Tra i “Serpenti” del Weiser

Quando gli ostili si resero conto dell’accaduto era troppo tardi, gli Umatilla si erano ormai ritirati con parecchi scalpi, tra i quali vi era anche quello di Egan. Ora gli ostili dovevano combattere non soltanto le truppe e i volontari, ma anche l’intera nazione Umatillas, senza dimenticare che la cavalleria americana proveniente dal nord era affiancata da parecchi scouts dei Nez Percé. I seguaci di Egan erano ormai convinti che l’unità degli ostili si era basata soprattutto sul grande carisma del grande capo, e in effetti la situazione si rivolse contro di loro, i guerrieri Bannock accusarono Oytes di aver dato fiducia ai traditori Umatilla, così decisero di spostarsi nelle grandi Pianure per cacciare i bisonti.


Un trapper ferito viene accolto al forte

L’alleanza si sarebbe sfaldata velocemente e le diverse bande avrebbero tentato di ritornare nelle loro terre natie, tra queste anche i Weiser, i quali abbandonarono l’accampamento ben sapendo però che gli scouts Umatilla avrebbero segnalato il loro spostamento. Quando il colonnello Wheaton giunse al campo con il capitano Miles, nelle vicinanze dell’Agenzia, trovò gli Umatilla festanti che gli consegnarono lo scalpo di Egan. Il colonnello inviò allora 97 Umatillas sotto la guida di Umapine, e con tre scouts bianchi al seguito. Nel frattempo, il colonnello Forsyth prendeva il comando del battaglione del Bernard e si mise sulle tracce degli Umatilla. I Weiser intanto si dirigevano sul Birch Creek, ma la loro andatura era piuttosto lenta avendo con sé donne e bambini, sapevano che sulle loro tracce vi erano gli Umatilla. Il 17 luglio 1878, verso le due del pomeriggio, Umapine e i suoi guerrieri scoprirono i fuggitivi sull’East Fork del Birch Creek. Gli Umatillas sorpresero i Weiser e attaccarono furiosamente uccidendo 17 uomini e catturando 25 donne e bambini, fra i caduti vi era anche Eagle Eye. Quando le truppe del Forsyth giunsero sul Birch Creek si resero conto che i fuggitivi avevano subito una durissima sconfitta e si erano divisi in piccoli gruppi. Sottoposta ad interrogatorio, una donna confessò che la sua gente stava dirigendosi nella Weiser Country per unirsi ai Bannock nel “paese dei bisonti”. Distaccamenti militari vennero allora posizionati a Cayuse Station, Meacham e Pelican, poi il maggiore Sanford, con alcuni scouts Nez Percé, si mosse verso ovest per intercettare gruppi di ostili diretti sul Weiser. Il “Morning Oregonian” di Portland metteva intanto in prima pagina un articolo sulla morte del capo Eagle Eye. Una lettera spedita da Olive Creek, nell’Oregon orientale, datata 22 luglio 1878, informava i lettori che il colonnello Forsyth e il capitano Bernard avevano dato la notizia che “Eagle Eye è stato ucciso quattro giorni fa”; molti coloni erano comunque piuttosto scettici su queste notizie, ma altri tirarono grandi sospiri di sollievo. Nell’arco di qualche giorno le truppe avrebbero chiuso in una morsa i fuggitivi, ora lo “Statesman” poteva tranquillamente riportare che la Weiser Country era “ben custodita”.


Uno Shoshone del Weiser

Gli indiani erano in piena ritirata e, il 27 luglio 1878, l’Howard, dopo aver vagliato le informazioni, confermava la notizia e concludeva che gli ostili si erano divisi in piccoli gruppi muovendosi verso sud in direzione delle Stein Mountains, con gruppi che si spostavano verso il Weiser e l’Owyhee. Il generale era convinto che “i Piutes e i Weiser non andranno lontano dalle loro antiche terre, mentre i Bannock cercheranno di entrare a Fort Hall o a Lemhi”, per poi dar vita al loro “folle progetto di raggiungere Toro Seduto nel paese dei bisonti”. Le osservazioni dell’Howard non erano comunque del tutto errate. Pochi giorni dopo Ochoco, con i suoi sessanta guerrieri Paiutes, arrivò dalle Steel Mountains a Camp McDermitt; era seguito da Oytes e dalla sua banda che entrarono nella Malheur Agency, dove vennero messi in catene. I Bannock vennero segnalati sul fiume Owyhee durante la prima settimana di agosto, allora le truppe del Weiser si mossero per intercettarli; la tribù si sarebbe poi diretta a Fort Hall per unirsi agli altri gruppi affini. Nello stesso mese di agosto, i giornali di Boise City riportavano ancora la morte del capo Eagle Eye. Secondo le tradizioni orali dei suoi discendenti, e qualche anno dopo anche dagli amici bianchi del capo, con i pochi Weiser sopravvissuti vi erano i quattro figli di Eagle Eye con le loro famiglie; si sarebbero trasferiti nei deserti sud-occidentali dell’Idaho per trascorrervi l’inverno. L’intera banda si era ormai sfaldata in piccoli gruppi dopo l’attacco del Birch Creek, spingendosi poi verso est sotto la guida di importanti guerrieri. Ogni gruppo si sarebbe mosso indipendentemente dagli altri, avrebbero raggiunto la Powder Valley ed attraversato il fiume Snake per intravvedere la Weiser Valley. Andy Johnson, il capo di un gruppo Sheepeaters, si sarebbe diretto verso le terre del South Fork del Salmon River, mentre un gruppo di Weiser, guidato da Bouyer, si sarebbe unito alla banda Bannock di War Jack (Tamanmo) per spostarsi sul Middle Fork.


