Tra i “Serpenti” del Weiser

I Sheepeaters, del Middle Fork del Salmon River, continuavano a vivere isolati sulle loro montagne, restavano ancora sconosciuti alla maggioranza dei bianchi e, come i Weiser Shoshoni, non percepivano ancora alcuna minaccia portata contro di loro. L’arrivo di Eagle-from-the-Light, e della sua banda di Nez Percé, nelle terre dei Weiser avrebbe probabilmente accentuato nuove forme di guerra, portate avanti dai Boise e dai Bannock di Pasigo. Nel luglio 1862 un gruppo di minatori sarebbe però entrato nelle terre dei Weiser, attraversarono il corso del fiume Salmon e scoprirono giacimenti d’oro nella parte settentrionale del territorio. Nel giro di un mese la notizia si sparse a macchia d’olio e centinaia di cercatori si riversarono nella vallata; qualche tempo dopo, nella parte sud-orientale delle terre della tribù, giunsero diversi minatori nel bacino del Boise, erano guidati da George Grimes. I Boise li assalirono, uccisero il Grimes e poi misero in fuga i suoi compagni, ormai, però, l’invasione bianca stava penetrando inesorabilmente anche nel Boise Basin. Nello stesso mese di luglio, una carovana guidata da scouts molto esperti, e dal ben noto pioniere Tim Goodale, attraversava il fiume Payette alla ricerca di un percorso più breve della “Oregon Trail”. Alcuni scouts seguirono una pista indiana che portava sull’alto corso del Weiser, dove vi erano gli accampamenti invernali della tribù (nelle vicinanze dell’attuale Cambridge, Idaho); non riuscendo a trovare un passaggio fino alle Seven Devils Mountains, i bianchi si misero a costruire una specie di mulattiera attraverso le montagne a partire da Brownlee Ferry fino all’Hells Canyon.


Una mappa disegnata da Clark nel 1805

Pasigo, il bellicoso capo dei Bannock, passò parola a tutti i gruppi Shoshonean, “quando le foglie diventano rosse” gli indiani dovevano riunirsi, poi, “quando le foglie ingialliscono e iniziano a cadere”, gli indiani avrebbero dovuto combattere per “distruggere gli invasori”. Le depredazioni sarebbero riprese, ma non abbiamo alcuna indicazione storica sulle attività dei Weiser. Il generale Benjamin Alvord, comandante degli U.S. Volunteers del Distretto dell’Oregon, era ben conscio dell’imminente pericolo, così decise di inviare forze, sotto il comando del colonnello Reuben F. Maury, per controllare la “Oregon Trail” tra Fort Boise e il fiume Salmon. Il suo compito era quello di punire gli ostili. Il 5 ottobre 1862, il generale Alvord scriveva: < < I Nez Percé possono entrare in guerra e incitare le tribù alla rivolta. Gli Snakes possono attaccare i campi minerari a sud del Salmon River. Gli indiani sono perennemente in guerra. Eagle-from-the-Light, un capo Nez Percé che ha sposato una donna Snake, ha con sé una piccola ma pericolosa banda, e si dice che sia in contatto con gli Snake >>. Il 24 ottobre 1862 il generale invitava i capi dei Nez Percé ad un nuovo Consiglio, vi si presentarono i capi Lawyer, Joseph, Big Thunder e tutti gli altri leader, ma non “Eagle-from-the-Light”. Si giunse alla stipulazione di un accordo che permetteva alle truppe di posizionarsi sul fiume Clearwater per “proteggere gli indiani”; proprio nel periodo in cui “il paese degli indiani” veniva invaso da “venditori di whiskey” ed era ormai “infestato di ladri e assassini”. Gli indiani lanciarono allora una lunga serie di attacchi sulle piste dell’Oregon e della California; racconti di aggressioni ed “omicidi” si moltiplicarono giornalmente negli insediamenti dei bianchi. La situazione, soprattutto nella parte orientale del territorio, restava disperata, e grande apprensione in tutto il West fece la notizia del “Massacre Rock”, operata dalle bande di Pocatello. Il colonnello Patrick Connor, con i suoi California Volunteers, giunse a Salt Lake City nel tardo 1862. Il 29 gennaio 1863 le sue truppe intercettavano la banda di Bear Hunter in un campo invernale sul Bear River. Fu uno spietato massacro che portò alla morte di circa 200 nativi. Dopo quattro ore di carneficina le perdite indiane furono calcolate in 224 morti e 160 donne e bambini catturati, le truppe avevano perso 14 uomini con 49 feriti. La battaglia del Bear River avrebbe scosso seriamente gli Shoshoni, la notizia si sarebbe diffusa velocemente e avrebbe raggiunto anche gli accampamenti dei Weiser.
