Gli anni del dopoguerra e la ricostruzione del Sud

Il Governo Federale reagì con un po’ di ritardo, ma fermamente: tra il 1870 e il ’71 furono varati successivamente due “Force Act” che prevedevano pene molto dure per chi fosse ricorso alla forza per impedire ai cittadini l’esercizio del voto,e chi violava la legge in generale; instaurarono la Legge Marziale e autorizzarono l’uso dell’Esercito per combattere queste organizzazioni. Infine uscì il “KKK Act”, che pose fuori legge specificamente questa organizzazione ormai solo criminale.
Il magnate Rockfeller
A partire dal Dicembre del 1865, si venne a creare una situazione in cui i repubblicani radicali – che sostenevano una linea di condotta dura nei confronti del Sud – riuscirono ad avere la meglio sui “moderati”, pur essendo in netta minoranza.
Ciò è da imputarsi essenzialmente agli sbagli che commise il neo-Presidente Johnson, il quale, inaspettatamente, aveva ripreso la linea programmatica “morbida” del defunto Lincoln.
I moderati, pur se infastiditi, sarebbero stati inizialmente disposti a seguirlo, ma finirono presto per “radicalizzarsi” e lo abbandonarono.
Il primo passo di questo insanabile conflitto tra Johnson e praticamente tutti i rappresentanti del Governo e del suo Partito, si ebbe quando il 4 Dicembre 1865 il Congresso, durante la prima seduta dopo l’assassinio di Lincoln, respinse tutti i rappresentanti degli Stati, eletti secondo la “regola del 10%” voluta da Lincoln e applicata da Johnson.
Il Congresso provvide inoltre a costituire un “Comitato misto sulla Ricostruzione”che propose due nuove leggi. Johnson si vendicò del rifiuto che il Congresso gli aveva posto, mettendo subito il suo veto: e con questo gesto si inimicò non solo l’ala “ultras”,ma tutto il suo Partito.
Le due leggi erano il “Freedmen’s Bureau Bill” e il “Civil Rigths Bill”.
Il primo, del Febbraio 1866, si proponeva di contrastare i famigerati Codici Neri prolungando nel tempo e potenziando l’azione del già costituito Freedmen’s Bureau che cercava di ridurre al minimo i casi di discriminazione razziale, facendo ricorso ai Tribunali militari e ponendosi in tal modo come una vera e propria autorità in opposizione a quella dei singoli Stati. Johnson pose il suo veto perché ritenne che il primo fosse incostituzionale, in quanto, essendo ormai in tempo di pace, non si doveva più far ricorso ai Tribunali militari; e il secondo, perché invadeva la sfera di competenza dei singoli Stati del Sud, i quali, oltretutto,non avevano rappresentanti al Congresso,essendo ancora fuori dall’Unione.
Quanto al secondo, sui diritti civili, Johnson era convinto che avrebbe finito addirittura con il discriminare i bianchi a favore dei neri. I Repubblicani furono talmente irritati che Radicali e Moderati si ricompattarono e conseguirono i 2/3 di maggioranza necessari a riproporre le due leggi e a farle passare, “in barba” al Presidente e ai suoi veti!


