Le ragioni di uno scontro

A cura di Giovanni De Sio Cesari

I rapporti fra i coloni bianchi e gli indiani seguirono uno schema che potremmo definire “classico” in queste situazioni. All’inizio i bianchi erano pochi, dediti alla caccia e al commercio; non venivano percepiti quindi dai pellerossa come un pericolo e potevano avere con essi rapporti più o meno pacifici inframezzati da scontri sanguinosi. I bianchi rappresentavano cioè come un’altra tribù con la quale, secondo le circostanze, potevano esserci rapporti amichevoli o ostili come avveniva per ogni altra tribù.
Man mano però il numero dei bianchi aumentava, arrivavano i coltivatori che recintavano le terre, arrivavano i grandi allevatori che si appropriavano dei pascoli e l’avanzata dei bianchi diventava una valanga incontenibile. Leggi il resto

Ishi, l’ultimo Yahi

A cura di Laura Sampietro

Ishi mentre accende un fuoco
Ishi faceva parte della tribù degli Yahi, un piccolo raggruppamento del popolo Yana, quasi sterminata nella strage di Mill Creek nel 1866. Quasi, ovviamente, altrimenti Ishi non sarebbe esistito.
Viveva nella California centrale, nell’attuale parco nazionale di Lassen.
Della sua storia esistono varie versioni, alcune delle quali sono certamente legate al periodo di forti strumentalizzazioni ideologica ed economica in cui sono nate.
Alcuni punti sono comuni alle diverse interpretazioni e noi, attingendo alle varie fonti e confrontandole tra loro, vi proponiamo questa nostra versione.
Tutto iniziò il 10 novembre del 1908 quando alcuni “sorveglianti” di una fattoria videro per la prima volta quello che descrissero come un “uomo selvaggio” che si muoveva furtivamente nei dintorni della loro proprietà, pur non riuscendo a bloccarlo, né a sapere qualcosa in più sul suo conto. Era pur sempre il west, quindi è meglio che sia andata così piuttosto che col consueto epilogo di fucilate! Leggi il resto

Gli indiani e il rapporto con i “visi pallidi”

A cura di Giovanni De Sio Cesari

Gli indiani ebbero sempre una pessima impressione della moralità dei bianchi, li considerarono sempre dei demoni e lo stesso colore pallido dei loro visi aumentava la suggestione che si trattasse effettivamente di spiriti malvagi
Due caratteristiche in particolare colpirono subito sfavorevolmente gli indiani: l’egoismo e la menzogna.
Essi videro con stupore che vi erano molte differenze economiche fra i bianchi e sembrava che gli uni non si curassero degli altri. Vedevano alcuni che avevano molto di più di quanto potesse servire loro e altri che non avevano niente e forse soffrivano essi stessi la fame.
La cosa appariva incomprensibile in una società nella quale le differenze economiche e sociali erano pressoché inesistenti e comunque assai ridotte dalle attenzioni che i più fortunati riservavano ai più disgraziati. Leggi il resto

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