La battaglia del fiume Little Big horn – 25 giugno 1876

A cura di Sergio Mura

La fase finale della battaglia di Little Bighorn
Il 25 giugno del 1876, nei pressi e lungo il fiume Little Bighorn, nel territorio statunitense del Montana, si svolse quella che è probabilmente la più conosciuta, studiata e famosa battaglia combattuta tra l’esercito degli Stati Uniti e una coalizione di indiani Sioux, Cheyenne e Arapaho. Essa va inserita nel contesto drammatico e più generale delle Guerre indiane, combattute a partire dal Settecento e fin tutto l’Ottocento tra i nativi americani e i coloni prima e successivamente tra i nativi americani e l’esercito statunitense poi. Leggi il resto

Il Little Bighorn secondo Red Horse

A cura di Michele De Concilio

Quello che segue è il racconto della battaglia del Little Bighorn per quello che fu dato vedere al coraggioso guerriero Red Horse (Cavallo Rosso), un Sioux piuttosto in vista tra la sua gente.
Cinque primavere fa io, con molti nativi Sioux, prendemmo ed arrotolammo i nostri tepee e ci spostammo dal fiume Cheyenne al fiume Rosebud, dove eravamo accampati da pochi giorni; quindi muovemmo il nostro campo verso il fiume Little Bighorn e mettemmo le nostre tende presso il grande campo dei Sioux. Leggi il resto

Sul campo insanguinato del Little Big Horn

A cura di Franco Recanatesi
Libbie e George A. Custer
Ecco come un noto giornalista, appassionato di storia del west, vede e descrive alcuni tra i più noti protagonisti della battaglia di Little Big Horn.
George Armstrong Custer, 37 anni, soprannominato “Boy general” per avere raggiunto il più alto grado della cavalleria a soli 23 anni durante la guerra di Secessione. Nato a New Rumley (Ohio) nel 1839. Un coraggio da leone, ferocissimo con gli indiani, durissimo con i suoi soldati, innamorato pazzo della moglie Elizabeth Bacon, morta a 91 anni nel 1933: le spediva dalla frontiera anche due lettere al giorno, per lei – l’amata “Libbie” – finì sotto la Corte marziale per averla raggiunta a 300 miglia di distanza abbandonando il proprio distaccamento.
I disertori li faceva fucilare sul posto, nel massacro dei Cheyenne a Washita non risparmiò nè donne nè bambini. Leggi il resto

I molti miti da sfatare sulla battaglia di Little Big Horn

A cura di Renato Ruggeri

Al riguardo della grande battaglia svoltasi al Little Big Horn tra il 7° Cavalleria e la coalizione di indiani comprendente, tra gli altri, Sioux, Cheyenne e Arapaho, si sono dette e scritte molte cose. All’inizio, al tempo della battaglia, la stampa difettava di informazioni di prima mano e, comunque, viziava i resoconti con un’incredibile farcitura di emozioni e luoghi comuni. In seguito non sono stati fatti grandissimi passi avanti, se non abbastanza recentemente con un fitto intreccio di archeologia, studio delle fonti e il semplice ragionamento storico. Leggi il resto

I Comanche, i Lipan e le missioni Spagnole

A cura di Renato Ruggeri

Nei primi anni del 1750 i Lipan, incapaci di arrestare l’avanzata Comanche, chiesero aiuto agli Spagnoli, promettendo in cambio la conversione al cristianesimo e di adeguarsi a una vita sedentaria. Gli Spagnoli accettarono per diversi motivi. I missionari provavano il sincero desiderio di diffondere il cristianesimo tra gli “indios barbaros”, mentre per gli ufficiali civili e militari lo scopo era diverso. La costruzione di missioni nel territorio Lipan avrebbe fatto diminuire i problemi con gli indiani lungo il basso Rio Grande, salvaguardando anche i nascenti villaggi a Nord del fiume e favorito l’estensione del dominio imperiale. Un’alleanza Spagna-Apaches avrebbe, inoltre, contrastato la penetrazione Francese in Texas e sarebbe servita come scudo contro gli attacchi dei Comanches e dei Nortenos (Wichitas e Hasinais), loro alleati. Leggi il resto