Scambi commerciali

Il generale Howard osservava che ben “pochi Weiser erano entrati nelle terre i fiumi Weiser e Snake”, il grosso si sarebbe spostato sulle Seven Devils Mountains e fra questi, probabilmente, vi era anche il gruppo dei discendenti di Eagle Eye. Indian Charley, il capo di un piccolo gruppo di Nez Percé, onde evitare di essere intercettato dalle truppe, si spinse a nord, mentre altri piccoli gruppi di Weiser tentarono di raggiungere i Lemhi. Il capitano dei volontari A.J. Borland sorprese un piccolo accampamento di “Weiser e Nez Percé”, catturando “una donna, sei cavalli, pellicce di bisonte e grandi quantità di carne di cervo”. Numerosi avvistamenti di indiani vennero segnalati nelle terre del Weiser, i coloni ne furono allarmati e temettero una nuova guerra indiana; gruppi sparsi furono avvistati nelle vicinanze della confluenza del Connor Creek con il Weiser River; sembrava che le “montagne fossero piene di indiani”. Quando il Borland ritornò a Boise City (7 agosto), dichiarò che diversi gruppi, “forse più di un centinaio di indiani”, vagavano ancora lungo il corso del fiume Weiser. La situazione restava comunque complicata anche perché “ladri e gente senza scrupoli” stavano approfittando delle guerre indiane, questi bianchi accusavano gli indiani di ruberie non commesse; però, parecchi coloni continuavano a mantenere ottimi rapporti con alcune bande. Bannock Joe e molte donne indiane furono infatti tenuti nascosti nel fienile di Albert Wilson, un colono di Emmettsville. In molti casi alcuni indiani pacifici sarebbe stati uccisi dai coloni, specialmente quando tentavano di varcare il fiume Payette.
Toro Giallo, Nez Percé
Mentre le truppe continuavano a perseguire i Bannock nell’Idaho orientale, le autorità militari di Fort Lapway appresero che il bellicoso capo White Bird (Uccello Bianco), della tribù Nez Percé, era stato avvistato sul fiume Clearwater. White Bird era riuscito a raggiungere il Canada per unirsi ai Sioux di Toro Seduto, ora stava rientrando in patria. L’intenzione del capo era quella di varcare il fiume Salmon per unirsi agli “indiani Snake”. Allarmato, il generale Howard ordinava al colonnello Wheaton di mettersi sulle tracce di White Bird; il colonnello inviò allora il capitano W.F. Drum, alla testa di un centinaio di uomini, nelle terre della Upper Weiser Country per contrastare l’avanzata del bellicoso leader. Intanto, più a sud, le truppe del Forsyth davano la caccia alle bande che vagavano nell’Idaho meridionale ed orientale; sfiancate, parecchie di queste bande sarebbero entrate nelle riserve di Fort Hall e di Lemhi. Entro la fine di agosto i Rapporti segnalavano alcune scaramucce con i Bannock nel Montana e nel Wyoming, ma comunque è accertato che numerosi accampamenti indiani furono distrutti, soltanto i gruppi Weiser se ne stavano in disparte fuggendo sulle più impervie montagne. Il 25 agosto 1878, “tre indiani Weiser sono stati catturati” nella Pahsimeroi Valley, il loro campo era stato sorpreso dagli scouts ma il grosso era fuggito velocemente; i prigionieri vennero portati a Fort Boise, dove si riunirono agli altri Weiser catturati sul Birch Creek. Le successive operazioni, sotto la guida del capitano Drum, si mossero sull’alto Weiser e nelle zone del Payette, ma sembra non abbiano dato grandi risultati.