L’invasione bianca del Boise Basin si sarebbe materializzata nel corso dell’autunno del 1862. Migliaia di minatori, faccendieri, giocatori d’azzardo (“gamblers”) e mercanti cominciarono ad arrivare ininterrottamente dall’est. L’itinerario principale era rappresentato dalla vecchia pista indiana “utilizzata dagli Umatilla e da altri indiani dell’Oregon” per raggiungere le terre dei Weiser. L’arrivo dei bianchi fu devastante, infatti organizzarono immediatamente una spedizione di 80 volontari, affiancati da alcuni mercanti e, il primo marzo 1863, si spinsero a sud sotto la guida del capitano Jeff Standifer. Seguendo il corso dello Snake entrarono nelle terre di Owyhee attaccando alcuni accampamenti indiani; i bianchi catturarono parecchi bambini indiani e poi tornarono trionfanti alle loro basi. Ormai, anche la pacifica vita dei Weiser era in serio pericolo. Una grande minaccia per gli indiani Weiser fu però rappresentata da una spedizione inviata a sud dall’Agenzia di Lapway. Tre Compagnie, sotto la guida del colonnello Robert F. Maury, entrarono in campo per punire i ribelli “Snakes”. Lo scopo della spedizione era quello di attaccare indiscriminatamente qualsiasi gruppo nativo. I Weiser, messi in guardia dal pericolo rappresentato dai soldati a cavallo, fuggirono e si dileguarono nelle zone più inaccessibili del loro territorio. Qualche tempo dopo il Maury entrò inutilmente nella Camas Prairie alla ricerca di bande ribelli appartenenti alle tribù Shoshoni e Bannock. Il distaccamento del Currey avrebbe incontrato una piccola banda di “12 tepee”, erano indiano pacifici e l’ufficiale “non poteva far fuoco su un nemico disarmato e supplicante, allora prese le loro scorte di cibo e fece catturare il capo”. Questa “eroica azione” rappresentò il risultato finale di circa 200 miglia di “duro viaggio”. Nello stesso periodo, il colonnello Connor, con i suoi “California Volunteers”, stava setacciando l’Idaho sud-orientale, ma non trovò alcuna resistenza da parte delle bande Shoshoni del territorio. Nel frattempo, James D. Doty siglava un Trattato di Pace (agli inizi luglio) con le bande di Washakie. Anche Pocatello inviava messaggeri per chiedere la pace per le bande del nord-ovest, così, il 30 luglio 1863, veniva firmato il Trattato di Box Elder. Il capo Pasigo venne informato da Winnemucca, leader dei Paiutes del Nevada, di una nuova conferenza di pace con i bianchi. Il “meeting” si tenne sul fiume Humboldt sotto la guida dell’Agente Indiano dell’Humboldt, John C. Burche; gli indiani promisero di sospendere gli attacchi se i bianchi avessero sospeso tutti i loro “atti aggressivi”. Nel 1863 vennero stipulati cinque separati Trattati con il Doty, vi avrebbero partecipato cinque bande Shoshoni, restavano però escluse le bande dell’Idaho sud-occidentale, fra i quali i Boise. Anche la costruzione di Fort Boise non avrebbe comunque posto fine alle incursioni nell’area, i problemi sarebbero continuati dopo la creazione dello “Idaho Territory”, specialmente nei confronti dei minatori che si inoltravano nelle Owyhee Mountains.


