Tra i “Serpenti” del Weiser

I numerosi problemi avuti dagli indiani di Fort Hall ebbero un effetto diretto anche sui gruppi Weiser, i cui rapporti con i bianchi restavano comunque precari. Durante il mandato dell’agente High a Fort Hall, gli indiani dovettero spesso uscire dalla riserva per procurarsi il cibo. L’arrivo nella Boise Valley (giugno) di un grande gruppo di Shoshoni guidati da Captain Jim – o Jim Collins come veniva chiamato -, aveva suscitato grande scalpore e preoccupazione fra i coloni; la maggior parte degli indiani avevano posto i loro “tepee” nelle zone di Middleton, mentre altri si erano stabiliti a Warm Springs, a Government Island (presso Boise) e nelle zone limitrofe.


Un trapper al lavoro

Dopo aver visitato il forte e avvisato le autorità militari delle loro intenzioni pacifiche, il Collins, Little Jim e altri capi dei Bannock, cavalcarono verso la città per incontrare il segretario E.J. Curtis, in qualità di Governatore, e altri funzionari. Il Curtis, perentoriamente, informava gli indiani di non essere i benvenuti nella Boise Valley, fu allora che Captain Jim fece un drammatico discorso alle autorità: < < Tutta la mia gente viene qui in pace. Io sono nato in questa valle ed ora gli uomini bianchi ci cacciano dal nostro territorio. Mio padre e mia padre sono seppelliti qui, nelle vicinanze delle sorgenti calde. Tutti i miei coraggiosi indiani sono con me e tutti loro sanno che i nostri antenati sono qui seppelliti… Io dico addio, ed ora ritorno a casa ma nelle prossime dodici lune, quando cresce abbondante, ritorneremo a vedere i nostri morti. Né tu, né il Grande Padre, né i soldati ci potranno fermare! >>. Il ritorno degli indiani nell’Idaho occidentale venne notato anche dalla stampa, la quale si lamentava continuamente dei “diavoli rossi” e della riduzione di truppe a Fort Boise. I giornali riferivano che grosse “bande di fastidiosi indiani” richiedevano presuntuosamente “tabacco, whiskey e altri beni”, il loro “comportamento sul Payette, sul Weiser, sul Squaw Creek, sul Willow Creek e nella Camas Prairie aumentava i problemi”. Lo “Statesman” diceva che i bianchi dovevano difendersi e che l’unica risposta era una “guerra di sterminio”. Comunque, le cifre presentate dai bianchi erano esagerate, la presenza di indiani nel territorio non era così grande; la verità diceva che piccole bande di Shoshoni lasciavano la riserva per cacciare e pescare, ma non molestavano “né i bianchi, né i loro raccolti”. Nei primi mesi del 1871 moriva il capo Taghee ed allora la “nazione Bannock si era frammentata e disorganizzata”; la maggior parte delle bande aveva raggiunto le Pianure dei bisonti e ciò dette grande sollievo all’agente High che non aveva cibo a sufficienza per sfamarli. Nello stesso anno le fonti riportavano che nella Indian Valley vi erano soltanto 83 indiani Weiser, ma nel loro territorio giungevano spesso altri gruppi che condividevano i loro pascoli e le loro vallate. I bianchi restavano comunque in forte apprensione nonostante erano ben a conoscenza dell’amicizia di Eagle Eye.


Uno Shoshone in un dipinto di James Bama

Nel luglio dello stesso anno vennero segnalati indiani ostili nel territorio e, presso l’Horseshoe Bend si diceva che due bianchi erano stati uccisi e che circa 50 guerrieri avevano raggiunto il fiume Malheur. Eagle-from-the-Light e i suoi Nez Percé furono accusati dell’attacco soltanto perché si muovevano tranquillamente sul Weiser, sul Little Salmon e sullo Snake River, sotto la grande curva del fiume, da dove “negli ultimi dieci anni avevano rubato e ucciso furtivamente”. Secondo lo “Statesman” questa banda formava il nucleo principale degli “indiani cattivi”, e dovevano essere “soggiogati se non sterminati”; il giornale concludeva dicendo che il problema era quello di “permettere agli indiani di vagare lontano dalle Riserve”. Il generale Edward Canby sottolineava che uno dei principali problemi derivava dall’utilizzo della Camas Prairie da parte dei coloni bianchi. Gli Shoshoni avevano dovuto accettare di condividere questa terra con i bianchi, i quali pascolavano le greggi che distruggevano le radici alimentari che servivano per nutrire i nativi. Il capo Eagle Eye aveva grande influenza, ma non poteva limitare i comportamenti dei vari gruppi che visitavano la Weiser Valley durante il mese di luglio. I Weiser stavano adattandosi alla presenza dei coloni nella loro valle e, nel 1872, i loro rapporti con i bianchi furono molto amichevoli; diversi coloni riconoscevano la presenza del capo e della sua gente come grandi alleati. Descritti come “utili e amanti della pace”, alcuni Weiser aiutavano i coloni a raccogliere il fieno per i loro animali. Nel frattempo, nuovi Rapporti indicavano che “600 indiani Umatilla di La Grand, Oregon” stavano spostandosi verso il Weiser per unirsi agli Shoshoni e ai Bannock. Nonostante le esagerazioni, almeno 200 indiani avrebbero raggiunto la zona per commerciare, giocare, fare corse di cavalli e organizzare “un grande pow-wow”. Come al solito, lo “Statesman” affermava che non erano “indiani amichevoli”, erano pericolosi e si stabilivano presso “insediamenti indifesi” dei bianchi, che restavano “in balia di questi barbari selvaggi”. La colpa ricadde allora sugli Agenti Indiani che consentivano a queste “bande di saccheggiatori” di lasciare le Riserve. Quando giunse il Governatore, Thomas Bennett, venne subito informato che gli indiani avevano lasciato la Camas Prairie per dirigersi verso “il paese del Weiser” con “gruppi di cattivi Bannocks”.