Il Generale Edward Canby

Mentre gli scouts volontari annotavano avvistamenti occasionali di piccoli gruppi, la gente si sentiva ora più sicura e poteva rientrare nelle proprie case; ma un ranch sarebbe stato attaccato da alcuni guerrieri che fuggirono poi con qualche cavallo al seguito. L’incursione avvenne il 17 agosto 1878 nel ranch di William Munday; il Munday, con Jake Grosclose, Tom Healey e “Three-Fingered” (“Tre Dita”) Smith, si misero all’inseguimento dei razziatori, attraversarono il fiume Payette ma, alle Cascade Falls del Payette, caddero in una imboscata e il Munday venne colpito mortalmente, la stessa sorte toccò anche a due altri rancheros. Lo Smith, un uomo molto esperto, venne ferito, ma con suo compagno, l’Healey, riuscì a mettersi in salvo e a raggiungere la Cal White Station del Salmon Meadows, dove riferì che erano stati attaccati da “almeno 75 indiani”. A farne le spese furono comunque i Weiser, che vennero accusati della razzia e dell’omicidio del bianco e, addirittura, lo Smith sarebbe riuscito a “distinguere chiaramente il suono del fucile di Andy Johnson”. Le truppe si misero subito in movimento sotto la guida del Drums, giungendo alle Cascade Falls per dar sepoltura ai tre corpi senza vita poi, per circa otto miglia, seguirono il sentiero che portava a Diggins Pearsall dove trovarono altri due corpi di cercatori d’oro, erano Daniel Crooks e Brady Wilhelm. Nel suo Rapporto il Drums avrebbe riconosciuto che gli indiani non superavano le 15 unità e che probabilmente, non avevano più di 5-6 guerrieri.


Capitan Jack, del popolo Modoc

Il generale Howard, informato della tragedia, sembrava poco incline a dar la colpa ai Weiser, era propenso a credere che i razziatori appartenessero alla banda di White Bird. Nel frattempo, Sarah Winnemucca giunse a Fort Boise per contattare gli indiani tenuti prigionieri; le donne si rifiutarono di parlare, non si fidavano di lei, la quale, secondo una indiana prigioniera, avrebbe poi “riferito agli ufficiali dell’esercito”. Alla fine, Sarah poté soltanto constatare che gli indiani prigionieri non erano Paiutes ma, probabilmente, “Shoshone o Weiser”. Intanto i volontari del Borland stavano unendosi alle truppe del Drums sul fiume Payette, il loro compito era quello di intercettare e distruggere le piccole bande ancora in libertà. Durante la prima settimana di settembre la Milizia localizzò un accampamento sul Gold Fork del Payette River, i cinque indiani presenti si dettero alla fuga ma dovettero abbandonare tutti i loro averi, compreso i cavalli. Il Borland avrebbe identificato il campo come appartenente ad “indiani Sheepeaters” imparentati con i Weiser, e nutriva seri dubbi di riuscire a prenderli prima dell’inverno; inoltre osservava che uno degli indiani era probabilmente il ben noto capo Andy Johnson, il quale aveva sposato una donna della banda Weiser.


Milizia Volontaria; al centro della foto si vede Robbins

Il capitano Drum tenne il comando delle operazioni sull’alto Payette per tutto il mese di settembre ma, ancora il giorno 21, le sue pattuglie non avevano scovato indiani nella Long Valley, a nord dei Payette Lakes. I dispacci militari confermavano che “gli ostili Weiser” avevano abbandonato il territorio per trovare rifugio sulle montagne; le poche tracce indicavano che una cinquantina di indiani si erano raggruppati sul South Fork. Il Drum dovette abbandonare la caccia per mancanza di rifornimenti, così si mise in viaggio verso Camp Howard. Nel frattempo, piccoli gruppi di ostili si presentavano a Boise City per deporre le armi, ma si diceva che “indiani rinnegati” erano nelle zone dello Yankee Fork e di Cape Horn, dove avevano assalito un gruppo di carrettieri senza mietere vittime. Un altro Rapporto menzionava una piccola scaramuccia sullo Squaw Creek, a nord-ovest di Emmettsville, allora si pensò che gli indiani fossero localizzati tra lo Squaw Creek e il Payette River. Verso la fine di settembre la “Bannock War” era ufficialmente terminata; la guerra era stata molto costosa e 9 soldati e 31 cittadini avevano perso la vita con altri 18 feriti; le stime parlavano delle perdite indiane che ammontavano a 68 morti e 66 feriti ma, probabilmente, queste cifre dovevano essere almeno triplicate. Le spese sarebbero ammontate a più di mezzo milione di dollari.


Al centro in basso, Homily, Walla Walla chief

Per i Weiser la guerra fu devastante, qualsiasi tipo di organizzazione della banda era stata distrutta e, quelli che non erano stati uccisi o catturati, si ridussero a piccolissimi gruppi di fuggitivi nascosti nella selvaggia natura. Molti Weiser furono costretti ad abbandonare tutti i loro beni materiali e tutte le loro proprietà durante la precipitosa ritirata dall’Oregon, ormai vivevano in condizioni di indigenza nei piccoli campi sparsi delle Seven Devils Mountains, del Salmon River e dell’Idaho centrale. Verso la metà di ottobre vennero avvistati quattordici indiani a cavallo nella Indian Valley, allora alcuni volontari si misero sulle loro tracce ma, temendo un agguato alle Cascade Falls, preferirono ritirarsi portando la notizia dell’apertura di una nuova guerra. Il maggiore John Green, appena tornato da una spedizione nell’Idaho orientale, prese il comando di Fort Boise proprio quando alcuni Rapporti localizzavano gli indiani accampati presso lo Yankee Fork e Cape Horn; uno di questi gruppi era probabilmente quello del vecchio Eagle Eye, che altri Rapporti localizzavano a nord-ovest della Indian Valley, sulle Seven Devils Mountains.