Mappa dell’Hell’s Canyon

Due Compagnie di minatori volontari presero le armi nell’estate del 1864 ed entrarono nella regione di Owyhee, ingaggiando una battaglia campale con i Paiutes della zona. Il governatore Caleb Lyon stava muovendo allora il suo “Processo di Pace”. Il 10 ottobre 1864 siglava un Trattato con gli indiani Boise, promettendo loro una Riserva. Il Trattato non venne però mai ratificato dal Governo centrale. Nella regione del Payette la situazione non era invece delle migliori. I bianchi provocavano continuamente, parecchi fuorilegge travestiti da indiani commettevano depredazioni di ogni genere e, come al solito, gli Shoshoni, i Bannock e i Paiutes del territorio venivano incolpati. William McConnell, un allevatore stabilitosi nella Jerusalem Valley, poco sopra l’Horseshoe Bend, nel 1864, dette vita ad un “Comitato di Vigilantes” così, entro l’anno successivo, la maggior parte dei fuorilegge venne cacciata dalle vallate del Weiser e del Payette. Nel frattempo, intorno al 1865, le bande Weiser dei Mountain Shoshoni erano sotto la direzione di alcuni leader, il cui capo principale era riconosciuto in Eagle Eye. Il capo, conosciuto con un nome inglese, era noto alla sua gente con un termine pronunciato “Igrai”, aveva ormai grandissima influenza e teneva sotto il suo controllo tutti i gruppi Weiser, mantenendo inoltre buoni rapporti con i bianchi. Il suo atteggiamento avrebbe aumentato la sua influenza anche su altri gruppi limitrofi che non effettuavano scorrerie contro gli insediamenti dei bianchi. Se i Boise Shoshoni erano stati decimati dalle guerre, alcune bande Shoshonean avevano preferito risalire il corso del Weiser per unirsi alla tribù di Eagle Eye. Più a sud il capo Egan (“Ehegante”, “Blanket-Owner”) portava i suoi Paiutes nelle terre del basso corso dei fiumi Weiser e Malheur, e lungo il corso dello Snake. Egan era di etnia Shoshoni ma, allevato dai Paiutes, divenne un grande leader avente forti legami familiari con Winnemucca, il potente capo dei Paiutes di Owyhee (Nevada). Di diverso parere era il generale Howard, il quale erroneamente affermava che Egan era “un mezzosangue Umatilla e Paiute”, ma il capo restava indiscutibilmente uno Shoshone, il cui nome shoshone “Ehegante” significava “Quello-che-Porta-la-Coperta”. Anche se Egan venne fortemente influenzato dagli ostili gruppi Paiute del sud e dell’ovest, il capo fu sempre amico di Eagle Eye e mantenne anche buoni rapporti con i bianchi delle terre del Weiser. Quando però decise di spostarsi sul fiume Malheur, Egan e i suoi Paiutes avevano deciso di appoggiare gli indiani ostili. Un altro piccolo gruppo, quello di Yaggety, che viveva sul basso corso del Payette, avrebbe deciso di deporre le armi ed accettare la supremazia americana; mentre i Bannock del Payette, guidati da Bannock Joe, restarono relativamente tranquilli. I Nez Percé di Eagle-from-the-Light occasionalmente scendevano dal nord, e pur non amando i bianchi, evitavano qualsiasi tipo di conflitto. Comunque, Eagle Eye non aveva alcun controllo sui gruppi ostili del sud e dell’ovest. Quando i minatori entrarono nella “Owyhee country” sarebbero scoppiati seri problemi con gli indiani Paiutes, anche se Winnemucca e, stranamente, Pasigo, si sarebbero adoperati per mantenere la pace. In un editoriale dell’Idaho Statesman (marzo 1866) veniva riportato che “almeno una dozzina di gruppi sono ben disposti verso i bianchi, ad eccezione della tribù Sheep Eaters”, questi gruppi “trattano i bianchi con gentilezza e cordialità”. Howluck, un “importante capo degli Snake”, la cui banda vagava dall’alto Weiser all’Oregon centrale, stava incoraggiando “i Klamath Lake, i Modoc e altre bande dell’Oregon” a compiere incursioni contro gli insediamenti coloniali. Le bande dell’Oregon – sotto la guida di Wewawewa, Paulina e Oytes – stavano inasprendo gli attacchi e così, nel corso del 1866, la frontiera era in fiamme. Questi gruppi dell’Oregon si spostavano dalla parte meridionale dello Stato alla Owyhee Valley (Idaho sud-occidentale), poi attraversavano lo Snake River per attaccare i ranch del basso Weiser. In giugno la “Malheur band of the Snakes” colpiva duramente il Buttermilk Ranch, per poi spostarsi nella Burn River Valley per colpire alcuni insediamenti.