Una vista del Salmon River

Gli indiani vennero intercettati dal maggiore Downey sul Willow Creek, 45 miglia a est di Boise. Gli indiani di Fort Hall erano guidati da Bannock Jim, ma con loro vi erano anche i Lemhi di Tendoy; quando il maggiore ebbe modo di parlare con i capi si sarebbe accorto che erano “molto spaventati e non avevano alcuna intenzione di prendere le armi, volevano soltanto visitare i loro amici del Weiser River”. Gli indiani sapevano che gruppi di Umatilla avevano raggiunto l’alta valle del fiume Weiser, ma temevano soprattutto di attraversare le terre dei bianchi; la loro unica intenzione era quella di andare a ovest per partecipare al “rendezvous del fiume Weiser”. Anche lo “Owyhee Avalanche”, il giornale di Silver City, dichiarava che gli indiani erano pacifici e accusava l’editore di Boise di esagerare le sue relazioni. Il “rendezvous” del Weiser avvenne comunque nel luglio-agosto 1872, fu sicuramente uno dei più grandi degli ultimi anni. Circa 800 indiani Umatilla e Cayuse furono raggiunti da circa 500 Nez Percé, 75 Klikitats e 1.125 Shoshoni e Bannock, per un totale di circa 2.500 indiani stabilitisi in un grande accampamento sul Weiser. La presenza di un uomo bianco, di nome Bane, inviato nel territorio dall’Agente indiano di Lapway con i Nez Percé, avrebbe contribuito a prevenire possibili problemi. Gli Shoshoni e i Bannock avevano con loro un altro bianco, James Dempsey, sposato con una donna indiana e grande conoscitore di queste genti con cui aveva vissuto parecchi anni. L’influenza dei due bianchi sugli indiani non è comunque a noi conosciuta ma, a quanto risulta, furono molto contenti della partecipazione della banda di Tendoy, un “capo nobile di animo e ben conosciuto dai bianchi”. Le autorità americane avevano da tempo cercato di invitare i Lemhi ad entrare nella Riserva di Fort Hall per assumere la leadership delle tribù Shoshoni e Bannock. Tendoy, figlio di una donna Sheepeaters e di un Bannock, e sembrava perfetto per i piani delle autorità americane, anche se, negli ultimi tempi, abbondantemente rifornito di whiskey, il capo si prese “una grande ubriacatura” nelle zone del fiume Payette. Il capo sarebbe rimasto intossicato – almeno così riferiscono le fonti – e avrebbe “agito completamente fuori di testa”.


Indiani dell’Idaho

Sempre secondo le fonti, Tendoy avrebbe messo in giro la voce che gli indiani volevano uccidere tutti i bianchi, sia “uomini che donne”. Tutte queste notizie, messe in giro dai bianchi, cercavano soltanto di screditare il potente leader; l’intenzione era quella di iniziare la rimozione dei Weiser e la fine delle incursioni indiane. Comunque, nessuna incursione si ebbe in quel periodo e il grande “rendezvous” si concluse senza alcun problema. Intanto, nell’Oregon sud-orientale, le bande Paiutes e i gruppi sparsi degli Shoshoni, sopravvissuti alla “Snake War” di qualche anno prima, continuavano a vagare nel territorio alla ricerca di cibo. Il 12 settembre 1872, un “Ordine Esecutivo” istituiva la Riserva indiana di Malheur per “tutte le bande itineranti dell’Oregon orientale e centrale”. L’anno dopo sui 2.775 chilometri quadrati, posti sul North Fork del Malheur River, si stabilirono la banda Paiutes di Winnemucca, la “Quin River band” di Natchez – il nipote dei Winnemucca -, e la “Snake River band” del capo Egan, presto seguita dai gruppi che facevano capo a Leggins, Ochoco ed Oytes; con queste bande vi erano anche alcuni “indiani Serpenti” di Eagle Eye. Tuttavia, il grosso dei Weiser restava nelle loro antiche terre e manteneva sempre ottimi rapporti con i gruppi Paiutes settentrionali che non erano entrati nella nuova Riserva; inoltre, Eagle Eye restava un grande amico di Egan. Fu in quel periodo che gli studiosi iniziarono a chiamare “Shoshoni occidentali” i gruppi dell’Oregon sud-orientale, dell’Idaho sud-occidentale e del Nevada centrale. Gli indiani di queste terre avevano partecipato ad alcuni Trattati, soprattutto a quello della Ruby Valley del primo ottobre 1863, ma dalle autorità non avevano ricevuto alcuna rendita. Una speciale Commissione venne istituita dal Ministero dell’Interno per incontrare gli Shoshoni e i Bannock di Fort Hall, ma essa doveva anche interessarsi dei “gruppi sparsi e delle tribù erranti” della zona. Molti di questi indiani, in primavera, si erano già mossi per raggiungere la Camas Prairie, e allora vari giornali parlarono di una nuova rivolta indiana in corso.