Il Generale Howard

Diversi piccoli gruppi di Weiser si erano rifugiati nella profondità dei canyons del fiume Salmon, per unirsi alle poche famiglie di Sheepeaters che vivevano nella zona. Almeno tre famiglie dei Weiser vagavano ancora nella regione, quella di Eagle Eye, quella di Andy Johnson e dei suoi Sheepeaters e quella di Indian Charley e dei suoi figli Nez Percé. Nella primavera del 1879 sul Loon Creek, un affluente del Middle Fork del Salmon River posto a circa 100 miglia nord-est di Boise City, vennero uccisi cinque minatori cinesi. Furono sospettati gli Sheepeaters anche se era chiaro che gli assassini erano bianchi travestiti da indiani, una voce che circolò comunque nelle zone di Bonanza. In maggio, due bianchi, Hugh Johnson e Peter Dorsey, vennero trovati morti sul South Fork del Salmon River, come al solito vennero accusati gli indiani ma, dopo una indagine militare, un Rapporto concludeva dicendo che, “è molto comodo avere indiani nel territorio in caso di delitti commessi. Si può così scaricare la colpa su di loro”. Troppi faccendieri bianchi avevano grandi interessi finanziari per scatenare una nuova guerra indiana. Comunque, la morte di cinque cinesi e di due bianchi non poteva essere ignorata dal Dipartimento Militare del Columbia, allora l’Howard inviava un Distaccamento sul Loon Creek.


Indiani Bannock in una vecchia foto

Questa azione avrebbe aperto la “Campagna Sheepeaters” e l’ultima guerra indiana nell’Idaho. Anche alcuni Weiser vi avrebbero partecipato al fianco di War Jack, mentre altri – con il gruppo di Eagle Eye e quello di Indian Charley – preferirono nascondersi fra le montagne del Central Fork del Salmon River. Gli Sheepeaters del Middle Fork, con gruppi Weiser e qualche Bannock, restarono appartati e, stando ai Rapporti, non dovevano superare le 150 anime, ma erano noti per essere in grado di “sopportare grandi privazioni”, abitavano un paese inesplorato e conoscevano ogni angolo del territorio. Il 31 maggio 1879 il capitano Bernard lasciava Fort Boise per spingersi verso Challis e il Loon Creek, con lui vi era una Compagnia di cavalleria e 56 scouts del Robbins; un’altra Compagnia, ma di fanteria a cavallo, sotto la guida del tenente Henry Catley, lasciava Camp Howard per esplorare le terre di Warren. Una terza forza, costituita da 20 indiani Umatilla con sette soldati guidati dai tenenti E.S. Farrow e W.C. Brown, si spingeva sul Weiser (7 luglio) dalla Umatilla Agency.
La primavera successiva arrivò in forte ritardo e la campagna fu certamente difficile. Le forze del Bernard da Cape Horn arrivavano al Middle Fork e, ai primi di luglio, il comandante poteva dichiarare che per giungere al grande fiume si doveva costruire almeno una piccola strada; nel frattempo, il Farrow e i suoi scouts indiani entravano nella Indian Valley per accamparsi presso la Cal White Mail Station, a Salmon Meadows. Sulle montagne circostanti venivano segnalati grossi incendi boschivi, la colpa venne data agli indiani anche se nella zona non vi era stato alcun avvistamento.


Un giovane guerriero Bannock, armato di pistola

Il Farrow, comunque, stimava che circa 150 indiani si erano stabiliti presso la foce del fiume Secesh, nelle zone di Warren. Il 16 luglio, nella Council Valley, alcuni scouts riportavano tracce indiane presso il Wood Creek, ma non furono in grado di individuarli. Nel frattempo, il Catley attraversava le montagne sul Big Creek, un affluente del Middle Fork del Salmon River. Il 29 luglio le sue truppe distruggevano un campo indiano, di almeno 28 unità, evacuato circa due ore prima del loro arrivo. Le truppe, circa 70 uomini, seguirono un piccolo ruscello ed entrarono in un canyon dove almeno una decina di indiani erano in agguato; due soldati vennero feriti e così le truppe dovettero ritirarsi disordinatamente. Il Catley era piuttosto demoralizzato, intendeva ritirarsi il giorno successivo, poi però, durante la mattina, cercò di risalire nuovamente il canyon, ma venne nuovamente costretto ad indietreggiare dal fuoco dei “cecchini indiani” che sparavano dall’alto del canyon, mentre altri guerrieri davano fuoco alla base delle montagne, con il vento che spingeva le fiamme contro le truppe.