Fila di esploratori nelle terre indiane

Vennero immediatamente poste delle taglie sugli indiani: 100 dollari lo scalpo di un uomo, 50 per quello di una “squaw” e 25 dollari per quello di un bimbo sotto i 10 anni. Ora, gli indiani Boise, Camas e Bruneau erano alla mercé dei cacciatori di taglie. La situazione stava ormai precipitando ed allora, l’11 dicembre 1866, il generale George Crook assumeva il comando delle operazioni a Fort Boise. Poche settimane dopo il suo arrivo giunsero notizie di depredazioni presso la foce del fiume Boise, allora decise di mettersi in movimento per una lunga campagna durata circa due anni. L’esercito non dette alcuna tregua alle bande ostili, incalzandole in profondità e distruggendo i loro campi invernali ed estivi, gli indiani si trovarono in seria difficoltà e non poterono raccogliere radici di “camas” e cacciare tranquillamente. La strategia di Crook era chiarissima, impedire agli indiani di raggrupparsi, riposare e rifornirsi di cibo; il suo assalto implacabile fu portato avanti con varie campagne invernali e con la creazione di postazioni temporanee site in posizioni strategiche all’interno del territorio degli ostili. Durante gli scontri e le campagne i Weiser di Eagle Eye sarebbero rimasti tranquillamente sulle loro montagne, evitando qualsiasi contatto con il mondo dei bianchi; la loro esistenza era ancora praticamente sconosciuta ai coloni dell’Idaho. Altri gruppi, forse influenzati dal leader, avrebbero preferito ritirarsi o estraniarsi dalla lotta per ritirarsi nelle terre del fiume Weiser. Nella primavera del 1867 altre depredazioni venivano segnalate a nord dello Snake; in marzo i ranch del basso Weiser furono nuovamente assaliti, circa quaranta cavalli sarebbero stati razziati e molti ammazzati. Qualche tempo dopo, però, le truppe di Crook sarebbero riuscite a sospingere i ribelli nelle terre dell’Oregon, i suoi metodi stavano evidentemente dando i primi frutti; nelle zone dell’Owyhee River e nell’area delle Steen Mountains vi furono parecchi scontri e gli indiani non ebbero certamente la meglio. Piccole bande sarebbero state distrutte o avrebbero deposto le armi per essere rimosse dal territorio. I coloni dell’Idaho erano inferociti ed avevano le proprie idee su come liberare il paese dalla minaccia indiana. Nell’aprile 1867 un gruppo di allevatori assalirono i guerrieri di Paulina nella John Day Country, il capo perdette la vita e ciò avrebbe aumentato il risentimento indiano. Le truppe continuavano le loro campagne e altre bande vennero distrutte e rintracciate nei mesi invernali nell’interno degli aspri deserti dell’Idaho, eppure gli ostili continuavano la lotta contro gli invasori bianchi. I problemi del basso Weiser erano ormai ben noti alle autorità, i coloni stavano all’erta ma, nel giugno 1867, un Rapporto presentato a Boise City, diceva che una banda di indiani si era stabilita sull’alto Weiser e che, questa banda, era in “procinto di compiere incursioni” contro i coloni della valle. Ora anche gli indiani Weiser erano stati scoperti dai coloni bianchi, ed allora alcuni scouts delle truppe risalirono il fiume, ma si astennero da qualsiasi scontro con i guerrieri della tribù. Tre mesi dopo, nel settembre 1867, Eagle Eye e la sua banda, però, venne ufficialmente riconosciuta come “ostile”. L’esercito fu allora costretto ad intervenire, sua intenzione era quella di “distruggere le bande di indiani ostili e di predoni che vivevano nelle vicinanze del Weiser”. Il 4 ottobre, il tenente Thomas Barker, “un esperto cacciatore di indiani”, si diresse sul fiume Weiser per ritirarsi poi a est, sul Salmon River. L’ufficiale aveva capito che gli autori delle depredazioni non erano gli indiani locali, ma guerrieri che avevano attraversato il Weiser provenendo dal fiume Snake per cacciare nel territorio. Gruppi di indiani si erano spinti in direzione del Farewell Bend per cacciare, ma non avevano partecipato ad alcun assalto contro gli insediamenti. Quando il Barker scoprì un accampamento della banda di Eagle Eye, concluse che il gruppo contava dai 75 agli 80 indiani. Nell’accampamento abbandonato furono trovate impronte di mocassini che misuravano 17 pollici e mezzo; la stampa prese subito atto di questa notizia e lo “Idaho Statesman” offrì subito “50 dollari per l’alluce di questo essere dei boschi”, il suo scalpo poteva valere anche 100 dollari. La leggenda del “Bigfoot” aveva ormai preso piede nel territorio e molte dicerie furono sentite durante tutta la campagna. Si diceva che furono gli stessi indiani Weiser a contribuire a diffondere la leggenda, utilizzando enormi mocassini per impaurire i bianchi. Non sappiamo dare spiegazioni plausibili ma, un vecchio detto dei Nez Percé diceva che “i piccoli Bannock hanno grandi piedi!”. Howluck, un capo Shoshonean delle zone dell’Owyhee, era ritenuto un indiano ostile e pericoloso, le leggende dicono che era oscuro, terrificante e simile al “Bigfoot”. La figura del “Bigfoot” venne rappresentata anche dalla stampa e si diffuse velocemente in tutto il Nord-ovest. Non tutti i bianchi consideravano i Weiser associati ai gruppi ostili. Il governatore David W. Ballard scriveva che, “nel centro del territorio, nelle vicinanze di Warren, vive una piccola banda di un centinaio di amichevoli indiani Shoshones”. Però ricordava che i gruppi non ostili dovevano essere rimossi immediatamente nella “Fort Hall Reservation” già in giugno, per staccarli completamente dagli che, “selvaggi, feroci e guerrieri vagavano per attaccare gli insediamenti”. Il Ballard avrebbe tentato di incontrare i fratelli Bannock John e Bannock Jim (“Pagwite”), leader importanti delle bande Bannock e Shoshoni dei Boise, dei Camas e dei Bruneau, ma i due capi preferirono astenersi causa l’assenza di Taghee, il leader indiscusso delle bande del territorio. Il 21 giugno 1867, Taghee fu presente al Consiglio, quando la maggior parte dei capi si dissero disposti a trattare con il Governatore; Taghee ricordava però che non poteva fermare i gruppi Sheepeaters che entravano nelle sue terre per assalire gli insediamenti.