Ogden, cittadina dello Utah

Il Civil Right Bill fu in seguito, nel 1868, incorporato nella Costituzione come XIV Emendamento. Oltre a ciò, si sancì il divieto di accesso alle cariche pubbliche per i coinvolti nella “ribellione” e non venne riconosciuto alcun debito verso i sostenitori finanziari della Confederazione, né indennità e risarcimento per la perdita degli schiavi. In sostanza, chi aveva prestato denaro o materiali (ad esempio cotone) alla Confederazione o aveva perduto i suoi schiavi, aveva di fatto perso tutto!
Solo il Tennessee ratificò questo Emendamento, e nel 1866, fu il primo Stato ex-confederato a essere riammesso nell’Unione. Questo Stato aveva abolito la schiavitù ancora prima che la guerra fosse terminata, e una parte della sua popolazione era già contraria alla secessione prima della guerra e rimase sempre ostile alla Confederazione.
I toni del confronto si fecero aspri. Johnson arrivò ad accusare esplicitamente i Repubblicani di tradimento e coinvolgimento nella morte di Lincoln! Ma il suo problema principale era che a sostenerlo non c’era quasi più nessuno. Cercò di mettere in piedi un “Movimento per l’unione nazionale”, ma lo seguirono solo alcuni Democratici che gli avevano perdonato il passato voltafaccia (Johnson prima della guerra era stato un Democratico).
Nel 1866 si svolse la campagna elettorale per nominare i membri del Congresso,e i Repubblicani ottennero un enorme successo sia al Senato che alla Camera. Erano riusciti a far votare i negri a loro favore, e potevano ora contare su una maggioranza che avrebbe consentito di aggirare ogni ostacolo posto dal Presidente.
In ogni caso, il Presidente si poteva considerare finito: il 24 Febbraio 1868 fu messo in stato di accusa (126 voti contro 47) per “gravi crimini e comportamento illegale nell’esercizio delle sue funzioni”. Dopo più di un anno di infruttuose se pur accuratissime indagini sul suo passato e sul suo operato, i Repubblicani erano finalmente riusciti a “incastrarlo“ e a metterlo in stato di accusa: era l’impeachment!
Dixie, la canzone del Sud
Johnson aveva commesso l’imprudenza di destituire il ministro Stanton, con l’opposizione del Senato e in aperta violazione al “Tenure of Office Act”; aveva sollevato dall’incarico tre alti Comandanti militari di stanza nel Sud, perché vicini all’ala repubblicana radicale, sostituendoli con dei moderati o Democratici (violazioni al Command of Army Act); aveva applicato il condono ai Ribelli che non avevano prestato il giuramento di fedeltà all’Unione, e voleva farli votare, in barba alla recente legge.
Si aggiungevano accuse di avere tenuto arringhe intemperanti, provocatorie e scandalose, per gettare in discredito tutto il Congresso.
Chi aveva brindato alla morte di Lincoln, convinto che tolto di mezzo lui non ci sarebbero più stati ostacoli, aveva dovuto amaramente ricredersi;ed ora il Congresso cercava di togliersi dai piedi l’ultimo sasso che ostruiva il suo percorso.
Ma Johnson, grazie a un solo voto,inaspettatamente, fu assolto dalle accuse.
Se fosse caduto, al suo posto sarebbe salito il presidente del Senato Benjamin F. Wade,che molto probabilmente si sarebbe presto inimicato una parte dell’opinione pubblica, a causa delle idee eccessivamente protezionistiche e inflazionistiche: e ciò era temuto dai Repubblicani più ancora che la permanenza di Johnson alla presidenza. Le elezioni presidenziali erano vicine e non bisognava alienarsi l’elettorato con mosse sbagliate. Ecco forse il vero motivo del fallimento dell’impeachment.
E poi, era chiaro che dopo una simile “bastonata” Johnson aveva perso ogni velleità di opporsi e tirava ormai solo a concludere il suo incarico senza avere altri problemi.
Ma che cosa volevano fare i Repubblicani cosiddetti “radicali”?
I Radicali erano dei convinti abolizionisti, ostili alla classe dei grandi piantatori sudisti – che fino ad allora avevano detenuto il potere al Sud – e il loro principale intento era spezzare definitivamente l’egemonia degli aristocratici, confiscare le loro terre e distribuirle agli ex-schiavi, garantendo a questi ultimi i diritti politici e l’indipendenza economica.
Il primo passo da compiere era perciò quello di ridurre all’impotenza gli Stati del Sud, mantenendoli “in quarantena” sotto un rigido controllo militare.Poi era indispensabile far votare i negri per mandare uomini del Partito Repubblicano al governo degli Stati del Sud, a costo di ricorrere anche all’inganno, alla coercizione e al ricatto. Ciò che premeva ai Repubblicani era mantenersi al potere. Tra gli avversari politici, i Democratici, c’erano molti filo-sudisti, che avrebbero potuto riportare al potere negli Stati del Sud persone che non davano sufficienti garanzie di fedeltà all’Unione: lo spauracchio di una nuova “secessione” in forme non del tutto prevedibili, portava i Repubblicani alla convinzione che solo la continuità del loro governo avrebbe dato stabilità alla Nazione appena uscita dalla guerra.