La battaglia del Rosebud

A cura di Sergio Mura

Nel corso dei primi mesi del 1876 fu chiaro a tutti, ad eccezione degli indiani considerati ostili dal governo degli stati Uniti, che si stava muovendo la più grande forza militare contro gli ultimi resistenti delle pianure del nord-ovest.
L’ingiunzione a tutte le bande ancora fuori dagli stretti ambiti delle riserve, a farvi rientro (o ad entrarvi se era la prima volta) abbandonando la vita libera, fu la mossa decisiva.
Una pretesa che considerava solo l’esigenza della gente bianca e del governo americano, ma assai poco rispettosa delle usanze e delle necessità delle tribù indiane.
L’ordine, infatti, fu emanato intimando tempi molto ristretti e imponendo l’obbedienza degli indiani in pochissime settimane, cosa impossibile con l’inverno alle porte. Leggi il resto

Le guerre contro i Cheyenne


I Cheyenne, come tantissimi altri gruppi di indiani, vivevano un tempo ad est del grande fiume Missouri. Spostatisi per diverse vicissitudini verso ovest, divennero cacciatori nomadi quando popolarono le Grandi Pianure, incarnandone lo stile di vita nomade. Verso la metà del secolo XIX, con la pressione dei bianchi che aumentava di giorno in giorno, seppero interpretare la necessità di non restare isolati, ricercando una qualche forma di alleanza con i Sioux e gli Arapaho. Leggi il resto

Il massacro delle Cypress Hills

A cura di Paolo Scanabucci

L’attacco al campo indiano
Nel Dicembre del 1874 il vice commissario James MacLeod entrò in Montana dal Canada per fare piena luce su un tragico fatto di cronaca: il massacro delle Cypress Hills.
Immigrato di origine scozzese (era nato infatti a Drynoch nell’isola di Skye), aveva ottenuto dal governo americano il permesso di entrare in territorio USA per investigare su un episodio che aveva visto coinvolti una tribù di Assiniboine, dei cacciatori americani di bisonti e lupi e alcuni commercianti di whisky americani e canadesi. Erano presenti anche degli agenti di commercio Metis, cioè discendenti da matrimoni tra nativi e franco-canadesi; attualmente sono uno dei tre popoli riconosciuti dalla Costituzione del Canada. Leggi il resto

I miti da sfatare sul massacro del Sand Creek

A cura di Renato Ruggeri

L’attacco al campo sul fiume Sand Creek
Sul famosissimo massacro del Sand Creek, talvolta definito anche battaglia del Sand Creek, sono stati spesi fiumi di inchiostro e, talvolta, da questo mare di parole ci si è allargati a vere e proprie mistificazioni o esagerazioni. Dalla testimonianza di Silas Soule e altri del tempo, è comunque emersa una drammatica verità che nessuna ulteriore ricostruzione a posteriori potrà mai cancellare: si è trattato di un massacro dai risvolti talvolta sadici. Negli Stati Uniti, però, alcuni studiosi – anche di notevole fama – si sono dedicati per lungo tempo a riordinare i fatti per quel che è stato possibile e senza la pretesa di arrivare alla verità assoluta. Leggi il resto

White Bull, il guerriero che uccise Custer

A cura di Sergio Mura

Il famoso guerriero Lakota Minneconjou White Bull (Thathánka Ská) nacque nelle Black Hills del South Dakota nel 1849 in una famiglia alquanto importante all’interno del popolo delle pianure. Suo padre era un capo Minneconjou, Makes Room, e sua madre era la Hunkpapa Good Feather Woman. Suo zio era uno dei più grandi capi Sioux di tutti i tempi, Toro Seduto. Suo fratello era il noto One Bull. Leggi il resto

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