John Jacob Astor
L’agente Luther Mann, di stanza a Fort Bridger, identificava gli indiani Sheepeaters come una banda poco conosciuta che viveva nelle Salmon River Mountains; il “Superintendent of Indian Affairs” dello Utah, F.H. Head, concludeva che gli Sheepeaters avevano firmato il Trattato di Soda Springs (1863). Comunque, anche il potente Taghee si rifiutò di prendere la parola a nome di questi indiani, mentre il Ballard doveva convenire sulla necessità assoluta di contattare questi Mountain Shoshoni, ed allora Bannock John si disse disponibile a tentare di convincere gli Sheepeaters a rispettare i patti di non aggressione. Anche Eagle Eye fece sentire la sua voce, dichiarando di non essere disposto a rimanere perennemente sull’alto corso del Weiser, dove la sua banda sarebbe stata sottoposta a periodi di fame e, probabilmente, anche ad attacchi di bianchi senza scrupoli. Con la “Snake War” il rischio per gli indiani non belligeranti era notevole, soprattutto se dovevano raccogliere radici nelle pianure dove vi erano gli insediamenti coloniali; Eagle Eye, onde evitare qualsiasi tipo di problema, decise di trascorrere l’inverno del 1867 sulle montagne. Nel maggio 1868 il generale C.C. Augur negoziava a Fort Bridger con gli “Snakes, Bannocks ed altri indiani”. Il generale venne accolto amichevolmente da Taghee e Washakie; durante l’incontro Taghee si disse contrario a portare la sua gente nella Riserva del Wind River, voleva soltanto stabilirsi “nel paese di Port Neuf e nella Camas Prairie”. Quando i gruppi orientali degli Sheepeaters – che avevano scelto di unirsi ai Lemhi di Tendoy (Un-ten-doip) – appresero che Taghee e la sua gente avevano ricevuto aiuti per 4 mila dollari, un gruppo – guidato da Captain Jim, figlio di Peiem, l’ex leader dei Boise – si presentò in luglio a Boise City per accusare Ballard di non aver invitato la sua gente al Consiglio. In effetti, stando ad alcuni bianchi, gli indiani di Tendoy vivevano “in miseria e nella sporcizia”, fu allora che l’agente Mann venne incaricato di indagare. Il 24 settembre 1868 venne concluso un Trattato con Tendoy a Virginia City (Montana), gli indiani cedevano tutte le loro terre e accettavano di ritirarsi nella Lemhi Valley; il Senato americano non avrebbe mai ratificato questo Trattato. La situazione si faceva ormai troppo complicata, gli indiani Boise, Camas, Bruneau e Sheepeaters non riuscivano a capire il perché i Bannock di Taghee avevano ricevuto parecchie merci di provenienza europea. Il Ballard e l’agente Charles Powell dovettero intervenire per affrettare la costituzione della riserva di Fort Hall. Il Powell riferiva che, “La situazione degli indiani sotto la mia giurisdizione mi ha costretto a limitarmi ad alcune azioni circoscritte. Da una parte vi sono gli ostili Serpenti e Piutes, dall’altra i bianchi i quali, nella maggior parte, intendono distruggere i nativi. I bianchi si sono stabiliti in terre appartenenti agli indiani, poi si sono sparsi anche sulle montagne alla ricerca di metalli preziosi; gli indiani diventano così degli uccelli da preda, costretti ad essere spennati e distrutti…”. Nel frattempo la “Snake War” continuava. Nel maggio 1868 le truppe catturavano il capo Egan e la sua banda, composta da sole 10 logge, sulla forcella settentrionale del Malheur River, nelle vicinanze di Castle Rock. Il mese successivo anche Howluck, con 61 indiani della sua banda, venivano colti di sorpresa e catturati nella parte orientale dell’Oregon. Gli indiani “Winnemuccas”, una banda Paiute guidata dall’omonimo capo Winnemucca, vennero catturati poco dopo e deportati a Fort Smith; questa situazione avrebbe costretto Wewawewa e altri leader ostili a chiedere immediatamente la pace. Gli indiani ostili si sarebbero arresi nel mese di luglio a Fort Harney, le campagne invernali di Crook avevano costretto gli ostili a deporre le armi; il generale richiese la restituzione di tutti i beni razziati, promettendo loro una vita migliore. La stampa dichiarò ufficialmente chiusa la “Snake War” proprio mentre Ballard e i suoi agenti stavano pianificando la rimozione dei Boise e dei Bruneau che non avevano trattato con le autorità; le bande erano ormai “indigenti” e la priorità era diventata quella di portarli a Fort Hall.