Per i Radicali il debito pubblico del Nord doveva essere pagato almeno in parte dal Sud.
Thaddeus Stevens
Il Sud era responsabile di aver scatenato la guerra, e la classe aristocratica ne era stata la principale artefice: quindi niente amnistie, sconti o donazioni, ma confische, e una speciale tassa sul cotone,che frutterà ben 68 milioni di dollari, di cui il Sud già estremamente impoverito dovrà privarsi. Alle spalle degli “ultras” repubblicani c’erano gli industriali e i banchieri che avevano imprestato molto denaro per sostenere lo sforzo bellico, e ora premevano per riaverlo con gli interessi e in oro. Pertanto, bisognava tenere la ”mano di ferro” che avrebbe impedito di profondere denaro al Sud per ricostruirlo e per risarcire i proprietari di schiavi. Una “Pace Cartaginese” e… guai ai vinti!
Si procedette a dividere gli Stati che non erano ancora rientrati nell’Unione in 5 Distretti sotto il comando di Generali che imposero la Legge Marziale; vennero privati del diritto di voto tutti coloro che avevano imbracciato le armi contro l’Unione ; tutte le autorità locali, dai Governatori ai semplici sceriffi, persero il loro potere; e si stabilì che solo dopo democratiche elezioni e l’accettazione del XIV emendamento gli Stati secessionisti sarebbero rientrati nell’Unione.
Il XIV emendamento (1868) riguardava la cittadinanza degli Stati Uniti, la tutela dei diritti della persona, e l’eguaglianza tra le persone di colore e non: in linea di principio bianchi ed ex-schiavi avevano eguali diritti che l’autorità federale doveva tutelare (“equal protection of the law”). Il XIV emendamento rappresentò un cambiamento strutturale all’interno del sistema costituzionale americano a cui seguì nel 1870 il XV, che affermava che nessun cittadino degli Stati Uniti poteva essere privato del diritto di voto per motivi di razza,colore o precedente stato di servitù. Bisogna prendere atto che queste modifiche della Costituzione furono frutto degli anni della Ricostruzione repubblicana, e ciò è cosa non da poco!
Charles Sumner
Ma è altrettanto necessario dire che non ci volle molto ad aggirare furbescamente queste leggi, trovando i soliti cavilli e facendo ingannevoli “distinguo”.
Basti un esempio: il XV emendamento vietava chiaramente di privare del diritto di voto per motivi razziali, ma non impediva di farlo per altri motivi!
Così i Sudisti, appena poterono, si inventarono la “clausola del nonno”: per votare bisognava essere figli o nipoti di persone che avevano votato in precedenti elezioni e, in ogni caso, bisognava saper leggere e scrivere; o era necessario pagare una tassa,
la “poll tax”. Per quanto riguarda la “equal protection of the law”, il discorso è molto semplice: le violenze e le prevaricazioni sui neri vennero sempre giudicate da corti non federali ma statali, in cui i giudici bianchi simpatizzavano con i colpevoli, che venivano quindi regolarmente assolti!
Entro il Giugno del 1868 sette Stati avevano adempito alle norme che erano contenute nei “Reconstruction Acts” e furono riammessi: si trattava di Nord e Sud Carolina, Louisiana, Alabama, Florida e Arkansas. Per il Texas, il Mississippi, la Virginia e la Georgia, ci vollero ancora altri due anni.
Una figura tipica del periodo della Ricostruzione è lo “Scalawag”.
La parola riprendeva il nome della località di Scalloway, nelle isole Shetland, dove si allevavano animali di taglia ridotta. Letteralmente significa “bestia denutrita”.
Ma questo non dice molto: in realtà il termine, coniato dai Sudisti a cui bruciava sempre la sconfitta e l’umiliazione dell’occupazione nordista, è inteso nell’accezione più offensiva possibile: reprobo, furfante, canaglia, maligno… Scalawags erano quei Sudisti bianchi che si misero in politica, passando dalla parte dei Repubblicani. Erano considerati politici e affaristi senza scrupoli,e ci furono realmente gli opportunisti volta gabbana che volevano solo mettere le mani dove c’era da prendere; ma in realtà tra di loro esistettero anche gli onesti; uomini che già prima della guerra erano avversi alla schiavitù e alla secessione, ostili al ceto aristocratico dominante e intenzionati a fare finalmente – a loro giudizio – una buona amministrazione, dopo gli anni dell’odiatissima egemonia aristocratica.