Indiani Flathead

I Modoc, stanziati nelle terre di confine tra l’Oregon meridionale e la California settentrionale, avevano lasciato la riserva Klamath per tornare nelle loro antiche terre. Guidati da Captain Jack (Kientepoos), questo piccolo gruppo aveva preso le armi, ma era stato duramente sconfitto dalle truppe americane. Lo “Statesman” pubblicava le varie posizioni territoriali dei gruppi nativi dell’Idaho sud-occidentale, e riteneva che questi avrebbero potuto ribellarsi alle autorità; inoltre, chiedeva che i gruppi meridionali dei Nez Percé venissero definitivamente cacciati dalla vallata del Weiser. Il giornalista indicava Eagle Eye come un capo molto pericoloso alla guida di almeno una cinquantina di guerrieri e con un gruppo più limitato – circa 12 persone – presso la foce del Weiser. Nello stesso periodo “30-40 Sheepeaters” erano segnalati sul South Fork del Salmon River, a est delle terre dei Weiser; altri piccoli gruppi indiani vagavano lungo i fiumi Malheur, Boise, Bruneau e Owyhee. Lo “Statesman” chiedeva la rimozione forzata di questi indiani. L’editore di “Idaho World”, un giornale di Idaho City, concordava pienamente con le tesi dello “Statesman”, affermando che nelle vallate dei fiumi Weiser e Payette i coloni erano a disagio per la presenza di circa 300 indiani “insolenti e provocatori”. Gli editori annotavano la scarsità di truppe e sollecitavano la presenza di altri soldati a Boise. Le terre dei Weiser erano il bersaglio preferito dei giornalisti, quelle zone erano sovente luoghi di incontri intertribali. La tribù venne accusata dallo “Statesman” (in maggio) di essere “impertinente” e capace di mandare i propri cavalli nei campi coltivati dei coloni; gli indiani, non soltanto venivano accusati di bruciare l’erba, ma anche di aver dato fuoco a recinzioni e mucchi di fieno. La Indian Valley era diventata “la terra delle tribù nomadi”, ma anche il giornale dovette ricordare che gli indiani “non sono sul sentiero di guerra ma, sentendosi forti, tenevano i coloni nella paura e nel terrore”. Fu allora che nella capitale andò a formarsi una Milizia volontaria, il cui compito era quello di fronteggiare i guerrieri “carichi di scalpi dei bianchi”; 37 uomini fecero inizialmente parte di questa Milizia, che venne conosciuta come “Payette Valley Home Guards” e organizzata al Falk’s Store, nelle vicinanze di Emmettsville. Un’altra Milizia andò a formarsi a Warren e venne conosciuta come “Horse Guards”, essa comprendeva ben 120 uomini addestrati e nemici giurati degli indiani. I Weiser continuavano ad essere pacifici e parecchi indiani lavoravano nei ranch dei bianchi e “ci aiutano insegnandoci a conservare il salmone”, una importante fonte di cibo anche per i coloni.
Un’indiana Bannock
Nei mesi successivi Eagle Eye continuò a vivere in pace con i bianchi, riuscendo a controllare anche gli altri gruppi che raggiungevano le sue terre. I suoi indiani commerciavano pellicce e abiti con i bianchi e si presentavano spesso all’ufficio postale di Salubria per parlare con E.S. Jewell. Questa situazione aumentava la sua influenza, infatti qualche piccolo gruppo di Sheepeaters, Bannock e diversi membri dei Nez Percé contavano su di lui. Entro la fine del 1870 la banda Weiser aveva circa 170 anime che riconoscevano Eagle Eye come leader, inoltre molti coloni si fidavano del capo e gran parte del sentimento anti-indiano decrebbe nella vallata del Payette, dove però da tempo operavano una ventina di Bannock, guidati da Joe Bannock, e autori di qualche limitata razzia. Nel marzo 1874 l’agente Reed ordinava ad Eagle Eye di entrare nella Riserva di Fort Hall, il capo rifiutò perentoriamente. Il 13 aprile dello stesso anno un Commissario segnalava che “Una banda di Shoshoni e Bannock, sotto la guida di Eagle Eye, rimane tutto l’anno nella Weiser Valley, nel bel mezzo dei coloni bianchi, cacciando, pescando e dedicandosi al furto, tenendo così nel terrore i cittadini”. Altre “bande più subdole e più piccole sono disseminate lungo i fiumi Snake e Bruneau”; tutte queste bande di “nomadi” continuavano a “scorrazzare nel paese per poi riunirsi nelle vallate dei fiumi Boise, Payette e Weiser”. Il “nucleo centrale era rappresentato dalla banda di Eagle Eye”, la quale accoglieva anche i Nez Percé, gli Umatilla e “altri indiani del nord”. Nelle vicinanze vagavano anche i Lemhi di Tendoy, inclusi anche essi tra gli indiani ancora liberi ed indipendenti. Ancora in settembre sia i Weiser che i Lemhi rifiutarono di entrare a Fort Hall. Nella Riserva di Malheur, posta più a ovest, la situazione non era delle migliori. Quando l’agente Samuel B. Parrish vi giunse (agosto 1874) trovò ben poche famiglie indiane, il grosso ai era disperso nel territorio per cacciare e pescare; il Parrish cercò immediatamente di cooperare con i Paiutes di Egan e Leggins. Oytes, una sorta di “Profeta indiano”, con i suoi seguaci creava qualche piccolo problema, ma l’opera del nuovo agente sembrava dare qualche frutto. Più a est anche i Nez Percé erano in subbuglio, questi indiani, circa “900 vagabondi della Wallowa Valley e dei fiumi Salmon e Snake”, avevano vagato per generazioni in queste terre. La tribù non accettava alcuna Riserva e, in risposta alle azioni governative, Giuseppe (Hin-mah-too-yah-lat-kekht) convocò un Consiglio di capi. Vi parteciparono i leader dei gruppi dello Snake e del Salmon River; Eagle-from-the-Light venne sostenuto da White Bird (Pen-pen-hi-hi), e propose di opporsi all’avanzata dei bianchi anche combattendo.


