Bill Tilghman, il migliore tra gli uomini di legge

A cura di Omar Vicari

Bill Tilghman viene oggi considerato come uno dei più famosi e capaci uomini di legge della frontiera. Bat Masterson che conobbe la violenza di Dodge City di quei tempi, nei suoi appunti sui gunfighters” del vecchio west che scrisse a New York quando ormai si occupava di giornalismo, annotò testualmente : “il vecchio Tilghman è stato il migliore di tutti noi”.
Con Chris Madsen e Heck Thomas, Tilghman formò quella squadra di polizia nota col nome dei “guardiani” del giudice Parker nel territorio dell’Oklahoma. Leggi il resto

La rapina al treno di Kinsley

A cura di Omar Vicari

Rapina al treno
L’inverno nelle pianure del Kansas si presentava come al solito freddo e gelido e quel gennaio del 1878 non aveva fatto eccezione. A Kinsley, un piccolo assembramento di case a nord-est di Dodge City, la gente probabilmente era intenta ad affrontare il freddo intenso e non immaginava certo i guai che un pugno di fuorilegge avrebbero causato quando con le pistole in pugno arrivarono allo scalo ferroviario della città. Leggi il resto

Dave “Dirty” Rudabaugh

A cura di Omar Vicari


Un ritratto di Dave “Dirty” Rudabaugh
David Rudabaugh nacque nella contea di Fulton in Illinois nel 1854. Nel 1870 la sua famiglia si trasferì nel Kansas e più tardi nel Colorado. Il soprannome “Dirty“ che nella lingua inglese è sinonimo di sporco, gli venne affibbiato poiché non amava molto l’acqua e usava vestire spesso luridi vestiti. Il suo nome iniziò ad apparire nelle cronache del west come capo di una banda di razziatori di bestiame in Texas. Leggi il resto

Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Doc Holliday
John Henry Holliday, conosciuto in tutto l’ovest col nomignolo di “Doc”, fu una delle figure più emblematiche di tutta la frontiera. Vissuto in una società feroce di fine ottocento, fu il simbolo di quella violenza che si portò dietro in tutte le città che testimoniarono la sua presenza.
Doc Holliday nacque a Griffin (Georgia) il 14 Agosto 1851 da famiglia aristocratica. Suo padre, Henry Burroughs Holliday fu proprietario di piantagioni e durante la guerra civile un maggiore della Confederazione. La madre, Alice Jane McKey, morì precocemente di tisi, una malattia che avrebbe più tardi colpito anche il giovane John. Una trisavola di Holliday, Alice Hardin, era guarda caso anche la trisavola di John Wesley Hardin, quindi i due erano cugini di quarto grado.
Evidentemente buon sangue non mente. Dopo la morte della madre avvenuta nel 1866, il padre si risposò molto presto e con la famiglia andò a stabilirsi a Valdosta (Georgia).
Alla nascita, John presentò un piccolo difetto al labbro superiore. Suo zio John McKey, da cui Holliday prese il nome, era un ottimo chirurgo che riuscì in qualche modo a rimediare all’imperfezione. Leggi il resto

Gli anni finali di Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Sulla figura di Doc Holliday sono stati versati fiumi di inchiostro. Le gesta di questo micidiale pistolero minato dalla tisi che passava da una rissa all’altra, fanno ormai parte della storiografia del West.
“Doc aveva pochi amici veri”, disse una volta Bat Masterson. Secondo il famoso sceriffo di Dodge City, Doc era perfido di natura, ma aveva un paio di qualità che a quel tempo nel West volevano dire qualcosa. Per prima cosa, il coraggio. Doc non aveva paura di nessuno e, secondariamente, c’era la totale lealtà verso gli amici. Wyatt Earp, che lo conobbe meglio di chiunque altro, ebbe a dire a Stuart N. Lake nella sua biografia, che Doc Holliday era un gentiluomo che la malattia aveva trasformato in un vagabondo di frontiera, un uomo quasi morto di consunzione e allo stesso tempo il più abile giocatore di carte e il più temerario, veloce, micidiale pistolero che avesse mai conosciuto. Leggi il resto

Il poker e il gioco d’azzardo nel vecchio west

A cura di Sergio Mura da un articolo di Kathy Weiser

Su un battello che procede lungo il Mississippi o in una tenda fumosa e scura di un campo minerario, una sola cosa poteva cambiare il destino di un uomo, trasformandolo da reietto a vincente.
Era il poker, il re dei giochi d’azzardo del vecchio west, giocato e reso popolare da baffuti eroi della frontiera del calibro di Wild Bill Hickok, Doc Holliday, “Canada” Bill Jones, Wyatt Earp e Bat Masterson, oltre che da centinaia di altri personaggi più o meno noti. Nelle vecchie cittadine di frontiera quali Deadwood, Dodge City, Tombstone e Virginia City, i giocatori d’azzardo, i “gambler” giocavano sempre con le spalle al muro e con le pistole ben attaccate ai fianchi durante le interminabili, costose e pericolosissime partite di Chuck-A-Luck, Three Card Monte, High Dice e Faro, da sempre giochi favoriti degli avventori dei saloon.
Sulle origini del gioco del poker si è discusso lungamente, senza mai arrivare ad asserzioni certe. Alcuni dicono che il poker sia nato nel XVI secolo con un gioco di carte persiano chiamato “As Nas” che si gioca con un mazzo di 25 carte contenenti cinque semi; le regole sono simili all’attuale “Five Card Stud”. Altri ritengono che sia stato inventato dai cinesi nel 900 D.C. Leggi il resto

