Cedar Creek, 21 ottobre 1876

A cura di Sergio Mura

Dopo la grande battaglia di Little Bighorn erano cambiate molte cose per gli indiani liberi. L’uccisione di tanti soldati non poteva passare inosservata e, forse, qualcuno dei grandi capi dei bianchi era semplicemente in attesa di una buona scusa per abbandonare ogni remora e puntare decisamente alla violazione di tutti i trattati.
Subito dopo il 25 giugno 1876 si era scatenato un gran dibattito tra gli alti papaveri di Washington e volarono parole grosse tra i falchi (e le fazioni che ad essi poggiavano le speranze per grandi speculazioni nelle terre indiane) e le colombe (che ancora provavano a difendere i diritti degli indiani. Leggi il resto

Black Kettle (Pentola Nera)

A cura di Marco Chiornio

Black Kettle, Pentola Nera
Si hanno a disposizione solo poche note sulla vita del capo dei Cheyenne del Sud Pentola nera (????-1868), ma i suoi ripetuti sforzi per assicurare al suo popolo una pace dignitosa, nonostante le promesse non mantenute dall’uomo bianco e diversi attentati di cui fu vittima, ci fanno capire che grande condottiero sia stato e ci insegnano quanto fosse determinata la sua fiducia nella coesistenza tra la società dei bianchi e la cultura dei popoli delle pianure. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 7

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Mappa 8. Il Massacro di Fetterman
La mattina del 21 dicembre 1866, un venerdì, era un’alba fredda e grigia attorno a Fort Phil Kearny. La temperatura si aggirava attorno allo zero e la neve imbiancava le valli, i boschi di pini e le dorsali dei contrafforti delle montagne Bighorn. Verso le 10 il colonnello Carrington ordinò che i carri per il legname si mettessero in viaggio per la pineta, per la solita missione giornaliera di taglio degli alberi. Sapendo che era probabile un attacco contro il convoglio, egli mandò una pattuglia particolarmente folta assieme ai carri. Nel giro di un’ora, la sentinella dislocata sull’altura di Pilot Knob segnalava che il convoglio dei carri era sotto attacco; dal forte si potevano udire gli spari. Leggi il resto

Philip Sheridan: “L’unico indiano buono…”

Il Generale Philip Sheridan davanti alla sua tenda con lo staff
Il Generale Philip Sheridan giocò un ruolo di assoluto primo piano nella lunga guerra dell’esercito americano contro gli indiani delle pianure, ottenendo di costringerli dentro le riserve con la tattica della “guerra totale”.
Sheridan nacque ad Albany, nello stato di New York, nel 1831, ma crebbe nell’Ohio.
Frequentò l’accademia militare a West Point dove si diplomò quasi ultimo della sua classe dopo un anno di sospensione inflittogli perché aveva aggredito un compagno di corso con la baionetta durante un acceso litigio. Come molti altri generali resi famosi dalle guerre indiane, anche Sheridan si fece le ossa nel corso della guerra civile. Da oscuro Tenente in servizio nell’Oregon, raggiunse il comando della cavalleria dell’unione a guerra civile ormai conclusa. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 5

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 6. I Forti della Bozeman Trail, 1866–68
Il fallimento della Spedizione Connor spinse il governo a cercare una soluzione diplomatica e, nel giugno 1866, mentre un certo numero di capi delle tribù del fiume Powder si trovavano a Fort Laramie per negoziare un trattato che permettesse l’attraversamento sicuro della piana del Powder, il colonnello Henry B. Carrington condusse il 2° Battaglione del 18° Fanteria sulla Pista di Bozeman. Leggi il resto