Lungo la Boise Valley

Il Governatore richiese ripetutamente aiuti e fondi per prendersi cura dei “quasi seicento Shoshoni” che vagavano ancora sull’alto corso del fiume Boise. Eagle Eye e i suoi Weiser avevano invece trascorso l’inverno 1867-68 fuori dalla portata delle truppe di Crook. Quando la notizia della pace avvenuta li raggiunse, i Weiser si sentirono al sicuro e decisero di ritornare sull’alto corso del Weiser, ben sapendo che la parte occidentale del loro territorio era ormai invasa dai minatori, l’oro era stato scoperto sul Gold Fork del fiume Payette. I cercatori non soltanto avevano raggiunto l’alto Payette, ma ormai stavano esplorando anche il South Fork del Salmon River e progettavano di spingersi nelle inesplorate terre del Middle Fork, nel cuore del territorio dei Sheepeaters. Alcuni Rapporti del 1868 indicavano però che gli indiani stavano “in agguato”. Nei primi mesi del 1868 i primi coloni bianchi si sarebbero stabiliti nelle zone del fiume Weiser, per poi spingersi anche più a nord raggiungendo la disabitata Middle Valley. Nel frattempo giungevano notizie riguardanti una “banda di razziatori Snakes” che si era stabilita presso le sorgenti del Weiser. Un gruppo di esperti scouts, guidato dal colonnello James B. Sinclair, si mosse da Fort Boise il 16 luglio; la spedizione era composta da nove militari, dal capo degli scouts – Sinora Hicks – e da sette indiani Boise. Il gruppo si spinse nell’alta valle del fiume Weiser con razioni limitate a soli otto giorni, avvistato dagli indiani, Eagle Eye decise di evacuare il suo accampamento per fuggire sulle montagne. I Weiser vennero intercettati presso la confluenza del Little Salmon con il Salmon River; 41 indiani vennero catturati, tra questi Eagle Eye, dodici dei suoi uomini e 28 donne e bambini, la banda aveva con sé 21 cavalli e grandi quantità di salmoni secchi e di radici “camas”. Il colonnello, convinto che altri indiani della banda erano nella zona, trascorse altri 13 giorni alla loro ricerca, alla fine desistette e fu convinto del contrario. Ritornato a Fort Boise, il Sinclair si rese conto che i Weiser non erano gli indiani che avevano compiuto razzie nel territorio, i veri responsabili erano una piccola banda di Boise Shoshoni, separatasi dal grosso della tribù qualche tempo prima, e che ora temeva la ritorsione dei bianchi. Lo “Idaho Statesman” faceva notare che l’operato del Sinclair era riuscito a creare nuove relazioni amichevoli con gli indiani Weiser, i quali dovevano però essere rimossi a Fort Hall il più presto possibile. Qualche giorno dopo Eagle Eye incontrava il Ballard e gli alti ufficiali dell’esercito, i quali decisero di lasciarli liberi di ritornare nelle loro terre. Alcune settimane dopo vennero segnalati saccheggi e razzie nelle zone del basso Weiser, allora l’agente George Hough lasciava Boise (7 settembre 1868) per rintracciare Eagle Eye e la sua banda, gli indiani si erano stabiliti nei loro vecchi accampamenti sul Little Weiser River, un territorio che i bianchi avrebbero poi chiamato “Indian Valley”. Nel frattempo una dozzina di famiglie di coloni si stabilivano nella parte settentrionale della Weiser Valley, ma gli indiani del territorio non dettero loro alcun problema. I Weiser non avrebbero opposto alcuna resistenza anche grazie ai loro pacifici capi. Sinora Hicks e Walter Mason trascorsero l’inverno cacciando sulle montagne, decisero allora di visitare gli indiani Weiser. Vennero accolti amichevolmente da Eagle Eye, il quale disse loro che oltre le montagne, “a circa 20 miglia di distanza”, si erano stabiliti “indiani sconosciuti e selvaggi” che vivevano di caccia e di pesca. Il Mason trasse le solite conclusioni, erano “indiani ostili che quando vedevano un bianco cercavano di prendergli lo scalpo”. Nel febbraio del 1869 il Mason rientrava a Boise City e riportava che la banda Weiser, composta da una settantina di persone, doveva essere rifornita di cavalli e di