Un gruppo di Shoshoni

Nonostante i due capi, la maggioranza dei leader si disse disposta alla pace. Eagle-from-the-Light, infuriato, raccolse la sua gente ed entrò nelle terre del Montana con i Flathead per cacciare i bisonti. Alla fine il bellicoso capo si sarebbe stabilito nella Riserva con suo nipote Duncan McDonald. Il 12 febbraio 1875 il Governo, con una Ordinanza Esecutiva, creava la nuova “Lemhi Valley Indian Reservation” per le “bande miste”. L’agente della nuovo Riserva riferì poco dopo che gli indiani erano stati colpiti da una epidemia di pertosse che provocò “un gran numero di morti”, così, in settembre, i Rapporti segnalavano che i Lemhi erano “molto fastidiosi e impertinenti, forse a causa dell’influenza mormone”. Anche nella “Malheur Reservation” la situazione non era delle migliori, nonostante “700 Paiutes, Bannocks e Snakes” vi avevano trascorso l’inverno. Nella Riserva di Fort Hall la situazione sembrava migliore, ma gli indiani Weiser e Lemhi continuavano ad evitarla. Nel gennaio 1875 l’agente Reed veniva sostituito da James Wright, proprio mentre nuovi coloni si insediavano nella Weiser Valley. Qualche mese dopo, il 25 giugno 1876, il territorio venne sconvolto dalla notizia della battaglia del Little Bighorn, fu allora che E.J. Curtis richiese nuove truppe per rinforzare Fort Boise, soprattutto chiedeva l’invio di soldati a cavallo da affiancare alla fanteria. Il pericolo sembrava ormai imminente, “bande indiane infestano” le terre del Weiser e dell’Owyhee. Il Curtis indicava parecchie bande che andavano da 25 ad oltre un centinaio di “guerrieri a cavallo ben armati”.
Un articolo su un massacro
Nello stesso periodo nelle zone del fiume Malheur i Paiutes di Egan mantenevano la pace e si confrontavano con l’agente Parrish; il primo luglio 1876 vi si contavano 762 indiani all’interno della Riserva. Winnemucca e la sua banda, pur restando amico dei bianchi, continuava ad opporsi all’entrata nella Riserva, in parte a causa della presenza di Oytes ma, soprattutto, per timore della fame. Molte bande si opponevano a causa dell’influenza del “Profeta Smoholla”, che viveva a Priest Rapids sul fiume Columbia. Mentre la maggior parte degli indiani del Nord-Ovest non fu direttamente influenzata da questo “Profeta”, più a sud vari capi non furono della stessa idea, fra questi, Oytes e Waltsac dei Paiutes, Toohool-hoolzote dei Nez Percé, Homily dei Walla-Walla e Talles degli Umatilla, tutti capi aventi grande influenza sulla loro gente. Nell’anno 1877 le autorità americane si impegnarono a cacciare i Nez Percé dalle loro terre più settentrionali, tutta la tribù doveva entrare nell’Agenzia di Lapway. Agli inizi di maggio il generale O.O. Howard, comandante militare del Dipartimento del Columbia, venne incaricato di procedere alla rimozione forzata incontrandosi con la banda Wallowa di Capo Giuseppe, la banda del Salmon River di White Bird e la banda di Looking Glass. Il vecchio leader Toohoohlzote fu il principale oratore della tribù. I negoziati non portarono a nulla di buono e il vecchio leader venne incarcerato, mentre la tribù Nez Percé venne avvisata che in 30 giorni doveva raccogliere le sue cose – bovini, cavalli e mercanzie – e trasferirsi nella Riserva. Lasciata la Wallowa Valley, la banda di capo Giuseppe (Joseph) attraversava lo Snake River e si accampava, con Uccello Bianco (White Bird), sul Tolo Lake, l’intenzione era quella di entrare nella Riserva. Qui, alcuni giovani guerrieri uscirono dal gruppo e assassinarono quattro uomini bianchi. Questa azione avrebbe obbligato i capi a scendere sul sentiero di guerra. Di fronte all’avanzata coloniale gli indiani dovettero reagire per difendere le loro terre e la loro libertà. Le notizie provenienti dal fiume Salmon avrebbero avuto un effetto devastante nelle terre del Weiser, dove i coloni furono presi dal panico e si prepararono a tempi peggiori ritenendo anche Eagle Eye un elemento sospetto. I coloni organizzarono nuove milizie territoriali e costruirono postazioni difensive nelle zone di Emmettsville e in altre comunità rurali, ma anche sull’alto corso del Weiser.


Paiute di Warm Spring

La comunità di Warren si aspettava un attacco indiano e aveva così iniziato la costruzione di trincee intorno alla città; spie native venivano riportate sull’alto Weiser e giungevano notizie sugli indiani Weiser alleati dei ribelli. Eagle Eye continuava però la sua opera di pacificazione, ma giungevano notizie che alcuni guerrieri della sua banda si erano uniti ai Nez Percé per preparare nuove azioni di guerra. Un privato cittadino era però convinto della loro amicizia, Milton Kelly scriveva al Governatore dicendo che tutti gli uomini della banda erano presenti nei loro accampamenti, ricordando che ne mancavano soltanto due impegnati nella caccia sulle montagne. “Indiani randagi” venivano segnalati nella zona e tre di questi furono rinchiusi nelle riserve, uno a Fort Hall e l’altro a Malheur, con altri sette catturati poco dopo. I coloni erano convinti che ormai gli ostili Nez Percé avrebbero raggiunto la vallata. John Hughes, un esperto pioniere dei tempi passati, scrisse al segretario territoriale E.J. Curtis, esprimeva i suoi timore per un attacco indiano imminente. < < In questo periodo dell’anno gli indiani si spostano sul Little Salmon per poi attraversare la Payette Valley; in estate, in questa valle vi si possono trovare dai mille ai mille e cinquecento indiani, di cui buona parte provengono dalle Agenzie di Lapway e del Salmon River, cui si aggiungono i Sheepeaters del South Salmon. La banda del Weiser è sotto la guida di Eagle Eye, essa domina la zona e viene raggiunta anche da indiani provenienti dalla Fort Hall Reservation, e da Cayuses e Umatillas provenienti dal territorio del Washington. La banda di Joseph (capo Giuseppe) raggiunge il Weiser provenendo dalla Walou Valley (Wallowa Valley) e altri indiani vengono dalle zone di Malheur e Owyhee. Solitamente passano da uno a tre mesi nella valle, cacciando, pescando e organizzando corse di cavalli o giochi d’azzardo, poi commerciano fra loro… >>. Comunque, Eagle Eye non aveva alcuna intenzione di unirsi agli ostili Nez Percé e, a quanto sembra, quando quattro indiani Nez Percé furono avvistati nell’alta valle del Weiser, i suoi indiani preferirono dileguarsi. Per sicurezza, e prevedendo guai, il capo avrebbe portato la sua gente a sud, sul fiume Payette, ma prima di partire il vecchio Captain John avrebbe pagato il suo debito alla famiglia di Ed Jewell. Gli indiani di Eagle Eye e di Captain John avrebbero evacuato la zona, in silenzio, durante la notte. Alcuni giorni dopo, “Rube” Orlando Robbins e i suoi 26 “indian fighters” si mossero da Boise per raggiungere l’alto corso del Weiser, era ansioso di combattere i Nez Percé in battaglia, pur non disdegnando di osservare i movimenti dei Weiser.