Dave “Mysterious” Mather

A cura di Omar Vicari

Dave “Mysterious” Mather
Nato il 10 agosto 1851 da Ulysses e Lycia Mather, Dave veniva da una famiglia di marinai di origine inglese. Nel Massachusetts dove passò l’adolescenza, il giovane Dave crebbe col desiderio di essere un giorno un poliziotto, di stare insomma dalla parte della legge.
Descritto come un uomo alto, snello, con folti baffi alla moda del tempo, Dave era un uomo di poche parole, una caratteristica che gli valse il soprannome di “Misterious Dave“.
Sebbene Mather avesse aspirazione a essere un uomo di legge, egli, come altri lawmen del suo tempo, si trovò talvolta a legare le proprie vicende con quelle di noti fuorilegge.
A sedici anni, assieme al fratello Josiah, si spostò nel west. Nel 1873, Mather si trovò coinvolto in un furto di bestiame in Arkansas e un anno più tardi fece la sua prima comparsa a Dodge City dove in seguito sarebbe tornato frequentemente sia come rappresentante della legge, sia come fuorilegge. Leggi il resto

Hyman G. Neill, noto come “Hoodoo Brown”

A cura di Omar Vicari

Hyman G. Neill, meglio noto come “Hoodoo Brown“, veniva da una buona famiglia di Lexington nel Missouri. Il padre, avvocato, avrebbe voluto abbracciare gli ideali della Confederazione allo scoppio della guerra civile, ma allo stesso tempo non volle rinnegare il giuramento fatto alla costituzione degli Stati Uniti per cui combatté dalla parte dell’Unione.
Quella di Neill era una famiglia tradizionale del Sud degli Stati Uniti di Lexington (Missouri). Suo padre si era trasferito a Lexington dalla Contea di Lee (Virginia) negli anni 1830. Questa scelta, abbinata alla morte di sua moglie, fece sì che trasferisse la sua famiglia a Johannesburg (Missouri) dopo la guerra. La data di nascita è ignota. Leggi il resto

Storia e immagini di Dodge City attraverso un secolo

A cura di Omar Vicari

Nel 1821, un cocciuto mercante nord-americano di nome William Becknell, col proposito di avviare un commercio verso i territori del sud-ovest, spinse i propri carri su una pista che partiva dal Missouri e che arrivava a Santa Fe, a quel tempo ancora territorio messicano.
Sulle prime, gli indiani delle pianure stettero un po’ a guardare incuriositi i primi uomini bianchi che attraversavano quelle terre selvagge. Quando però col tempo la fiumana di carri e persone divenne incontrollabile, iniziarono i primi attacchi alle carovane. Per favorire l’avanzata verso ovest, nel 1847 fu allora costruito Fort Mann lungo la pista per Santa Fe che, a dire il vero, era più che altro una stazione per la riparazione dei carri che vi sostavano. Nel 1850 il forte fu sostituito con Fort Atkinson che a sua volta fu abbandonato per far posto a quello che ancora oggi è conosciuto come Fort Dodge. A pochi chilometri a ovest del forte fu fondata quella che sarà considerata la più selvaggia delle città di frontiera : Dodge City. Leggi il resto

Wyatt Earp e Clay Allison

A cura di Omar Vicari

Clay Allison
La storia della frontiera americana, intesa come quel periodo in cui milioni di persone si spinsero dalla costa dell’est verso quella del pacifico, è stata scritta senza ombra di dubbio dalla volontà dei pionieri di arrivare in terre allora selvagge e sconosciute, terre il cui habitat sembrava essere esclusiva di indiani ed animali feroci.
Il sudore e il sangue di quegli uomini piegò la natura e fecero di quelle terre ciò che oggi sono gli Stati Uniti d’America. In quegli anni turbolenti, quando nelle praterie si cominciava a gettare le basi di città come Abilene o Dodge City, non esisteva un minimo straccio di legge.
Per molto tempo si mantenne l’uso della legge del taglione, quella del farsi giustizia da sé, specie quando un giudice, sempre che ce ne fosse uno, emetteva sentenze che erano in chiaro contrasto col buon senso comune. Leggi il resto

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