Un bel ritratto di Capitan Jim

Quella notte, coperto dalle tenebre, il Catley e i suoi soldati abbandonarono il territorio per raggiungere precipitosamente Warren, le truppe avevano perso tutti i loro rifornimenti e bagagli, ed ora intendevano ritornare a Camp Howard. War Jack e i suoi guerrieri avrebbero inseguito i soldati oltre il Big Creek e fino al South Fork, nelle zone di Warren; avrebbero poi assalito un ranch isolato uccidendo il proprietario, James Rains, e ferito un rancheros di nome Albert Webber, per poi dileguarsi sulle montagne, “nelle roccaforti degli Sheepeaters”. Il “disastro del tenente Catley” fu mal digerito dal furente Howard, soprattutto quando il Bernard lo informò che gli assalitori erano pochissimi. Venne allora inviato un drappello di 25 uomini al comando del capitano A.G. Forse, da Camp Howard si sarebbero mosse le truppe per intercettare i ribelli, mentre tutte le forze a disposizione dovettero convergere sul Big Creek. Gli scouts del Farrow furono i primi a giungere nel territorio e a mettersi all’inseguimento lungo il corso del Middle Fork; il Bernard, seguì gli scouts e al suo fianco vi erano anche il Forse e il Catley.


Capo Moses dei Sinkiuse

Le truppe trovarono vari wickiup abbandonati e, il 19 agosto, gli scouts ebbero una breve scaramuccia con gli indiani, poco dopo il Catley si imbatté in un altro campo abbandonato, gli indiani si erano dileguati lasciando nei wickiup tutti i loro averi. I ribelli si rifugiarono sulle colline circostanti e dettero nuovamente fuoco ai boschi per scoraggiare gli inseguitori; il giorno successivo attaccarono un carriaggio carico di mercanzie e provvigioni uccidendo un soldato, Harry Egan; questi fu l’unico soldato a perdere la vita durante la campagna contro gli Sheepeaters. Con gli indiani ormai ridotti a mangiare i muli, il Farrow continuava l’inseguimento lungo il Middle Fork, riferendo che “erano in piena ritirata e abbandonano tutte le loro proprietà lungo la pista”, mentre il Bernard dichiarava apertamente che gli ostili non avevano più di 30 guerrieri, ormai decisi a raggiungere il “paese dei Lemhi”. Il Bernard si diresse allora verso il Loon Creek, riteneva ormai che i cavalli erano troppo esausti per continuare la caccia, avevano bisogno di rifornimenti e di riposo. Prima di lasciare l’area il Farrow e il Brown decisero di compiere un ultimo tentativo per soggiogare gli ostili Sheepeaters. Il 17 settembre, un piccolo gruppo di scouts lasciava il South Fork e, ancora una volta, seguì la pista presa dal Catley che li portava sul Middle Fork del Salmon River. Il giorno dopo, verso mezzogiorno, gli scouts sorpresero e catturarono due donne indiane con un bambino e due giovani ragazzi, uno dei quali sarebbe però riuscito a fuggire poco dopo. A breve distanza vennero individuati alcuni accampamenti di caccia, ma gli indiani si erano dati alla fuga sulle montagne perdendo anche qualche cavallo.


Indiani Yakima

Molti altri campi furono scoperti durante la settimana, erano tutti abbandonati e sembrava che gli Sheepeaters fossero allo stremo. Il Farrow interrogò i prigionieri, i quali avevano dato notizie abbastanza precise sui movimenti della banda. Il 25 settembre, da una fitta boscaglia, comparve un guerriero solitario, il Brown e uno scout Umatilla, Wa-tis-kow-kow, gli andarono incontro proponendogli un colloquio; il guerriero era War Jack, il “successore di Eagle Eye”, disse che era “stanco di combattere e voleva vivere in pace”. Dopo aver accettato una resa incondizionata venne inviato alla ricerca della sua gente dispersa fra le montagne; riapparve il giorno dopo con un “indiano Weiser di nome Bouyer”, la cui famiglia era stata catturata la settimana precedente. I due dichiararono che gli indiani erano troppo dispersi nell’impervio territorio, erano divisi in piccoli gruppi sotto la loro guida e quella di un indiano Lemhi di nome Chuck. Il 1° ottobre si ripresentava War Jack, guidava “quattro logge composte da otto uomini, 24 squaw e papooses”, erano quasi tutti Sheepeaters “dipinti di vernice e con ampi piumaggi”. Qualche tempo dopo si arresero altri gruppi che portarono il totale degli indiani a 51, di cui “soltanto 15 potevano essere guerrieri”.


Grizzly Bear, Umatilla

I prigionieri, “demoralizzati e indigenti”, ammisero di essere stati gli autori dell’attacco al Rains Ranch, come rappresaglia contro le operazioni militari del tenente Catley lungo il Middle Fork, ma negarono qualsiasi responsabilità per il massacro del Loone Creek. Il Rapporto inviato ad Howard, il 9 ottobre, cambiò radicalmente l’umore del generale, la spedizione del Farrow era riuscita nell’intento di soggiogare gli ultimi indiani ribelli, “sconfitti in due scaramucce” e con la cattura dei loro campi; “tutta la banda si era arresa ed era in viaggio per Vancouver” come prigionieri di guerra. La “Sheepeaters Campaign” era ufficialmente terminata. I prigionieri, con “War Jack e gli altri capi”, erano 23 Sheepeaters del Salmon River, 13 indiani Weiser e 7 indiani Boise; ma queste cifre risalgono al marzo 1881, quindi due anni dopo, appena prima del loro trasferimento da Vancouver a Fort Hall. L’epilogo di questi coraggiosi indiani fu ben sintetizzato dallo Sven Liljeblad: < < L’armamento di questi formidabili nemici, inseguiti per tre mesi dalla Cavalleria, dalla Fanteria a cavallo e dagli scouts Umatillas, ammontava a sole quattro carabine, una a retrocarica e due fucili ad avancarica, e un fucile a doppia canna. Questo patetico affare rimase nella memoria degli storici dell’Idaho come la “Sheepeater War” >>.


