Piste e percorsi dei comanche a sud del Rio Grande

A cura di Renato Ruggeri


Recentemente ho avuto l’opportunità di leggere un articolo del Prof Joaquin Rivaja Martinez – uno dei più importanti storici dei Comanches – dal titolo “Tras la huella de los bárbaros (sulle tracce dei barbari): Itinerarios comanches a través de México, 1821-1875.” L’articolo è contenuto nel libro “Los caminos transversales. La geografía histórica olvidada de México”, edito da Chantal Cramaussel.”
Uno dei capitoli è intitolato “Itinerarios y lugares significativos al sur del Rio Grande” e costituisce lo spunto per questo approfondimento. Leggi il resto

A cavallo con il Pony Express

A cura di Luciano Guglielmi


Nella seconda metà degli anni 50 del 19° secolo, L’estremo Ovest dava segni d’impazienza nei riguardi del governo centrale dell’unione. Erano in atto anche i fermenti negli stati del Sud, che avrebbero portato alla guerra civile.
Nell’Ovest serpeggiava il malcontento, le comunicazioni con il resto degli stati erano pessime, una lettera o non arrivava o impiegava da sei mesi ad un anno per arrivare. Leggi il resto

La pista dei ladri

A cura di Luca Barbieri


Col trattato di Laramie del 1868, le 43.000 miglia quadrate delle Paha Sapa (le colline sacre del popolo Lakota passate poi alla storiografia ufficiale con il nome di Black Hills) erano state trasformate “per sempre” in riserva Sioux. Nessun dubbio interpretativo a riguardo, il testo diceva: “Nessuna persona bianca sarà autorizzata a insediarsi o a occupare una parte qualsiasi del territorio, o passare attraverso lo stesso, senza il consenso degli indiani”. Leggi il resto

L’arrivo dei bianchi e le prime esplorazioni

A cura di Luana Leonini

Lo sbarco dei bianchi
L’esplorazione del Nord America da parte dell’uomo bianco durò più di quattro secoli, dal XV al XX. Durante il periodo coloniale, fino alla rivoluzione americana, cinque nazioni europee inviarono spedizioni sotto le loro bandiere e presero possesso del territorio scoperto: Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Russia. Il Portogallo ebbe anche una parte attiva nella prima esplorazione, stabilendosi poi nell’America del Sud. E la Svezia occupò il territorio nella Baia di Delaware dal 1638 al 1654. Persone singole, provenienti da paesi europei, fecero viaggi di esplorazione in nome dei cinque maggiori Stati aventi diritto.
Poi, più avanti, esploratori canadesi e statunitensi, si incrociarono sul continente, scoprendo le terre selvagge rimaste per l’insediamento dell’uomo bianco.
I molti fattori per cui gli europei e i loro discendenti esplorarono il cosiddetto Nuovo Mondo, sono compresi nel concetto del Rinascimento, periodo che fece emergere l’Europa dal Medioevo: dal punto di vista politico c’era una tendenza verso uno stato-nazione unificato e centralizzato, partendo dal sistema feudale. Leggi il resto

L’avventura del Pony Express

A cura di Omar Vicari

Tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, la popolazione del nord America era concentrata essenzialmente lungo la costa orientale. Dopo la rivoluzione e l’affrancamento dall’Inghilterra, gli americani cominciarono a guardare all’ovest, verso quelle terre inesplorate che permettevano loro di raggiungere nuovi traguardi. Il Mississippi River poteva essere stato una naturale barriera alla nuova espansione, ma l’acquisto della Louisiana nel 1803 rimosse quella barriera e nell’arco di circa quarant’anni quattro nuovi stati vennero creati in quelle regioni selvagge.
La frontiera, che prima aveva come margine il fiume Mississippi, ora veniva spostata al fiume Missouri. Quando il 24 gennaio 1848 venne data la notizia della scoperta dell’oro in California, decine di migliaia di coloni attraversarono il Missouri per riversarsi nelle sconfinate pianure dell’odierno Nebraska in direzione della California. Leggi il resto

Spedizioni ed esplorazioni nel Nord-America

A cura di Luana Leonini

L’ esplorazione del continente americano, in quanto tale, non si sviluppò solo in seguito al Rinascimento, ma ebbe un suo proprio sviluppo, in quanto le notizie provenienti dal Nord America e sui suoi abitanti, rivoluzionarono la visione del mondo da parte degli europei. Per le generazioni successive, che soffrivano per la sovrappopolazione, per la povertà e le persecuzioni religiose in Europa, l’America del Nord divenne un simbolo di speranza e di vita nuova.
Come risultato, tutti questi avvenimenti, più o meno giustificati (dagli interessati), avvenivano a spese delle popolazioni indigene del Nord America.
Tutte le spedizioni effettuate dalle maggiori potenze erano guidate da esploratori che non erano cittadini di quelle nazioni: Colombo, che navigò per la Spagna nel 1492, era italiano; Caboto, al servizio dell’Inghilterra, era anch’esso italiano come il Verrazzano che navigava al servizio della Francia. Nel 1524 l’inglese Hudson esplorava per conto dell’Olanda, nel 1741 il danese Bering era al servizio della Russia. Leggi il resto