Un famiglia di schiavi neri del Sud

Ma – come si sa – in situazioni di tensione e insoddisfazione, in cui la propaganda da entrambe le parti crea confusione e incertezze, si finisce col fare “di ogni erba un fascio”.
Molti uomini del Nord si trasferirono nel Mezzogiorno e monopolizzarono la vita pubblica: dei sette Stati rientrati nell’Unione entro il 1868 (Tennessee compreso), ben quattro avevano Governatori nordisti; e su 14 Senatori e 35 Rappresentanti, 10 e 20 rispettivamente era gente del Nord, calata al Sud per cercare successo politico ed economico. Si trattava dei cosiddetti “Carpetbaggers”: gli uomini che viaggiavano con la valigia fatta di tessuto di tappeto,tipica di quei tempi. Erano considerati dai Sudisti come un branco di avventurieri senza scrupoli, pronti a cercare il successo politico al solo scopo di arricchirsi o concludere affari disonestamente, traendo enormi profitti con ogni sorta di speculazione. Naturalmente,anche in questo caso non era esattamente così! Non ci sono dubbi che diversi Carpetbaggers, entrati al governo degli Stati del Sud e dediti agli affari, si dimostrarono dei furfanti, ma si ritiene che una larga parte abbia agito con senso civico e sufficiente onestà.
Il Sud offriva grosse opportunità a chi aveva intraprendenza e senso degli affari. C’erano ottime possibilità di investire nell’industria, nel commercio e nell’agricoltura: con pochi soldi si potevano comperare grandi piantagioni, i cui vecchi proprietari o erano morti o erano in rovina. Impiantare, ad esempio, uno stabilimento tessile nel Sud, per chi aveva i fondi necessari, era un vero affare dal momento che si poteva disporre della materia prima e della manodopera direttamente sul posto e a poco prezzo. Le Compagnie ferroviarie iniziarono a competere tra di loro per accaparrarsi i sussidi degli Stati e ottenere cessioni di terreni per milioni di dollari.


Un gruppo di casette per gli schiavi a Savannah (Georgia)

Alla fine,però, la situazione appare desolante: mentre prima della guerra, nel 1859, le ferrovie del Sud erano il 26% del totale dell’Unione; dopo la guerra, nel 1880, non erano ancora riuscite a risalire nemmeno al 20% . Le industrie, che durante la guerra erano miracolosamente sorte un po’ ovunque nella Confederazione, dal 14,7% nel 1860, erano scese a meno del 12% nel 1880, con un capitale investito di un misero 4,8%.
Ma i dati vanno interpretati anche alla luce di un fatto molto importante: mentre il Sud ricostruiva lentamente, il Nord progrediva velocemente in tutti i settori, in proporzione molto più elevata rispetto al Sud, distanziandolo quindi ancora di più rispetto agli anni pre-bellici.

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Commenti

Una risposta a “Gli anni del dopoguerra e la ricostruzione del Sud”

  1. Gambassini Giovanni, il 23 Dicembre 2009 14:43

    Ciao a tutti.

    Non sono mai riuscito a trovare una fonte in cui si dica quante erano le stelle sulla bandiera Unionista nel 1862.

    Qualcuno mi può aiutare.

    Gragie

    G. Gambassini

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