Un campo di Nez Perce

Lo stato d’animo dell’Howard era sicuramente ottimistico, molti coloni continuavano a credere che meno della metà degli indiani Sheepeaters si erano arresi durante l’anno, altri gruppi vagavano ancora sulle montagne. Molte relazioni indicavano la presenza di indiani nel territorio, infatti, qualche sparuto gruppo si sarebbe poi presentato a Fort Boise. Alcuni cavalli vennero razziati nella Indian Valley e qualche problema si ebbe anche lungo il corso dello Squaw Creek, nelle vicinanze dell’Horseshoe Bend, quando un giovane bianco venne ferito in uno scontro con una banda di indiani “Bannock e Weiser”, la cui consistenza numerica sembrava essere dalle 40 alle 60 persone. Il Farrow dovette nuovamente intervenire e incaricò il Brown di individuare gli autori delle razzie, ma nei suoi Rapporti non escludeva assolutamente l’ipotesi che fossero dei bianchi con pochi scrupoli. La spedizione del Brown dovette essere sospesa dopo una settimana di stenti nella neve alta e in un clima invernale allucinante. Il Brown dovette far ritorno all’Agenzia Umantilla. Nella primavera del 1880 si ebbero altri avvistamenti nella Indian Valley, si parlava anche di un accampamento di Weiser alla foce del Crooked River; alcuni volontari a cavallo avrebbero avuto un piccolo scontro con una banda di “10-15 indiani” e due bianchi vennero feriti seriamente.


Un gruppo di Bannock

Le successive azioni dei volontari non sono note, ma sembra che due indiani siano stati inseguiti fin sulle loro montagne della Long Valley. Agli inizi dell’estate un colono della Indian Valley riusciva a catturare due donne indiane sulle montagne; le donne dichiararono di essere le “figlie di Eagle Eye”. Qualche giorno dopo altri indiani vennero avvistati sul Cottonwood, circa sei miglia a nord della valle. Il tenente P.S. Bomus, da Fort Boise, venne inviato nella Indian Valley, sarebbe ritornato ben presto alla base non essendo riuscito ad intercettare gli indiani che fuggivano velocemente nell’interno delle vallate. Venne allora richiamato il Farrow, ma anche i suoi scouts si trovarono in seria difficoltà e trascorsero il resto dell’estate impegnati in vane ricerche. Gli ordini erano chiari, bisognava catturare le piccole bande che facevano capo ad Andy Johnson, Big John e Old Chuck, anche se alcune dicerie parlavano della morte di Old Chuck in uno scontro sull’alto Payette, avvenuto nell’autunno del 1878. Le ricerche continuarono vanamente sia lungo il Payette che sulle Packer John Mountains. Agli inizi di ottobre il Farrow stava esplorando le terre del Crooked River, della Long Valley e del South Fork del Salmon River.
Guerriero Shoshone
Gli indiani avevano accuratamente evitato qualsiasi contatto anche se War Jack venne impiegato come scout; un piccolo accampamento, stimato per circa 40-50 indiani venne scoperto sul Middle Fork del Salmon, fu allora che il Farrow decise di sospendere le operazioni. Segnalazioni di indiani liberi continuavano a giungere a Boise, sia nell’autunno che durante l’inverno del 1880; alcuni minatori segnalavano un “gruppo di 20 indiani” sullo Squaw Creek, li avrebbero minacciati di morte se avessero detto la loro posizione alle truppe; gli indiani, comunque, stando ai bianchi, erano piuttosto “indigenti”. Alcuni piccoli gruppi andarono alla deriva nelle terre orientali, dove entrarono nelle Agenzie Lemhi e Fort Hall. Entro la primavera del 1881 sarebbero cessate le segnalazioni sugli indiani del fiume Weiser, anche se un Rapporto individuava alcuni ragazzi nella Long Valley, stavano cacciando volatili sul Payette River. Quando alcuni volontari si spinsero sul Little Salmon River scoprirono che gli indiani avevano lasciato la zona per spingersi sulle montagne circostanti della Indian Valley. La successiva segnalazione alle autorità era chiarissima, gli indiani “erano amichevoli e il gruppo era composto da tre uomini, due squaw qualche ragazzo e un bambino”; quando i volontari giunsero al loro campo si accorsero che erano “privi di munizioni, e avevano tolto la corteccia a parecchi alberi per usarla come giaciglio”. Questi indiani avrebbero potevano appartenere al “noto Andy Johnson”. Una Compagnia di Cavalleria si mosse immediatamente sotto la guida del capitano W.P. Parnell, il quale si spinse nella regione dei Payette Lakes durante l’estate del 1881; la spedizione non dette alcun risultato, i superstiti Weiser erano “scomparsi senza lasciare alcuna traccia” e i loro leaders sarebbero scomparsi dalla scena storica. Sui pochi indiani ancora liberi, tra cui i Weiser, i Bannock e gli Sheepeaters del Middle Fork, nulla si sapeva ma, comunque, gli restavano ben poche alternative: continuare a resistere, consegnarsi alle autorità o tentare di raggiungere una Riserva di loro gradimento. Il gruppo del vecchio Indian Charley, e di suo figlio, aveva ancora qualche seguito fra gli Shoshoni. La banda avrebbe trovato un nascondiglio ideale a sud della Long Valley, in una terra molto vicina ai loro antichi campi estivi, dove gli indiani cacciavano i cervi.
Indian Charley era comunque un indiano Nez Percé che, con i suoi pochi seguaci, si era unito alla banda di Eagle Eye. La banda veniva localizzata nella Buck Dry Valley, a sud della High Valley e nelle vicinanze di Timber Butte; era un territorio ideale per sfuggire alle truppe, sito a ovest, tra il profondo canyon del Payette River e lo Squaw Creek, l’area dimostrava veramente di essere l’ideale per indiani fuggiaschi. In queste terre i pochi superstiti riuscirono a riorganizzarsi e a fare il punto sulla loro situazione. Però, con la fine delle guerre indiane nell’Idaho, scomparvero anche le notizie su di loro.