Bozeman Trail

A cura di Paolo Santoni


Lo storico Attraversamento Bozeman è situato sull’argine del Clear Fork sul Fiume Powder. Questa zona fu di importanza strategica nella storia della colonizzazione dei territori del Wyoming, del Montana e del Dakota negli anni tra il 1860 e il 1870.
Il Sentiero di Bozeman, aperto da John Jacobs e John Bozeman nel 1863, garantiva ai pionieri una traversata più facile e più veloce verso l’ oro dei territori del Montana. Dovete cancellare dalla vostra immaginazione qualsiasi ponte, autostrada, città e linea elettrica, parte integrante della moderna civilizzazione e dell’odierno sistema di comunicazione e di trasporto.
Immaginatevi un solo ed unico corso d’acqua, limpido, che dalla propria fonte tra le Shining Mountains (chiamate dai Nativi Americani le Bighorn Mountains ), serpeggia tra le verdi pianure, costeggiato solo occasionalmente da qualche albero. Leggi il resto

La terribile avventura della Carovana Donner

A cura di Sergio Mura

A partire dalla metà del XIX secolo sia la terra che le opportunità di crescita e arricchimento erano diventate abbastanza scarse, quando non inconsistenti, in tutti gli stati orientali degli USA.
Le epidemie di colera erano diventate una costante in molte città dell’est, sovrappopolate e con una cultura dell’igiene giocoforza abbastanza limitata.
Fu proprio allora e in queste miserande condizioni, che le classi sociali meno abbienti, ma incredibilmente anche molti della borghesia, iniziarono a gettare uno sguardo più che speranzoso verso l’Ovest, il West, la frontiera, con tutti i suoi richiami di avventura, spazi illimitati, ricchezza diffusa e a portata di mano e possibilità di rigenerarsi in una nuova, emozionante vita. Migliaia di persone decisero perciò di trasformarsi in pionieri e iniziarono ad imballare e impacchettare tutti i propri averi, pochi o molti che fossero, a stiparli all’interno di un qualsiasi mezzo di trasporto e muoversi con decisione verso il proprio sogno. A Ovest!
George Donner, un agricoltore 65 anni, invece di pensare a godere della piccola agiatezza in cui viveva, era tra quelli che spiccavano per il desiderio degli spazi infiniti del west di cui aveva sentito parlare. Leggi il resto

La sconfitta di Grattan

A cura di Sergio Mura

Fort Laramie nel 1849
Con il 1849 finì l’epoca del commercio delle pellicce nelle pianure del nord ovest degli attuali Stati Uniti. Allora quei posti erano saldamente nelle mani delle varie famiglie della nazione Sioux, una tra le più bellicose sul suolo americano. Finì perché il Governo decise che si doveva intervenire per tutelare il flusso crescente di bianchi che attraversavano le zone dell’Upper Platte per dirigersi verso Ovest. Gli indiani erano sempre più nervosi anche a causa delle ondate di malattie terribili quali il colera, il morbillo ed il vaiolo che li decimavano e contro le quali non erano in grado di opporre alcuna resistenza.
“Sono magie dei bianchi”, era la voce che correva da un campo all’altro, diffondendo un odio sempre più radicato e, apparentemente, ben motivato.
Il Governo, dunque, decise per l’acquisto del vecchio posto di scambio della compagnia delle pellicce, Laramie Fork, per trasformarlo in poco tempo in una postazione militare che venne chiamata Fort Laramie. Leggi il resto

La lotta di Nuvola Rossa e Cavallo Pazzo

A cura di Sergio Mura

Il governo americano si è sempre posto nei confronti dei popoli nativi in una maniera perlomeno ambigua. Da un lato non ha mai mancato di blandire quelle genti con un trattamento inizialmente gentile e persino sensibile. Dall’altro ha fatto di tutto per mancare agli impegni presi, ricorrendo sempre più spesso e violentemente alla forza. Funzionari del governo hanno a più riprese redatto trattati pomposi e ambigui attraverso i quali si garantivano piccole somme di denaro agli indiani in cambio della cessione delle loro terre (o di parte di esse) e quando quei trattati venivano di fatto stracciati con la prepotenza di chi invadeva le terre indiane, ecco che piuttosto che dover sostenere una guerra, i solerti funzionari di stato si rimettevano in moto con nuovi accordi o trattati che garantivano la proprietà delle terre restanti (ma che sottolineavano la perdita di altre…). Leggi il resto

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