Una famiglia di Shoshoni

Il 25 giungo il Robbins riportava, al governatore Mason Brayman, che “gli indiani amichevoli avevano lasciato le terre del Weiser” e non avevano compiuto “alcun atto ostile”, inoltre ricordava che “la comunità della zona non sembrava particolarmente preoccupata”. I Weiser attraversarono il fiume Payette e posero il campo nelle vicinanze di quello del vecchio amico Egan, nelle zone di Emmettsville. Egan aveva da poco ricevuto un messaggio da parte di W.V. Rinehart – il nuovo agente della Malheur Agency -, il quale lo invitava a tornare subito nella Riserva, ma il capo, stando agli informatori, “sembra testardo”. Gli indiani non erano certamente i benvenuti sul fiume Payette e i volontari bianchi dovettero seguire i loro movimenti per tutto il mese di giugno, poi vennero raggiunti dal capitano Bendier e da una Compagnia di 48 soldati a cavallo, il loro compito era quello di intercettare gli ostili Nez Percé. Egan sarebbe ben presto ritornato alla sua Agenzia, riuscendo a convincere anche alcune famiglie di Weiser a seguirlo, ma “Eagle Eye e 20 logge della sua banda rifiutarono”. Il 28 luglio 1877 il Governatore, ben conoscendo la grande influenza di Egan, chiese vanamente al potente capo di convincere Eagle Eye ad entrare nelle Riserve con la sua gente. La posizione dei Weiser sul fiume Payette restava comunque precaria, anche perché, verso la fine di luglio, il generale Howard si metteva sulle tracce dei Nez Percé, allora Bannock Joe e il suo piccolo gruppo decise di entrare a Fort Hall. Eagle Eye e Bear Skin, un sottocapo dei Bannock che stava accrescendo la sua influenza, decisero di tenere a freno i loro indiani impedendogli di allontanarsi troppo dagli accampamenti. Gli indiani erano costantemente spiati e spesso accusati di ruberie inesistenti, uno di loro, accusato di furto sull’alto Payette, sarebbe stato arrestato e rinchiuso nella prigione di Boise. Alcune settimane erano passate dalla partenza di Egan, ma quando il capo tornò, affiancato dall’agente Turner, i Weiser erano affranti dalla nuova situazione, non potevano ritornare nelle loro terre natie.