Vita da soldato durante la Guerra Civile

A cura di Renato Panizza

Gli uomini che affluivano a migliaia nei campi militari, attratti dai bandi di reclutamento e infervorati di retorica, si aspettavano di immergersi in gloriose battaglie, mettere in fuga il nemico e far presto ritorno a casa.
Non ci misero, però, molto a capire che la loro principale occupazione non sarebbe stata quella di combattere, un giorno si e uno no. La vera essenza del fare il soldato era ben altra: lunghi, interminabili mesi da passare negli accampamenti, tra una battaglia e l’altra o uno spostamento, patendo il freddo o il caldo, in mezzo al fango o alla polvere; svegliarsi all’alba, tutti i giorni, e poi esercitazioni e manovre fino a sera; mille mansioni da svolgere, dal raccogliere la legna e pulire il campo, a scavare latrine. Ufficiali matti, estenuanti turni di guardia, picchetti e avanposti nei paraggi del nemico,con qualsiasi tempo e a qualsiasi ora. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 3

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 4. Le Campagne del 1863–1864
Verso la fine del 1862 l’esercito mancava delle risorse per inseguire i Sioux che erano fuggiti ad ovest, nel Dakota. Fu solo nell’estate 1863 che il generale John Pope, comandante del Dipartimento del Nord Ovest, riuscì a raccogliere abbastanza fondi e uomini per continuare la campagna. Egli pianificò un’azione a tenaglia per trovare e punire i Santee fuggitivi e minacciare sia gli Yankton sia i Teton che avevano cominciato ad appoggiare i loro fratelli dell’est. Leggi il resto

Fort Bowie

A cura di Angelo D’Ambra

Truppe in marcia da Fort Bowie
Uno dei siti militari più importanti del Southwest fu Fort Bowie, nel sud-est dell’Arizona. Questo forte sorgeva nel bel mezzo del territorio chiricahua e sorvegliava l’Apache Pass – noto anche con il nome spagnolo di Puerto del Dado – e la sua importante riserva d’acqua, l’Apache Springs. I suoi fondatori sicuramente erano consapevoli del carattere strategico della sua posizione e forse subito intuirono l’importanza che esso avrebbe un giorno avuto.
L’Apache Pass, ad un’altitudine di 5.110 piedi (1.560 metri), è un’insenatura poco profonda nella contea di Cochise che permetteva il passaggio tra i Monti Chiricahua e le Dos Cabezas Mountains. Leggi il resto

Piste e sentieri del west

Un conestoga in marcia
I primi veri esploratori del Nord America furono senza alcun dubbio gli indiani. Uomini e donne espertissimi, spesso legati ad uno stile di vita nomade, gli indiani girarono in lungo ed in largo, visitando ogni posto in cui gli fosse possibile arrivare e conveniente restare.
La ragnatela dei loro spostamenti disegnava a volte gli stessi itinerari ed i ripetuti passaggi segnavano le piste. Il continuo attraversamento di decine e centinaia di persone, a più riprese nel corso dello stesso anno, impediva la crescita dell’erba e questi sentieri, larghi originariamente appena quanto un uomo, restavano ben visibili, ma ai soli occhi di chi sapeva muoversi in quelle terre. Leggi il resto

12-4-1861: il bombardamento di Forte Sumter

A cura di Renato Panizza

Attacco a Fort Sumter, inizia la Guerra Civile Americana
Il 12 aprile 1861, nella rada di Charleston in Sud Carolina, alle ore 4,30 del mattino, si udirono i primi colpi dei cannoni sudisti tuonare contro forte Sumter: la guerra civile americana era cominciata! Fu un conflitto sanguinosissimo, in cui gli Americani soffrirono le più alte perdite mai avute in tutte le guerre da loro combattute. Alla fine dei quattro anni di guerra, in un’area equivalente all’estensione di più di quattro volte la Francia, si contarono più di 620.000 morti: una cifra che supera il computo totale dei caduti americani nelle due grandi guerre mondiali, nella guerra di Corea (1950-53) e del Vietnam (1965-73); sommati ai caduti nella guerra di indipendenza dalla madre patria inglese (1775-83), nella guerra contro l’Inghilterra, combattuta anch’essa sul suolo americano nel 1812-15, nella guerra contro il Messico (1846-48), e infine nella guerra contro la Spagna del 1898. Leggi il resto

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