I fucili Sharps

A cura di Lorenzo Barruscotto

Il famosissimo fucile Sharps del 1874
I simboli della Frontiera non sono stati solo la Colt 45 Peacemaker o il Winchester “Yellow boy”. Nel West avreste avuto a disposizione un’ampia scelta di sputa-fuoco. Una tra le più potenti e micidiali armi che si potevano trovare sulla piazza era lo Sharps Creedmoor 1874.
Gli Sharps erano una serie di fucili a colpo singolo di grande calibro, sviluppati a partire da un progetto di Christian Sharps del 1848. Divennero famosi per la precisione a lungo raggio.
Nel 1874 questa specie di cannone esisteva in una grande varietà di calibri ed era stato adottato dagli eserciti di parecchie nazioni.
Queste letali invenzioni sono diventate anch’esse icone dell’epopea dell’Ovest americano: il primo prototipo fu brevettato e prodotto a Mill Creek, in Pennsylvania, nel 1850.
Una pubblicità della Sharps
Tale fucile avrebbe avuto un ruolo di primo piano nei conflitti che insanguinarono la Frontiera. Venne usato nella Guerra Civile da più unità dell’Unione, in particolare dai tiratori scelti. In quel momento, tuttavia, molti ufficiali erano diffidenti nei confronti delle armi “di ultima generazione” perché, dicevano, incoraggiavano gli uomini a sprecare munizioni. Inoltre, lo Sharps era oneroso da fabbricare (richiedeva tre volte il costo di uno Springfield per esempio, carabina in voga tra i soldati). La maggior parte di essi era stata consegnata ai reparti di cecchini, ma costituiva anche una delle opzioni più comunemente trasportate dai reggimenti di cavalleria, sebbene poi molti furono sostituiti da carabine Spencer a 7 colpi. Tanti furono pertanto convertiti negli aspetti modernizzabili ed usati anche dai civili durante le guerre indiane nei decenni immediatamente successivi.
Rappresentava un “dispensatore di morte di qualità superiore” con una precisione notevole e questo era dovuto principalmente alla ricercatezza nella lavorazione, nonché alla facilità con cui poteva venire ricaricato anche da una posizione in ginocchio o prona.


Christian Sharps (1810-1874)

Alcuni esemplari che si fanno risalire alla Guerra Civile avevano una caratteristica insolita: una smerigliatrice a manovella nel calcio. Anche se a lungo si è pensato che potesse essere, pensate, un macina-caffè, la sperimentazione con alcuni dei pochi modelli sopravvissuti suggerisce che il suo vero scopo fosse quello di macinare mais o grano. Beh, è strano comunque.
Il modello Sharps del 1874 era particolarmente popolare.
Un volta concluso il conflitto tra Nord e Sud, i fucili convertiti dell’esercito divennero armi da fuoco personalizzate destinate a cacciatori di bufali e veterani delle piste verso il Pacifico. Si utilizzarono alcune delle più potenti cartucce di polvere nera mai realizzate. Vennero anche ideate speciali versioni e riproduzioni a lunga gittata per l’allora popolare stile Creedmoor di tiro al bersaglio da mille iarde (910 metri circa).


Una carabina Sharps

Cosa c’è di speciale in quell’anno e quel modello? E’ presto detto: nel 1874 il poligono di Creedmoor, esatto, proprio come il nome dello schioppo, come lo chiamerebbe il buon Kit Carson, in questione e della tecnica con cui veniva adoperato, nei pressi della città di New York, ospitò una gara di tiro sulla lunga distanza che venne seguita e documentata da tutti i giornali degli Stati Uniti e dell’Impero Britannico ed ottenne una risonanza mai vista prima.
Tutto ebbe inizio sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico: una squadra irlandese che dominava le gare in Irlanda e Gran Bretagna lanciò una sfida ai colleghi americani, chiedendo di confrontarsi con loro in una sorta di campionato del mondo.
Le distanze definite sarebbero state di 800, 900 e 1000 iarde. Come già accennato una iarda misura circa 0,91 metri, quindi non si trattava di un giochetto da ragazzi. Non lo sarebbe neppure adesso.


California Joe con il suo fucile Sharps

La squadra irlandese era guidata da un certo capitano Walker, niente a che vedere con il Ranger Chuck Norris, ma il componente più noto per l’epoca era un famoso armaiolo di Dublino, costruttore tra l’altro delle carabine usate dalla sua squadra. Si trattava di armi ad avancarica sebbene esistessero già i fucili a retrocarica. Si pensava però che questi ultimi non potessero eguagliare le prestazioni di quelli ad avancarica per il tiro di precisione.
Gli americani accettarono ma non avevano a disposizione armi in grado di competere con quelle degli avversari e quindi venne chiamata in causa la fabbrica Sharps (ed anche la Remington in parallelo) per tenere alto l’onore della bandiera a stelle e strisce.
Quelle “made in USA” erano quindi “canne tonanti” a retrocarica e “per giunta” realizzate da artigiani, il che fece storcere il naso ai puristi europei. La gara in ogni caso iniziò il 26 settembre, davanti ad un pubblico di circa diecimila spettatori, con le tre sessioni di prove.


Un cacciatore con il suo Sharps

Il risultato rimase incerto fino all’ultimo tiro, da 1000 iarde, e decretò la vittoria del team americano con uno scarto di soli 3 punti, cioè 934 contro 931. Pare che sia stato determinante l’errore di un concorrente irlandese il quale sparò un colpo su un bersaglio che non era il suo.
La denominazione deriva da Creed, una famiglia che aveva posseduto in precedenza delle proprietà terriere da quelle parti. La stazione della ferrovia locale che partiva da Long Island prese il nome di Creedmoor, apparentemente dall’espressione “Creed’s Moor”, dove “moor” significa brughiera.
Quando si lotta, per una gara o a maggior ragione per salvare la pelle, nel vecchio e selvaggio West come nella vita di tutti i giorni, si finisce sempre per giungere ad un confronto, tra fucili o tra uomini. Noi e gli avversari, noi contro noi stessi, bene contro male, portatori di stelle contro furfanti.
Ed è bene anche ricordare che non si deve fare troppo affidamento sulla propria mira, soprattutto quando si vuole colpire senza essere visti, non bisogna essere mai troppo sicuri di sé: la terra potrebbe franarvi sotto i piedi nel momento peggiore. Ciò che conta veramente, sempre, è quello che abbiamo nel cuore, non l’arma che possiamo impugnare.


UnoSharps appartenuto ad un guerriero al Little Bighorn

Quando una prova ci sembra troppo difficile da affrontare è opportuno ricordare che se veniamo minacciati da un atteggiamento che rievoca quella celebre battuta ripresa in più di una pellicola cinematografica, dalla Trilogia del dollaro per intenderci, e non solo: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”, noi possiamo e dobbiamo ribattere con le stesse parole di Tex Willer, pronunciate in risposta ad un fuorilegge che aveva sputacchiato la summenzionata sbruffonata in un confronto all’ultimo sangue, prima di dare la parola alla Colt: “Me lo fumo nella pipa, il tuo proverbio. Bisogna vedere chi è l’uomo che impugna la pistola!”

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