I soldati entrano in un campo indiano

Il Turner, con l’aiuto di Egan – che aveva alcuni parenti tra i Weiser -, sottolineava che “il Governo si sarebbe preso cura di loro”; Egan esortò gli indiani ad “entrare nell’Agenzia e condividere la sua casa”, alla fine Eagle Eye cedette e la maggior parte delle bande decisero di seguirlo, fra queste anche quella di Bear Skin. Nella sua Relazione, al Commissario per gli Affari Indiani, il Turner riferì che dopo “sforzi congiunti 139 Weisers, sotto i capi Eagle Eye e Bear Skin, sono stati indotti ad entrare nella Malheur Reservation”. I Weiser entrarono nella Riserva di Malheur nell’agosto 1877, dove furono ben accolti dall’agente Rinehart. L’agente speciale Turner andò subito a visitare l’accampamento di Winnemucca sull’Owyhee, nell’Idaho sud-occidentale, inducendo il vecchio leader a ritornare all’Agenzia, ma Winnemucca e il suo sottocapo, Leggins, risposero di non aver alcuna intenzione di portare la loro gente nella Riserva, dove vi erano i seguaci di Oytes. I Paiutes di Winnemucca temevano gli “incantesimi maligni di Oytes”, un “Profeta” seguace di Smoholla che stava condizionando parecchi indiani di Malheur. Egan restava comunque l’indiscusso leader ed era rispettato anche dal generale Howard. Dopo aver parlato con Winnemucca, il Turner visitò il campo di Waltsac, capo di una banda di indiani della John Day Valley, il quale non aveva firmato il Trattato del Columbia.
Capo Winnemucca
L’agente riportava che, il 4 ottobre 1877, il capo professava la sua amicizia con i bianchi ma non intendeva portare il suo popolo nell’Agenzia, come pure la banda di Ochoco, della Surprise Valley (presso Camp Bidwell). Il 17 dicembre il Rinehart riferiva che il Turner era ormai in grado di classificare le bande vaganti della regione. L’Agente osservava che erano quelle di Waltsac che vagavano nelle zone di Priest Rapids, quella di Ochoco della ex-subagenzia di Yainax, quella di Eagle Eye proveniente dall’Idaho e quella di Winnemucca del Nevada. Il Rinehart citava anche i seri problemi finanziari, gli indiani dovevano vivere con “12 dollari l’anno per l’abbigliamento di ogni persona, 6 mila dollari l’anno per il legname, utensili, attrezzi e spese di trasporto, e 6 mila dollari l’anno per pagare i dipendenti dell’Agenzia”; inoltre ricordava che per un buon funzionamento della Riserva ci sarebbero voluti almeno 80 mila dollari, ma lo stanziamento del Congresso era stato di soli 15 mila dollari. Le forniture di cibo e vestiario invece di arrivare nel mese di marzo giunsero il 14 novembre 1877 e l’inverno sarebbe stato poi trascorso senza alcuna fornitura medica. I Weiser trovarono la Riserva “un sicuro, ma poco attraente rifugio”, essa era semplicemente un appezzamento di terra con “un paio di edifici dell’Agenzia” dove venivano “ammassati centinaia di Paiutes, Bannocks e Shoshonis”. Alla fine dell’inverno, verso la metà di marzo, “quasi tutti i Weiser” decisero di abbandonare l’Agenzia per tornare nelle loro terre. Il Rinehart non ne fu certamente sorpreso, sapeva benissimo che “in primavera gli indiani uscivano dalla Riserva per cacciare, pescare e raccogliere radici commestibili”. Comunque, quando la banda di Eagle Eye giunse sul Weiser trovò il territorio cosparso di nuove fattorie, ormai i bianchi stavano colonizzando anche la Council Valley, pochi chilometri a nord dei campi invernali della tribù posti nella Indian Valley. I problemi stavano accrescendosi grazie all’animosità dei guerrieri Bannock, i quali erano intenzionati ad entrare nella Camas Prairie per poi spostarsi nelle pianure dei bisonti. Il 14 aprile, nella Malheur Agency, il Rinehart riportava aspre discussioni tra lui e “tutti i capi tranne Winnemucca”, i quali sembravano intenzionati a creare problemi al fianco dei Bannock; i capi temevano di essere disarmati e di vedersi confiscare tutti i cavalli. Il Rinehart e il suo interprete vennero accusati di cospirare contro gli indiani. Il timore dei capi era comunque ben fondato, infatti, in gennaio, a Fort Hall, tre Compagnie di Cavalleria avevano sorpreso un villaggio dei Bannock e sequestrato loro tutte le armi e quasi 300 cavalli. L’arrivo dei Weiser creò sicuramente nuovi problemi, anche perché, stando al Rinehart, con loro vi erano altri 30 indiani non appartenenti al loro gruppo, quasi sicuramente dei Paiutes. Verso la fine di aprile, l’agente ricordava che nell’Agenzia vi erano 551 indiani. Il 5 marzo 1878 lo “Statesman” accusava gli indiani di entrare in Boise City per comperare armi e munizioni da gente senza scrupoli. Nel frattempo, nei primi giorni di maggio, circa 200 indiani si erano riuniti presso Payne’s Ferry, sullo Snake River, questi indiani venivano segnalati come “molto pericolosi”. Fra i Bannock stava mettendosi in mostra Buffalo Horn, un valoroso guerriero che aveva servito come scout nella campagna dell’anno precedente contro i Nez Percé. Verso la metà di maggio il leader visitava i Bannock delle zone di Boise, i quali avevano avuto il permesso – dal governatore Brayman – di acquistare in città munizioni per due dollari da usare nella caccia ai cervi. Buffalo Horn intanto riceveva il permesso di visitare l’agenzia degli Umatilla nell’Oregon; il capo si sarebbe fermato anche nella Malheur Reservation, dove avrebbe incitato i Paiutes ad unirsi ai suoi guerrieri. Egan, il potente leader della Riserva, accompagnò Buffalo Horn nella Riserva degli Umatilla, dove i due capi vi restarono per tre giorni.
Dal Nevada, l’agente A.J. Barnes riportava che vari emissari dei Bannock avevano raggiunto i gruppi Paiutes delle zone del Pyramid Lake cercandoli, vanamente, di convincerli ad unirsi a loro per combattere i bianchi.