armi, ma che non era disposta ad entrare nella riserva di Fort Hall. Il capo disse chiaramente al Mason che non aveva alcuna intenzione di spostare la sua gente per ridurli come gli indiani Boise, i quali, con i Bruneau, soffrivano la fame fuori dalla riserva. In dicembre, intanto, all’agenzia non era giunto neanche un soldo per aiutare gli indiani durante i mesi invernali, così si erano sparsi nel territorio alla disperata ricerca di cibo; alcuni giunsero persino a mendicare sulle strade di Boise City, o facendo qualche lavoretto per i bianchi della zona; altri, e questo era ancor più grave, avevano perso le loro coperte scommettendo con alcuni bianchi. Infine, la triste opera venne chiusa da una devastante epidemia di morbillo, mortale per parecchi indiani della riserva che si erano stabiliti poco a nord di Boise. Il Ballard dovette intervenire e, con i pochi fondi a disposizione, in primavera, iniziò a spostare una parte dei Boise a Fort Hall; gli indiani, fra i quali anche qualche banda di Bruneau, accettarono la nuova situazione, soltanto pochi gruppi preferirono restare nelle loro antiche terre. L’esodo ebbe luogo il 13 marzo 1869, circa 1.150 Boise e Bruneau, e circa 150 Bannock, vennero scortati dalle truppe nella riserva mentre erano alla ricerca di cibo lungo il fiume Snake. Gli Sheepeaters e i Weiser di Eagle Eye rifiutarono di muoversi e, questi ultimi, si ritirarono nell’alta vallata del fiume. In quel periodo i Weiser erano valutati dai bianchi in circa 150 anime, stanziate tra la foce del Weiser e il fiume Salmon; i coloni li descrivevano “molto cordiali e seriamente impegnati a convincere gli ostili a chiedere la pace”.


Fort Astoria nel 1813

Intanto, qualche gruppo di Sheepeaters dell’Idaho centrale stava unendosi ai Lemhi e ai Weiser proprio mentre nelle zone di Leesburg veniva scoperto l’oro, e migliaia di cercatori entrarono nel territorio, specialmente nelle zone di Loone Creek. Per gli indiani del territorio era una autentica disgrazia, il loro paese invaso dai bianchi poteva mettere a repentaglio il loro tipo di vita; qualche gruppo di Mountain Shoshoni sarebbe allora riuscito a recuperare qualche cavallo per poi poter cacciare i bisonti al fianco dei Lemhi. Fra questi vi furono gli “indiani Pasasigwana”, una banda Sheepeaters stanziata a nord della Camas Prairie, in vicinanza del Salmon River; questo gruppo avrebbe velocemente raggiunto la Lemhi Valley; altri gruppi Sheepeaters, che non possedevano cavalli, si sarebbero spostati a ovest per unirsi ai Weiser di Eagle Eye. Andy Johnson, un capo degli Sheepeaters del South Fork del Salmon River, che aveva sposato una donna della tribù Weiser, sarebbe stato uno dei primi ad unirsi ad Eagle Eye e la sua banda. Gli Sheepeaters del Middle Fork erano stati da sempre in stretto contatto con i Weiser nonostante fossero più affini ai Lemhi di Tendoy, con i quali spesso cacciavano e pescavano insieme. Le notizie sui Weiser erano comunque poco chiare, dopo una consistenza numerica di circa 150 anime, un’altra fonte parlava invece di “68 indiani Weiser Shoshones”, restava comunque difficile stabilire veramente la loro consistenza, in quanto la banda era spesso divisa in vari gruppi che si spostavano autonomamente nel territorio. Alcuni bianchi ritenevano però che nel villaggio vi fossero comunque sempre almeno un centinaio di indiani; inoltre, non dobbiamo dimenticare che i loro accampamenti erano spesso visitati da gruppi Paiutes, Bannocks e Nez Percé. I Weiser erano allora molto rispettati dalle altre popolazioni del territorio; Eagle Eye continuava a mantenere posizioni pacifiche nei confronti dei bianchi e così, nonostante la presenza di bande ostili, la pace era allora rispettata. La “Snake War” era terminata e numerosi gruppi raggiungevano le terre del Weiser per cacciare e raccogliere radici. Fu in questo periodo – nel decennio 1860-70 – che gli indiani Weiser erano in via di sviluppo, sia a livello