico Crawford Long. Leggi il resto

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