Paiute di Warm Spring

Quando altri emissari interpellarono i capi Shoshoni della Duck Valley, i Bannock infuriati li accusarono di codardia e li avvertirono che dopo aver “distrutto le ferrovie e ucciso i bianchi avrebbero assalito anche gli indiani che si opponevano alla guerra”. Il 25 maggio, altri Rapporti, sicuramente migliori, riferivano che lungo il fiume Malheur la situazione era tranquilla anche se, lo stesso giorno, un gruppo di trenta guerrieri erano stati avvistati nel territorio, stavano “scortando donne e bambini”. Gli indiani erano accampati con una banda proveniente da Fort Hall e guidata da Jack Bannock. Molto preoccupati, gli agenti inviarono all’accampamento Sara Winnemucca, la figlia dell’influente capo dei Paiutes del Nevada, la quale riuscì a contattare Egan, il quale era furente per la condotta dell’agente Rinehart. Nel frattempo, il primo giugno, Eagle Eye, con 45 indiani Weiser, raggiungeva l’Agenzia per ritirare le proprie razioni, ma sarebbe poi ripartito velocemente in direzione est. Il giorno dopo le fonti riportavano che nella Camas Prairie erano iniziate le scorrerie, un bianco aveva perso la vita e altri erano stati feriti. Il Rinehart però sottolineava che i suoi indiani continuavano a mantenere relazioni pacifiche ma, il 5 giugno, alcuni gruppi abbandonarono la Riserva dopo il mancato arrivo delle razioni governative. Nella Camas Prairie la situazione stava degenerando e quando Buffalo Horn (Corno di Bisonte) incontrò le bande di Fort Hall e i Lemhi di Tendoy, era furente perché i maiali dei coloni stavano letteralmente distruggendo i campi di “camas”, ormai la pazienza era terminata. Il 30 maggio 1878 alcuni giovani guerrieri assalivano un accampamento di tre bianchi ferendone ben due. Buffalo Horn, affiancato da almeno 200 guerrieri, era ormai ben deciso ad aprire le ostilità, ma non trovò l’appoggio di Tendoy e dei Boise di Captain Jim. Gli ostili si spinsero a sud e a ovest, in direzione dell’Owyhee e dell’Oregon, Buffalo Horn sperava di rafforzarsi con altri guerrieri Paiutes ed, eventualmente, anche con guerrieri delle riserve. A sud-est della Camas Prairie, nelle zone di King Hill, i Bannock saccheggiarono alcuni carriaggi poi, raggiungevano il Ferry Glenn, attraversavano lo Snake con il barcone e poi tagliarono le funi mandandolo alla deriva; entrati nella Bruneau Valley avrebbero ucciso parecchi coloni ma si sarebbero fermati di fronte alle postazioni fortificate. Da Fort Boise si mossero le truppe del capitano R.F. Bernard, affiancate dagli scouts di Orlando Robbins, gli indiani, incalzati da vicino, dovettero spostarsi verso il Malheur dopo aver attraversato il Bruneau River. Nel frattempo la situazione stava deteriorandosi anche all’Agenzia Malheur, le varie bande stavano decidendo se entrare in guerra o mantenere ancora relazioni pacifiche. La maggior parte dei gruppi che riconoscevano Winnemucca come leader volevano la pace, ma la banda di Paddy Capp era decisa ad unirsi a Buffalo Horn, mentre Oytes profetizzava che era “giunto il momento di distruggere i bianchi e riprendere le terre natie”. Egan propendeva per la pace, ma sapeva che parecchi suoi guerrieri la pensavano diversamente. Anche Bear Skin e i suoi Bannock volevano unirsi a Buffalo Horn, come pure War Jack (Tamanmo), la cui banda era composta da Bannock e da alcuni Nez Percé; il capo aveva visitato la Riserva di Fort Hall, ma poi aveva preferito spostarsi a ovest per unirsi ai ribelli. Eagle Eye cercò con ogni mezzo di evitare nuovi conflitti, ma questa volta la sua abile attività diplomatica non dette alcun frutto, per molti gruppi nativi vi erano ben poche alternative alla guerra. A complicare la situazione giunsero le notizie dell’agente Ribehart, il quale riferiva che “250 guerrieri” della Riserva “stavano unendosi agli ostili” e che, molti capi avevano lasciato l’Agenzia per raggiungere il Juniper Lake ed incontrare Buffalo Horn. Quando giunsero i Bannock erano “in uno stato estremo di eccitazione”, avevano combattuto duramente l’8 giugno nelle zone di South Mountain (Idaho sud-occidentale). Buffalo Horn, con circa 60 guerrieri, era stato attaccato da un gruppo di volontari bianchi provenienti da Silver City; due bianchi avevano perso la vita e altri tre erano stati feriti, ma il capo dei Bannock era stato colpito mortalmente. Dopo alcuni giorni di viaggio Buffalo Horn chiese ai suoi uomini di “lasciarlo morire”. Sul Juniper Lake si erano stabiliti “450 guerrieri con più di 300 tende”, i Bannock erano furiosi e meditavano vendetta; quando Winnemucca rifiutò di unirsi a loro i guerrieri lo catturarono e bloccarono la sua gente ma, grazie alla figlia Sara, il vecchio leader e “circa 75 dei suoi seguaci” riuscirono a fuggire per poi raggiungere il campo militare sul fiume Owyhee, ed informare il Bernard che gli ostili erano intenzionati a spingersi a nord per contattare gli Umatilla e gli altri indiani del Columbia. Sara Winnemucca riferiva che gli ostili erano composti da “indiani Bannock, dalla banda di Eagle Eye e dai Piutes di Oit (Oytes)”. Dopo la morte di Buffalo Horn, il capo Egan venne tenuto prigioniero nella Riserva ma, pochi giorni dopo, il leader “aveva accettato di porsi alla testa dei gruppi ribelli dell’Agenzia Malheur”. Nel frattempo Natchez, capo di una banda Paiutes, fuggiva dagli accampamenti del Juniper Lake per rientrare nell’Agenzia riferendo che, in un primo momento, gli ostili potevano contare soltanto di “30 tende di Bannock e di indiani di Eagle Eye, con un gruppo di Serpenti, alcuni dei quali erano propensi a fuggire alla prima occasione”, poi ricordava che gruppi di guerrieri appartenenti a bande sparse stavano unendosi ai ribelli. Il grande accampamento indiano aveva accolto anche alcuni guerrieri Umatilla e Klamath, e così gli “ostili avanzavano verso nord aumentando il loro numero”; altri indiani sarebbero arrivati dal fiume Columbia, alcuni dei quali erano Sinkiuse del capo Moses (Que-tal-a-Ku). Il generale Howard riferiva che “il gruppo ostile dei Bannock era relativamente piccolo, ma si era rinforzato con tutte le bande della Malheur Agency”. Quando la notizia giunse a Portland, le autorità decisero di mobilitare le truppe, spesso affiancate da milizie di volontari.
Spostamento di Nez Perce
< < Gli indiani si spostavano continuamente saccheggiando e razziando, dirigendosi verso le terre degli Umatilla e dei Cayuse con alle calcagna le truppe del Bernard e i volontari del Robbins >>. La notizia che gli indiani Weiser si erano uniti agli ostili era stata anticipata da parecchi coloni dell’Idaho. Il 15 giugno 1878 lo “Statesman” riportava che gli obiettivi degli indiani erano soltanto quelli di “uccidere e rubare”, inoltre profetizzava che avrebbero organizzato incursioni nelle terre del Bruneau, del Malheur e del Weiser per vendicarsi dei coloni che “occupavano le loro regioni”. I coloni del fiume Payette stavano già preparandosi al peggio, gruppi di guerrieri erano stati avvistati e allora avevano costruito una fortificazione a Falk Store. Lo stesso esempio sarebbe stato seguito anche dai coloni del Weiser, i quali costruirono ben due postazioni, una sul fiume e l’altra sul Mann Creek. Dopo aver organizzato diversi gruppi di miliziani – circa 60 uomini – dieci scout vigilarono l’Old Ferry del fiume Snake. Il 21 giugno il Robbins e i suoi uomini individuarono gli indiani sul Silver Creek, a nord-ovest dell’Harney Lake; gli ostili vennero stimati in circa 2 mila anime, tra i quali molti erano guerrieri. Il 22 giugno 1878, in un audace attacco alla luce del sole, gli scouts del Robbins caricarono l’accampamento cercando di sorprendere gli ostili. Le truppe di Bernard erano intanto rimaste bloccate nella parte meridionale della zona, mentre il Robbins e i suoi, con “sei colpi di carabina” attaccarono per ben due volte, gli indiani fuggirono scalando le scogliere delle vicinanze, mentre donne e bambini si disperdevano. I capi delle bande, affiancati dai sottocapi, si spinsero a sud per incontrare le truppe, si sarebbe sviluppato un violento scontro corpo a corpo, tra i quali quello tra “Bear Skin, un capo Bannock, e il sergente Geo H. Richmond”, dove l’ufficiale colpì il capo indiano. Egan, valorosamente, “cavalcò coraggiosamente nella mischia per affrontare il Robbins”, “aveva un fucile a ripetizione e quando giunse a pochi passi dal colonnello Robbins gli sparò, poi si gettò sul lato opposto del suo cavallo risalendolo in fretta e sparando nuovamente”. Il Robbins reagì, “sparò contro il capo e gli spezzò un polso”, Egan cadde a terra dolorante e “mentre i suoi guerrieri lo portavano in salvo venne colpito nuovamente vicino all’inguine da un altro scout”. AscoltaTrascrizione foneticaIl ferimento del capo avrebbe intensificato gli scontri e le truppe furono costrette a ritirarsi, preferendo attendere l’arrivo del generale Howard. Gli americani avevano perso tre uomini e altri tre erano stati gravemente feriti, mentre le vittime indiane non furono accertate. Dopo questo scontro fu Oytes a prendere il comando delle operazioni, consigliando le bande di spostarsi ancora verso nord per raggiungere gli “alleati Umatilla e altri indiani”. Benché gravemente ferito, Egan convinse i guerrieri ad attraversare la John Day Valley, ma le truppe e gli scouts stavano alle loro calcagna. Una avanguardia indiana, il 29 giugno, ebbe uno scontro vittorioso con un gruppo di volontari presso il Murder Creek, mentre la retroguardia respingeva le truppe e poi tese un agguato sul North Fork del John Day River, furono gli scouts a scoprire la trappola e a sventare il colpo. Nel frattempo i ribelli si spostavano velocemente “uccidendo coloni, distruggendo ranch e uccidendo e macellando bestiame”, nonostante avessero le truppe alle spalle, gli americani non li poterono fermare. Una milizia di volontari di Pendleton impegnò seriamente un centinaio di Bannock ma, dopo aspri combattimenti, rischiò seriamente di venire annientata. Dopo questi tragici fatti, gli scouts localizzarono gli indiani sul Birch Creek dove, l’8 luglio, le truppe dell’Howard li avrebbero attaccati. Gli indiani erano decisi a raggiungere le terre degli Umatilla, così attraversarono le vaste pinete delle Blue Mountains; nel frattempo l’Howard agiva rapidamente con veloci movimenti di truppe e, inoltre, fece allestire di cannoni i barconi che solcavano i fiumi, queste cannoniere dovevano pattugliare lo Snake e il Columbia per impedire ai ribelli di unirsi agli Yakima e agli altri indiani del Washington. Il capitano Evan Miles, con circa 500 uomini, a marce forzate stava spostandosi verso l’Agenzia degli Umatilla, che venne raggiunta il 12 luglio 1878, mentre gli ostili erano ancora sul fiume Snake. Proprio quando le truppe stavano facendo colazione, alcuni guerrieri scesero dalle colline e attaccarono, erano probabilmente una piccola avanguardia.


