Stivali e sella, il vestiario del cow-boy

A cura di Luca Barbieri


Da un uomo che passava gran parte del suo tempo in sella ad un cavallo non c’è da aspettarsi un’eccessiva raffinatezza nel vestire; ed in effetti la massima attenzione del cowboy andava principalmente a due sole cose: stivali e sella.
I primi dovevano essere solidi (perché in viaggi che potevano durare mesi non si aveva certo la possibilità di cambiarli spesso), col tacco alto (lo esigeva la moda dell’epoca e, d’altronde, siffatte calzature non erano state concepite per camminare) e morbidi (per non trasformare i piedi dei cowboys in spugne gonfie di sangue). Leggi il resto

Vita da cowboy

A cura di Luciano Guglielmi

Non c’è nulla al mondo di più inseparabile di un Cowboy dal Cavallo, poi naturalmente, anche dall’oggetto del suo lavoro cioè i bovini, ma anche dai suoi cani, aiutanti fedeli.
Così era nel mito quando si è formata questa professione, così è ancora oggi nelle grandi e alte praterie di Wyoming, Montana, Idaho, Utah e Colorado, i cosiddetti Stati delle Rocky Mountain.
Al tempo del mito, lo stato dei Cowboys è il Texas che assieme al New Messico, dopo la Civil War, detiene il primato della produzione di bovini. Seguito a ruota dall’unione di Nevada, Oregon e California, dove operano i Buckaroos, i primi grandi allevatori di bovini del Nord America.
Il ventennio che va dal 1865 al 1885, vede le figure del Cowboy e del Buckaroo, divenire un mito, soprattutto per i grandi Cattle Drive, gli spostamenti delle mandrie, dalle pianure d’allevamento ai centri mercantili delle grandi aree di consumo. Leggi il resto

La guerra della Contea di Lincoln

A cura di Omar Vicari


Gli Stati Uniti d’America sono stati da sempre terra di emigranti. Sin dai tempi dei Padri Pellegrini nel secolo diciassettesimo, milioni di emigranti si sono riversati in America per le più svariate ragioni.
Una volta sul suolo americano, inevitabilmente i nuovi arrivati si spingevano verso ovest, verso quelle terre vergini dove da secoli gli indiani cacciavano e vivevano.
Col tempo molti di questi avventurieri si stanziarono sul posto, domarono la natura avversa, combatterono e contesero la terra agli indiani e con la cocciutaggine che li contraddistingueva crearono grandi ranch per l’allevamento del loro bestiame. Leggi il resto

Gli affari d’oro, col bestiame, si fanno a Nord!

La marchiatura
Quando gli allevamenti texani erano già una realtà consolidata e in cerca di espansione e di mercati, gli allevatori non tardarono ad accorgersi degli alti prezzi del bestiame raggiunti nelle piazze a Nord e a Est e subito pensarono di portare laggiù le loro bestie per realizzare un buon business. Poco importava se per fare ciò bisognava dannarsi l’anima su una pista di circa 800 chilometri; la cosa importante era per loro il guadagno.
Agli allevatori interessava un obiettivo primario, cioè raggiungere con i minori danni una stazione ferroviaria per poter caricare le bestie su un treno e spedirle ai mercati dell’Est o del Nord dove sarebbero state vendute a peso d’oro.
Una delle prime stazioni poste come meta fu Sedalia, nel lontano Missouri, da cui partivano i treni per Saint Louis e altre lucrose città dell’Est. Leggi il resto

Il duro lavoro del cow-boy

A cura di Sergio Mura

Un cow-boyUn cow-boy in una foto del 1887
Dopo la metà del XIX secolo il cow-boy americano ha saputo conquistarsi una fetta piuttosto rilevante dell’attenzione del grande pubblico per via della considerevole importanza del
suo lavoro. Il suo lavoro è unico: nello svolgimento delle sue mansioni sta sempre in groppa al suo cavallo. Il suo ruolo all’interno del business del bestiame lo porta talvolta a spostarsi dietro i capi che si sono spostati troppo dal limite assegnato alla mandria.
Altre volte contribuisce alla conduzione delle mandrie da una località ad un’altra. Ancora, talvolta si occupa di radunare i capi dispersi (round-up) allo scopo di marchiare i vitelli o di selezionare i buoi da macello che in seguito vengono condotti alla ferrovia ed imbarcati sui treni diretti ai mercati del bestiame. Leggi il resto

Il trasporto del bestiame

A cura di Sergio Mura

Il trasporto del bestiame, intorno al quale è ruotata una parte dell’epopea del vecchio west, è stato un vero perno dell’economia dei giovani Stati Uniti, specialmente a cavallo di una ventina d’anni, tra il 1866 ed il 1886, anni in cui perlomeno 20 milioni di capi di bestiame furono trasferiti dal Texas verso il capolinea nel Kansas per essere poi avviati verso i recinti di Chicago e altri mercati a Est. La necessità costante punti di ristoro per i cow-boys, di erba per i cavalli e per il bestiame, unita alle lunghe distanze percorse, favorirono facilmente la nascita impetuosa delle cosiddette cow-towns, le città del bestiame, attraverso una buona parte del west.
L’uso che è stato fatto nel cinema di episodi legati al trasporto del bestiame, hanno indotto a fama imperitura i cow-boys e tutto il mondo che intorno a loro ruotava. Leggi il resto

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