Ben Thompson, un pistolero temibile

Nel mese di novembre 1863 Thompson tornò a casa per sposare Catherine L. Moore, la figlia maggiore di Martin Moore, un ricco mercante e proprietario terriero. Ben servì la causa della Confederazione sino alla resa del generale Lee nel 1865 ad Appomattox (Virginia).
Con la fine della guerra le truppe del Nord occuparono le terre del Sud per il tempo necessario alla ricostruzione di ciò che era stato distrutto e soprattutto per la riunificazione degli stati in un’unica nazione. Durante l’occupazione delle forze unioniste del Texas, Ben sparò e ferì un uomo che lo aveva minacciato con una pistola. Per tale fatto venne processato e tenuto in un campo di concentramento, uno di quei posti nei quali venivano allora confinati i ribelli.
Durante la prigionia venne a sapere che agenti dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo arruolavano volontari che combattessero in Messico contro i ribelli di Benito Juarez. Dopo settimane di reclusione, persa la speranza di tornare in libertà in tempi brevi, Ben decise di tentare la fuga. Il 22 ottobre 1865, assieme a due sergenti e un paio di disertori, Ben riuscì ad evadere e raggiungere il Messico dove per un paio di anni servì fedelmente Massimiliano sino alla sua caduta avvenuta nel maggio 1867. Come è risaputo, lo sfortunato imperatore, fratello di Francesco Giuseppe d’Austria venne catturato e fucilato dai Juaristi.
Sam Hall
Tornato a Austin nel Texas, Ben si trovò subito nei guai. Il 2 settembre 1868 venne infatti arrestato per aver sparato e ferito il cognato James Moore dopo che questi aveva colpito con una pistola, causa rancori tra loro, la moglie di Ben facendola rotolare per terra. La ferita di Moore fu intenzionalmente leggera dal momento che Ben non voleva la morte del cognato. Comunque venne dichiarato colpevole e condannato a quattro anni di lavori forzati da scontare nel carcere di massima sicurezza di Huntsville (Texas).
Nel 1869 durante la prigionia, sua moglie Catherine diede alla luce un figlio che venne chiamato come lui, Benjamin. Nel frattempo venne riconsiderata la sua posizione per cui, graziato dal presidente Grant, Ben Thompson poté tornare a casa con l’intento di seguire il proprio istinto che lo avrebbe portato a diventare un giocatore di professione. Intanto il Texas che si stava riprendendo dalle ferite della guerra di secessione, stava letteralmente scoppiando per la presenza di milioni di capi di longhorn, molti dei quali incustoditi e non marchiati. Bisognava trovare il modo di trasportarli ai mercati dell’est e a tale scopo un allevatore yankee, Joseph G. McCoy, ebbe l’idea di costruire grandi recinti presso alcune città del Kansas che si trovavano lungo la ferrovia Kansas-Pacific. Da lì le mandrie sarebbero poi partite per i mercati di Chicago, Boston e New York.
Città come Abilene, Ellsworth, Wichita, Hays e Dodge City divennero i capilinea delle mandrie del Texas. Le città crescevano come funghi, anche in una sola notte e con esse la confusione. Migliaia di cowboy provati dal lungo viaggio, una volta a destinazione, dopo un buon bagno caldo, si riempivano di whiskey cosa che li rendeva del tutto incontrollabili. La gente del nord li detestava, ma li tollerava per i dollari che i texani riversavano nei loro saloon. Figure leggendarie di marshals come Wyatt Earp, Bat Masterson, Wild Bill Hickok ecc. vennero assunte nelle varie città di frontiera per tutelare l’ordine che sembrava non esistere più.
Nel 1871 al seguito delle mandrie texane ritroviamo Ben Thompson ad Abilene proprietario del Bull’s Head saloon assieme all’amico pistolero Phil Coe.
La carica di marshal della città per quel anno era ricoperta da Wild Bill Hickok, il “gunfighter” per eccellenza. James Butler Hickok era un maledetto nordista per tutti i texani e Phil Coe era texano.
Bat Masterson
I due, pur rispettandosi a vicenda, non erano affatto amici. Una sera Coe infranse l’unica regola che Wild Bill aveva imposto ad Abilene, quella del divieto di sparare per alcuna ragione a cose o a persone. Quella sera Hickok stava tranquillamente cenando in un ristorante quando un colpo d’arma da fuoco risuonò in Texas street. Di colpo Wild Bill raggiunse l’Alamo saloon da dove pare venisse lo sparo. Entrò con le pistole in pugno, chiese il perché dello sparo e di nuovo uscì dal locale. Nell’uscire individuò Phil Coe e quando i due si trovarono di fronte, Coe si giustificò dicendo di aver sparato accidentalmente ad un cane. Poi all’improvviso, invece di riporre la pistola nella fondina, il texano fece partire un secondo colpo all’indirizzo di Hickok. Il proiettile sfiorò l’anca del marshal che rispose al fuoco. Un secondo dopo Coe cadeva in terra colpito allo stomaco da un proiettile di Hickok. In quel frangente, purtroppo, il marshal colpì del tutto involontariamente anche il suo assistente che dall’ombra era apparso per essergli di aiuto. Il corpo di Phil Coe venne caricato su un carro da Bud Cotton e riportato in Texas. Ben Thompson in quel frangente non si trovava ad Abilene. Qualche mese prima aveva incontrato la moglie e il figlio a Kansas City. Con la famiglia stava tornando verso Austin quando il carro sul quale viaggiavano improvvisamente si ribaltava causando serie ferite a lui, alla moglie e al figlio. Riportata la famiglia in Texas, Ben Thompson ritornò al nord nel Kansas. Sulla strada del ritorno gli toccò di incontrare il carro di Cotton che stava trasportando il corpo di Phil Coe. Ben Thompson pianse amaramente la morte dell’amico.
Sebbene il 1871 fosse stato un anno amaro per Ben a causa della morte di Coe e dell’incidente capitato alla sua famiglia, in dicembre la moglie Catherine gli diede una figlia a cui venne dato il nome di Kate. Il 1871 fu anche l’anno che sancì la fine di Abilene come capitale del bestiame.

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