Tendoy (Tin Doi), capo dei Lemhi Shoshoni

Gli Umatilla, guidati dal capo Umapine (Wa-kiu-kou-we-la-sou-mi), con i colori di guerra e ampi copricapi di piume, “si sedettero a guardare la battaglia dall’alto di un colle”. Lo scontro durò una intera giornata e poco prima del tramonto gli ostili si ritirarono, 5 soldati avevano perso la vita e alcuni erano stati feriti. L’11 luglio il capitano Harry Egbert, con un battaglione di soldati, dalla Indian Valley si spostava verso i Payette Lakes, il suo compito era quello di impedire il ritorno degli ostili nel territorio. Allarmante era la notizia che gli indiani si stavano spostando nuovamente verso l’Idaho e probabilmente avrebbero attraversato il fiume Snake per entrare nelle terre della Weiser Country. Il capitano A.J. Borland, della Milizia Territoriale, sarebbe giunto nella zona soltanto la seconda settimana di luglio e avrebbe riportato che, la popolazione era in “condizione deplorevole e molto eccitata”, e i coloni si erano fortificati nel centro della valle. Il capitano della Milizia locale, T.C. Galloway, confermava la pericolosa situazione nella Weiser Valley e rilevava che essa era “la casa dei due principali capi degli ostili”, chiaro riferimento ad Egan e ad Eagle Eye. I cittadini di Boise dettero allora vita ad un gruppo di volontari che, al primo segno di pericolo, si sarebbero spinti verso la Weiser Valley. Nello stesso periodo, dopo la battaglia del 14 luglio contro le truppe del capitano Miles, Egan guidava gli indiani nelle Blue Mountains per attendere l’arrivo dei guerrieri Umatillas. Alcuni giorni dopo, un grande gruppo di indiani Umatillas, guidati da Umapine, Five Crow (Pak-ut-ko-ko) e Yettinewitz, si sarebbero stabiliti nelle vicinanze del campo di Egan. Gli ostili non erano a conoscenza del fatto che gli Umatillas si erano accordati con gli ufficiali per uccidere o catturare Egan, in cambio del tradimento Umapine sarebbe stato “perdonato con tutta la sua gente”. I capi Umatillas finsero grande amicizia nella discussione con Egan, discussione che si svolse fuori dall’accampamento, su volere degli Umatilla stessi, il capo degli ostili aveva al suo fianco soltanto altri sette leader con qualche guerriero. Esistono comunque diverse versioni su ciò che sarebbe accaduto, però, ad un segnale convenuto, gli Umatilla aprirono il fuoco uccidendo il capo e tredici dei suoi seguaci, inoltre, alcuni “indiani di Malheur” vennero catturati.

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