sociale che politico, stavano allora diventando una vera e propria banda. I Weiser erano allora armati e possedevano anche un buon numero di cavalli. Verso la fine del decennio, però, numerose bande ostili entravano nella valle per unirsi agli altri gruppi che annualmente si radunavano per il “rendezvous”, è probabile che le grandi capacità oratorie e di leadership di Eagle Eye abbiano indotto questi gruppi a mantenere l’alta vallata del Weiser in un luogo di pace. Nell’estate del 1869 i primi coloni bianchi apparvero per stabilirsi permanentemente lungo il corso del Little Weiser River, i coloni si stabilivano proprio dove i Weiser avevano i loro campi invernali. Successivamente, all’indomani del “Gold Rush” nell’Idaho meridionale, le vallate dei fiumi Payette e Weiser iniziarono ad attrarre nuovi coloni. Il territorio cominciò ad essere costellato da case, stalle e fienili, da campi recintati e da autentiche distruzioni di terre ricche di approvvigionamenti per gli indiani. Probabilmente questi ultimi, i Weiser, guardavano i nuovi venuti con grande curiosità. La Council Valley, posta circa 10 miglia a nord della Indian Valley, era un’altra sede dell’annuale “rendezvous” nativo, questa restava ancora disabitata e non investita dall’immigrazione bianca. Intanto le autorità americane stavano progettando la rimozione dei Weiser a Fort Hall. Il Ballard riportava (29 aprile 1869) che vi erano ancora dei “renegades” Bannock, Sheepeaters e Boise che si opponevano alla rimozione. Il colonnello De Lancey Floyd-Jones arrivò a Boise City il 12 giugno 1869 e, il mese dopo, venne raggiunto dal tenente W.H. Danilson, che rimpiazzava il Powell a Fort Hall. Dopo aver conferito con il governatore Ballard, il Floyd-Jones decise la rimozione dei Weiser come la principale priorità d’azione. Verso la metà di agosto, affiancato dal colonnello Sinclair e da un piccolo distaccamento militare, il Floyd-Jones visitava il campo di Eagle Eye per accertarsi dell’esatto numero e delle condizioni della piccola banda.


I cavalli erano arrivati per merito dei Nez Perce

Quando il Sinclair visitò Fort Hall si rese però conto che il piano di rimozione doveva essere ritardato; lo sforzo degli agenti per sviluppare l’allevamento nella riserva era miseramente fallito. Nel frattempo i Weiser avevano stabilito tre campi invernali permanenti nella Indian Valley; due di questi videro la presenza di indiani Nez Percé guidati da un leader pacifico e noto ai bianchi come “Indian Charley”, questi aveva scelto di stabilirsi presso gli Shoshoni del Weiser. Un altro leader importante che si era stabilito nel territorio era Andy Johnson, capo di una banda Sheepeaters, il quale era cognato di Eagle Eye; la banda di questo capo vagava originariamente sul South Fork del Salmon River. Inoltre, sembra che nel territorio vi fosse anche la banda Bannock di Bear Skin, ed anche quelle di Big John, Captain John e Chuck, questo ultimo un capo importante dei Lemhi. Tutti questi leader riconoscevano Eagle Eye come “Hyas Tyhee”, il capo indiscusso e principale. I Weiser erano sicuramente una popolazione facilmente identificabile rispetto agli gruppi Shoshoni che frequentavano la zona, mentre invece l’influenza degli elementi culturali portati dai Nez Percé ed anche dai Bannock avevano lasciato un visibile segno sui gruppi più occidentali degli Sheepeaters; comunque, anche i loro vicini Paiutes avrebbero subito influenze culturali appartenenti ai gruppi del Plateau. Dalle fonti risulta che, nel 1870, i Weiser venivano riconosciuti facilmente dai bianchi, erano un gruppo ben distinto che stava però anche esso subendo forti influenze esterne e veniva ormai ritenuto una “banda mista”. Lo “Statesman” riferiva che gli indiani continuavano a raccogliere radici nella Camas Prairie, per poi ritornare nelle zone del Boise provocando “grande allarme fra i bianchi del territorio”.

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