Capitan Jack degli Yakima

La Riserva di Malheur venne ufficialmente chiusa con una ordinanza esecutiva del 21 maggio 1883, e tutti i prigionieri indiani, internati in varie postazioni militari, sarebbero stati inviati nelle Riserve. La maggior parte dei Weiser entrarono nella Riserva di Fort Hall ma, durante l’estate gli indiani di Fort Hall avrebbero continuato a cacciare e pescare lungo il corso del Weiser senza dar alcun problema ai coloni bianchi. Piccoli gruppi di indiani di Fort Hall avrebbero continuato a spingersi durante l’estate nel territorio almeno fino a dopo la fine del secolo, fra questi vi erano i resti dei Weiser, che spesso si univano agli Sheepeaters. Le notizie su Andy Johnson sono piuttosto scarse, ma tutte le indicazioni sembrano ritenere che il capo, con la sua famiglia, si sia avvicinato agli insediamenti bianchi sul fiume Weiser dove, a quanto sembra, venne ben accolto. Almeno fino alla metà del decennio 1880-90 il capo avrebbe vissuto con la sua famiglia, e i suoi cinque figli avrebbero frequentato regolarmente le scuole prima di essere spostati nella Riserva. Lungo il corso del Payette River, tra Emmett e l’Horseshoe Bend, si sarebbe anche diffusa la leggenda della “One-Eyed Tribe”, proprio in riferimento ad Indian Charley e a suo figlio, i quali divennero grandi amici di Jimmy Hoy (Hay, Hoey), un trapper irlandese che si stabilì presso la foce del Buck Dry Creek.
L’Hoy divenne grande amico degli indiani Weiser e sposò poi una donna indiana. Ormai gli indiani dovevano accettare la nuova situazione, accettare lo stile di vita dei bianchi per sopravvivere. I nuovi coloni indiani impararono a costruire capanne e case di legno da utilizzare come ricovero permanente, appresero l’orticoltura e iniziarono ad allevare polli e maiali, ma uno sguardo particolare lo dettero sempre agli alberi da frutta. Le famiglie indiane furono ben presto autosufficienti e, al loro lavoro quotidiano, le donne raccoglievano ancora radici e piante commestibili che andavano a completare la dieta della famiglie con le verdure coltivate nei giardini. La dieta veniva poi integrata con la caccia ai cervi, e con la pesca dei salmoni. Nel 1888 lo “Statesman” riportava che nella Dry Buck Valley, tra l’upper Squaw Creek e l’alta valle del Boise, vivevano gli ultimi resti di tribù “un tempo famose nell’Idaho”; il giornale ricordava che vi erano “17 donne, tre uomini e alcuni bambini”, di cui alcuni erano anche dipendenti di una segheria e di un mulino. Infatti, alcuni indiani lavorarono nelle segherie di Dry Buck e di Soldier Creek facendosi parecchi amici tra i coloni di Emmettsville. Diversa era sicuramente la vita nelle riserve di Lemhi e di Fort Hall dove, nel 1890, un agente indiano dichiarava apertamente che i nativi pensavano soltanto “a mangiare senza compiere sforzi”, gli indiani sono “inetti e stravaganti e non si interessano dell’agricoltura”.


Tendoy, tra passato e futuro

Nell’anno 1893 soltanto 130 famiglie si dedicavano all’agricoltura e il processo di acculturazione diventava sempre più fallimentare, specialmente con il gruppo del capo Tendoy; l’agente indiano affermava che, “Questi indiani non vogliono il progresso e ciò è anche dovuto alle loro religioni tribali e ai loro costumi”. Nel frattempo, le aree del Weiser si popolavano di bestiame, ovini e bovini solcavano le pianure e, nel 1894, sembra vi fossero circa 1.500 animali appartenenti ai coloni. La famiglia di Eagle Eye, ed anche quella di Indian Charley, continuava a vivere nelle zone di Timber Butte, e venivano considerati “civilizzati e innocui”, ma verso la fine del secolo alcuni tragici eventi segnarono una svolta per le colonie indiane. La domenica del 20 giugno 1897 moriva James Hoy e, verso la fine dell’anno, moriva anche Indian Charley, il capo dei Nez Percé. I coloni indiani si trovarono in difficoltà, ma vennero aiutati da George F. Cook e poterono continuare a vivere nel territorio. L’anno dopo il senatore George L. Shoup ricevette parecchie denunce di bianchi scontenti della presenza indiana sul Payette, ad aggravare la situazione era stata la scoperta di un altro gruppo di “Weiser Indians” nella Camas Prairie, nelle vicinanze di Bliss. I bianchi chiedevano la loro rimozione forzata a Fort Hall. L’ispettore William McConnell, ex governatore ed ex leader del gruppo di vigilantes della Payette Country, nell’aprile 1860 aveva avuto modo di visitare le terre dei Weiser lungo il Payette River, dove era stato ben accolto da Young Charley e dalla sua gente. I suoi Rapporti parlavano di circa 20 indiani che vivono lì “da 12 o 14 anni”, due di loro erano “Snake River Indians” e gli altri, “si suppone siano Nez Percé”, sembra che “il loro insediamento in quelle terre sia stato il risultato di qualche faida…”. Nel giugno 1898, il nuovo agente di Fort Hall, C.A. Wraner, incontrò due capi del gruppo, Old Tom e Captain Jack, avevano “un gran numero di cavalli, scavavano ancora radici e praticavano sia la caccia che la pesca”. Questi indiani sarebbero stati internati nella Riserva dopo un viaggio di ben cinque giorni. Il gruppo della Camas Prairie sarebbe rimasto nelle vicinanze della Riserva e, ufficialmente, conosciuto come la “banda di Camas Jim” almeno fino al 1899. A malincuore, e senza ragioni plausibili, alcune famiglie indiane avrebbero poi accettato di stabilirsi nell’Agenzia Lemhi, dove avevano alcuni parenti; questo gruppo avrebbe caricato le sue cose su alcuni carriaggi lasciando così le loro fattorie della Weiser Country e del fiume Payette; altre famiglie avrebbero invece raggiunto Challis, per poi entrare a Fort Hall. Il gruppo che raggiunse l’Agenzia Lemhi sarebbe ritornato indietro nel tempo, addirittura di circa 20 anni, poco dopo la fine delle guerre indiane. Ancora nel 1898, l’agente E.M. Yearian riferiva che i gruppi di Tendoy, quindi anche quelli Sheepeaters e Weiser, erano “ben lungi dall’essere civili”, continuavano a mantenere la loro vecchia cultura, con “due terzi dei maschi sopra i 18 anni che usavano ancora tipiche brache indiane, mocassini, coperte, piumaggi e pitture sul corpo e sul viso”. La situazione sarebbe ancora cambiata, nel 1880 Tandoy aveva firmato un Trattato in cui rinunciava alla sua Riserva Lemhi, l’atto venne ratificato dal Governo il 23 febbraio 1898; l’intera popolazione nativa doveva essere rimossa a Fort Hall. Parecchi gruppi Lemhi aveva però già volontariamente raggiunto la Riserva. Nel 1905 un censimento annotava la presenza di 288 Shoshoni, 97 Sheepeaters e 81 Bannock, per un totale di 466 indiani; cinque anni prima erano però stati conteggiati in 512 anime. Dopo la morte di Tendoy (1907), il gruppo Weiser di Eagle Eye entrava a Fort Hall con il resto dei Lemhi, furono tutti conosciuti come “Shoshoni-Bannock tribe”. Alcuni discendenti di Eagle Eye hanno ancor oggi il cognome “Eagle”. Lo Sven Liljeblad ricordava che John High Eagle – anche chiamato “John Eagle” – fu per molti anni una figura rispettata a Fort Hall, come pure Charles Eagle, cugino o fratello di John Eagle. Qualcuno avrebbe speculato che Charles poteva essere lo Young Charley, il mezzosangue Nez Percé ma, secondo il Liljeblad, questa notizia sarebbe infondata. Ancora oggi, comunque, le famiglie Hoy, Thorpe, Calico, Teton, Blackhawk, Tistibo e Kaiyou avrebbero delle origini Weiser. Con il passare degli anni, alcuni di loro sarebbero diventati allevatori sul Lincoln Creek. Jimmy Hoy Jr., il figlio del trapper e della donna indiana, sarebbe tornato a lavorare nei campi di fieno di Jerusalem per diversi anni. Tragicamente la sua vita venne distrutta dal proiettile di un uomo bianco durante una rissa in un saloon di Horseshoe Bend, quando il “progresso e la civiltà erano entrati con la ferrovia nella Payette Country”.

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